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  1. #1
    Partecipante Esperto
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    27-01-2009
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    356

    PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    http://www.psy.it/archivio/allegati/2013_07_24.pdf
    Visto questo comunicato da parte dell'Ordine che vogliono la professione di Psicologo come Sanitaria e l'elenco delle Professioni Sanitarie del Ministero della Salute http://www.salute.gov.it/portale/tem...rie&menu=vuoto sarebbe opportuno renderla davvero una Professione Sanitaria anche a livello formativo. Quindi, università a numero chiuso, con numero dei posti deciso a livello Nazionale, consultando il Ministero della Salute sulla necessità effettiva di quanti psicologi servono. Se non sbaglio esiste anche una legge riguardo le professioni sanitarie e le università telematiche. Queste professioni non possono essere insegnate nelle università telematiche. Avete notato che ad esempio alla marconi o e-campus non esistono corsi di laurea in medicina, fisioterapia, scienze infermieristiche, ecc.
    Se vogliamo che la professione di Psicologo sia veramente Sanitaria, rendiamola davvero tale! Secondo me questo deve iniziare dall'università.

  2. #2
    Matricola
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    27-10-2010
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Ma per fortuna la Psicologia non è riducibile a professione sanitaria. L'area sanitaria è solo una tra i molteplici ambiti di applicazione: neanche il più vasto. Ad ogni modo, pare che spesso si insinui una certa sottile confusione di idee tra psicologia clinica, psicologia della salute o psicoterapia... psicoanalisi. E troppo spesso alcuni psicologi corron dietro alla professione medica rivendicando una propria dignità (come se ciò dipendesse dal rapporto con altri professionisti!)... mentre palesano solo sentimenti di invidia per la brama di un potere e prestigio sociale che non viene riconosciuto (e chissà perché?!).

  3. #3
    Partecipante Esperto
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    27-01-2009
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio
    Ma per fortuna la Psicologia non è riducibile a professione sanitaria. L'area sanitaria è solo una tra i molteplici ambiti di applicazione: neanche il più vasto. Ad ogni modo, pare che spesso si insinui una certa sottile confusione di idee tra psicologia clinica, psicologia della salute o psicoterapia... psicoanalisi. E troppo spesso alcuni psicologi corron dietro alla professione medica rivendicando una propria dignità (come se ciò dipendesse dal rapporto con altri professionisti!)... mentre palesano solo sentimenti di invidia per la brama di un potere e prestigio sociale che non viene riconosciuto (e chissà perché?!).
    Sono d'accordo che la psicologia non è riducibile a professione sanitaria, ma se, la professione di psicologo fa parte delle professioni sanitarie, mi sembra giusto, che goda dei vantaggi riservati a tali professioni. Questo, in ultima analisi va anche a vantaggio dell'utenza finale. Se vengono apportati dei miglioramenti alla formazione e alla tutela dell'abusivismo, il vantaggio, non è solo del professionista, ma di tutti quelli che di tale professionista hanno bisogno. Ad esempio, mi pare che ci sia in programma, a livello parlamentare, di inasprire le pene per chi fa abuso di professione sanitaria.

  4. #4
    Matricola
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    27-10-2010
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da evolution Visualizza messaggio
    Sono d'accordo che la psicologia non è riducibile a professione sanitaria, ma se, la professione di psicologo fa parte delle professioni sanitarie, mi sembra giusto, che goda dei vantaggi riservati a tali professioni. Questo, in ultima analisi va anche a vantaggio dell'utenza finale. Se vengono apportati dei miglioramenti alla formazione e alla tutela dell'abusivismo, il vantaggio, non è solo del professionista, ma di tutti quelli che di tale professionista hanno bisogno. Ad esempio, mi pare che ci sia in programma, a livello parlamentare, di inasprire le pene per chi fa abuso di professione sanitaria.
    Come purtroppo spesso oggi accade, appena vengono evidenziate criticità interne alla Psicologia, viene presto fatto sventolare il vessillo di un poco chiaro abusivismo professionale. Mi permetto di sintetizzare: siccome è complesso dirimere questioni legate agli ambiti epistemologici e metodologici della Psicologia, si fa veloce appello all’idea di una supposta “legalità” (normata da un Ordine), dando prova di preferire attitudini e mentalità legalistiche, anziché tollerare l’incertezza e mantenere vivo un atteggiamento scientifico-culturale di aperta ricerca.

