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  1. #1
    Matricola
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    13-02-2009
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    20

    La minaccia, l'arco, il tardimento, la biro Bic

    Ero in una sorta di Castello, attorno al 1200. Era casa mia, intorno a me c'erano compaesani, amici, mia moglie.
    Ad un certo punto comprendo che rischio di essere ucciso da loro (non da mia moglie). Hanno deciso di uccidermi, credo per ragioni politiche. Cerco un posto al riparo, mi trovo in uno scantinato molto alto, con finestre molto robuste in alto, verso il soffitto. E' abbastanza sicuro, per loro è difficile entrare, ma io non ho armi. Capisco che possono scagliarmi delle frecce. Mi riparo in uno sgabuzzino, tenendo socchiusa la porta con la mano destra (non so perchè, ma devo tenerla così, e la mia mano è esposta al rischio di essere colpita dalle frecce). Lo sgabuzzino ha la stessa porta di un gabinetto della casa di cortile dove sono realmente cresciuto. Attraverso la finestrella quadrata (che ben ricordo) posso vedere qualcosa ma non tutto ciè che fanno gli assalitori.
    Una persona che conosco bene, ma non so chi sia, mi prende di mira, ed io non capisco se scocchi la freccia oppure no.
    Guardo la porta, con la mia mano che la tiene socchiusa, e vedo che la punta della freccia ha attraversato il legno della porta ed è pochi centimetri sopra alla mia mano. La punta della freccia che sporge è una biro Bic, blu, classica.
    Il bastardo che mi ha scagalito la freccia è riuscito a scendere, e dopo di lui verranno altri. Si sposta nello scantinato, cercando un'angolazione per prendermi di mira. Sono certo che morirò, e non posso fare nulla, sono impotente e terrorizzato. Mia moglie, da sopra (mi sembra che fosse con gli assalitori, ma era dalla mia parte) mi urla qualcosa, del tipo di farmi valere, fargliela pagare, affrontare con coraggio. Per terra, fuori dal mio rifugio, hanno steso qualcosa, forse trappole chimiche o elettroniche. Mi getto fuori, terrorizzato, urlando e piangendo, sapiendo che sto per morire e senza la sicurezza che riuscirò almeno a fargliela pagare, almeno a uno di quei bastardi. Mi sveglio, in lacrime. Nella realtà, è ovvio che sto attraversando un periodo mooolto difficile, con senso di scarsa adeguatezza, dubbi, senso di tradimento e di perdita di affetti, ma non so se sia utile parlarne.

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
    Data registrazione
    16-06-2007
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    vivo a Genova
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    Riferimento: La minaccia, l'arco, il tardimento, la biro Bic

