• Opsonline.it
  • Facebook
  • twitter
  • youtube
  • linkedin
Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo
Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 23
  1. #1
    southbassthard
    Ospite non registrato

    Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Salve ragazzi e ragazze, siete gentilissimi e vi seguo con molto interesse
    L'anno prossimo ho intenzione di iscrivermi all'università ed ero quasi pronto per tentare medicina, ma tutti quegli anni e la mia vera passione (neurologia) mi fanno desistere dal farlo. Infatti ho in mente di dedicarmi un poco meno allo studio, per dedicarmi di più alla mia crescita personale e culturale, ed inoltre siccome è la mente che mi interessa, credo sia inutile farsi prima 6 anni per poter arrivare ad avervi accesso.

    Ma veniamo al dunque:
    A me piacerebbe fare ricerca nel campo delle neuroscienze, quelle che mi dicono essere "il lato scientifico della psicologia". Vi chiedo:sono davvero il lato scientifico della psicologia o lo è maggiormente neuropsicologia? qual'è il percorso più veloce per arrivare ad essere ricercatore nel campo scientifico della psicologia? Quanto si guadagna una volta giunti a quel livello? É un lavoro davvero gratificante? É possibile scoprire qualcosa di utile per la società?

    Grazie anticipatamente delle risposte

  2. #2
    L'avatar di crissangel
    Data registrazione
    11-09-2006
    Residenza
    Veneto [behind an unbreakable window]
    Messaggi
    2,888
    Blog Entries
    4

    Riferimento: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Ciao

    Ti ho spostato la discussione di qua, nella stanza apposita per la neurospisologia e le neuroscienze e lievemente modificato il titolo di modo che sia un po più facile per te ottenere risposte

    Detto questo, io non ho esperienza di ricerca, le mie competenze di neuropsicologia riguardano l'ambito clinico (esami universitari scelti ad hoc, master post laurea, qualche esperienza lavorativa).
    Sul percorso di laurea, mi sembra tu abbia già fatto la tua scelta. In ogni caso, anche se non so di dove sei e dove ti piacerebbe iscriverti, le diverse facoltà propongono vari indirizzi di laurea cui concorrere per l'ingresso e quindi credo tu ti orienterai già verso l'ambito neuropsicologico/neuroscientifico. Psicologia dura 5 anni (laurea triennale più magistrale) ma poi tieni conto che c'è un anno di tirocinio post laurea e, qualora tu lo voglia fare per essere a tutti gli effetti uno psicologo, un esame di stato da superare per essere abilitati alla professione e potersi così iscrivere all'albo. Detto ciò, la tempistica per diventare medico e per diventare psicologo non è poi così dissimile.

    Se a te interessa l'ambito della ricerca, non è per forza necessario iscriversi all'albo, però, dopo la laurea, devi sostenere un concorso per accedere alla scuola di dottorato di ricerca. Questo è un percorso che dura tre anni e in questi anni il dottorando acquisisce tutte le competenze dal punto di vista teorico, metodologico e pratico per lavorare nel campo della ricerca. Un percorso impegnativo, che occupa gran parte della giornata e che lascia spazio a poco altro. Questo lo dico perchè, quando escono i bandi, ci sono pochi posti a disposizione e non tutti quelli che risultano idonei e accedono al corso vengono stipendiati: ci sono posti con borsa e posti senza borsa...e vista l'attuale situazione delle università italiane anche dal punto di vista economico (fossero solo le università...) sarà difficile che la situazione, almeno nel breve termine, migliori. Molto spesso le migliori possibilità per entrare in dottorato dipendono da quanto il tuo relatore di tesi è influente e da quanto il tuo eventuale settore e progetto di ricerca, iniziato con l'argomento della tua tesi, è appetibile.

    Finito il dottorato devi sperare ci siano ancora fondi per avere degli assegni di ricerca per continuare il tuo lavoro, in attesa che esca un bando di concorso per ricercatori. Sui guadagni, il dottorando che ha avuto il merito di vincere la borsa percepirà una cifra attorno agli 800 euro mensili, di questi tempi buttali via. Gli assegnisti e i ricercatori non è che guadagnino molto di più, dipende in qualche misura anche dalle facoltà. Tolto il lato economico, è un lavoro molto dispendioso: bisogna essere molto motivati, creativi, intuitivi, fortemente orientati e interessati al proprio ambito, lasciar perdere le certezze e coltivare tutti i dubbi che la ricerca e le scoperte mano a mano ti mettono di fronte; in questo senso, se a uno piace davvero, è gratificante...poi come detto, il compenso è quello che è, a volte le linee di ricerca sono decise dall'alto, ci sono parecchi rospi da mandare giù, ma questo è trasversale a tutti i settori.

    Che tu ti occupi di neuroscienze o di neuropsicologia clinica o di neuropsicologia cognitiva o di psicobiologia ecc è l'approccio che rende la materia "scientifica"; come psicologi ci si occupa più che altro dei corralti cognitivo-comportamentali dei fenomeni che hano come substrato neuroanatomico delle specifiche aree cerebrali, in maniera quindi, ddirei, complementare, alla ricerca medica che si occupa invece maggiormente del funzionamento del substrato.

