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  1. #1

    situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si vuole suicidar

    Ciao a tutti. Mi piacerebbe avere una bibliografia dove si parla di psicologia d'emergenza? (non so se si chiama così).
    Vi faccio un esempio.... La persona non la conoscete e si vuole suicidare....conoscete qualche libro che parli di studi "d'intervento" in questo casì?

    Un altro esempio: la persona estranea che soffre di psicosi vi aggredisce...come intervenire al momento... (lo so che molti di voi mi risponderanno di bloccarlo o di difendersi o altro), ma mi potreste darmi delle indicazioni bibliografiche d'intervento anche in questo caso).

    Grazie a tutti.

  2. #2
    Partecipante Figo L'avatar di Blooby gosh
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    25-08-2009
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    974

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    per la psicologia dell'emergenza, puoi leggerti i lavori di Michele Giannantonio, Psicotraumatologia e psicologia dell'emergenza.

    Per le altre info che richiedi, direi che ci vuole altro che un libro; tanto per iniziare serenità interiore e conoscenza delle proprie capacità. In una buona scuola di specializzazione apprendi come affrontare situazioni complesse, non tanto con un elenco sterile di precetti da applicare, ma con il costante approfondimento delle dinamiche umane & co.

    P.S. quando ti aggrediscono inaspettatamente ti garantisco che non hai la capacità di riflettere sulla "metodica corretta da applicare", sempre che ce ne sia una!
    Nasciamo tutti incendiari e moriamo pompieri

  3. #3
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da schizofrenico67 Visualizza messaggio
    Ciao a tutti. Mi piacerebbe avere una bibliografia dove si parla di psicologia d'emergenza? (non so se si chiama così).
    Vi faccio un esempio.... La persona non la conoscete e si vuole suicidare....conoscete qualche libro che parli di studi "d'intervento" in questo casì?

    Un altro esempio: la persona estranea che soffre di psicosi vi aggredisce...come intervenire al momento... (lo so che molti di voi mi risponderanno di bloccarlo o di difendersi o altro), ma mi potreste darmi delle indicazioni bibliografiche d'intervento anche in questo caso).

    Grazie a tutti.
    Ciao! Come ha già chiaramente spiegato la collega, non ci sono libri che ti dicano cosa fare.
    Prima di andare a lavorare in psichiatria avevo studiato tanto sulle psicosi, la schizofrenia, ecc. Ci avevo pure scritto la tesi.
    Ma quando mi sono trovata in entrambe le situazioni (a volte contemporaneamente) non ci sono libri che ti salvano: o hai sangue freddo e coraggio (o incoscienza, dipende dai punti di vista ) oppure cambi mestiere. La psicologia offre tanti ambiti, e buona parte dei clinici non lavora in privato con i casi di psicosi.
    Ciao

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    14-03-2011
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    163

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Purtroppo non ci sono tanti psicologi che lavorano su casi di psicosi e possiamo immaginare i motivi....

    Ma mi chiedo e vi chiedo le scuole di specializzazione preparono solo ad affrontare problemi gravi a parole seduti su una poltrona ....

    E vorrei sapere se possibile se esistono psicologi che lavorano con pazienti giornalmente, non solo in strutture ma che vivono parte del tempo insieme al paziente, nella quotidianità, non solo un'ora a settimana in uno studio, dove difficilmente si renderebbero consapevoli delle emergenze che spesso genitori, infermieri e volontari affrontano.

  5. #5
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Purtroppo non ci sono tanti psicologi che lavorano su casi di psicosi e possiamo immaginare i motivi....

    Ma mi chiedo e vi chiedo le scuole di specializzazione preparono solo ad affrontare problemi gravi a parole seduti su una poltrona ....


    E vorrei sapere se possibile se esistono psicologi che lavorano con pazienti giornalmente, non solo in strutture ma che vivono parte del tempo insieme al paziente, nella quotidianità, non solo un'ora a settimana in uno studio, dove difficilmente si renderebbero consapevoli delle emergenze che spesso genitori, infermieri e volontari affrontano.
    spesso chi soffre di "psicosi" deve prendere dei farmaci (antipsicotici, appunto) perché con la psicoterapia le allucinazioni e i deliri non possono essere risolti, quindi è monitorato dallo psichiatra; la psicoterapia per gli psicotici in genere è una psicoterapia "di sostegno" in cui il terapeuta funge da Io ausialiario. Inoltre spesso vengono ospitati in strutture o centri diurni, quindi nella quotidianità vivono con gli educatori e il personale della struttura.


