• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 6 di 6
  1. #1
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
    Data registrazione
    28-05-2002
    Messaggi
    1,308

    Parere su bambino con difficoltà di gestione della rabbia

    Ciao ragazzi,
    sono alle prese con i primi piccoli pazienti e per questo mi assalgono mille dubbi e la paura di sbagliare è tanta. In questi giorni è arrivato un bimbo di 7 anni e mezzo, i genitori riportano una difficoltà nella gestione della rabbia, sia a scuola che a casa tanto che a scuola le insegnanti sono ricorse al chiamare la mamma durante la ricreazione per contenerlo. Il bambino lamenta frequenti prese in giro in particolare di un bambino che però ricerca come compagno di giochi. Inizierò i colloquio con la coppia genitoriale e inizierò a vedere il bimbo da solo dalla prossima settimana. Voi come procedereste in un caso come questo? Grazie!
    Nel momento in cui uno si impegna a fondo, infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute...Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere e magia.Incominciala adesso!


  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di stellina3041
    Data registrazione
    05-04-2004
    Residenza
    padova
    Messaggi
    75

    Riferimento: Parere su bambino con difficoltà di gestione della rabbia

    Ciao Pec,

    I dati che illustri sono molto scarsi, quindi un primo passo sarebbe, da parte mia, la raccolta di ulteriori informazioni. Tra queste:

    Il problema è la rabbia, le strategie di autoregolazione, la manifestazione “non gestibile” di questa o l’aggressività?
    Se si tratta delle manifestazioni “non gestibili”, allora non si tratta del solo bambino, ma anche dell’ambiente in cui vive: è questo che definisce la “gestibilità” di una situazione in base alle competenze di chi è presente. È interessante notare che le insegnanti abbiano sentito la necessità di un genitore per contenere un bambino di 7 anni.

    Questa rabbia è diretta verso tutti, verso sé stesso, verso l’aggressore percepito?
    Le manifestazioni di rabbia sono dirette verso tutti, verso sé stesso, verso l’aggressore percepito?
    Quando avvengono queste manifestazioni? Quali sono le interazioni tra i pari e tra gli adulti prima, durante e dopo queste manifestazioni?

    In pratica: analizzerei prima l’intera situazione (o quanto è possibile di essa, per fare un quadro il più possibilmente completo). In altre parole, non partirei dal pensare al bambino come il “soggetto problematico”.
    Ad esempio, dato che hai già fissato un colloquio coi genitori: quali strategie di autoregolazione emotiva hanno supportato e promosso nel bambino?
    Su incarico (scritto) dei genitori, contatterei subito dopo le insegnanti e cercherei di raccogliere dati oggettivi (non “pareri” personali).
    La conoscenza con il bambino verrebbe alla fine.

    Per quanto riguarda la paura di sbagliare: sta tranquilla. È la cosa più naturale del mondo, ci siamo passate tutte e, per certi versi, ci dobbiamo venire a patti ogni giorno: l’errore è insito nella natura stessa delle nostre professioni. La paura di sbagliare ci aiuta a ricordarci che siamo umani, e - se ci pensi - ci aiuta a migliorarci costantemente, cioé a fare sempre meno errori
    Milena

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
    Data registrazione
    28-05-2002
    Messaggi
    1,308

    Riferimento: Parere su bambino con difficoltà di gestione della rabbia

    Grazie mille stellina! Sì sono ai colloqui iniziali, vedrò il bimbo 3 volte da solo e la coppia genitoriale 3 volte da sola per acquisire ulteriori informazioni e un'anamnesi il più possibile completa. Le insegnanti invece volevo aspettare a contattarle per avere maggiori informazioni, per capire meglio se il problema del bimbo riguarda qualche dinamica della coppia genitoriale, come sospetto o un aspetto più intriseco al bambino . Certo che questa cosa di chiamare i genitori durante la ricreazione per gestire un bimbo di 7 anni e mezzo mi ha abbastanza lasciato perplessa...ho come l'impressione che ci sia una delega e una deresponsabilizzazione di queste insegnanti, il bimbo stesso riporta delle frasi ambigue delle insegnanti che "mi mettono in cunfusione quando ho bisogno d'aiuto" . Nel caso il problema fosse di gestione della rabbia e dell'agressività pensavo di utilizzare la terapia razionale emotiva di Di Pietro
    Nel momento in cui uno si impegna a fondo, infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute...Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere e magia.Incominciala adesso!


