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  1. #1
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Narcisismo..."evolutivo"?

    Salve colleghi, stavo leggendo questo articolo sulla personalità narcisista: http://www.nienteansia.it/articoli-d...rcisismo/1135/ Siccome non mi occupo di clinica volevo chiedere: la personalità come descritta nell'articolo è da interndersi come struttura ormai definita o a volte anche come una fase transitoria? Ad esempio ragazzi giovani, possono avere tutti quei tratti narcisisti, e coincidere con quel profilo, perché magari ancora sono in un momento di definizione di sé, perché magari il compito adolescenziale di acquisire l'identità si è protratto anche fino ai 25-30 anni, e hanno quindi ancora bisogno di conferme, riprove sociali, applausi, ecc? In tal caso, se tale ipotesi non è proprio barbina , come può essere utile comportarsi con soggetti di tal fatta?
    Ultima modifica di ste203xx : 03-12-2012 alle ore 12.14.58

  2. #2
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Ciao!
    Sì, la tua ipotesi in senso molto generale, mi pare corretta ( anche se a 25-30 anni il compito adolescenziale dovrebbe già trovare risoluzione, ma indubbiamente le persone che ormai varcano la soglia dei nostri studi di psicologia sono anche 35-40 enni in piena adolescenza.. ) Credo che il discorso sia molto complesso, perché parliamo di come aspetti sociali ed economici, stiano trasformando anche il nostro modo di fare diagnosi e valutazione. 50 anni fa a 30 anni eri adulto per forza, oggi..?
    In che senso "come comportarsi" ? Parli di un progetto terapeutico?

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Re: Narcisismo..."evolutivo"?

    Sì purtroppo temo che il processo di acquisizione dell'identità di Erickson si prlunghi anche oltre 30 anni, infatti per questo non riesco a distinguere tra un narcisismo "fisiologico" dovuto appunto a questo processo ancora in corso in quella fascia d'età, oppure al fatto che siano ormai tratti propri della persona in questione. Riguardo al come comportarsi, no non mi riferivo a progetti terapeutici ma proprio come interagire qualora tali soggetti, non si capisce bene se narcisisti evolutivi o patologici, siano presenti nella propria rete sociale.

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    forse ti riferisci alla distinzione tra narcisismo primario e secondario, come descritto da Freud.
    http://www.studiopsicologia.com/arti...narcisismo.php

    nel narcisismo primario le pulsioni sono investite sull'Io, quindi è evolutivo, sano e fisiologico, è la base dell'autostima ed è proprio del fanciullo. E' sano perché le pulsioni vanno a rinforzare l'Io che si sta formando.
    Se questa fase non viene superata allora il narcisismo, cioè l'investimento pulsionale sull'Io, diventa patologico e si chiama secondario. Esistono dei veri e propri disturbi della sfera narcisistica (borderline, antisociale, ecc...) e sono caratterizzati dal fatto che l'Altro non viene riconosciuto come Altro, ma come oggetto (da usare, manipolare, ecc...) o come proiezione/parte di sè.
    Ultima modifica di Johnny : 10-12-2012 alle ore 13.46.41

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Re: Narcisismo..."evolutivo"?

    nono quello lìavevo studiato ai bei tempi dell'uni...intendevo se quelle caratteristiche del disturbo narci possono essere fisiologiche anche durante il processo di qcsuisizione di identità, che diciamo prima si concludeva più o meno nell'adolescenza, ora si protrae anche oltre i 30 anni, oppure avere quesi tratti a 25-30 anni implica un disturbo di personalità narci. Insomma, in parole crude, se alcuni soggetti con quei comportamenti, fanno così perchè "so gggiovani" o perché sono presumibilmente, malati (disturbo di personalità)

  6. #6
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Re: Narcisismo..."evolutivo"?

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Insomma, in parole crude, se alcuni soggetti con quei comportamenti, fanno così perchè "so gggiovani" o perché sono presumibilmente, malati (disturbo di personalità)
    XD
    Bella domanda!
    La questione è spinosa e mooolto discussa in clinica.
    Soprattutto con certi adolescenti un po' critici per i quali non si capisce se si sta delineando un disturbo di personalità o sono fasi di crescita.
    Bisogna aspettare e valutare man mano, cosa emerge nella relazione terapeutica.
    Ma non so se è quello che cerchi.
    Mi pare che vorresti sapere se un libro vale la pena di leggerlo guardando la copertina...e che ne so??
    Tempo fa lavoravo in psichiatria e avevamo un caso di un adolescente che presentava tratti narcisistici spiccati che pian piano sono evoluti con pensieri deliranti megalomanici e confabulazioni.
    Qualche collega invece sosteneva che erano "ragazzate" e che bisognava stare con il fatto che era un ragazzo di 20 anni, proveniente da una famiglia problematica e che aveva solo bisogno di attenzioni.
    Che dire?
    Mi sa che un adolescente che sembra presentare tratti narcisistici deve augurarsi di incontrare professionisti competenti...che sappiano contenere e intervenire quando necessario.
    In bocca al lupo
    Susanna