    Io stesso conosco psicologi che condividono la quotidianità con pazienti psicotici in queste strutture, ma ora purtroppo ci sono leggi che impediscono agli psicologi di fare gli "educatori" (tra virgolette perché non si tratta di fare gli educatori professionali -per la quale serve una laurea specifica- ma educatori generici).
    Inoltre c'è stata una psicoanalista che ha "guarito" con la psicoterapia una schizofrenica, ma il metodo era molto impegnativo e sarebbe impossibile applicare lo stesso metodo a tutti gli psicotici.

    Magari si potessero fare queste cose, ci sarebbe la fila di psicologi
    Ultima modifica di Johnny : 09-02-2013 alle ore 11.00.48

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    163

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Grazie Johnny della risposta ma ci sono anche psicotici "compensati" che non vengono presi in terapia da psicologi perchè sarebbe troppo lungo il percorso e faticoso(anche facendo da sostegno) soprattutto dal punto di vista umano. Ed è un vero peccato che non esistono figure professionali che vanno a casa del paziente per aiutarlo e sostenerlo nel quotidiano per alcune ore della settimana (fortunatamente non tutti gli psicotici compresi gli schizofrenici vivono in centri protetti).

  7. #7
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Purtroppo non ci sono tanti psicologi che lavorano su casi di psicosi e possiamo immaginare i motivi....

    Ma mi chiedo e vi chiedo le scuole di specializzazione preparono solo ad affrontare problemi gravi a parole seduti su una poltrona ....

    E vorrei sapere se possibile se esistono psicologi che lavorano con pazienti giornalmente, non solo in strutture ma che vivono parte del tempo insieme al paziente, nella quotidianità, non solo un'ora a settimana in uno studio, dove difficilmente si renderebbero consapevoli delle emergenze che spesso genitori, infermieri e volontari affrontano.
    Ciao!
    Potresti spiegare dal punto di vista clinico e terapeutico a cosa servirebbe un percorso di sostegno psicologico svolto trascorrendo delle ore nella quotidianità con un paziente psicotico?
    Per svolgere l'incarico di assistenza esistono già gli educatori domiciliari, gli infermieri domiciliari e gli OS dei servizi territoriali.
    Lo psicologo può fare colloqui domiciliari quando sia necessario, ma dal punto di vista clinico non vedo quali sarebbero i vantaggi di una frequentazione costante.
    Lo psicologo non è un amico.
    Con lo psicologo non si fanno 2 chiacchiere.
    Credo che per aiutare davvero chi soffre di psicosi servano persone competenti e che sappiano mantenere ognuno il suo ruolo e ognuno i suoi sani confini.
    Così l'infermiere farà l'infermiere, e cosi via dicendo tutte le figure professionali che collaborano ad un intervento riabilitativo-terapeutico.
    Se poi la tua esperienza e formazione lavorando in ambito psichiatrico ti ha fatto riflettere su nuovi approcci tecnici e terapeutici per affrontare la psicosi, sarei felice di potermi confrontare con te.
    Riguardo al fatto che frequentando tutti i giorni una persona affetta da psicosi a casa sua e vedendo come mangia, come cura la casa o si relaziona con la famiglia, io psicologo dovrei capire meglio cosa sia la psicosi, sarebbe come ritenere che un cardiologo dovrebbe avere un infarto o vedere come vive un cardiopatico per capire come intervenire al meglio.
    Magari ho travisato il tuo intervento, visto che era pieno di puntini sospensivi, e allora ti chiedo scusa e di aiutarmi a capire cosa intendevi dire.
    Ciao!

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Ciao, non c'è dubbio che l'infermiere deve fare l'infermiere, ma io parlo dello psicologo che si toglie quel camice bianco e diventa "accompagnatore" empatico nello stesso percorso di vita e se poi questo è poco professionale non so se sia così importante lascio te giudicare, visto che ancora i risultati delle psicoterapie non fanno grandi passi in avanti e parlano di sostegno all'io solo per un'ora o due a settimana.

