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  1. #1
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
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    8,912

    Psicologia dell'empowerment sociale 2013-2014

    Per agevolare i non frequentanti e chi si fosse portato dietro questo esame da diversi anni apro questo thread sul nuovo corso.

    Intanto chi avesse seguito e frequentato i lavori di gruppi dell'anno accademico 2012-2013 la valutazione ricevuta e la possibilità di non portare il libro/articolo a scelta libera vale fino al prossimo luglio 2014... Quindi chi avesse frequentato l'anno appena passato si sbrighi a darlo per usufruire del voto d'aula. Lo ha detto durante lo scritto all'ultimo appello di settembre.

    Chi avesse frequentato e svolto i lavori di gruppo anni addietro credo che oltre un tot di anni non vi conti la valutazione ma vi permetta di non portare il materiale a scelta oltre i libri e articoli. In ogni caso per ogni chiarimento e delucidazione in proposito scrivete una mail alla professoressa che vi dirà in maniera più precisa sul da farsi.

    Il programma per tutti, sia per chi ha il corso quest anno, che per chi se lo porta dietro da più anni quando ancora c'era il vecchio programma è indicato a questa pagina.
    http://www.psicologia.unifi.it/p-ins2-2013-363645.html

    Consiglio vivamente la frequenza di questo corso, lo scorso anno iniziai a frequentarlo e partecipai ai lavori di gruppo e devo dire che è stata un'esperienza davvero bella e soprattutto formativa.
    Il corso credo sia uno dei pochi che fornisce un valore aggiunto ai testi, non andando a spiegare semplicemente testi che sono chiari e fattibili senza alcun bisogno di essere spiegati ma andando a fare lezioni fortemente interattive e interdisciplinari.

    Lo scorso anno furono dedicate due lezioni su tre ai lavori di gruppo, la lezione "teorica" a settimana era basata o su incontri con professionisti del settore, seminari su argomenti trattati in senso interdisciplinare come per esempio ricordo una lezione sulla ricerca qualitativa, una lezione sui gruppi di auto-aiuto dove una psicologa che fa la facilitatrice di gruppi di auto aiuto portò 3 persone con tre tipi di dipendenza a riportare all'aula la propria esperienza nel gruppo di auto-aiuto (fu una lezione per quanto mi riguarda eccezionale e incredibile dove si ebbe modo di confrontarci proprio con persone reali, forse il momento del corso più bello ed emozionante), e via via lezioni teoriche una a settimana su argomenti unici che esulavano dai testi che davano un valore aggiunto alla formazione dei presenti.

    I lavori di gruppo furono basati su tre macrotemi all'interno dei quali dato il numero di partecipanti furono creati dei sottogruppi di massimo 7, 8 persone che lavoravano su temi specifici. La cosa buona e secondo me fondamentale era l'essere seguiti da 3 tutor, uno per macroarea, persone esperte dell'argomento. Spesso e volentieri molti docenti nei loro lavori di gruppo alla fine nonostante ci provino finiscono con il lasciare un po' a sè stessi i ragazzi dato il numero di partecipanti.. in questo caso con un tutor per macroarea e con la professoressa che supervisionava il tutto la sensazione è stata quella di essere seguiti in modo assiduo, motivati, valorizzati e consigliati con la giusta vicinanza/distanza.... Il tutor se bravo nel dare le giuste direttiva è un valore aggiunto e se il gruppo lavora e si trova bene insieme la probabilità di avere una buona valutazione al gruppo è alta. Ovviamente c'è da sbattersi un minimo e richiede un impegno non eccessivo ma neanche proprio minimale. I lavori di gruppo si concluderanno presentando all'aula a fine corso i risultati prodotti su powerpoint
    La valutazione del lavoro di gruppo poi sarà in trentesimi e il voto al gruppo farà media con il voto che si prende allo scritto.

    L'esame secondo me è bellissimo, è una materia ponte fra la clinica e il sociale.. e devo dire che è una materia molto pratica, pragmatica, radicata nel contesto e secondo me dà la giusta cifra in termini di competenze ad uno psicologo clinico a volte troppo centrato sull'individuo e ad uno psicologo sociale e delle organizzazioni spesso troppo slegato dalla clinica... insomma diciamo che lega molto le due cose ed è molto utile nella formazione di uno psicologo.

    L'esame è composto di due manuali, uno sulla psicologia di comunità in tutte le sue parti, da una premessa storica alle reti sociali, il senso di comunità, l'empowerment ecc... il secondo è un manuale sull'ingiustizia sociale e sulla disuguaglianza sociale dove affronta questo tema nella e nelle società..