    E' possibile scoprire qualcosa di utile per la società? Certo che lo è, tutto è potenzialmente utile...poi dipende anche da quanto è pronta la società ad accogliere l'importanza e la potenziale utilità della scoperta. Piccolo esempio personale: un anno fa a quest'ora concludevo un master sui DSA e discutevo la mia tesi: un piccolo lavoro sperimentale sugli effetti che ha il fattore di spaziatura tra lettere e parole nel facilitare la lettura nei bambini dislessici. Il mio relatore è stato un giovane ma espertissimo e prolifico ricercatore che da anni si occupa di neurpsicologia, riabilitazione e in maggior parte riabilitazione/abilitazione dei disturbi specifici di lettura. Lui ha fatto scoperte molto interessanti, in base alle quali sembra possibile intercettare bambini con dislessia già in tenera età. Io all'epoca lavoravo in un distretto sanitario e mi occuavo sprattutto di psicologia dello sviluppo...ci eravamo accordati, con il mio allora responsabile, per divenire un bacino di utenza per il dipartimento universitario in modo da strutturare un servizio di valutazione e diagnosi (io) e riabilitazione ad hoc (lui e l'università). Gliene è fregato qualcosa a qualcuno? NO. Il mio contratto è stato spazzato via, tanti saluti e grazie.

    Vabbè, prendi l'ultima parte come un semplice sfogo personale, anche perchè è ridicolo prendere a esempio un caso simile che, oltre ad essere una esperienza personale e quindi statisticamente irrilevante è frutto di un percorso differente (ripeto, non ho percorso la strada della ricerca nella mia formazione).
    In attesa che qualcuno più esperto ti dia qualche input ulteriore e magari più preciso, ti faccio un in bocca al lupo per le tue scelte e per il tuo percorso futuro
    Sei un professionista? Servizio Supervisioni e E-book per professionisti

    Per la tua formazione post laurea, dai un'occhiata alle proposte di Opsonline:
    Corsi d'aula
    Corsi on line
    Webinar

    Regolamento Forum



    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Re: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Ciao south, stai compiendo una scelta importante, valuta davvero bene...Il percorso di medicina e poi la specializzazione in neurologia è ben diverso da quello in psico con specializzazione in neuropsico/neuroscienze, come durata sono circa 10 anni entrambe, ma come opportunità lavorative non ne parliamo proprio, non c'è paragone. Magari ora che hai 19 anni questo discorso ti sembra ancora astratto e magari vivendo con i genitori non senti ancora la drammaticità di procurarti pranzo e cena tutti i giorni e sopravvivere con i proventi del alvoro, ma ti assicuro che 30 anni arrivano presto...ed è durissima, credi a una vecchia ziaccia inacidita dall'esperienza. Cmq, la via per "fare ricerca" in neuroscienze è...conoscere qualche barone che è già addentro, che ti prende in simpatia e ti fa vincere qualche dottorato di ricerca, durante il quale farai un po' di ricerca e un po' di facchinaggio al prof stesso (più questo che ricerca). Ovviamente le borse di ricerca non durano all'infinito e non sempre consentono di mangiare ( iricercatori, nel mentre, non campano d'aria). Semopre ammesso che il tuo sponsor riesca a sganciare qualche finanziamento, perché soldi in Italia non ce ne stanno, neanche per mettere in sicurezza gli asili, figuriamoci per fare ricerca. Oppure...scappa all'estero, se puoi.

  4. #4
    southbassthard
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Vi ringrazio, delle poco incoraggianti (per colpa della società e non di certo per colpa vostra) risposte. Ma una volta qualcuno mi disse che purché fai bene e ami il tuo lavoro poi tutto va per il verso giusto...chissà

    Comunque, ho letto/sentito (i soliti rumors provenienti dalla rete) che c'è la possibilità di fare solo tre anni di psicologia (laurea triennale) e poi iniziare il percorso delle neuroscienze in scuole apposite. Potrebbe essere? Ve lo chiedo perché fare 7 (3+4) anziché 10 (6+4) anni sarebbe un altro paio di maniche...

  5. #5
    L'avatar di crissangel
    Data registrazione
    11-09-2006
    Residenza
    Veneto [behind an unbreakable window]
    Messaggi
    2,888
    Blog Entries
    4

