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Visualizzazione risultati 1 fino 8 di 8
  1. #1
    Partecipante
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    15-12-2012
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    42

    Paura di sentirsi inferiore..

    Volevo proporvi una riflessione. Userò la prima persona.

    Pensiero iniziale:
    Volevo proporvi una riflessione di psicologia.
    Si tratta di una serie di pensieri che riguardano me stesso, scoperti tramite la tecnica della freccia discendente.

    Personalmente sottoporrei la cosa agli admin del sito.
    Ultima modifica di greg.house : 10-02-2017 alle ore 22.17.51

  2. #2
    Partecipante Super Figo L'avatar di viola74
    Data registrazione
    20-06-2008
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    Roma
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    1,736

    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    ciao greg! ci si ritrova!
    credo che questa sezione del forum vada bene per argomenti simili, ma solo se resti sul generale, perché di solito gli admin non consentono di chiedere o fare diagnosi su questioni personali (cosa giusta, secondo me).
    però non ho capito il senso del tuo post. vuoi che ti vengano fatte domande sul senso di inferiorità? non sai se lo provi o meno?
    beh, comunque è un argomento interessante. anzi, mi capita a fagiolo perché ci stavo pensando proprio in questi giorni!
    diciamo che per quanto mi riguarda, sì, nei momenti di grande crisi ho pensieri simili agli ultimi tre che hai elencato, anche se in linea di massima penso (o pensavo!) di aver raggiunto una discreta autostima.
    "Solo gli inquieti sanno com'è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza." (Emily Brontë)

    "Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza" (Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere)

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    15-12-2012
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    42

    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    bella la frase di Maslow che hai in firma.
    Ultima modifica di greg.house : 10-02-2017 alle ore 22.18.05

  4. #4
    Partecipante Super Figo L'avatar di viola74
    Data registrazione
    20-06-2008
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    Roma
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    1,736

    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    ciao greg!
    dunque... sono d'accordo su questo, è un pensiero bello e positivo.

    Citazione Originalmente inviato da greg.house Visualizza messaggio
    Perdere, fallire, soffrire "purtroppo" sono necessità che ci permettono di crescere. L'errore è l'idea che si debba essere perfetti o che l'autostima possa essere priva di fragilità. Non si arriverà mai ad una condizione di perfezione, anche perché la memoria è limitata. La vita è una crescita continua, se siamo convinti di essere arrivati probabilmente abbiamo solo bisogno di fermarci a crederlo. Ma non la vedo come una critica. Scoprire di non essere perfetti significa che cambieremo (ed è divertente, significa novità) e diverremo migliori e più fieri di noi stessi.
    sono convinta che ognuno di noi racchiuda in sé aspetti variegati, mille sfaccettature... non siamo sempre uguali in tutte le situazioni e con tutte le persone. in alcune circostanze tiriamo fuori il meglio di noi, in altre il peggio.
    siamo molto soggetti ai cambiamenti... non cambiare mai credo sia un arresto della propria crescita interiore. come bloccarsi in un circolo vizioso. a volte per i cambiamenti più profondi è necessaria la psicoterapia, a volte ce la possiamo fare da soli.
    l'essere umano non è perfetto, ma perfettibile!

    per quanto riguarda le domande... non saprei cosa chiederti. secondo me il senso di inferiorità è semplicemente sentirsi inferiori agli altri, nella maggior parte delle situazioni, non solo nelle competizioni. o meglio, forse la persona con questo problema vede le competizioni anche dove non ci sono.
    poi non so, forse dovremmo capire se c'è una differenza nel sentirsi inadeguato in generale, o rispetto ad altre persone. ad esempio, si potrebbe pensare "sono una persona priva di valore", oppure "lui è migliore di me, tutti sono migliori di me". forse è la stessa cosa, visto che non viviamo isolati ma in un sistema di relazioni. forse c'è sempre un confronto con gli altri.

    io non sono mai stata una persona competitiva, però quelle volte che mi sono trovata a collaborare con altre persone ho avuto ansia da prestazione, che mi portava a fare le cose nel miglior modo possibile. come risultato, ero molto soddisfatta del mio lavoro e anzi, sono convinta di averlo fatto meglio degli altri! ma non è una questione di competizione, ma di ansia da prestazione che provo anche quando non sono coinvolte altre persone. forse però c'è sempre una competizione, non con altre persone, ma con un modello ideale che abbiamo nella nostra testa.
    se si riesce a mantenere questa cosa nel giusto equilibrio, può essere anche uno stimolo a dare sempre il meglio di sé.

    per quanto riguarda la tua questione personale... beh, io sono una sostenitrice della spontaneità, soprattutto nelle relazioni sentimentali o di amicizia. non mi sembra giusto che questo ragazzo debba fingere sicurezza solo per conquistare la ragazza. né mi sembra giusto l'atteggiamento di lei. allora, per me o si è spontanei nel rapporto, e ci si apre totalmente, o niente. se in una relazione uno dei due si sente insicuro, inadeguato, in generale o rispetto al partner, dovrebbe poterne parlare e rischiare anche di non piacere all'altro. può capitare. ma è sempre meglio di un rapporto bassato sulla finzione e su una falsa apparenza.

    infine... nessuno di noi può cambiare un'altra persona. la persona cambia, ma non per gli altri, e solo se è disposta a mettersi in discussione. sinceramente, non mi sembra bello pretendere che l'altro cambi. si può chiarire cosa ci piace e cosa non ci piace, ma pretendere che l'altro cambi in base ai nostri gusti, non lo trovo giusto.
    far dipendere la tua autostima dalla sua scelta, no, non trovo giusto neanche questo. le conferme dobbiamo darcele da soli, agendo sempre nel miglior modo possibile, impegnandoci per raggiungere i nostri traguardi, ma senza dipendere dal giudizio altrui.
    "Solo gli inquieti sanno com'è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza." (Emily Brontë)

