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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
    Data registrazione
    11-06-2012
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    159

    Consapevolezza della depressione

    Ciao a tutti,
    ho due quesiti. Vorrei sapere se esiste la possibilità che una persona depressa sia consapevole di essere depressa.
    Inoltre, la depressione è uno stato permanente durante tutto l'arco della giornata e dei giorni o può essere presente a fasi alterne, del tipo "oggi si, ieri no" oppure "stamattina stavo bene, questa sera invece no"

    Grazie a chiunque possa aiutarmi a capire
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  2. #2
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Ciao Bigfish,
    la tua domanda è un po' troppo generica per rispondere in modo esauriente, a meno che qualche collega non abbia voglia di buttare su un post con un trattato di clinica sulla depressione.
    Quindi proviamo a stringere il cerchio: che cosa intendi per una persona depressa? Una persona un po' giù di tono? una persona che ha perso il lavoro o il fidanzato? Una persona che ha avuto un lutto importante? Una persona che piange senza motivo apparente? Una persona che siccome fuori è brutto tempo si sente malinconico? Una persona che dice che vorrebbe farla finita?
    Seconda questione: perché non dovrei essere consapevole di essere depresso? Cioè di vivere un disagio? Oppure parliamo di una forma di psicosi con tanto di delirio di rovina o persecutorio?
    Ultima questione: alcune forme depressive sono costanti altre meno..
    Sei un po' più confuso di prima ora, grazie alla mia risposta?
    Bene.
    Mi spiace ma di fronte al disagio psichico non ci sono sempre risposte semplici e inequivocabili, come d'altronde in medicina.
    Una diagnosi o comunque un'ipotesi diagnostica, va fatta con cura e attenzione e richiede l'osservazione della persona in diretta.
    Ciao

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
    Data registrazione
    11-06-2012
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    159

    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Hai ragione fiona, sono stato troppo generico. Provo a porre la domanda in altri termini:
    Se una persona ha spesso cali d'umore, voglia di non parlare con nessuno, visione grigia della vita apparentemente non legata a fattori scatenanti (lutti, perdita di lavoro, problemi economici) ma non costanti, ovvero ci sono giorni in cui è pimpante ed allegra, può essere considerata depressione oppure il requisito della diagnosi di depressione prevede una continuità?
    Inoltre se questa persona afferma di sentirsi depressa è considerabile effettivamente depressa oppure, normalmente, i depressi non si accorgono di essere depressi?

    Spero di aver esposto il quesito in modo un pochino più chiaro! Grazie 1000
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  4. #4
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Dunque...mummble..mumble..
    Non lo so che cosa ha "questa persona".
    Probabilmente neanche questa persona lo sa.
    Perché vorresti saperlo tu?
    Scusa ma credevo di essermi spiegata: la psicologia e la diagnosi non sono cose da utilizzare come cassetti in cui infilare un atteggiamento , un sintomo o una persona.
    Esistono tantissime forme di depressione e puoi fartene un'idea andando a leggere il DSMIV: si va dalla depressione stagionale a quella psicotica con tanto di delirio.
    Inoltre tante forme di disagio psicologico di altra natura possono presentare tratti depressivi come sintomatologia di ..accompagnamento.

    Non capisco: se ti fa male un ginocchio ne sei consapevole o non senti il dolore perché hai un danno ai recettori del dolore oppure pensi che siano gli extraterrestri a causare il dolore al ginocchio?
    Ecco, in psicologia funziona pressoché allo stesso modo.
    Ma te non sei uno psicologo, arguisco?