    Riferimento: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Citazione Originalmente inviato da southbassthard Visualizza messaggio
    Comunque, ho letto/sentito (i soliti rumors provenienti dalla rete) che c'è la possibilità di fare solo tre anni di psicologia (laurea triennale) e poi iniziare il percorso delle neuroscienze in scuole apposite. Potrebbe essere? Ve lo chiedo perché fare 7 (3+4) anziché 10 (6+4) anni sarebbe un altro paio di maniche...
    Mi giunge letteralmente nuova. Se vuoi accedere alle scuole di specializzazione in Neuropsicologia (alcune delle quali, come quella di Parma ad indirizzo evolutivo, ti conferiscono anche la qualifica di psicoterapeuta) devi per forza avere la laurea quinquennale ed essere iscritto all'albo degli psicologici; al più ti permettono l'iscrizione a patto che tu superi l'esame entro la prima sessione e ti iscriva all'albo; la prima sessione per sostenere l'esame di stato è a giungo (in questo caso parliamo di 3+2+1+4+ tempo utile per sostenere l'esame di stato che varia da facoltà a facoltà...siamo almeno a 10).
    Se vuoi accedere al dottorato e occuparti di neuroscienze nell'ambito della ricerca il percorso è quello descritto sopra (3+2+3 e siamo almeno a 8).
    Con la laurea triennale puoi accedere a master di primo livello, ma le competenze in questo caso saranno a raggio meno ampio anche in termini di possibilità di intervento in quanto saresti un "tecnico" o psicologo junior con master (titoli che conseguono comunque all'iscrizione al benedetto albo, in questo caso all'albo B, apposito per i laureati triennali)

    Rispetto alla prima parte del tuo post, che non ho quotato...vista la tua giovane età e la motivazione che già dimostri per il campo delle neuroscienze, potrebbe essere vero: non si sa mai cosa possa accadere, chi possiamo conoscere, quali opportunità potrebbero aprirsi
    Sei un professionista? Servizio Supervisioni e E-book per professionisti

    Per la tua formazione post laurea, dai un'occhiata alle proposte di Opsonline:
    Corsi d'aula
    Corsi on line
    Webinar

    Regolamento Forum



    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  6. #6
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Citazione Originalmente inviato da southbassthard Visualizza messaggio
    Vi ringrazio, delle poco incoraggianti (per colpa della società e non di certo per colpa vostra) risposte. Ma una volta qualcuno mi disse che purché fai bene e ami il tuo lavoro poi tutto va per il verso giusto...chissà
    Sìsì, come no, aspetta e spera..."se sei bravo, ce la farai", "bisogna crederci", "i sogni, se li insegui, si realizzano"...giustamente sono le favole che si raccontano ai bambini. A me hanno raccontato pure che esisteva babbo natale, la befana, che quando perdevo un dentino, se lo mettevo sotto il cuscino, di notte passava il topolino, si prendeva il dentino e mi lasciava le caramelle....e sembrava tutto così vero! Il giorno dopo, effettivamente, trovao le caramelle sotto al cuscino...come non pensare che era stato il topolino? Chi, a 5 anni, non ci ha creduto? Giustamente sono cose carine che si adattano al pensiero magico tipico dell'età infantile ("stadio del pensiero pre-operatorio e operatorio-concreto"). Poi si cresce e si ragiona, per fortuna, in modo diverso. Prima si abbandona il pensiero magico e meglio è...che ogni giorno in più, renderà solo più tosta la mazzata tra capo e collo che prima o poi si riceverà, anche essendo i più bravi e dotati di questo sporco mondo. E ti trovi a dire: ma li mortacci loro...ma ci voleva tanto a dirmi la verità a 18 anni? Mi ritenevano così stupida da aver ancora bisogno di favole???...Ma li morté...

    Comunque, ho letto/sentito (i soliti rumors provenienti dalla rete) che c'è la possibilità di fare solo tre anni di psicologia (laurea triennale) e poi iniziare il percorso delle neuroscienze in scuole apposite. Potrebbe essere? Ve lo chiedo perché fare 7 (3+4) anziché 10 (6+4) anni sarebbe un altro paio di maniche...

    Le "scuole apposite" potrebbero essere i master privati, privi di valore legale, che vengono organizzati in vari centri di formazione, e a cui spesso possono accedere anche itriennalisti: basta pagare., i soldi dei triennalisti infondo sono ugualia quelli degli altri. Oppure sono le scuole di specializzazione in neuropsicologia a cuisi accede con la laurea di 5 anni e l'iscrizione all'albo. Cmq, nel primo caso non ci fai proprio un bel nulla, e mi dispiace dirtelo, ma pure nel secondo caso, non pensare che ti si aprano chissà quali sicurezze e floridità nel rutilante mondo delle neuroscienze...Vorrei poterti dire "se sei bravo se ca la fari" "nonmollare mai" e amenità del genere, ma poi torniamo al discorso di cui sopra.