  7. #7
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Ciao a tutti.
    Io credo che in ogni caso si debbano tenere sempre presenti i riferimenti agli autori e i criteri diagnostici del DSM e del PDM. In base a una buona conoscenza della teoria lo specialista dovrebbe essere in grado di entrare in relazione con il paziente, che, se è giunto nella stanza, ha un disagio, avvertito con maggiore o minore intensità da lui/lei stesso/a e dall'ambiente familiare in cui vive.
    La questione generazionale/sociale è spinosa e spesso mi sono posta parecchie domande.
    Una volta ho parlato con la mia psicoterapeuta di una questione analoga. Ricordo una sua frase, che suonava più o meno così: la "norma" non è normativa a livello individuale.
    Quindi: se molte persone oggi, a 25-30, ma anche 40 anni presentano tratti di immaturità, dipendenza dall'approvazione altrui, intolleranza alla frustazione, aggressività, (in maniera più o meno combinata),che facciamo?
    Ok tenere conto della società, ma come cornice, mi viene da dire, senza mai perdere di vista chi ha inquadrato il problema -dandone i fondamenti- e soprattutto l'attenzione alla persona che si ha davanti insieme al suo vissuto, passato e presente.
    Un po' come se ogni incontro fosse una scoperta, in cui lo specialista vede interagire diverse variabili, ognuna misurata su una scala diversa: la sua abilità consiste nel saperne individuare l'influenza mentre entra in relazione con il paziente. Questa calibrazione influirà sulla riuscita del suo intervento.
    Ultima modifica di Lyanne : 24-12-2012 alle ore 11.30.51

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Io penso che il parametro valutativo possa sempre essere considerato il livello di eventuale disagio/invalidazione rispetto al funzionamento sociale, lavorativo, personale del soggetto...Il parametro classico, insomma.I tempi creano la cornice esattamente come l'appartenenza socioculturale.Il funzionamento più o meno efficace del soggetto rappresenta il cardine valutativo trasversale rispetto alle coordinate spazio-temporali. L'intelligenza è proprio la capacità di adattamento all'ambiente, per quanto critico od ostico esso sia. I disagi generazionali trovano comunque una risoluzione o un adattamento ad un certo punto della vita del soggetto in questione.Molto dipende da come costui percepisca ciò che gli accade, se provi disagio in una o più aree (lavoro, relazioni, personale,...) e se rispetto a ciò si presenti ego-sintonico o ego-distonico, ma in questo caso siamo già in un quadro diagnostico..
    Ultima modifica di GIUNONE : 24-12-2012 alle ore 14.04.13

  9. #9
    fiona774
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    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Ciao Giunone e CinziaA.
    sono d'accordo con entrambe e condivido ovviamente la carrellata di riferimenti teorici che non fanno una piega.
    Tuttavia dopo anni di lavoro in studio credo sia corretto interrogar si anche su dove va la nostra società . Nel senso che se Mario viene in studio da me perché a 40 anni ha una fidanzata da 10 anni, vive con mamma e papà e il suo contratto precario non gli permette di fare progetti a lungo termine, ma non fa nulla per cambiare la sua condizione e trascorre il tempo libero con gli amici in discoteca, io mi preoccupo di Mario: mi chiedo quale sia il vantaggio secondario di questa situazione, perché non senta l'esigenza di autonomia, come entra in relazione con i suoi, con la fidanzata, con me, ecc. Insomma inizio a lavorare con lui.
    Certo che se dopo anni nel mio studio entrano tanti e tanti Mario, tutti simili, una domandina come studiosi del genere umano, me la dovrei anche fare, o no?
    Credo che chi fa il nostro mestiere debba guardare sempre in due direzioni: ciò che avviene in studio e ciò che avviene nel sociale, altrimenti rischiamo di perdere il contatto con l'utenza.
    Gli psicoterapeuti senior potevano permettersi di rinchiudersi nei loro studi, la nostra generazione invece no.
    Non possiamo restare fedeli ai nostri strumenti diagnosticie terapeutici, senza adattare il nostro modo di comunicare con l'Altro, senza guardare fuori dalla finestra e chiedersi cosa succede nelle famiglie, nelle case, nelle strade, alle donne e agli uomini. Sennò sembriamo rinchiusi nelle nostre torri d'avorio di professionisti, da cui possibili pazienti rifuggono.
    Ma mi piacerebbe sapere qual e' la vostra esperienza in studio o se sono solo io a incontrare un grave livello di disagio e una grande difficoltà a riconoscere le emozioni in una sorta di analfabetismo emotivo di portata sociale...