  9. #9
    Johnny
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Ciao!
    Potresti spiegare dal punto di vista clinico e terapeutico a cosa servirebbe un percorso di sostegno psicologico svolto trascorrendo delle ore nella quotidianità con un paziente psicotico?
    Per svolgere l'incarico di assistenza esistono già gli educatori domiciliari, gli infermieri domiciliari e gli OS dei servizi territoriali.
    Lo psicologo può fare colloqui domiciliari quando sia necessario, ma dal punto di vista clinico non vedo quali sarebbero i vantaggi di una frequentazione costante.
    Lo psicologo non è un amico.
    Con lo psicologo non si fanno 2 chiacchiere.
    Credo che per aiutare davvero chi soffre di psicosi servano persone competenti e che sappiano mantenere ognuno il suo ruolo e ognuno i suoi sani confini.
    Così l'infermiere farà l'infermiere, e cosi via dicendo tutte le figure professionali che collaborano ad un intervento riabilitativo-terapeutico.
    Se poi la tua esperienza e formazione lavorando in ambito psichiatrico ti ha fatto riflettere su nuovi approcci tecnici e terapeutici per affrontare la psicosi, sarei felice di potermi confrontare con te.
    Riguardo al fatto che frequentando tutti i giorni una persona affetta da psicosi a casa sua e vedendo come mangia, come cura la casa o si relaziona con la famiglia, io psicologo dovrei capire meglio cosa sia la psicosi, sarebbe come ritenere che un cardiologo dovrebbe avere un infarto o vedere come vive un cardiopatico per capire come intervenire al meglio.
    Magari ho travisato il tuo intervento, visto che era pieno di puntini sospensivi, e allora ti chiedo scusa e di aiutarmi a capire cosa intendevi dire.
    Ciao!
    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Ciao, non c'è dubbio che l'infermiere deve fare l'infermiere, ma io parlo dello psicologo che si toglie quel camice bianco e diventa "accompagnatore" empatico nello stesso percorso di vita e se poi questo è poco professionale non so se sia così importante lascio te giudicare, visto che ancora i risultati delle psicoterapie non fanno grandi passi in avanti e parlano di sostegno all'io solo per un'ora o due a settimana.
    quando si prende in carico uno psicotico cronico, generalmente oltre ai colloquio di terapia "di sostegno" (si veda McWilliams-la diagnosi psicoanalitica) si deve coinvolgere tutto l'ambiente di vita dello psicotico, così si faranno colloqui con i familiari per istruirli su come interagire col paziente, poi sarà seguito da un'equipe, perciò gli infermieri e il vario personale avrà fatto dei corsi per sapere come si interagisce con gli psicotici...
    Conosco psicoterapeuti andare a domicilio di pazienti quando questi non riuscivano ad andare nel loro studio, inoltre assistenti psicologi frequentare settimanalmente la casa di psicotici proprio per offrire un "sostegno".
    Esiste poi tutto un capitolo sulla psicoterapia delle psicosi, da Jung a Gaetano Benedetti con il cosiddetto soggetto transizionale.

    non capisco la polemica: gli psicologi non hanno il camice bianco, sembra che tu ce l'abbia con gli psicologi. Se gli psicologi fossero più inseriti nel tessuto della società, della sanità pubblica e se esistessero figure come lo psicologo di base potrebbero permettersi di "accompagnare" i pazienti. Lo psicologo invece non gode di molte possibilità in questo senso.
    Ultima modifica di Johnny : 10-02-2013 alle ore 09.34.48

  10. #10
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    La maggioranza degli psicologi non opera così tranne in alcune realtà dell'asl, in alcuni casi manca lo psicologo per tutti o si preferisce seguire "casi" magari guaribili oppure le terapie durano un massimo di sei mesi o se si riesce a fare psicoterapia per periodi un pò più lunghi è solo fortuna .
    Non è polemica ma solo un'opinione, alcuni psicologi restano tanto "impigliati" in quel camice bianco che non vanno oltre, addirittura non sono disponibili in casi di emergenza neanche al telefono.
    Ultima modifica di ludovicamaria : 10-02-2013 alle ore 13.36.20

  11. #11
    fiona774
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Ciao, non c'è dubbio che l'infermiere deve fare l'infermiere, ma io parlo dello psicologo che si toglie quel camice bianco e diventa "accompagnatore" empatico nello stesso percorso di vita e se poi questo è poco professionale non so se sia così importante lascio te giudicare, visto che ancora i risultati delle psicoterapie non fanno grandi passi in avanti e parlano di sostegno all'io solo per un'ora o due a settimana.