    Cmq, cosa ti affascina di queste neuroscienze? Come sei arrivato a sviluppare questa predilezione, come te le immagini e come TI immagini alle prese conle neuroscienze? Cioè cosa rappresenta tutto questo per te...Meglio partire da lì, scoprire i significati simbolici che riveste per te questa parola, questo mondo e questa scelta. E poi, se ti piaccioo tanto e ti affascinano...puoi sempre aprire un libro e godertele, mentre magari di giorno studi qualcosa di produttivo...che ti consenta di comprartelo, quel libro. Perdonami se parlo da vecchia babbiona, ma le ferite della vita sono ancora sanguinanti e il dolore per alcune disillusioni ancora fa tanto tanto male. "Tonassi alla tua età" (chi se lo sarebbe mai aspettato che un giorno avessi detto queste parole a un giovanotto..e invece...). Credimi, avrei preferito poterti dire "don't you worry, don't you worry child", come quella canzone che gira in questo periodo, ma non ne ho il coraggio
    Ultima modifica di ste203xx : 22-12-2012 alle ore 13.58.05

  7. #7
    southbassthard
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Più che essere affascinato dalle neuroscienze in quanto neuroscienze. Sono affascinato da me: da cosa potrebbe combinare uno con il mio cervello applicandomi alle neuroscienze
    Ultima modifica di southbassthard : 02-01-2013 alle ore 22.33.02

  8. #8
    Partecipante Super Figo L'avatar di luna__pi
    Data registrazione
    05-06-2007
    Residenza
    Firenze (provincia)
    Messaggi
    1,648
    Blog Entries
    34

    Riferimento: Il percorso adatto per la ricerca nelle neuroscienze?

    Ciao, ti consiglio, se ne hai la possibilità, di fare l'università a Trento. Oltre ad essere fatta davvero molto bene (sia la triennale che la magistrale) ha due importanti centri di ricerca sulle neuroscienze (uno dei quali è diretto da Caramazza) molto all'avanguardia e fin dalla triennale sei immerso nella ricerca... puoi partecipare come soggetto sperimentale, dare una mano nei laboratori nel tempo libero e fare una tesi (anche in triennale) in neuroscienze, inoltre c'è il tirocinio che puoi decidere se farlo in ambito clinico o di ricerca.
    Dopo la triennale inoltre puoi fare una specialistica in neuroscienze (più incentrato sulla clinica)o in cognitive neuroscience (in inglese e incentrato sulla ricerca).
    Se pensi che il tuo campo sia la ricerca, te la consiglio vivamente!!
    non si smette di giocare perchè si invecchia
    ma si invecchia perchè si smette di giocare

    (\_/)
    (°_°)
    ( ><)
    <- This is Bunny. Copy Bunny into your signature to help him on his way to world domination

  9. #9
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2013
    Messaggi
    71

    la Bibbia di un neuroscienziato

    Ho notato che questa tematica è stata affrontata più e più volte, eppure alla fine si è sempre sorvolato sui concetti più pragmatici riguardanti la formazione culturale e scientifica di un potenziale ricercatore in ambito neuroscientifico.
    Parto immediatamente con il mio presupposto fondamentale. La medicina è scienza medica. Se avessi avuto intenzione di apprendere metodi terapeutici per la salvaguardia della sanità avrei scelto probabilmente medicina e, conseguente, neurologia o psichiatria. Questa, però, non è la mia vocazione. E' proprio per questo che mi trovo più spesso a negare ogni possibile propensione verso gli ambiti clinici. Per me la figura del neuropsicologo ricercatore è una figura pura che raramente andrebbe mischiata con la figura della pratica terapeutica assoluta.
    La mia domanda è per cui semplice: E' possibile diventare un neuroscienziato puro? Con puro intendo una figura la cui formazione è avulsa dalla corruzione terapeutica medica.
    Il percorso più probabile sarebbe ovviamente: Triennale - Specialistica in Neuropsicologia cognitiva e perché no in Psicologia evoluzionistica - Dottorato. Il problema è che ogni facoltà che passo in rassegna si vanta di possedere una evidente e spiccata maturità per il recupero terapeutico. Considero ora le facoltà emergenti italiane dal punto di vista neuroscientifico, ovvero quella di Cesena e quella di Milano. Entrambe hanno specialistiche concernenti la neuropsicologia ma la metà degli esami disponibili riguardano Recupero in età evolutiva, Recupero in età adulta e Recuperi e Recuperi e Recuperi.
    Ora, non fraintendetemi, ritengo assolutamente essenziale la preparazione nell'affrontare i deficit dal punto di vista clinico, ma allora mi chiedo se io non abbia affrontato una scelta errata scegliendo la propensione alla neuropsicologia che quella alla neurobiologia.
    Insomma, che consigli avete, per chi come me non pretende di un effettivo posto di lavoro ma vorrebbe solamente Studiare per tutta la vita fino ad esalare l'ultimo respiro?
    PS.
    Frequento il secondo anno della facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche a Chieti. E non ho idea di quale facoltà scegliere in ambito neuroscientifico. Né come e se pensare ad un dottorato.

