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Discussione: Iscrizione all'albo

  1. #1
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
    Data registrazione
    23-02-2003
    Residenza
    Prato
    Messaggi
    780

    Iscrizione all'albo

    Salve gente,
    mi sono spulciata ogni singolo post di ogni singola pagina di questa bacheca, e devo dire che i threads mi sono stati tutti molto d'aiuto per orientarmi un po' meglio verso ciò che mi aspetta dopo la laurea. Pongo un quesito che ancora mi attanaglia la mente: che limitazioni dà a livello professionale non iscriversi all'albo? Diciamo, più precisamente: cosa posso fare come laureata non iscritta all'albo degli psicologi?

    E azzardo una domanda ancora più difficile, ma mi preme cmq avere una risposta a quella più generica sopra: in particolare per il nuovo ordinamento, chi sa cosa può effettivamente fare uno psicologo triennale del lavoro non iscritto alla sezione b?

    Okok, lo so, la seconda questione è un dilemma difficile... vi sarei immensamente grata se sapeste rispondermi cmq alla prima...

    Grazie in anticipo

  2. #2
    Eowin
    Ospite non registrato
    Secondo me un laureato in psicologia non iscritto all'albo può fare meno di quanto possa fare una persona non laureata in psicologia. Nel senso che se un qualsiasi disoccupato può, trovandolo, fare un lavoretto tipo ripetizioni, assistenza agli anziani, consulenza di marketing, qualsiasi attività che si configuri come in qualche modo relazionale, nessuno si sognerà di dirgli niente. Se un lavoretto così lo fa un laureato in psicologia può essere accusato di esercizio abusivo della fantomatica professione psicologica, che è quella cosa che puoi vederci dappertutto o da nessuna parte.
    Quanto alla seconda domanda, io, come a poker, rilancio: Cosa può fare un laureato triennalista iscritto alla sezione B?
    Cioè: è aperto il concorso a chi ha la fantasia più sbrigliata.

  3. #3
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Eowin
    Secondo me un laureato in psicologia non iscritto all'albo può fare meno di quanto possa fare una persona non laureata in psicologia. Nel senso che se un qualsiasi disoccupato può, trovandolo, fare un lavoretto tipo ripetizioni, assistenza agli anziani, consulenza di marketing, qualsiasi attività che si configuri come in qualche modo relazionale, nessuno si sognerà di dirgli niente. Se un lavoretto così lo fa un laureato in psicologia può essere accusato di esercizio abusivo della fantomatica professione psicologica, che è quella cosa che puoi vederci dappertutto o da nessuna parte.
    Non essere cosi' pessimista.

    Ci sono lavori per i quali serve saper fare ed un titolo, ci sono altri lavori per i quali e' "sufficiente" saper fare.
    Per esempio per fare l'informatico non servono titoli, come pure per la maggiorparte dei lavori.

    La psicologia del lavoro e' un po in questa situazione: bisogna prima di tutto saper fare, essere psicologi non e' fondamentale, pero' avere un titolo accademico spesso si (il nomignolo dottore).

    Cosa non puo' fare il laureato in psicologia?
    Fondamentalmente 3 cose:
    - terapia,
    - diagnosi,
    - utilizzo di alcuni test.

    Pero' chiediamoci anche altre cose, del tipo: che vantaggi ci sono ad iscriversi all'albo?
    Per esempio un forte sgravio contributivo.

    Alla fine ovviamente ognuno fara' cio' che meglio crede, o che piu' gli conviene, in base ai propri obiettivi.

    Un abbraccio,

    Stefano

  4. #4
    Partecipante Figo L'avatar di Aimi_Summers
    Data registrazione
    23-02-2003
    Residenza
    Prato
    Messaggi
    780
    Originariamente postato da HT Sirri


    Cosa non puo' fare il laureato in psicologia?
    Fondamentalmente 3 cose:
    - terapia,
    - diagnosi,
    - utilizzo di alcuni test.

    Ecco, e io che sono una misera psicologa del lavoro triennale che non ha dato esami di clinica e che quindi non ha le competenze né per fare terapia né per fare diagnosi, ho buttato via anni di studio per trovarmi a poter utilizzare solo alcuni test?

  5. #5
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Aimi_Summers
    Ecco, e io che sono una misera psicologa del lavoro triennale che non ha dato esami di clinica e che quindi non ha le competenze né per fare terapia né per fare diagnosi, ho buttato via anni di studio per trovarmi a poter utilizzare solo alcuni test?
    A mio modo di vedere hai investito 3 anni per avere delle competenze in un campo specifico, per acquisire una credibilita' nel momento in cui ti presenti e per crescere come persona acquisendo anche un tuo bagaglio culturale in una materia che credo ti piaccia.

    La psicologia del lavoro non e' solo utilizzare dei test, anzi, mia opinione e' che quella e' la parte meno interessante di tutta la professione.
    ;-)

    A presto,

    Stefano

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