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
    Data registrazione
    11-06-2012
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    159

    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Per ora sono un semplice studente di Psicologia al primo anno....
    Quello che ti chiedo non è, ovviamente, una diagnosi. Erano due semplici curiosità riguardo un argomento che mi interessa e che non ho mai avuto modo di incontrare (ancora) nel mio percorso di studi. Ti sei spiegata benissimo riguardo la psicologia e la diagnosi e condivido pienamente il tuo punto di vista.
    Detto questo, provo a chiarire la domanda sulla consapevolezza.
    Se mi fa male un ginocchio sono consapevole che mi faccia male e su questo non ci piove. Quando entrano in ballo questioni psicologiche, forse (ma potrei sbagliarmi per inesperienza) tutta questa consapevolezza non esiste. Estremizzando, una persona dichiarata inferma di mente non credo sia consapevole si essere tale. Un tossicodipendente o un alcolizzato non ammettono di avere una dipendenza, affermano di avere tutto sotto controllo.
    Quindi, ho ipotizzato, magari erroneamente, che un depresso, possa non rendersi conto di essere depresso ma semplicemente di essere un po giù di corda, ignorando o sottovalutando il problema.
    Probabilmente non ho un vocabolario che mi permetta di esprimermi in modo pertinente e questo genera confusione, mi dispiace.
    Ultima modifica di crissangel : 23-01-2013 alle ore 23.36.10
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  6. #6
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Bene.
    Allora nella mia esperienza posso dire che le persone che vivono un certo stato di depressione sono consapevoli di esserlo o comunque sanno che qualcosa non va.
    La parola "infermità mentale" è un po' impropria e da per scontato che esista un'unica forma depressiva la depressione di tipo psicotico con tanto di perdita dell'esame di realtà e fantasie di suicidio. Inoltre l'infermità mentale è una certificazione utilizzata per giustificare la reità di un imputato che viene dichiarato incapace d'intendere e di volere.
    Per la Legge italiana uno psicotico ha uguali diritti e doveri di qualsiasi cittadino, non è incapace d'intendere e di volere, a meno che non venga "interdetto". La procedura d'interdizione viene avviata solo in certi casi (spesso legata a situazioni patrimoniali). Spesso hanno una certificazione d'invalidità totale ma possono votare, lavorare, fare sport, fare sesso e avere figli.
    Quindi prima di mettere etichette facciamo attenzione
    I casi di depressione psicotica non trattata (cioè persone che sono all'esordio della malattia e non hanno ricevuto alcuna terapia né farmacologica né psicoterapeutica) non hanno una totale consapevolezza perché a volte entrano in gioco deliri, cioè convinzioni radicate e impermeabili a qualsiasi esame di realtà, che suggeriscono che il disagio psichico è dovuto a cause esterne ( per esempio il vicino che lo perseguita attraverso delle misteriose telecamere, la convinzione di essere gravemente malato, la paura di aver perso tutti i soldi e di finire sul lastrico, ecc.).
    Tanti omicidii-suicidii sono spesso delle depressioni psicotiche ( cosiddetti "altruistici" in quanto sentono che uccidendo i propri figli e la moglie li salveranno dalla rovina imminente, ecc.)
    Ma per diamine! Non si tratterà della tua amica?
    Voglio dire, se fosse psicotica te ne accorgeresti.
    Forse.
    Non so.
    Sicuramente una persona depressa e psicotica può avere consapevolezza del proprio malessere ed essere in grado di accettare la terapia e l'aiuto.
    Ad ogni modo forse il tuo concetto di "consapevolezza" del proprio malessere ancora non mi è chiaro.
    Comunque l'esempio del ginocchio era inteso così:
    Hai un buon esame di realtà: il ginocchio ti fa male (non ti senti bene, sei sempre giù di umore, a lavoro non concludi niente, spesso ti senti che non vali niente e non ti va di uscire, riesci a capire che qualcosa non va )
    Non hai un buon esame di realtà: gli extraterresti con un raggio luminoso ti stanno colpendo il ginocchio ( non sono io che sto male, i motivi del mio disagio li attribuisco a cause irreali o improbabili)
    Altra possibilità: il fidanzato mi ha lasciato e quindi sono triste (depressione reattiva a qualcosa)
    E' passato un anno ed ancora sono triste (depressione o stato depressivo, dipende dall'entità, ecc.)
    Dopo 10 anni inizio ad avere tutti i sintomi fisici possibili che chiamano stress, ansia, ecc. ( per esempio: depressione mascherata )
    Ci sarebbero poi :la personalità con tratti depressivi, la depressione del bipolare, la ciclotimia, la depressione endogena, eccetera eccetera.