  10. #10
    Partecipante
    Data registrazione
    05-10-2012
    Messaggi
    34

    Riferimento: la Bibbia di un neuroscienziato

    Citazione Originalmente inviato da IoSonoMarco Visualizza messaggio
    Ho notato che questa tematica è stata affrontata più e più volte, eppure alla fine si è sempre sorvolato sui concetti più pragmatici riguardanti la formazione culturale e scientifica di un potenziale ricercatore in ambito neuroscientifico.
    Parto immediatamente con il mio presupposto fondamentale. La medicina è scienza medica. Se avessi avuto intenzione di apprendere metodi terapeutici per la salvaguardia della sanità avrei scelto probabilmente medicina e, conseguente, neurologia o psichiatria. Questa, però, non è la mia vocazione. E' proprio per questo che mi trovo più spesso a negare ogni possibile propensione verso gli ambiti clinici. Per me la figura del neuropsicologo ricercatore è una figura pura che raramente andrebbe mischiata con la figura della pratica terapeutica assoluta.
    La mia domanda è per cui semplice: E' possibile diventare un neuroscienziato puro? Con puro intendo una figura la cui formazione è avulsa dalla corruzione terapeutica medica.
    Il percorso più probabile sarebbe ovviamente: Triennale - Specialistica in Neuropsicologia cognitiva e perché no in Psicologia evoluzionistica - Dottorato. Il problema è che ogni facoltà che passo in rassegna si vanta di possedere una evidente e spiccata maturità per il recupero terapeutico. Considero ora le facoltà emergenti italiane dal punto di vista neuroscientifico, ovvero quella di Cesena e quella di Milano. Entrambe hanno specialistiche concernenti la neuropsicologia ma la metà degli esami disponibili riguardano Recupero in età evolutiva, Recupero in età adulta e Recuperi e Recuperi e Recuperi.
    Ora, non fraintendetemi, ritengo assolutamente essenziale la preparazione nell'affrontare i deficit dal punto di vista clinico, ma allora mi chiedo se io non abbia affrontato una scelta errata scegliendo la propensione alla neuropsicologia che quella alla neurobiologia.
    Insomma, che consigli avete, per chi come me non pretende di un effettivo posto di lavoro ma vorrebbe solamente Studiare per tutta la vita fino ad esalare l'ultimo respiro?
    PS.
    Frequento il secondo anno della facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche a Chieti. E non ho idea di quale facoltà scegliere in ambito neuroscientifico. Né come e se pensare ad un dottorato.
    Potrei tranquillamente far mia la tua riflessione. La mia passione sono le neuroscienze cognitive, la psicologia evoluzionistica e l'attività sperimentale più che l'attività clinica in ambito neuropsicologico, sebbene anche questa rappresenti per me un ambito di grande interesse e sebbene riconosca l'importanza di una buona preparazione in neuropsicologia clinica per poter intraprendere la strada della ricerca. Sono certa di aver fatto la scelta giusta decidendo di iscrivermi a psicologia piuttosto che a biologia proprio perchè ciò che a me interessa sono i processi cognitivi e i loro correlati neurali. Con una laurea in neuroscienze di ambito biologico, invece, avrei studiato il sistema nervoso da un punto di vista differente, con strumenti differenti e per scopi per molti aspetti diversi. Ho sempre avuto una grandissima passione per il cervello e per tutta la vita ho creduto che la mia strada fosse la medicina. Poi invece ho scoperto l'universo della cognizione umana, ho cominciato ad appassionarmi molto anche alla cognizione animale ed ho capito che la mia strada era la psicologia. Per adesso, dopo una laurea triennale in filosofia, sono iscritta al secondo anno della triennale di psicologia dell'Aquila e sto cominciando a guardarmi intorno per capire quale percorso si adatti meglio ai miei interessi. Esaminando attentamente i piani di studio delle università italiane ho notato che il percorso che più potrebbe soddisfare le mie aspettative è quello offerto dall'università di Padova con la laurea magistrale di nuova attivazione in Cognitive Neuroscience and Clinical Neuropsychology. Tuttavia sto valutando anche l'ipotesi di continuare con una magistrale all'estero. Fino a giugno vivrò in Finlandia e chissà, magari riuscirò ad imparare la lingua, prolungando la mia permanzenza lì, e ad essere ammessa in un'università finlandese. Certo è che il futuro lavorativo che mi si prospetta qui in Italia non è molto rassicurante. Per ora rimango con i piedi per terra
    Ultima modifica di psychofinni : 15-01-2013 alle ore 13.20.57

  11. #11
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2013
    Messaggi
    71