    Del resto, è ben noto che la Legge può avere funzione securizzante: so chi sono… me lo hanno detto e ho pure il certificato! E in conseguenza di ciò viene supposto che anche una “utenza finale” ne beneficerebbe, lasciando intravedere una stucchevole preoccupazione “etica”, più che altro finalizzata alla strumentalizzazione di un rafforzamento dell’identità sociale dello Psicologo che si vede soprattutto impegnato a guardare altre professioni (di cui dubita) e che vorrebbe vedere cadere nelle disgraziate fauci dell’abusivismo: insomma, ancora una volta sono gli altri a non lasciare in pace lo Psicologo… Se solo questa “utenza finale” si rivolgesse a lui, sì che sarebbe soddisfatta! Mentre penso che ciascuno è libero anche di rivolgersi ad un mago… che si faccia della buona magia, almeno!

    Torna alla mente un fumetto di poco tempo fa, fatto circolare nella società civile da un Ordine regionale, in cui in modo che definirei triviale veniva tratteggiato il “problema abusivismo”. E qui occorrerebbe capire se l’insistente e afoso appello alla legalità di Stato e ad un’etica non sia un tentativo edulcorato con cui mascherare impulsi libidico-aggressivi (formazione reattiva) che vengono però fin troppo facilmente liquidati nell’altro (proiezione), descritto così come un “mostro abusivo” contro cui l’Etica (Psicologica?!) combatte spesso con la sua campagna pubblicitaria… ma di cui ha bisogno per legittimare la propria “purezza” (identificazione proiettiva e scissione).

    Che bel modo di comunicare: in effetti, un pubblicitario non saprebbe fare meglio senza la consulenza degli psicologi!

    Mentre è opportuno che lo Psicologo continui a fare il proprio di mestiere, se ne è capace. Caso mai si metta a studiare quali siano le motivazioni per cui le persone preferiscono percorsi differenti dalla psicologia, astenendosi rigorosamente da qualsiasi valutazione di merito e da ogni giudizio: almeno sarebbe una ricerca psicologica.

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    23-06-2005
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio

    Del resto, è ben noto che la Legge può avere funzione securizzante: so chi sono… me lo hanno detto e ho pure il certificato! E in conseguenza di ciò viene supposto che anche una “utenza finale” ne beneficerebbe, lasciando intravedere una stucchevole preoccupazione “etica”, più che altro finalizzata alla strumentalizzazione di un rafforzamento dell’identità sociale dello Psicologo che si vede soprattutto impegnato a guardare altre professioni (di cui dubita) e che vorrebbe vedere cadere nelle disgraziate fauci dell’abusivismo: insomma, ancora una volta sono gli altri a non lasciare in pace lo Psicologo… Se solo questa “utenza finale” si rivolgesse a lui, sì che sarebbe soddisfatta! Mentre penso che ciascuno è libero anche di rivolgersi ad un mago… che si faccia della buona magia, almeno!

    Mi viene in mente che proprio pochi giorni fa un mio conoscente, psicologo psicoterapeuta, ha pubblicato su Fb un post nel quale denunciava l'esistenza di un corso di astrologia nel quale si citavano nei contenuti di insegnamento nozioni di carattere psicologico. Trovando tutto questo inaccettabile esortava l' Ordine degli Psicologi ad intervenire! . Non ho fatto commenti in merito alla precisa questione perchè mi sembrava persino imbarazzante. Capisco la salvaguardia di una professione e delle sue attività. Ma da questo voler denunciare chiunque usi terminologie e nozioni proprie della psicologia... Mi ha lasciato parecchio stupito. Per come l' ho conosciuto so che è una persona peraltro molto intelligente e riflessiva.

  6. #6
    Matricola
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    27-10-2010
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Grazie per la testimonianza, che indica quanto talora l’idea dell’abusivismo sia spesso sbandierata con modalità difensiva e qualche volta offensiva; e, nel caso di cui si stava parlando, in modo “diversivo”: cioè, utilizzata per allontanare la difficoltà di riflessione sulla questione se la Psicologia sia o meno professione sanitaria.

    Ora, però, bisognerebbe ritornare in tema.

  7. #7
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio
    Mentre penso che ciascuno è libero anche di rivolgersi ad un mago… che si faccia della buona magia, almeno!
    Credo che si sottovaluti la complessita' della professione di psicologo. Diresti la stessa cosa per quanto riguarda un odontoiatra o un chirurgo? Ma si dai, che chiunque faccia il dentista o chirurgo!... Forse, se lo Stato e il Ministero della Salute hanno deciso di inserire lo psicologo tra le professioni sanitarie e' anche per la complessita' di questa professione e per la tutela della salute dell'utente finale. Che poi ci siano counselors o altre figure non abilitate a lavorare nel campo della salute, che vorrebbero che non fosse cosi ne sono consapevole.