    Detto questo un lieve o medio stato depressivo è nell'esperienza di tutti.
    E' nella natura umana avere un abbassamento del tono dell'umore quando la vita o il mondo emotivo interno ci portato cose da elaborare o con cui fare i conti.
    Ma tu se rileggi bene non hai chiesto " se è normale che la tua amica ignora o sottovaluta il problema" ,ma "se questa persona afferma di sentirsi depressa è considerabile effettivamente depressa oppure, normalmente, i depressi non si accorgono di essere depressi?".
    Cioè tu mettevi in dubbio lo stato depressivo di questa persona.
    Quindi ora alla luce di questa chiacchierata: secondo te è depressa o meno?

    Ciao ciao

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di joker.the.mad
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    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Senza voler minimamente entrare nell'ottima e più che esaustiva esposizione di Fiona ( ), mi permetto di dare anche io una risposta semplice ( o magari troppo semplicistica.. ) al quesito di BigFish....
    E la risposta è che non esiste una risposta...
    Almeno non una risposta univoca... Esistono depressi che riconoscono di esserlo e depressi che non riconoscono di esserlo... E che, conseguentemente, danno la colpa a cause esterne ( di solito le persone che hanno vicino: genitori,figli, partner.... ) del loro star male...
    Così come vi sono persone che, al contrario, proclamano ai 4 venti la loro condizione di depressione solo per impietosire chi sta loro intorno....
    Insomma, come Fiona ha scritto molto meglio di me, bisogna semplicemente distinguere caso da caso. Punto.

  8. #8
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Ringrazio Fiona per l'esaustività e Joker per la sintesi
    Ora ho le idee un po più chiare.

    Per rispondere a Fiona:
    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Quindi prima di mettere etichette facciamo attenzione
    Non mi sembra di avere etichettato nessuno. L'esempio sull'infermo di mente non era riferito a nessuno in particolare. Comunque forse ho usato il termine in modo improprio. O forse era l'esempio che era poco pertinente.

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Ma tu se rileggi bene non hai chiesto " se è normale che la tua amica ignora o sottovaluta il problema" ,ma "se questa persona afferma di sentirsi depressa è considerabile effettivamente depressa oppure, normalmente, i depressi non si accorgono di essere depressi?".
    Cioè tu mettevi in dubbio lo stato depressivo di questa persona.
    Io non ho messo in dubbio lo stato depressivo di questa persona. Ho chiesto solo se una persona che afferma di sentirsi depressa deve essere interpretata come:

    1- "Ha bisogno di aiuto, devo indirizzarla verso un professionista"

    oppure

    2-"Non è realmente depressa. Se lo fosse veramente, non sarebbe in grado di affermarlo"

    Comunque, ora è chiaro.

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Quindi ora alla luce di questa chiacchierata: secondo te è depressa o meno?
    Attualmente non sono in grado di determinare se una persona sia o meno affetta da depressione. Spero, una volta laureato, di esserlo.

    Buona giornata a todos
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  9. #9
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Sono contenta che senti di avere le idee più chiare.
    Vedi io credo che chi fa il nostro mestiere o si prepara per farlo, dovrebbe evitare di mettere in un calderone infermità mentale e depressione: penso che è nostro compito non solo studiare il DsmIV, la nosografia, le tecniche varie, eccetera, ma soprattutto comunicare informazioni corrette e Promuovere la salute psicologica di chi ci legge, ascolta o conosce. Molte patologie o disagi minori o semplici malesseri emotivi a volte vengono percepiti dalle persone come : possibile malattia mentale. Questo non solo genera disinformazione ma è un vero ostacolo alla prevenzione. Se noi impariamo a non usare termini giuridici come fossero diagnosi cliniche eviteremmo che tante persone siano spaventate all'idea di rivolgersi allo psicologo con il timore di "essere matte".
    Comprendo che sei uno studente e che hai una carriera universitaria da percorrere per imparare tante cose, ma mi sento di precisare l'importanza della comunicazione e delle parole che usiamo.
    Uno psicologo non può riferirsi ad un malato grave come ad un infermo di mente, non può usare termini ottocenteschi tipo "esaurimento nervoso", "crisi nevrastenica" e via di seguito, per fare degli esempi. Ovviamente non mi riferisco nello specifico a te, però ci tengo a sottolineare l'importanza delle parole e di cosa comunichiamo.
    Infine un mio pensiero: chi lavora nell'ambito della clinica e della terapia dovrà lasciare le diagnosi come punti cardinali e imparare a vedere i pazienti come persone, senza etichette, che portano i loro sintomi, le loro storie e le loro emozioni. Ognuno e' unico, non esistono pazienti che rientrano perfettamente in una categoria diagnostica, ma la realtà e ' che è tutto molto mescolato, i confini si assottigliano e noi dobbiamo saper ascoltare. E stare anche con i nostri dubbi. Perché non esistono sempre delle risposte, come avete già detto.
    Tra qualche anno quando lavorerai incontrerai un sacco di persone depresse e giù di corda. D'altronde il nostro sistema sociale sembra fatto apposta per generare disagio...ma poi sarete voi giovani psy ad aiutare a cambiare le cose!
    Quindi buono studio!
    Ciao