    Riferimento: la Bibbia di un neuroscienziato

    Citazione Originalmente inviato da psychofinni Visualizza messaggio
    Potrei tranquillamente far mia la tua riflessione. La mia passione sono le neuroscienze cognitive, la psicologia evoluzionistica e l'attività sperimentale più che l'attività clinica in ambito neuropsicologico, sebbene anche questa rappresenti per me un ambito di grande interesse e sebbene riconosca l'importanza di una buona preparazione in neuropsicologia clinica per poter intraprendere la strada della ricerca. Sono certa di aver fatto la scelta giusta decidendo di iscrivermi a psicologia piuttosto che a biologia proprio perchè ciò che a me interessa sono i processi cognitivi e i loro correlati neurali. Con una laurea in neuroscienze di ambito biologico, invece, avrei studiato il sistema nervoso da un punto di vista differente, con strumenti differenti e per scopi per molti aspetti diversi. Ho sempre avuto una grandissima passione per il cervello e per tutta la vita ho creduto che la mia strada fosse la medicina. Poi invece ho scoperto l'universo della cognizione umana, ho cominciato ad appassionarmi molto anche alla cognizione animale ed ho capito che la mia strada era la psicologia. Per adesso, dopo una laurea triennale in filosofia, sono iscritta al secondo anno della triennale di psicologia dell'Aquila e sto cominciando a guardarmi intorno per capire quale percorso si adatti meglio ai miei interessi. Esaminando attentamente i piani di studio delle università italiane ho notato che il percorso che più potrebbe soddisfare le mie aspettative è quello offerto dall'università di Padova con la laurea magistrale di nuova attivazione in Cognitive Neuroscience and Clinical Neuropsychology. Tuttavia sto valutando anche l'ipotesi di continuare con una magistrale all'estero. Fino a giugno vivrò in Finlandia e chissà, magari riuscirò ad imparare la lingua, prolungando la mia permanzenza lì, e ad essere ammessa in un'università finlandese. Certo è che il futuro lavorativo che mi si prospetta qui in Italia non è molto rassicurante. Per ora rimango con i piedi per terra
    Ah però! Hai già una laurea in filosofia. Beh per lo meno le tue indecisione sono di grado leggermente inferiori alle mie. Devo dire che ti invidio dato che potresti tranquillamente implementare la tua mente preparata alla filosofia con quella concernente la scienza cognitiva. Insomma, guarda coloro che si appellano a scienziati cognitivi, ma che restano comunque additati come veri e propri filosofi. Mi viene in mente il grande Douglas Hofstadter oppure Daniel Dennett. Insomma la scienza cognitiva abbraccia più campi dello scibile. Il punto è proprio questo. Studiando Neurobiologia avrei avuto una conoscenza perfetta della chimica di base, per poi arrivare a concepire assunti basilari della psicologia da solo. Intendiamoci, non sto degradando la psicologia, sto solo dicendo che forse gli anni che sto passando qui in Scienze e Tecniche Psicologiche sono una perdita di tempo che vorrei recuperare ampiamente dopo con una bella scuola neuroscientifica pura appassionante. Fin d'ora la facoltà che più mi piace è quella di Cesena - Neuroscienze e riabilitazione Neuropsicologica. Se ti va di dare uno sguardo alle materie potresti dirmi cosa ne pensi. Ciao.

  12. #12
    Partecipante
    Data registrazione
    05-10-2012
    Messaggi
    34

    Riferimento: la Bibbia di un neuroscienziato

    Citazione Originalmente inviato da IoSonoMarco Visualizza messaggio
    Ah però! Hai già una laurea in filosofia. Beh per lo meno le tue indecisione sono di grado leggermente inferiori alle mie. Devo dire che ti invidio dato che potresti tranquillamente implementare la tua mente preparata alla filosofia con quella concernente la scienza cognitiva. Insomma, guarda coloro che si appellano a scienziati cognitivi, ma che restano comunque additati come veri e propri filosofi. Mi viene in mente il grande Douglas Hofstadter oppure Daniel Dennett. Insomma la scienza cognitiva abbraccia più campi dello scibile. Il punto è proprio questo. Studiando Neurobiologia avrei avuto una conoscenza perfetta della chimica di base, per poi arrivare a concepire assunti basilari della psicologia da solo. Intendiamoci, non sto degradando la psicologia, sto solo dicendo che forse gli anni che sto passando qui in Scienze e Tecniche Psicologiche sono una perdita di tempo che vorrei recuperare ampiamente dopo con una bella scuola neuroscientifica pura appassionante. Fin d'ora la facoltà che più mi piace è quella di Cesena - Neuroscienze e riabilitazione Neuropsicologica. Se ti va di dare uno sguardo alle materie potresti dirmi cosa ne pensi. Ciao.
    Sì mi sono laureata con una tesi sulla coscienza
    Hai provato a dare un'occhiata al piano di studi della magistrale in Neurobiologia della Sapienza? Io guardando nel dettaglio il programma degli esami mi sono chiarita ogni dubbio ed ho capito che le neuroscienze dal punto di vista biologico non mi avrebbe permesso di studiare la cognizione umana e le sue basi neurali. Per la stessa ragione ho deciso di abbandonare medicina, con l'intento di specializzarmi poi in neurologia, e di iscrivermi a psicologia. Io sono molto più interessata allo studio dei processi cognitivi superiori, dei loro deficit e della conoscenza dei meccanismi cerebrali normali e patologici che ne sono alla base. Dovresti capire capire quale punto di vista a te piace di più ma devi avere ben presente che studiando biologia non puoi imparare la psicologia da autodidatta. Non solo perchè 5 anni di università non sono sufficienti per avere una conoscenza completa di tutto ciò che riguarda i processi cognitivi, ma anche perchè pur volendosi specializzare in neuroscienze cognitive, bisogna avere acquisito negli anni delle consocenze anche in altri settori della psicologia che magari potrebbero non sembrare direttamente correlati con le neuroscienze, ma senza le quali una solida visione d'insieme della mente umana e del suo rapporto con il cervello non sarebbe possibile. Nelle neuroscienze cognitive convergono i contribuiti di numerose discipline differenti, ognuna con i suoi strumenti, con la sua metodologia di ricerca, con il suo bagaglio di conoscenze e con il suo pounto di vista peculiare e dalla quale collaborazione è possibile giungere ad una visione d'insieme complessiva. Ma a te quale punto di vista piace di più?
    Il piano di studi della magistrale di Cesena personalmente non mi piace, preferisco di più quella in Psicologia sperimentale e scienze cognitive e quella in inglese di cui di parlavo nel post precedente, entrambe dell'università di Padova. Anche la magistrale in Neuroscienze e riabilitazione psicologica di Roma rientra più nei miei interessi. Se rimanessi in Italia per la magistrale, sceglierei una di queste tre.