    Citazione Originalmente inviato da maquile1 Visualizza messaggio
    Ero in una sorta di Castello, attorno al 1200. Era casa mia, intorno a me c'erano compaesani, amici, mia moglie.
    Ad un certo punto comprendo che rischio di essere ucciso da loro (non da mia moglie). Hanno deciso di uccidermi, credo per ragioni politiche. Cerco un posto al riparo, mi trovo in uno scantinato molto alto, con finestre molto robuste in alto, verso il soffitto. E' abbastanza sicuro, per loro è difficile entrare, ma io non ho armi. Capisco che possono scagliarmi delle frecce. Mi riparo in uno sgabuzzino, tenendo socchiusa la porta con la mano destra (non so perchè, ma devo tenerla così, e la mia mano è esposta al rischio di essere colpita dalle frecce). Lo sgabuzzino ha la stessa porta di un gabinetto della casa di cortile dove sono realmente cresciuto. Attraverso la finestrella quadrata (che ben ricordo) posso vedere qualcosa ma non tutto ciè che fanno gli assalitori.
    Una persona che conosco bene, ma non so chi sia, mi prende di mira, ed io non capisco se scocchi la freccia oppure no.
    Guardo la porta, con la mia mano che la tiene socchiusa, e vedo che la punta della freccia ha attraversato il legno della porta ed è pochi centimetri sopra alla mia mano. La punta della freccia che sporge è una biro Bic, blu, classica.
    Il bastardo che mi ha scagalito la freccia è riuscito a scendere, e dopo di lui verranno altri. Si sposta nello scantinato, cercando un'angolazione per prendermi di mira. Sono certo che morirò, e non posso fare nulla, sono impotente e terrorizzato. Mia moglie, da sopra (mi sembra che fosse con gli assalitori, ma era dalla mia parte) mi urla qualcosa, del tipo di farmi valere, fargliela pagare, affrontare con coraggio. Per terra, fuori dal mio rifugio, hanno steso qualcosa, forse trappole chimiche o elettroniche. Mi getto fuori, terrorizzato, urlando e piangendo, sapiendo che sto per morire e senza la sicurezza che riuscirò almeno a fargliela pagare, almeno a uno di quei bastardi. Mi sveglio, in lacrime. Nella realtà, è ovvio che sto attraversando un periodo mooolto difficile, con senso di scarsa adeguatezza, dubbi, senso di tradimento e di perdita di affetti, ma non so se sia utile parlarne.
    Ciao, speravo che qualcuno intervenisse ma finora non è stato così...provo perciò a scrivere alcune riflessioni che il tuo sogno mi ha suscitato. Non sono esperta in questo campo, Seguo un percorso di psicoterapia in cui viene dato anche spazio all'interpretazione dei sogni: diciamo quindi che ne ho una piccola esperienza come paziente.
    Più che altro il tuo sogno mi ha colpito molto emotivamente e ho quindi cercato di mettere a fuoco alcuni elementi e alcuni pensieri su cui, mi auguro, altri utenti vorranno dare il loro contributo.
    Tu stesso, lo metto all'inizio, riconosci che stai attraversando un momento difficile per diversi aspetti.

    -gli amici, i compaesani e tua moglie: l'ambiente, inizialmente amichevole, diventa ostile, al punto di farti temere per la tua vita.
    Dici di conoscere queste persone ma nello stesso tempo non sai chi sono. Sono loro che cercano di aggredirti e di ucciderti.
    Potrebbero essere parti di te che credi di conoscere: in realtà non è così e sembra che tu ora abbia difficoltà a controllarle, per cui l'aggressività, o comunque l'energia, sembra rivolgersi contro di te, anziché essere orientata all'esterno

    -tua moglie: dici che è dalla tua parte ma non la vedi ed è con gli aggressori. Dall'alto, ti spinge a farti valere.
    Anche lei potrebbe essere una parte di te (la tua parte femminile): tu senti che è con te, ma di fatto è lontana (non integrata). Il consiglio che ti dà è rivolto alla tua parte maschile, affinché si esprima.
    Quindi sembra che ci siano parti di te che non conosci e che ora ti fanno sentire "sotto", sotto assedio, senza armi, in una condizione di debolezza

    -scendi nello scantinato (le parti profonde di te) per difenderti, le finestre sono robuste

    -lo sgabuzzino mi sembra collegato alla condizione di difficoltà che senti di vivere in questo momento: nel sogno ti ritrovi bambino a difenderti dagli aggressori dentro un gabinetto. Se c'è un momento in cui un essere vivente è più vulnerabile, è proprio quello dei bisogni corporali.
    L'immagine è resa attraverso il ricordo dello stanzino e della tua infanzia (come se tu fossi un bambino, quindi un essere indifeso, che deve difendere la porta del gabinetto e l'atto stesso, non solo da sguardi indiscreti, ma da veri e propri attacchi).

    -la penna: qui ho molti dubbi, spero qualcuno mi aiuti
    Ho pensato diverse cose: le frecce, con la punta, sono comunque legate all'aggressività e nello stesso tempo possono essere considerate simbolo fallico. Sono rivolte verso di te. Per quanto riguarda la penna: può esserci l'associazione punta/emissione di inchiostro? Oppure può essere collegata alla paura di essere aggrediti attraverso qualcosa che è collegato allo scritto? (Ad es. lavoro?) O ancora: può indicare che in realtà il pericolo è minore di quanto tu avverta, poiché una penna non può uccidere? Non so.