  10. #10
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Ciao, Bigfish81. Il tuo quesito è molto interessante e può costituire una riflessione trasversale rispetto ai disturbi psichici. La consapevolezza di "stare male" che una persona può possedere riguarda la dicotomia egosintonia/egodistonia della sintomatologia. Ovvero, la persona egosintonica si sente in sintonia coi sintomi, non prova disagio e li ritiene coerenti col resto della personalità. L'egodistonia invece consiste nella consapevolezza di provare dei disagi in una o più sfere della propria vita e tale status induce il soggetto ad attivarsi per ricercare modalità di fronteggiamento. Tale dicotomia riguarda ogni tipo di "disturbo" diagnosticabile in Dsm, quindi anche i disturbi dell'Umore. La "depressione" di cui normalmente si parla ha mille facce, ognuna ha una sua connotazione nosografica ben precisa che contempla sicuramente una rilevante continuità temporale. Oltre ai disturbi dell'umore esistono anche episodi di alterazioni dell'umore. Inoltre occorre verificare se essa sia solo uno dei sintomi di una altra patologia, così come constatare la presenza di comorbità..L'alternanza di umore up ed umore down configurano i cosiddetti disturbi bipolari, in cui vi è appunto alternanza di espisodi depressivi ed episodi maniacali.
    L'umore "positivo" o "negativo", l'alternanza di essi, fan parte del normale scorrere della propria esistenza.....Nel momento in cui compare una rilevante compromissione/disfunzionalità di una o più aree della propria vita (personale, sociale, lavorativa, ecc) che risultano significativamente compromesse allora occorrerebbe approfondire la conoscenza della situazione psicosociale che la persona sta vivendo.
    Io, per deformazione professionale, sono un pò "allergica" alle etichette psichiatriche perchè possono indurre alla cosiddetta "profezia che si autoavvera" ed incistare l'individuo in una specifica, rigida e permanente identità fornitagli da altri e che gli può divenire difficile scrollarsi di dosso. Inoltre l'etichetta può spesso allontanare dalla concreta comprensione di ciò che accade ed omologare l'individuo ad una nosografia, riducendo il disagio sistemico a quello più facilemente inquadrabile e gestibile che è quello individuale..
    Ultima modifica di GIUNONE : 24-01-2013 alle ore 17.20.46

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    Grazie a tutti per avermi risposto e aver condiviso con me le vostra conoscenze!
    Mi rendo conto che di strada ne devo fare

    Buona giornata !
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  12. #12
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Consapevolezza della depressione

    BigFish81, i tuoi quesiti sonoestremamente importanti e ti chiedo di continure a farne, senza alcun imbarazzo o timore perchè pensi di essere ancora "solo" studente. I tuoi interrogativi aiutano a riflettere non solo i profani ma anche, e forse soprattutto, noi psi ed a fare buona informazione. Non sei "solo" uno studente, quindi non ti preoccupare di evidenziarlo ogni volta, ma sei una persona che si pone interrogativi, problematizza la realtà e vuole comprendere. Inoltre, le tue considerazioni sono importanti, non censurarti, ma condividi con noi per uno scambio proficuo che fa crescere tutti.Ben vengano utenti come te

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