  4. #4
    Partecipante Affezionato L'avatar di stellina3041
    Data registrazione
    05-04-2004
    Residenza
    padova
    Messaggi
    75

    Riferimento: Parere su bambino con difficoltà di gestione della rabbia

    Ciao Pec,
    Su “una delega e una deresponsabilizzazione di queste insegnanti”, sta tranquilla: è statisticamente possibile che sia così. Le insegnanti capaci di “contenere” e gestire quelli che sono comportamenti normali in un bambino di 7-8 anni (seppur meno frequenti di altri) sono molto poche. Vedi ad esempio l’enorme focalizzazione sul concetto di “gruppo-classe”, l’attenzione al prodotto del bambino separandolo dalle caratteristiche dello stesso e dall’obiettivo educativo finale (eg: far disegnare, seduto per molti minuti di seguito, un bambino con temperamento caratterizzato da un alto livello di attività).

    Mi colpisce molto la frase del bambino: perfetta per quell’età ed evidenzia una buona capacità di riconoscimento di emozioni e situazioni complesse. Evidenzia anche due cose banali: (a) le sue strategie di autoregolazione sono sufficientemente evolute da comprendere il chiamare consapevolmente in causa un adulto quando lo ritiene necessario; (b) non sono coerenti con quanto l’ambiente (casa, scuola) gli chiede in alcuni momenti. Ecco che diventa interessante capire *cosa* gli è chiesto, e quanto ciò sia effettivamente gestibile da parte sua.

    Permettimi un esempio per assurdo.
    Il bambino è sottoposto continuamente a pressioni psicologiche da parte dei pari (ben documentate in letteratura), che magari lo allontanano perché le insegnanti hanno manifestato (consciamente o no) un atteggiamento negativo nei suoi confronti – ricordiamoci che il social referencing è ancora importante a questa età. Tale atteggiamento può dipendere da un’infinità di parametri diversi, incluso il vissuto delle insegnanti stesse - la depressione è un fattore ben presente in letteratura.
    Alcuni di questi pari, che magari non hanno le competenze per gestire una dicotomia tra la comunicazione verbale e non verbale delle insegnanti (come può ancora accadere a questa età), o magari non hanno competenze sufficienti ad agire le pressioni in forma verbale, ogni tanto hanno verso di lui atteggiamenti violenti o comunque fisicamente aggressivi, o magari adottano sistematicamente strategie di prevaricazione nei confronti del bambino in esame (situazioni ben documentate in letteratura per quest’età).
    Lui, fallita ogni altra strategia (quale ad esempio il chiedere aiuto ad un adulto), reagisce all’aggressività in maniera fisica, cioè utilizza in maniera sostanzialmente coerente alla sua età le attivazioni neurofisiologiche che la rabbia (emozione primaria per molti ricercatori) predispone. La percezione delle insegnanti di tali azioni (di nuovo dipendente da molti fattori, tra cui il loro vissuto) chiude il cerchio...
    Chi avrebbe quindi “problemi” su cui è necessario intervenire?

    A costo di ripetermi, io sarei tendenzialmente molto cauta nel partire, sia evitando di assegnare a priori il problema al soggetto di cui eventualmente dovrò occuparmi, sia evitando di partire da una soluzione (scelta magari perché è stata la mossa giusta in un caso che assomigliava a questo).
    È una trappola mentale molto rischiosa: penso ad una soluzione, mi piace questa soluzione, e inconsciamente indirizzo il mio pensiero a ritroso, trovando il “problema” giusto che possa essere risolto dalla mia soluzione. Ad esempio, il termine “anamnesi” indica già lo scopo – clinico – della raccolta di informazioni.