  13. #13
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2013
    Messaggi
    71

    Riferimento: la Bibbia di un neuroscienziato

    Citazione Originalmente inviato da psychofinni Visualizza messaggio
    Sì mi sono laureata con una tesi sulla coscienza
    Hai provato a dare un'occhiata al piano di studi della magistrale in Neurobiologia della Sapienza? Io guardando nel dettaglio il programma degli esami mi sono chiarita ogni dubbio ed ho capito che le neuroscienze dal punto di vista biologico non mi avrebbe permesso di studiare la cognizione umana e le sue basi neurali. Per la stessa ragione ho deciso di abbandonare medicina, con l'intento di specializzarmi poi in neurologia, e di iscrivermi a psicologia. Io sono molto più interessata allo studio dei processi cognitivi superiori, dei loro deficit e della conoscenza dei meccanismi cerebrali normali e patologici che ne sono alla base. Dovresti capire capire quale punto di vista a te piace di più ma devi avere ben presente che studiando biologia non puoi imparare la psicologia da autodidatta. Non solo perchè 5 anni di università non sono sufficienti per avere una conoscenza completa di tutto ciò che riguarda i processi cognitivi, ma anche perchè pur volendosi specializzare in neuroscienze cognitive, bisogna avere acquisito negli anni delle consocenze anche in altri settori della psicologia che magari potrebbero non sembrare direttamente correlati con le neuroscienze, ma senza le quali una solida visione d'insieme della mente umana e del suo rapporto con il cervello non sarebbe possibile. Nelle neuroscienze cognitive convergono i contribuiti di numerose discipline differenti, ognuna con i suoi strumenti, con la sua metodologia di ricerca, con il suo bagaglio di conoscenze e con il suo pounto di vista peculiare e dalla quale collaborazione è possibile giungere ad una visione d'insieme complessiva. Ma a te quale punto di vista piace di più?
    Il piano di studi della magistrale di Cesena personalmente non mi piace, preferisco di più quella in Psicologia sperimentale e scienze cognitive e quella in inglese di cui di parlavo nel post precedente, entrambe dell'università di Padova. Anche la magistrale in Neuroscienze e riabilitazione psicologica di Roma rientra più nei miei interessi. Se rimanessi in Italia per la magistrale, sceglierei una di queste tre.
    Non ho punti di vista specifici. Per me che si chiami Neuropsicologia, Neurobiologia, Filosofia della mente, Banana o Lampone non fa alcuna differenza. La neuropsicologia intesa come studio chimico dei processi cognitivi è per me la miglior filosofia. Intendevo solo dire che forse la neurobiologia dà la possibilità di conoscere la parte che concerne la fisica del cervello molto meglio rispetto alla neuropsicologia. Ciò non vuol dire che la neurobiologia io la intenda come scienza a sé stante. Anzi, la maggior parte dei neurobiologi si appassionano alla neuropsicologia. A sostegno di ciò vi sono prove inconfutabili su riviste neuroscientifiche specializzate. E poi basti pensare ad esempio a personaggi come Patricia Churchland, filosofa, ma che ha spiegato la morale attraverso la neurobiologia. Io parto dal presupposto che vorrei solo uno studio che mi appassioni e che mi immerga totalmente. Sinceramente credo di iniziarmi davvero ad annoiare dei soliti assunti teorici del cavolo della psicologia sociale o di quella cognitiva classica. Vorrei qualcosa di più stimolante. Il programma della Sapienza non l'ho ancora consultato. Ira rimedierò.
    Ultima modifica di IoSonoMarco : 16-01-2013 alle ore 15.39.29

  14. #14
    Partecipante
    Data registrazione
    05-10-2012
    Messaggi
    34