    Comunque a sostegno della tua tesi personale di modello terapeutico, non mi hai portato nessun riferimento concreto, né hai spiegato in che cosa consiste questo supporto "senza camice bianco" (non so dove hai visto psicologi con il camice bianco: mica siamo dei gelatai! ).
    La professionalità non è a tutela dello psicologo, ma semmai del paziente. E se non riesci a cogliere come sia importante che un paziente psicotico abbia diritto ad un percorso psicoterapeutico e non solo ad un operatore che lo accompagna a fare la spesa, non so cosa dire.
    Sarebbe opportuno fare più informazione in merito alle patologie psichiatriche gravi, invece di restare ancorati ai pregiudizi che alimentano solo disinformazione e lo stigma del malato di mente, che non può raggiungere un migliore livello di benessere, come se fosse destinato a vivere rinchiuso in casa.
    Forse non lo sai ma uno psicotico in Italia ha diritto a votare, con un buon percorso riabilitativo potrà lavorare, avere una vita sociale e...(terribile, eh! non ti spaventare ! ) fare sesso!
    Comunque Johnny è stato piuttosto esaustivo nello spiegare il lavoro con le psicosi.
    Se vuoi posso suggerirti qualche testo da leggere per approfondire cosa sia la psicosi e il trattamento individuale e/o in una struttura riabilitativa e il sostegno ai familiari.
    Ciao

  12. #12
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Comunque a sostegno della tua tesi personale di modello terapeutico, non mi hai portato nessun riferimento concreto, né hai spiegato in che cosa consiste questo supporto "senza camice bianco" (non so dove hai visto psicologi con il camice bianco: mica siamo dei gelatai! ).
    La professionalità non è a tutela dello psicologo, ma semmai del paziente. E se non riesci a cogliere come sia importante che un paziente psicotico abbia diritto ad un percorso psicoterapeutico e non solo ad un operatore che lo accompagna a fare la spesa, non so cosa dire.
    Sarebbe opportuno fare più informazione in merito alle patologie psichiatriche gravi, invece di restare ancorati ai pregiudizi che alimentano solo disinformazione e lo stigma del malato di mente, che non può raggiungere un migliore livello di benessere, come se fosse destinato a vivere rinchiuso in casa.
    Forse non lo sai ma uno psicotico in Italia ha diritto a votare, con un buon percorso riabilitativo potrà lavorare, avere una vita sociale e...(terribile, eh! non ti spaventare ! ) fare sesso!
    Comunque Johnny è stato piuttosto esaustivo nello spiegare il lavoro con le psicosi.
    Se vuoi posso suggerirti qualche testo da leggere per approfondire cosa sia la psicosi e il trattamento individuale e/o in una struttura riabilitativa e il sostegno ai familiari.
    Ciao
    Mi sa che fraintendi quello che dico: è ovvio che il paziente deve avere vita sociale, lavorare ecc ecc... ma se questo avviene nella sua "casa" nel suo territorio è ancora meglio.

    I modelli terapeutici nei libri poi vanno applicati e spesso non è così (vuoi per poca volontà o mancanza di risorse).

    La mia tesi personale è solo "personale" non ho nessun riferimento concreto di carta stampata ma posso dire che sarebbe meglio che lo psicologo al momento dell'emergenza ci fosse "ripeto" almeno al telefono. Ciao
    Ultima modifica di ludovicamaria : 11-02-2013 alle ore 11.21.07

  13. #13
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    I modelli terapeutici nei libri poi vanno applicati e spesso non è così (vuoi per poca volontà o mancanza di risorse).
    penso più per la seconda che hai detto


    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio

    La mia tesi personale è solo "personale" non ho nessun riferimento concreto di carta stampata ma posso dire che sarebbe meglio che lo psicologo al momento dell'emergenza ci fosse "ripeto" almeno al telefono. Ciao
    ma ti riferisci agli psicologi che lavorano in privato o quelli dell'asl? Per il privato, mi sembra assurdo che uno psicologo debba essere disponibile 24oresu24.
    Per l'asl si potrebbe attivare un servizio tipo quello della guardia medica ma per la psiche: la "guardia psicologica" sai quanti psicologi sarebbero disponibili? ci sarebbe la fila, magari lo Stato istituisse una figura del genere, insieme allo psicologo scolastico e allo psicologo di base!

  14. #14
    fiona774
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Mi sa che fraintendi quello che dico: è ovvio che il paziente deve avere vita sociale, lavorare ecc ecc... ma se questo avviene nella sua "casa" nel suo territorio è ancora meglio.

    I modelli terapeutici nei libri poi vanno applicati e spesso non è così (vuoi per poca volontà o mancanza di risorse).

