• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Visualizzazione risultati 1 fino 6 di 6
  1. #1
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
    Data registrazione
    04-06-2003
    Residenza
    roma
    Messaggi
    1,727

    Il sieropositivo italiano è un 37enne single e colto

    da Repubblica.it

    Secondo uno studio effettuato su 5.755 persone in 60 centri di ricerca e in sei università italiane e presentato oggi, l'identikit della persona che scopre di essere sieropositiva corrisponde in Italia a quella di un maschio di 37 anni di buona cultura. E' l'immagine che emerge dal rapporto Icona 2004, presentato oggi a Roma: uno studio giunto al settimo anno sui 10 previsti.
    L'infettivologa Antonella D'Arminio Monforte dell'università di Milano ha spiegato che i nuovi farmaci garantiscono un aumento della sopravvivenza e una migliore qualità della vita ma inducono ad abbassare la guardia. In molti casi l'infezione è stata contratta in rapporti sessuali con partner occasionali, soprattutto accade per gli uomini di oltre 50 anni. In 7 casi su 10, invece, le donne contraggono l'infezione dal partner abituale e la metà di esse ignora le condizioni di salute del partner.

    Le infezioni si contraggono per via eterosessuale nel 50% dei casi (contro il 30% nel 1997). I rapporti eterosessuali sono la maggiore fonte di rischio per le donne italiane (65,2% dei casi) e extracomunitarie (82,1%). Per gli uomini la sieropositività è arrivata tramite rapporti sessuali nel 50,2% dei casi (27,2% omosessuali, 23 eterosessuali), mentre la tossicodipendenza ha provocato il 32,9% di casi. Nei rapporti eterosessuali, il 62,5% si infetta da partner occasionali e il 20,3% con la partner abituale di cui in 4 casi su 5 ignora la sieropositività. Dal rapporto emerge che gli italiani (3,5%) più degli stranieri (1,5%) cercano rapporti sessuali occasionali non protetti.


    Cosa ne pensate?


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
    | Lost in Translation|

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
    Residenza
    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
    Messaggi
    3,739

    Re: Il sieropositivo italiano è un 37enne single e colto

    Originariamente postato da alita
    Cosa ne pensate?
    che ci sono troppi pregiudizi
    la gente crede che l'HIV sia legato ad omosessuali prostitute e drogati e questa indagine dimostra come non sia così
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  3. #3
    Mah, non saprei cosa pensare
    Però non so, mi pare quasi che si abbia l'idea che l'AIDS non sia piu' tanto un pericolo... e si diffondono "stili" di comportamento sessuale che tendono a massimizzare tale pericolo.. quasi che usando il preservativo si sia "out" -_-'
    Mi pare anche che le campagne anti-aids siano diminuite di intensità (mentre per il fumo rompono sempre di piu' -_-), e forse anche questo ha una sua influenza..
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  4. #4

    Ireland Addicted
    L'avatar di arpista
    Data registrazione
    12-08-2002
    Residenza
    toscana in perenne trasferta!
    Messaggi
    5,068
    hai ragione dream! ultimamente le campagne anti AIDS sono diminuite TANTISSIMO! mi è tornato in mente il librettino che la moratti consegnò alle scuole, dove appunto era dedicata non più di qualche riga alla descrizione del preservativo, mentre in tutte le altre pagine si scriveva che l'unico modo per non rimanere incinta o prendere l'AIDS è non avere rapporti! ditemi voi...

  5. #5
    Eledh
    Ospite non registrato
    Io credo che molti giovani ora se ne freghino. Tutti hanno quella voglia di andare contro le "regole" e se prendiamo come "regola" base il mettere il preservativo durante un rapporto sessuale loro lo fanno apposta a non metterlo.

    Posso capire chi e' allergico al lattice... O meglio, lo capisco fino ad un certo punto perche'... Io non mi vergogno a dirlo ma... Anche il mio ex lo era, eppure il preservativo se lo metteva lo stesso senza problemi...

    Credo anche che, come gia' detto, ci siano poche campagne contro l'aids, ci si lamenta sempre piu' spesso delle ragazzine che rimangono incinte o che hanno contratto il virus HIV ma non ci si lamenta mai della scarsa campagna di prevenzione e questo credo sia sbagliato...

    E' come per il fattore sigarette, quando si e' arrivati a scrivere IL FUMO NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE sui pacchetti? Solo quando si sono accorti che molti minorenni fumavano...
    Forse, come al solito, il governo italiano aspettera' una crescita delle persone contagiate prima di fare qualcosa... Infondo... Non funziona tutto cosi'?

  6. #6
    Ospite non registrato

    Re: Re: Il sieropositivo italiano è un 37enne single e colto

    Originariamente postato da arwen
    che ci sono troppi pregiudizi
    la gente crede che l'HIV sia legato ad omosessuali prostitute e drogati e questa indagine dimostra come non sia così
    Non è questione di pregiudizio. Inizialmente l'infezione, nei paesi industrializzati occidentali, era legata quasi esclusivamente a comunità di omosessuali. Poi si è rapidamente esteso al mondo della droga e della prostituzione.

    Quello che dice questa relazione è che il virus ora è presente tra la popolazione generale e, quindi, sono diventati più a rischio di prima i rapporti eterosessuali con partners occasionali e, per le donne, spesso l'insidia sta nell'uomo che le vive accanto.
    Però è un discorso relativo.

    Infatti dal 1995 l'incidenza dell'infezione si è progressivamente ridotta. Mentre la prevalenza è aumentata per l'allungamento delle prospettive di vita degli infetti e per l'immigrazione dall'africa, dai paesi dell'est europeo e dall'estremo oriente.
    Una vera jattura è il fatto che la gente non si sottopone spesso al test dell'HIV, cosicchè metà dei sieropositivi scopre la propria condizione solo in fase sintomatica (7-12 anni dopo l'avvenuta l'infezione). Si dovrebbero infatti introdurre migliori sistemi di sorveglianza, estendendo il test sierologico a molte più categorie di persone. E poi, per una volta, al diavolo la legge sulla privacy e il consenso informato!

    E poi non è vero che ci sono poche campagne per l'AIDS.
    Anzi ce ne sono state così tante e così esageratamente drammatiche, compresi film, talk show e chi più ne ha più ne metta, che essere infetti di HIV è diventata la tragedia sociale per eccellenza. E la troppa enfasi, lo insegnate voi terapisti della mente, spesso porta solo a negazione del problema.

Privacy Policy