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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Filosofia o Psicologia?

    In queste settimane si sta svolgendo il concorso per coprire il ruolo di insegnanti nelle scuole da quelle dell’infanzia e quelle superiori di secondo grado. Mi ha colpito scoprire che nelle scuole superiori un laureato in psicologia, superando i vari test della procedura concorsuale, può insegnare filosofia, psicologia e scienze dell’educazione (classe A036). L’accostamento di filosofia e psicologia mi è sembrato strano e ora vi spiego perché.

    Quando ho letto che uno psicologo potesse insegnare filosofia e viceversa nei licei di scienze sociali sono rimasto di stucco. Perché la filosofia? La psicologia viene associata alla speculazione filosofica? E’ vero che anni fa per laurearsi in psicologia era necessario iscriversi alla facoltà di filosofia. Ma stiamo parlando di qualche decennio fa e ormai esistono diverse decine di facoltà di psicologia, addirittura “fuse” con la facoltà di medicina e con programmi didattici decisamente differenti nei contenuti e negli scopi professionali.

    Sia chiaro: nessuno vieta che un filosofo possa arricchire le sue lezioni “sconfinando” negli argomenti di psicologia. Io stesso, sono affascinanto da certe argomentazioni filosofiche dell’antica Grecia o degli empiristi inglesi. Tuttavia, il discorso acquista un altro significato rispetto a questa intercambiabilità tra filosofia e psicologia. Una scorretta affinità che riflette uno dei tanti miti che affliggono la psicologia, cioè che sia una disciplina umanistica senza solide basi scientifiche.

    E dire che una delle difficoltà tipiche di uno psicologo è quello di imbattersi nella confusione di tanta gente nel distinguere lo psicologo dallo psichiatra, lo psicoanalista dallo psicoterapeuta...
    ]
    Ultima modifica di GIUNONE : 07-02-2013 alle ore 01.34.50 Motivo: eliminazione link esterno: punti 9 e 10 del Regolamento

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Filosofia o Psicologia?

    Non è uno sconfinamento e non implica intercambiabilità, è solo un'aggregazione di materie da parte del Ministero, che tutte insieme formano un'unica cattedra, in quanto le ore dedicate a ciascuna, nelle diverse scuole, non consentirebbero di coprire il monte ore lavorative di un docente. Non ci sono motivazioni profondissime dietro queste scelte, ma spesso solo questi prevalentemente pratiche e burocratiche, di ottimizzazione nella gestione delle cattedre. Cmq, alla cattedra 36A (Filo, psico, socio, peda) possono accedere sia laureati in Filo, sia in Psico, sia in Scienze dell'educazione, sia in Pedagogia, sia in Socio, purché nel loro piano di studio includano una serie di crediti (24 per ciascuna area). Purtroppo i piani di studio standard di Filo e di Psico non li includono mai, quindi occorre personalizzare il proprio piano di studio, con esami in soprannumero, oppure aggiungere i crediti mancanti sostenendo esami singoli post-laurea. Cmq l'obiettivo ministeriale di queste materie è puramente didattico, non è di distinguere psicologo, psicoanalista, ecc, ma di trasmettere un corpus di conoscenze nozionistico-teoriche relative a tali materie, per dare un'acculturazione di base. Checché nella scuola da un trentennoi si faccia formazione propugando scopi formativi più che informativi, sostanzialmente l'approccio è ancora quello gentiliano-storicista, quindi si tratta di "sciropparsi" una serie di teorie a memoria. Il contesto dell'insegnamento in Italia è questo, inutile fare troppa dietrologia.

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