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  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di ventunoaprile
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    01-05-2007
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    tesi psicoanalisi della famiglia

    salve a tutti ormai è un pò di anni che bazzico in questo sito, utilissimo al superamento di tutti gli esami, tra appunti e domande condivise ormai fa parte della mia vita universitaria.
    Ci siamo, è da un pò che mi hanno assegnato la tesi, ma tra lavoro, famiglia e impegni vari non riesco più a conciliare le cose...sarà ormai la vecchiaia che sopraggiunge.....vabbè
    L'argomento è la psicoanalisi della famiglia, la prof mi ha consigliato di leggere il libro di Roberto Losso, dal titolo Psicoanalisi della famiglia.
    Sono partita dal descrivere la nascita di questa disciplina, per poi passare al concetto di identificazione e famiglia,dimensione trangenerazionale, miti e segreti e poi mi sono bloccata.
    Volevo sviluppare il tema della patologia del legame ma ahimè non ci riesco proprio, ho letto Kaes, Aulagnier e Pichon Riviere, c'è qualche anima buona che mi potrebbe illuminare su questa cosa.....devo finire al più presto, sono stressata e non mi va più di studiare....
    Grazie a tutti in anticipo, attendo vostre
    Anna
    ...vedere il mondo in un granello di sabbia
    e un paradiso in un fiore selvatico...
    racchiudere l'infinito nel palmo della tua mano
    e l'eternità in un'ora....
    (william blake)

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di studentessaa
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    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    "Kaës (Kaës, 1998) sottolinea che la realtà psichica si sostiene e trova uno sbocco sublimatorio attraverso i legami e gli oggetti della cultura e, qualora tali sostegni “metapsichici” sono vacillanti, la stessa vita psichica subisce una trasformazione nel suo corso e in taluni è a rischio la stessa sopravvivenza" (http://physislog.net/2010/10/02/la-c...dolescenziale/) .


    http://www.spiweb.it/index.php?optio...661&Itemid=463
    VideoIntervista a René Kaës
    René Kaës, Professore Emerito di Psicologia e Psicopatologia clinica presso l’Università di Lione 2, Psicoanalista, Psichiatra e allievo di Didier Anzieu, inizia la su attività di ricerca orientandosi fin dagli anni ‘70 verso la psicologia sociale dei gruppi per concentrare poi i suoi studi sulla Psicoanalisi dei gruppi. Da questa prospettiva sono numerosi i suoi originali contributi sull’osservazione della pratica dei gruppi reali, di formazione o terapeutici. L’importanza attribuita da Kaës al rapporto tra individuo e gruppo evidenzia il concetto d’intersoggettività come modalità d’interazione tra i membri del gruppo che consente a ciascuno di fare esperienza di se stesso nel contesto della relazione; riconoscere pertanto il contributo che ciascun partecipante può dare all’esperienza del gruppo. Egli concettualizza l’apparato psichico gruppale come condizione mentale condivisa dai membri del gruppo e fondamentale è il suo contributo dato alla comprensione del fraterno in Psicoanalisi. La sua attività di osservazione e concettualizzazione si svolge all’interno di un organismo di formazione e ricerca strettamente psicoanalitico: il C.E.F.F.R.A.P. (Cercle d’Etudes Françaises pour la Formation et la Recherche Approche Psychanalytique) Associazione fondata da Didier Anzieu a Parigi nel 1962.

    Numerose le sue pubblicazioni: “Il gruppo e il soggetto del gruppo. Elementi per una teoria psicoanalitica del gruppo” (1994), “La parola e il legame. Processi associativi nei gruppi” (1996), “L’apparato pluripsichico. Costruzioni del gruppo” (1996), “Le teorie psicoanalitiche del gruppo” (!999),“La polifonia del sogno. L’esperienza onirica comune e condivisa” (2004), “Un singolare plurale. Quali aspetti dell’approccio psicoanalitico dei gruppi riguardano gli psicoanalisti” (2007), “Il complesso fraterno “ (2009), “Le alleanze inconsce (Borla, 2010)”.
    Oggetto dell’intervista di Anna Frerruta a René Kaës è il suo ultimo libro: “Le Malêtre” (Dunod, 2012).

  3. #3
    Partecipante Super Esperto L'avatar di studentessaa
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    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    per Aulagnier leggi a pag. 1 di questo --> http://www.pagineblupsicologia.eu/gi...formazione.pdf