    Sta di fatto, però, che tu non ti senti al sicuro, anzi sei certo che morirai: questo nonostante tu dica di non sapere se una delle frecce è stata scagliata o no (ma dell'altra scorgi la punta).
    Il sogno sembra dirti che ti trovi in un momento di confusione e vulnerabilità: a volte non sai se il pericolo è reale ma tu lo vivi come tale e ti senti minacciato, senza, peraltro, riuscire a identificare i tuoi aggressori.

    -ti lanci fuori: questo è un elemento attivo, che potrebbere essere considerato come una iniziale presa in considerazione e risposta al suggerimento della tua parte femminile (tua moglie, che ti sprona a reagire) ma nello stesso tempo potrebbe suggerirti cautela e indicarti di attrezzarti nella maniera opportuna per questo. Uscire inerme perché non ne puoi più, senza un piano e senza armi, significherebbe infatti andare allo sbaraglio, agire in preda alle forze incontrollate (ad es. disperazione) e diventarne preda, consegnandoti, di fatto, alla morte (simbolica).

    Mi sembra quindi che il sogno ti indichi in maniera abbastanza chiara che è il momento di aiutare te stesso a rinforzarti, in modo da integrare le parti sconosciute di te, che ora sembrano sfuggire al tuo controllo: con le armi giuste potrai affrontare la battaglia e "farti valere" (maschile), congiungendoti, in questo modo, anche con la tua parte femminile (moglie), che in questo momento sembra essere, anche se presente, su un piano diverso da quello su cui sei tu.

    Mi farebbe piacere che qualcuno più esperto di me intervenisse e dicesse qualcosa sul tuo sogno e su quelle che sono, semplicemente, mie riflessioni.

    Un grosso in bocca al lupo
    Ultima modifica di Lyanne : 16-08-2013 alle ore 10.26.46

  3. #3
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    Riferimento: La minaccia, l'arco, il tardimento, la biro Bic

    Citazione Originalmente inviato da maquile1 Visualizza messaggio
    Mi getto fuori, terrorizzato, urlando e piangendo, sapiendo che sto per morire e senza la sicurezza che riuscirò almeno a fargliela pagare, almeno a uno di quei bastardi.

    Ripensandoci mi chiedo se, forse, l'uscire allo scoperto, senza armi, possa significare anche l'affrontare, finalmente, la realtà a viso aperto, guardando in faccia i nemici (chi sono? Dove sono?) e affrontandoli, affrontando soprattutto il rischio della morte, cioè del cambiamento: è l'atto opposto del nascondersi.

    Il sapere di morire: la morte simbolica come trasformazione, che porta con sé il cambiamento dentro, a volte anche fuori di noi - fine di un momento di stallo - e il preludio di una rinascita.
    Può essere?
    Ultima modifica di Lyanne : 16-08-2013 alle ore 10.31.56

  4. #4
    Matricola
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    Riferimento: La minaccia, l'arco, il tardimento, la biro Bic

    E' un periodo di sogni simbolici e per me molto complessi, un periodo di cambiamento. Mia mamma, anziana, è morta da pochissimo, il giorno dopo quel sogno. Grosse delusioni da diverse amicizie. Stanotte ho sognato che dovevo dare il cambio per un turno dei centralino in ambulanza ad un amico, che in realtà è morto, ed ora che ci penso raprresenta il mio passato. Era al piano di sopra di un casolare. Io ero in ritardo, e il mio amico mi ha sgridato per questo. Per salire al piano di sopra dovevo passare da una stanza piena di donne anziane e meridionali (la mia famiglia ed io siamo del nord), che rispondevano con freddezza ai miei tentativi di saluto sorridente e cordiale. Il rapporto con mia madre è sempre stato ottimo, senza fronzoli, sincero, amorevole, anche se sono molto critico sulla sua incapacità di educare, accettandola però da moltissimi anni come parte della mia vita. della mia storia.
    Grazie, Lyanne.