    "Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza" (Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere)

  5. #5
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    vivo a Genova
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    2,170

    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    Ciao,
    io credo che sia ragionevole cercare di rimanere su un piano di realtà. Se la realtà è quella di due persone che stanno insieme, credo faccia bene tenerne conto.
    Non so quanto, in genere, siano utili le interpretazioni, penso molto poco: dal mio punto di vista credo che, a livelli alti, ci possa essere anche il rischio di entrare in un labirinto mentale che ci allontana ulteriormente dalla realtà e che quindi non ci fa bene.
    Se una persona è interessata ad un'altra, può essere utile cercare di comprendere i segnali che l'altra persona manda e tenerne conto cercando di valutarli.
    Il voler cambiare le regole del gioco mi suona strano e in genere mi sento distante da questa posizione.
    Credo che quello possiamo fare sia provare a cambiare, pazientemente, noi stessi, in quei settori che sembrano crearci difficoltà, ognuno con un proprio metodo.
    Una maggiore serenità, un maggior distacco da desideri a volte irrealistici possono portarci ad un rapporto diverso con la realtà e, di conseguenza, con altre persone, tra le quali, magari, ci sarà qualcuno con cui poter dialogare (in vari modi).

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di kyoko226
    Data registrazione
    05-10-2006
    Residenza
    cagliari
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    17,569

    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    sposto i thread in sentimentalmente, mi pare più consono
    come hanno già giustamente detto, ricordiamoci del regolamento.. non entriamo troppo sul personale, ma rimaniamo sul generale.. a livello di chiacchiera, senza diagnosi e interpretazioni varie, ok


    da leggere per favore:


    regolamento ops

  7. #7
    Partecipante
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    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    Citazione Originalmente inviato da Lyanne Visualizza messaggio
    Ciao,
    io credo che sia ragionevole cercare di rimanere su un piano di realtà. Se la realtà è quella di due persone che stanno insieme, credo faccia bene tenerne conto.
    Non so quanto, in genere, siano utili le interpretazioni, penso molto poco: dal mio punto di vista credo che, a livelli alti, ci possa essere anche il rischio di entrare in un labirinto mentale che ci allontana ulteriormente dalla realtà e che quindi non ci fa bene.
    Se una persona è interessata ad un'altra, può essere utile cercare di comprendere i segnali che l'altra persona manda e tenerne conto cercando di valutarli.
    Il voler cambiare le regole del gioco mi suona strano e in genere mi sento distante da questa posizione.
    Credo che quello possiamo fare sia provare a cambiare, pazientemente, noi stessi, in quei settori che sembrano crearci difficoltà, ognuno con un proprio metodo.
    Una maggiore serenità, un maggior distacco da desideri a volte irrealistici possono portarci ad un rapporto diverso con la realtà e, di conseguenza, con altre persone, tra le quali, magari, ci sarà qualcuno con cui poter dialogare (in vari modi).
    Da un lato io vedo due estremi e mille sfumature intermedie.
    Penso a una ragazza giovane un po' pienotta che scopra che, in questa società, è molto importante l'aspetto fisico e decide di dimagrire, vestirsi carina, truccarsi, fino a far coincidere la propria stima con il raggiungimento dei valori veicolati dalla società... introietta quei valori fino a farli propri.

    Dall'altro lato vedo un ragazzo obeso che pensa di non essere in grado di raggiungere lo stato fisico che la società descrive come vincente e così lo denigra..

    Molto adattiva la ragazza, molto poco il ragazzo.
    Tuttavia qui andrei a considerare il caso estremo di una moglie estremamente adattiva che non denuncia il marito che la picchia, arrivando a trarre autostima e orgoglio dalla constatazione di essere forte a rimanere con lui...

    Cioè... fino a dove lavorare solo su se stessi per accettare la situazione in essere è meglio di lottare per cambiare la situazione?
    Rimanere in Italia o andare all'estero?
    Impegnarsi per adattarsi o denunciare un sistema che non ci piace?

    Io per primo ero molto dicotomico.. però mi rendo conto che tra gli estremi opposti ci sono infinite sfumature.

  8. #8
    Partecipante Super Figo L'avatar di viola74
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    Riferimento: Paura di sentirsi inferiore..

    se consideriamo il fatto che l'adattamento indica la capacità della persona di rispondere alle richieste dell'ambiente, e nel caso modificare il proprio comportamento in maniera adeguata, e aggiungerei, sempre andando incontro al proprio benessere... allora direi che la donna che non denuncia il marito che la picchia non ha un comportamento adattivo. la ragazza che cerca di dimagrire invece sì, se lo fa per prendersi cura di sé e per sentirsi meglio in generale.
    a volte l'accettazione di una realtà che non piace è fonte di sofferenza e insoddisfazione. ma spesso accettare è infinitamente più facile e comodo che tentare di cambiarla. se l'accettazione della realtà tuttavia porta un miglioramento e un aumento della sensazione di benessere allora va bene, piuttosto che continuare a combattere contro i mulini a vento.
    in caso contrario, bisogna lavorare su se stessi per riuscire a lottare in favore dei cambiamenti che desideriamo.
    certo, ci sono tante sfumature, e casi particolari, ma in generale io la penso così.
    "Solo gli inquieti sanno com'è difficile sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza." (Emily Brontë)

    "Forse non siamo capaci di amare proprio perché desideriamo essere amati, vale a dire vogliamo qualcosa (l'amore) dall'altro invece di avvicinarci a lui senza pretese e volere solo la sua semplice presenza" (Milan Kundera, L'insostenibile leggerezza dell'essere)

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