    Per quanto riguarda i manuali sono molto belli e sono poco tradizionali, nel senso che hanno soprattutto il secondo una impostazione non troppo didattica teoria autore ecc ma tentano di essere maggiormente narrativi e digressivi... quindi secondo me vanno studiati con calma, via via leggendo e rileggendo gli argomenti perchè la materia va un po' metabolizzata. Non è un esame che si studia in fretta e furia ma va digerito un po'. Quindi consiglio di iniziare a studiarlo già durante il corso senza fretta ma in maniera più rilassata per poi arrivare a dicembre e rileggere e ripetere il tutto in modo da aver già fatto un po' di cose.
    In più ci sono due articoli in inglese.
    Più una lettura, o articolo o testo indicati come facoltativi da portare se non si è frequentato il corso.

    L'esame è composto da generalmente 8 domande aperte (ma possono essere anche 10) e un caso. Le domande aperte non sono mai troppo specifiche o nozionistiche ma sono sempre o di argomenti magari specifici ma ripresi da cose di paragrafi o dai box del libro o dalle schede o domande di riflessione dove c'è anche da fare dei collegamenti... In ogni caso consiglio di leggere tutti i testi, non tralasciare niente, schede, box, note, introduzioni e conclusioni perchè tutto anche delle "semplici" riflessioni fatte nei testi possono essere argomento di esame.

    Le domande sono sui testi e articoli, e il caso proposto vi richiede di intervenire in qualità di psicologo in una situazione in cui c'è un disagio o una situazione problematica ... può essere un discorso di integrazione razziale in una scuola, un aiuto a persone in difficoltà in degli enti ecc... e voi semplicemente dovete dire come interverreste. Lo studio approfondito dei testi e in particolare degli articoli (che contengono sempre una ricerca di questo tipo) vi mettono in grado di poterlo fare... Ovviamente non viene richiesto chissà cosa ma viene valutata la fattibilità dell'intervento e la coerenza con metodi e strumenti utilizzati...
    Alla fine frequentare i lavori di gruppo vi rende anche più preparati a fare il caso..

    Il tempo se non sbaglio è un'ora e 15 minuti...Un tempo che pensavo troppo poco ma alla fine giusto, ovviamente bisogna iniziare subito a scrivere e prendersi sempre quei 10 minuti per buttare giù il progetto..
    Per l'esame anche se si presta come argomento a chiacchierare e scrivere... siate sintetici, rispondete alla domanda senza troppi giri di parole Viene valutata di più una domanda a cui si risponde anche sinteticamente ma dove si arriva dritti alla risposta che una risposta logorroica con tantissimi giri di parole in cui però ci si gira intorno senza arrivare mai alla cosa richiesta..
    Le domande hanno sempre uno spazio massimo di circa 8 righe.. quindi voi su quello spazio (massimo il che vuol dire che potete comunque rispondere in meno righe) dovete saper rispondere.
    L'orale poi verterà sempre sugli argomenti dell'esame.. domande comunque di riflessione, mai troppo specifiche e comunque un oral in cui potersi esprimere liberamente e parlare. Studiando niente di difficile o che possa mettere in difficoltà.

    Gli articoli cercate di tradurli, non fateveli tradurre da persone che non conoscono la psicologia.. Paradossalmente meglio uno che conosce meno la lingua ma non confonde termini come "aptitude" e "attitude" molto differenti... Tempo fa trovai una traduzione di un articolo fatta benissimo linguisticamente perchè fatta probabilmente da un esperto in inglese... ma che aveva tradotto l'inglese del termine intrapersonale sempre come interpersonale... e un errore cosi' un articolo basato su queste differenze è un errore che stravolge completamente il senso dell'articolo..
    Quindi vi consiglio di non prendere traduzioni in copisteria già fatte non si sa da chi perchè spesso e volentieri contengono errori o si capisce poco il senso... O almeno se proprio le volete prendere leggete e controllate confrontando con l'originale perchè può davvero rovinarvi lo studio e l'esito di un esame. Consiglio anche di non prendere riassunti di questi manuali... sono molto digressivi, vanno letti bene... un riassunto vi mette un'accozzaglia di cose insieme senza rendere bene l'idea degli argomenti finendo poi per farvi studiare male la materia e all'esame questo si vede e viene fuori.... I riassunti possono essere anche utili su molti esami, non vi consiglio di prenderli per questo.

    Credo sia tutto... in bocca al lupo per l'esame, se potete frequentatelo perchè vi conviene oltre al fatto che si tratta di una materia e di un corso davvero belli e interessanti

  2. #2

    Riferimento: Psicologia dell'empowerment sociale 2013-2014

    Ciao Duccio, ho frequentato l'anno scorso questo corso, ma gli articoli non sono sempre gli stessi...?

  3. #3
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Psicologia dell'empowerment sociale 2013-2014

    No come vedi nel link riportato i due testi sono invariati ma i due articoli sono cambiati

  4. #4

    Riferimento: Psicologia dell'empowerment sociale 2013-2014

    Si... grazie!

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