  8. #8
    Matricola
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Purtroppo per te, non sottovaluto la complessità della professione di Psicologo. E purtroppo, vedo che sto interloquendo con una persona che preferisce l’uso del “si” passivante (“credo si sottovaluti…”, cit.), piuttosto che rivolgersi in prima persona a me. Per altro supponendo, forse implicitamente, che io sia counselor o couch o qualcosa di altro: forse anche un mago. Ma del resto questo è l’unico modo che a molti Psicologi è rimasto per potersi far vedere e rappresentare: procedere con la clava delle presunzioni, con lo scopo dell’affermazione sociale, tutelata da una Legge di Stato.
    Mentre sarebbe un poco più plausibile che una società scientifica informi lo Stato sullo stato dell’arte della propria disciplina: e non che uno Stato dica “questi sono psicologi e questi no”.
    Da questi atteggiamenti, la Psicologia ne esce di certo avvilita e certamente ammansita da logiche politiche estrinseche alla professione… E ancora una volta, la necessità del paragone e del confronto con professioni come quella di medico/chirurgo la dice lunga circa le difficoltà inerenti la pratica scientifica della Psicologia.

  9. #9
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio
    E purtroppo, vedo che sto interloquendo con una persona che preferisce l’uso del “si” passivante (“credo si sottovaluti…”, cit.), piuttosto che rivolgersi in prima persona a me. Per altro supponendo, forse implicitamente, che io sia counselor o couch o qualcosa di altro: forse anche un mago.
    Parlavo in generale, non mi riferivo soltanto al tuo messaggio. Mai supposto che tu sia un counselor o altro. Ho solo detto che ci sono persone a cui da fastidio che lo psicologo ha attivita' riservate in ambito della salute (prevenzione, riabilitazione,...) mentre loro non hanno gli strumenti per intervenire in tale ambito. Giustamente la legge non glielo permette! Se poi, c'e' chi pensa che tutti dovrebbero fare tutto (parlo in generale) e' un altro discorso. Questo non vulo dire che possa farlo!

  10. #10
    Matricola
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Prendo atto che vi è la tendenza preferenziale, diffusa anche tra molti psicologi, a preoccuparsi di cosa facciano altre professioni. Io non so se professionisti diversi da quello di psicologo possano occuparsi di aspetti concernenti la sanità: e se lo fanno, lo faranno secondo prospettive, modelli, teorie, metodiche che non sono psicologici. Per il solo fatto che non sono psicologi: a loro spetta la responsabilità di ciò che fanno.

    Prendo però ancora una volta atto che l’estensione del concetto di “professione sanitaria” allo Psicologo è difeso e sostenuto come aspetto secondario al desiderio di ottenere remunerazioni e riconoscimenti per via giuridico-legale. E questa situazione sembra essere spesso utilizzata in modo strumentale dagli psicologi: questi si vedono sottrarre il lavoro se le persone si rivolgono ad altri professionisti (e non a loro). Quindi cominciano a declamare in modo asfittico su questioni etico-deontologiche, lasciando intravedere invece il desiderio di aggredire altri mestieri giudicati concorrenziali. Dietro la pantomima dell’Etica (psicologica?) si insinua la desiderabilità sociale, il potere e, qualche volta, la rivendicazione o la sopraffazione… E nell’attuale periodo storico-sociale di vacche magre può apparire persino legittimo che ciascuno difenda il proprio orticello.

    Mentre l’abuso professionale si verifica solo quando un professionista dice di essere psicologo quando non lo è; oppure quando utilizza metodologie che caratterizzano la specificità professionale dello psicologo.
    Se però il primo aspetto può essere facilmente ravvisabile, il secondo lo è un po’ meno: quali sono gli atti tipici della professione di psicologo? Questione di annosa difficoltà. Di fatto, non basta che due persone siano in colloquio, in cui una ricopre un ruolo di responsabilità di aiuto verso l’altra, perché vi sia presunzione di abuso professionale.

    Occorrerebbe, quindi, cercare di approfondire la complessa realtà sociale delle professioni sanitarie. E lo psicologo dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) cercare di definire quale sia il proprio ambito e limite di studio, ricerca e intervento nell’area definita “sanità”; tenendo altresì presente che la Psicologia non si esaurisce in questo settore. Solo in questo modo, la professione di Psicologo riuscirebbe ad apportare contributi significativi con la propria attitudine scientifico-culturale; mantenendo altresì una propria indipendenza rispetto ad altri settori scientifico-professionali che pure si occupano di “sanità” e che, qualche volta, desidererebbero assorbirne la professione.