    http://www.congressopsicoanalisifami.../gripo/chi.php
    Enrique Pichon-Rivière (1906-1976), psichiatra, psicoanalista, fondatore della Associazione Psicoanalitica Argentina (A.P.A., 1942), risponde riorganizzando il suo servizio e trovando soluzione ai problemi legati all'urgenza psichiatrica e alla terapia dei pazienti ricoverati nel manicomio, attraverso un dispositivo gruppale che rimetteva in gioco le conoscenze psichiatriche e psicologiche, in particolare quelle degli infermieri e degli stessi pazienti in via di guarigione.
    L'esperienza fa emergere gli effetti dell'introduzione del gruppo nell'istituzione che permettono di ripensare sia il gruppo sia l'istituzione.
    Da questa occasione Pichon-Rivière formula due nozioni di base: la nozione di compito e la nozione di emergente. Queste due nozioni rimangono centrali nella concettualizzazione.
    Il termine "Operativo" voleva significare che un processo doveva essere affrontato attraverso un altro processo, sia a livello teorico sia a livello pratico; nel caso dell'ospedale di "las Mercedes" il processo era terapeutico-assistenziale. Processo del gruppo/processo del compito era l'"operare": coincide con il vincolo tra i due processi ed è il processo stesso; il termine "operativo" sarebbe cioè collegato non a ciò che viene fatto in termini di "operazioni" ma a "tutto ciò che succede" dove, "tutto ciò che succede"(e che non succede), ha a che vedere con il compito. Tutto ciò che succede nel processo è il vincolo gruppo/compito.
    Nell'esperienza ciò che viene scoperto è che i conflitti potevano essere compresi a partire dal compito e che potevano essere osservati i vari significati del compito dall'interno dell'accadere gruppale.
    Viene scoperto anche che nella situazione gruppale si "organizzavano"dei punti di urgenza: la nozione di emergente indicava che era necessario osservare quei punti di urgenza dell'accadere gruppale per comprendere il senso, latente, di quello che stava succedendo.

    Nel 1955 Pichon-Rivière pensa e approfondisce la nozione di vincolo in una serie di lezioni tenute all'Associazione Psicoanalitica.
    Una sintesi delle lezioni si trova in "Teoria del Vinculo". José Bléger e Willy Baranger sono, in questo periodo, suoi stretti collaboratori.

    Un secondo momento si viene configurando circa dieci anni dopo con l'organizzazione della Scuola di Psichiatria dinamica (1958); possiamo chiamare questo secondo momento "della prospettiva di procedimento metodologico". Sono docenti della scuola Pichon-Rivière, José Bléger, Fernando Ulloa, Edgardo Rolla, David Liberman, Fernando Taragano, ... Sono tutti didatti della Associazione Psicoanalitica Argentina. Attraverso un confronto tra psichiatria, psicoanalisi e psicologia desideravano elaborare una nuova psicopatologia a partire dalle circostanze gruppali e dalla nozione di vincolo. Il centro della loro riflessione riguarda i passaggi tra "il gruppale" e il suo "portavoce", tra la famiglia e il suo emergente: il malato mentale (sintomo).
    La scuola ha una seconda importante finalità: la trasmissione come effetto del processo gruppale.
    L'interesse è diretto alla comprensione di che cosa significhi insegnare, elaborare le informazioni apprese, gli ostacoli epistemologici e i conflitti che emergono. Viene istituito un modello pedagogico attraverso un dispositivo di lavoro all'interno del quale è prevista un'informazione teorica (lezione) a cui segue un gruppo operativo centrato sul tema di lavoro oltre che sull'immaginario emotivo che può suscitare.
    Agli inizi degli anni ‘60 la scuola si trasforma in "Scuola Privata di Psicologia Sociale".
    Armando Bauleo, Psicoanalista dell'Associazione Psicoanalitica Argentina, allievo diretto e collaboratore di Pichon-Rivère ne diventa didatta.

    Alla fine degli anni '70 entriamo in un terzo momento che possiamo chiamare "della organizzazione di una concezione dei gruppi".
    Armando Bauleo approfondisce ed elabora idee guida per la comprensione dei processi gruppali che trasformano i gruppi operativi in Concezione Psicoanalitica Operativa di Gruppo.
    Attraverso l'esperienza nel contesto europeo –Italia, Francia, Spagna, Svizzera- e la diffusione in paesi dell'America –Argentina, Brasile, Uruguay, Cuba, Nicaragua, Costarica, Messico e U.S.A.- Armando Bauleo amplia il campo della concezione dalla formazione alla promozione alla salute, dall'ambito psicoterapeutico alla clinica gruppale, istituzionale e di territorio attraverso il Centre International de Recherches en Psychologie Groupale et Sociale (C.I.R.) e l'Istituto Internazionale di Psicologia Sociale Analitica (I.I.P.S.A.)



    boh spero di aver aiutata comunque leggi il messaggio privato che ti ho mandato e rispondi per e mail, se vuoi, ciao

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di ventunoaprile
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    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    Grazie mille, per il post ma alcune cose già le avevo viste....
    nessuno mi può aiutare su quest'argomento?
    la scuola di psicoanalisi argentina, teoria del vincolo, terapia familiare psicoanalitica.....
    paziente portavoce della sofferenza familiare....
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  5. #5
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    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    ma willy dov'è??è sempre così disponibile per tutti....
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  6. #6
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    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    ehii dove siete finiti tutti????....allora questo mi fa pensare che si tratti di un argomento davvero nuovo!??!!!che nessuno ha trattato???
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  7. #7
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    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    sei tu che non rispondi ai miei messaggi privati, possibili che non li ricevi??? Mi sono offerta di darti una mano, anche gratis, ma che almeno mi inviassi gli articoli o che mi esprimessi i tuoi dubbi ma tu nulla....

  8. #8

    Riferimento: tesi psicoanalisi della famiglia

    ciao a tutti! Qualcuno ha qualche consiglio/ suggerimento da darmi per materiale sul ruolo della famiglia del paziente borderline? Sto facendo una tesi in psicologia dinamica. grazie a tutti!

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