    Citazione Originalmente inviato da Lyanne Visualizza messaggio
    Ripensandoci mi chiedo se, forse, l'uscire allo scoperto, senza armi, possa significare anche l'affrontare, finalmente, la realtà a viso aperto, guardando in faccia i nemici (chi sono? Dove sono?) e affrontandoli, affrontando soprattutto il rischio della morte, cioè del cambiamento: è l'atto opposto del nascondersi.

    Il sapere di morire: la morte simbolica come trasformazione, che porta con sé il cambiamento dentro, a volte anche fuori di noi - fine di un momento di stallo - e il preludio di una rinascita.
    Può essere?

  5. #5
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    Riferimento: La minaccia, l'arco, il tardimento, la biro Bic

    Mi dispiace per la perdita di tua mamma.
    Non so se i sogni possano essere in qualche modo premonitori ma mi sembra che tu abbia una buona capacità di riflessione.
    Spero che qualcun altro possa aiutarti ad interpretare questo periodo complesso, per il modo in cui si manifesta attraverso i sogni.
    Ciao

  6. #6
    L'avatar di claudia1976
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    Riferimento: La minaccia, l'arco, il tardimento, la biro Bic

    So che è passato molto tempo ma più volte leggendo questo sogno ricco di contenuti, mi mancavano degli elementi, o meglio,
    non avendo molti dati "di realtà" mi sono fatta un'immagine di quanto potrebbe (con tutti i forse del caso) essere accaduto.
    Non mi ripeto con le letture ben dettagliate date Lyanne (anche sulla parte femminile/maschile...bella lettura : ) ), vado solo ad integrare con queste riflessioni:

    in breve i luoghi che riferisci sono castelli o casolari e questo mi fa pensare al fatto che maquile tu sia un uomo maturo (non più un adolescente) e che ti veda come persona di una certa esperienza.
    Forse questi sogni di disistima (terrore, timore, il senso di essere braccato, timore di essere ucciso) sono dovuti a perdita di certezze (come ad esempio perdita di una situazione lavorativa sicura / "voltafaccia" di persone di cui si pensava di potersi fidare), nel primo post parli proprio di "sensazione di perdita di affetti"; nel secondo parli di prendere il posto di altri che non ci sono più (una sorta anche di cambio, presa di responsabilità)...
    In entrambi i sogni sali verso l'alto c'è luce (tutti simboli positivi), anche se pochi spiragli per fuggire...

    Anche a me la penna, le questioni "politiche" del sogno...le esortazioni di tua moglie, fanno pensare a una situazione lavorativa particolare...
    come se tu fossi il socio di un'impresa e a questo punto in qualche modo stia a te mandare avanti il tutto perchè le persone che fino a poco tempo fa erano con te, stanno "abbandonando l'idea/progetto/attività...o vendendo la loro parte (avrebbe senso anche il risentimento che permea i sogni).
    C'è di buono che in entrambi i sogni nonostante le grosse difficoltà arrivi a salvarti o oltrepassarle.

    Il miglior lavoro che tu possa fare in queso momento è renderti più consapevole del fatto che puoi superare questo difficoltoso momento (anche se a te non sembra, "sei privo di armi"), tirando fuori le tue doti (nel primo sogno quanto ti esorta a fare la tua parte femminile o tua moglie se nella vita reale è lei a spronarti, nel secondo sorridi e sei cordiale anche con persone che non sono metaforicamente "del tuo ambiente" per cui passi un po' "nella fossa di leoni").

    Mi auguro che essendo passato qualche mese, le cose siano migliorate.

    Ciao
    "Nessuno teme l'Inquisizione spagnola" (tratto da "Sliding doors")

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