    In modo sintetico, come la Psicologia si è storicamente emancipata dalla Filosofia, occorre che presti molta attenzione a che la propria pratica non subisca dei ripiegamenti medicalistici, magari allettata da promesse di riconoscimento sociale, istituzionale, politico o persino legale.

  11. #11

    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Ma ci sono probabilità che venga inserita al pari delle altre professioni sanitarie a livello di test di ammissione e numero chiuso?il che a mio parere non sarebbe male

  12. #12
    Matricola
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da Marina93 Visualizza messaggio
    Ma ci sono probabilità che venga inserita al pari delle altre professioni sanitarie a livello di test di ammissione e numero chiuso?il che a mio parere non sarebbe male
    Questo sarebbe possibile indipendentemente dalla definizione di “professione sanitaria”. Non sembra molto corretto piegare la psicologia a professione sanitaria per ottenere un numero chiuso e una selezione più rigidi. Posto che, tuttavia, queste due cose siano necessarie.

    Mentre indicare la Psicologia come professione sanitaria implica un maneggiamento notevole dell’impianto epistemologico dell’intera disciplina, forse propendendo per una concezione medicalistica in modo a-prioristico o addirittura unilaterale. Tutto ciò ha conseguenze notevoli.

    Perciò, credo che si tratti di due argomenti molto differenti.

  13. #13
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    che delusione pensare quante leggi buone si potrebbero fare in questo Paese per la psicologia, ma anche per tanti altri ambiti utili...e invece i nostri governanti non riescono neanche a fare la legge elettorale (si farebbe in 2 giorni)

  14. #14

    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio
    Questo sarebbe possibile indipendentemente dalla definizione di “professione sanitaria”. Non sembra molto corretto piegare la psicologia a professione sanitaria per ottenere un numero chiuso e una selezione più rigidi. Posto che, tuttavia, queste due cose siano necessarie.

    Mentre indicare la Psicologia come professione sanitaria implica un maneggiamento notevole dell’impianto epistemologico dell’intera disciplina, forse propendendo per una concezione medicalistica in modo a-prioristico o addirittura unilaterale. Tutto ciò ha conseguenze notevoli.

    Perciò, credo che si tratti di due argomenti molto differenti.
    Secondo me sarebbe giusto metterla al pari delle altre prof sanitarie, lasciando il piano di studi uguale e allo stesso tempo rendendo comunque lo psicologo che lavora ad esempio in azienda in primis un esperto in ambito sanitario..perché si parla di quello alla fine..di salute mentale, che poi la si pratichi in azienda, in ambito clinico, a scuola o in carcere è indifferente, l'obiettivo è sempre il benessere..
    Ultima modifica di Marina93 : 30-07-2013 alle ore 01.06.56

  15. #15
    Partecipante Affezionato L'avatar di ParanorWill
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    Riferimento: PSICOLOGO - Professione Sanitaria

    Citazione Originalmente inviato da Marina93 Visualizza messaggio
    Secondo me sarebbe giusto metterla al pari delle altre prof sanitarie, lasciando il piano di studi uguale e allo stesso tempo rendendo comunque lo psicologo che lavora ad esempio in azienda in primis un esperto in ambito sanitario..perché si parla di quello alla fine..di salute mentale, che poi la si pratichi in azienda, in ambito clinico, a scuola o in carcere è indifferente, l'obiettivo è sempre il benessere..
    Forse occorre ricordare che le attività di uno psicologo in un'azienda, siano esse di formazione, organizzazione del lavoro o selezione del personale, non sono e non potranno mai essere considerate attività sanitarie. Così come non lo sono quelle in ambito scolastico od in generale in quello del benessere. Sono tutti ambiti che non hanno a che fare e la cui funzione non è quella di interfacciarsi con la patologia. Pensare di far passare una normativa del genere rappresenterebbe un tale obbrobrio legislativo che neppure un parlamento come quello italiano sarebbe in grado di metterlo in atto.
    Questo a meno di non voler utilizzare tale richiesta, totalmente impropria, come pretesto per accampare e generare dal nulla una serie di presunte riserve professionali di fatto inesistenti. Il classico atteggiamento aggressivo e triviale nei confronti di altri professionisti cui accennava Stefano3 nei precedenti interventi.

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