    La mia tesi personale è solo "personale" non ho nessun riferimento concreto di carta stampata ma posso dire che sarebbe meglio che lo psicologo al momento dell'emergenza ci fosse "ripeto" almeno al telefono. Ciao
    Ciao
    Perdonami, ma non credo di aver frainteso: a me pare che hai un'immagine di riabilitazione del paziente psicotico limitata ad un intervento di assistenza, dove il concetto di psicoterapia o sostegno psicologico è del tutto assente. Mi pare che stiamo ancora parlando di una persona che va "assistita" a casa (o in una struttura o dove vuoi te: al mare, in montagna, alle Maldive, ecc.) e accompagnato nella quotidianità, confondendo questo genere di intervento di competenza dell'educatore psichiatrico (peraltro che esiste già, in qualsiasi servizio territoriale di un Dipartimento di Salute Mentale italiano ), con l'intervento dello psicologo.
    Il fatto che tu insista nel lamentare che lo psicologo non risponda al telefono in emergenza e non trascorra in casa, con il paziente, un po' di tempo quotidianamente, rimanda una concezione un po' limitata delle risorse del paziente psicotico e del genere d'intervento di cui necessiterebbe.
    Non te ne faccio una colpa, è evidente che non sei a conoscenza di cosa sia la psicosi e di quali siano i modelli d'intervento validi applicati oggi.
    Capisco che hai una tesi personale, che non è scritta sui libri, ma comunque ancora non hai spiegato come funziona questo aiuto psicologico che richiedi e critichi alla categoria degli psicologi.
    Continui a girare intorno, senza precisare che tipo di intervento di sostegno psicologico vorresti per la psicosi e perché dovrebbe funzionare.
    Lo so, è un po' un'epidemia italiana quello dell'elogio al Lamento, senza avere chiaro cosa davvero si vuole.
    Provo a spiegare meglio cosa facciamo noi psicologi mentre riscaldiamo le nostre poltrone, nei nostri bei camici bianchi
    L'autonomia è un concetto basilare e lavorare per promuoverla è l'obiettivo dell'equipe del dipartimento di salute mentale: ogni equipe è formata dallo psichiatra e/o psicologo responsabile che fa le visite, il sostegno, la psicoterapia e (lo psichiatra) la farmacoterapia; poi ci sono gli infermieri psichiatrici, gli educatori, l'assistente sociale e gli operatori socio-sanitari.
    Intorno al paziente però non ruota solo questa equipe, ma tutto il territorio nei termini di associazioni e cooperative che garantiscono (insieme al Comune) il lavoro protetto, attività riabilitative e ludiche, laboratori espressivi, artigianali, il reinserimento sociale, ecc.
    Accanto a tutto ciò c'è il percorso di sostegno ai familiari, spesso fatto in gruppo o attraverso colloqui individuali.
    Per questo lo psicologo privato non ha molti casi di psicosi, perché per affrontarli al meglio è necessario ci sia un equipe e la collaborazione di tutti i servizi territoriali, altrimenti il paziente fatica a seguire il percorso di sostegno psicologico o psicoterapeutico (e dopo qualche tempo va via), se non viene sostenuto da un'intera equipe di professionisti che lavorano per un progetto terapeutico condiviso.
    Ora ti è più chiaro quali sono gli strumenti d'intervento nei casi di psicosi?
    Spero anche di aver chiarito perché lo psicologo nello studio privato non è in grado di gestire un progetto terapeutico di tale portata tutto da solo.
    E ci mancherebbe noi psicologi siamo in gamba , ma mica abbiamo i poteri magici..e che dobbiamo fare tutto noi??
    Ciao

  15. #15
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: situazioni estreme: lo sconosciuto che picchia o che si v

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    penso più per la seconda che hai detto




    ma ti riferisci agli psicologi che lavorano in privato o quelli dell'asl? Per il privato, mi sembra assurdo che uno psicologo debba essere disponibile 24oresu24.
    Per l'asl si potrebbe attivare un servizio tipo quello della guardia medica ma per la psiche: la "guardia psicologica" sai quanti psicologi sarebbero disponibili? ci sarebbe la fila, magari lo Stato istituisse una figura del genere, insieme allo psicologo scolastico e allo psicologo di base!
    Ciao Johnny credo che hai intuito il problema mi riferisco allo psicologo dell'asl che spesso in alcune realtà manca per tutti e allo psicologo privato, che si prende in carico alcune volte del paziente psicotico, non in fase acuta naturalmente e che questo possa disporre di risorse anche economiche. Ciao!

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