    Nel tuo caso, focalizzarti da subito su una delle varianti della BERT è ulteriormente rischioso. Queste azioni, di derivazione psicoterapeutica, coinvolgono moltissimo i processi cognitivi. Dal punto di vista della psicologia dello sviluppo, hai verificato la piena validità per l’età e la situazione in questione?
    Dal punto di vista metodologico, è a mio parere più corretto scegliere la “soluzione” che meglio si attaglia ai soggetti coinvolti (noi compresi) e alla situazione, ad esempio operando una scelta tra un ventaglio di opzioni sufficientemente valide.

    Ciao
    Milena

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
    Data registrazione
    20-01-2005
    Residenza
    Iperuranio
    Messaggi
    1,443
    Blog Entries
    1

    Riferimento: Parere su bambino con difficoltà di gestione della rabbia

    Citazione Originalmente inviato da pecorellablu Visualizza messaggio
    capire meglio se il problema del bimbo riguarda qualche dinamica della coppia genitoriale, come sospetto o un aspetto più intriseco al bambino .
    Ciao Pecorellablu, ciò che mi viene da dirti è che , come già sai, ogni "problematica" compare in un Sistema ed è proprio da questo che è fondamentale partire. Il contesto familiare del bambino, precisamente la fase del ciclo di vita familiare (quindi, le relazioni, le dinamiche , i vissuti, le percezioni, le emozioni). La rabbia non è in un gene , ma, come tutte le emozioni, consta di una multifattorialità che è biopsicosociale. Approfondire il contesto di vita, le dinamiche intra ed interpsichiche dei vari membri del sistema, i compiti evolutivi, ti darà la chiave di lettura e di intervento. Importante non crearsi già aspettative o pre-giudizi sulle persone, che siano gli insegnanti o i genitori o i compagni, senza prima aver effettivamente analizzato con loro la situazione, questo per non indirizzare falsamente il corso del tuo pensiero e del tuo intervento. In bocca al lupo

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pecorellablu
    Data registrazione
    28-05-2002
    Messaggi
    1,308

    Riferimento: Parere su bambino con difficoltà di gestione della rabbia

    Grazie mille ragazze mi siete state di grande aiuto!!!!! Adesso con la supervisione della mia tutor della scuola di specializzazione sto continuando a vedere il bimbo e continuerò a vedere la coppia genitoriale..dalla quale, come gran parte dei casi, sembra essere partito il tutto. MI rendo conto che all'inizio, con i primi pazienti l'ansia per dar loro una soluzione fruibile al più presto diventa grande , ma con il passare degli incontri e la supervisione impari a ridimensionarla e ad aspettare, sì perchè è incredibile quello che i bimbi riescono a mostrarti in seduta ...incredibile davvero! Sto comunque lavorando sulle emozioni, sul loro riconoscimento e su come poterle gestire al meglio, con tanti giochi , favole appositamente create ...mi rendo conto inoltre che la mia formazione integrata psicodinamica e cognitivo-comportamentale a volte mi mette leggermente in crisi...la parte cognitivo-comportamentale mi dice "ha bisogno di una soluzione", la parte psicodinamica invece "aspettaaaaaa...ascolta e rifletti"però allo stesso tempo ho la possibilità di utilizzare più risorse e strumenti non solo materiali. Con le insegnanti tengo in serbo cmq un incontro per capire meglio la gestione dei momenti esplosivi di questo bimbo e per poter riflettere insieme su possibili soluzioni di contenimento adeguate al bambino. Grazie a tutte voi!
    Ultima modifica di pecorellablu : 10-02-2014 alle ore 13.09.24
    Nel momento in cui uno si impegna a fondo, infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero mai avvenute...Qualunque cosa tu possa fare, o sognare di poter fare, incominciala. L'audacia ha in sè genio, potere e magia.Incominciala adesso!


Privacy Policy