    Riferimento: la Bibbia di un neuroscienziato

    Citazione Originalmente inviato da IoSonoMarco Visualizza messaggio
    Non ho punti di vista specifici. Per me che si chiami Neuropsicologia, Neurobiologia, Filosofia della mente, Banana o Lampone non fa alcuna differenza. La neuropsicologia intesa come studio chimico dei processi cognitivi è per me la miglior filosofia. Intendevo solo dire che forse la neurobiologia dà la possibilità di conoscere la parte che concerne la fisica del cervello molto meglio rispetto alla neuropsicologia. Ciò non vuol dire che la neurobiologia io la intenda come scienza a sé stante. Anzi, la maggior parte dei neurobiologi si appassionano alla neuropsicologia. A sostegno di ciò vi sono prove inconfutabili su riviste neuroscientifiche specializzate. E poi basti pensare ad esempio a personaggi come Patricia Churchland, filosofa, ma che ha spiegato la morale attraverso la neurobiologia. Io parto dal presupposto che vorrei solo uno studio che mi appassioni e che mi immerga totalmente. Sinceramente credo di iniziarmi davvero ad annoiare dei soliti assunti teorici del cavolo della psicologia sociale o di quella cognitiva classica. Vorrei qualcosa di più stimolante. Il programma della Sapienza non l'ho ancora consultato. Ira rimedierò.
    Io invece ritengo che la neurobiologia e la neuropsicologia siano due discipline estremamente distinte così come a livello professionale lo sono psicologi e biologi. Posto che il mio obiettivo professionale è quello di fare ricerca in ambito neuroscientifico, perchè ho scelto psicologia e non biologia? Perchè, tanto per fare un esempio, in una discussione fra neuroscienziati vorrei poter dire la mia, che so, sull'apprendimento (illustrando le teorie classiche e quelle contemporanee, gli esperimenti che sono stati svolti per svelarne gli aspetti, i meccanismi neurobiologici che ne sono alla base e i processi cognitivi coinvolti e così via) e non sull'analisi proteomica del contenuto cellulare di un neurone (magari la terminologia non è corretta ma almeno rende l'idea). Non so se sono riuscita a spiegarmi. Certmanete è possibile che un neurobiologo si appassioni di neuropsicologia ma resta comunque un neurobiologo con un baglio di conoscenze distinto da quello di un neuropsicologo. Sebbene vi siano delle conoscenze comuni, il percorso di studi seguito da un neurobiologo è molto diverso da quello seguito da un neuropsicologo/neuroscienziato cognitivo. Preferisco conoscere nel dettaglio i meccanismi coinvolti nell'acquisizione del linguaggio piuttosto che conoscere nel dettaglio i meccanismi coinvolti nella duplicazione del dna. La psicologia sociale interessa poco anche a me così come mi interesserebbe poco anche la botanica.
    Ma questo è il mio punto di vista
    Ultima modifica di psychofinni : 16-01-2013 alle ore 18.13.50

  15. #15
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2013
    Messaggi
    71

    Riferimento: la Bibbia di un neuroscienziato

    Citazione Originalmente inviato da psychofinni Visualizza messaggio
    Io invece ritengo che la neurobiologia e la neuropsicologia siano due discipline estremamente distinte così come a livello professionale lo sono psicologi e biologi. Posto che il mio obiettivo professionale è quello di fare ricerca in ambito neuroscientifico, perchè ho scelto psicologia e non biologia? Perchè, tanto per fare un esempio, in una discussione fra neuroscienziati vorrei poter dire la mia, che so, sull'apprendimento (illustrando le teorie classiche e quelle contemporanee, gli esperimenti che sono stati svolti per svelarne gli aspetti, i meccanismi neurobiologici che ne sono alla base e i processi cognitivi coinvolti e così via) e non sull'analisi proteomica del contenuto cellulare di un neurone (magari la terminologia non è corretta ma almeno rende l'idea). Non so se sono riuscita a spiegarmi. Certmanete è possibile che un neurobiologo si appassioni di neuropsicologia ma resta comunque un neurobiologo con un baglio di conoscenze distinto da quello di un neuropsicologo. Sebbene vi siano delle conoscenze comuni, il percorso di studi seguito da un neurobiologo è molto diverso da quello seguito da un neuropsicologo/neuroscienziato cognitivo. Preferisco conoscere nel dettaglio i meccanismi coinvolti nell'acquisizione del linguaggio piuttosto che conoscere nel dettaglio i meccanismi coinvolti nella duplicazione del dna. La psicologia sociale interessa poco anche a me così come mi interesserebbe poco anche la botanica.
    Ma questo è il mio punto di vista
    Si beh ovviamente la penso così anche io altrimenti probabilmente non avrei scelto psicologia. Infatti il mio dubbio si basa sull'aspetto puramente conoscitivo. Con una specialistica di soli due anni in ambito neuropsicologico clinico otterrò nozioni sufficienti per potermi dire neuroscienziato dignitoso? Questo è il mio quesito. E poi vorrei fare una domanda tecnica. E' possibile iniziare una seconda laurea specialistica terminata una prima? E' possibile ottenere borse di studio nelle specialistiche? Oltre al corso specializzato a Cesena in Psicologia Evoluzionistica esistono altri atenei che praticano tale approfondimento? Grazie!

Pagina 1 di 2 12 UltimoUltimo

Privacy Policy