  10. #10
    Partecipante Leggendario L'avatar di Lyanne
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    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Ciao fiona,
    io credo che i riferimenti culturali e sociali, vadano tenuti in considerazione, certamente, come cornice, ma che, alla fine, quello che più conta, in quel momento, sia la relazione tra il terapeuta e quel Mario: anche se fuori ce ne sono altri 100, che hanno problemi simili ai suoi e vivono gli stessi tormenti della sua epoca, il loro essere persona, quello che si crea tra loro e che può venire fuori nel loro spazio, è qualcosa di unico. Credo che la sfida consista nel far emergere il potenziale di ogni persona, al di là delle variabili esterne (condizionamenti sociali, ecc) , di cui è sensato tenere conto, ma senza che invadano il campo.

  11. #11
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Citazione Originalmente inviato da fiona774 Visualizza messaggio
    Ciao Giunone e CinziaA.

    Certo che se dopo anni nel mio studio entrano tanti e tanti Mario, tutti simili, una domandina come studiosi del genere umano, me la dovrei anche fare, o no?
    Credo che chi fa il nostro mestiere debba guardare sempre in due direzioni: ciò che avviene in studio e ciò che avviene nel sociale, altrimenti rischiamo di perdere il contatto con l'utenza.
    Gli psicoterapeuti senior potevano permettersi di rinchiudersi nei loro studi, la nostra generazione invece no.
    Non possiamo restare fedeli ai nostri strumenti diagnosticie terapeutici, senza adattare il nostro modo di comunicare con l'Altro, senza guardare fuori dalla finestra e chiedersi cosa succede nelle famiglie, nelle case, nelle strade, alle donne e agli uomini. Sennò sembriamo rinchiusi nelle nostre torri d'avorio di professionisti, da cui possibili pazienti rifuggono.
    ...
    Bè, io credo che questo sia lapalissiano ed abbondantemente assodato....non credo esista possibilità di intervento alcuno decontestualizzando l'utente ed astraendolo dalle sue coordinate spazio-temporali, come d'altro canto sarebbe "deviante", o meglio cieco, stiracchiare tout court il corpo di un utente per adattarlo al letto di Procuste di un determinato momento storico... L'utente, i suoi contesti, i nostri (della relazione) spazi mentali e corporei oltre che sociali,il suo essere uno, nessuno e centomila sono i cardini del nostro focus valutativo, diagnostico ed operativo. Rispetto alla clinica, i disagi che riscontro sono tanti su vari piani, sicuramente l'incapacità di riconoscere e gestire le emozioni proprie ed altrui appare spesso centrale nelle esperienze di vita degli utenti e determinante rispetto a scelte troppo facilmente "devianti"..Lo sviluppo dell' intelligenza emotiva appartiene al riconoscimento della Persona in quanto tale ed avviene quanto meno nell'infanzia. Significative carenze in questa sfera appaiono spesso evidenti, soprattutto in contesti socioeducativi gravemente compromessi, ed associate a disagi consistenti e spesso al limite.
    Ultima modifica di GIUNONE : 05-01-2013 alle ore 02.10.17

  12. #12
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Citazione Originalmente inviato da Cinzia A. Visualizza messaggio
    Ciao fiona,
    io credo che i riferimenti culturali e sociali, vadano tenuti in considerazione, certamente, come cornice, ma che, alla fine, quello che più conta, in quel momento, sia la relazione tra il terapeuta e quel Mario: anche se fuori ce ne sono altri 100, che hanno problemi simili ai suoi e vivono gli stessi tormenti della sua epoca, il loro essere persona, quello che si crea tra loro e che può venire fuori nel loro spazio, è qualcosa di unico. Credo che la sfida consista nel far emergere il potenziale di ogni persona, al di là delle variabili esterne (condizionamenti sociali, ecc) , di cui è sensato tenere conto, ma senza che invadano il campo.
    Certamente, tutto questo che dici e' in accordo con il mio modo di lavorare.
    Ma la discussione e' nata non parlando di un paziente con un disturbo narcisistico, ma di un conoscente della collega che si chiedeva dove fosse la patologia e dove fosse la fase evolutiva.
    Sono d'accordo a parlare di psicoterapia e relazione con il paziente, ma la discussione verteva su un altro piano e datosi che siamo psicologi, potremmo avere un osservatorio privilegiato della popolazione, che potremmo utilizzare anche per dare una nostra opinione trasversale. A volte ad uscire dalla stanza del terapeuta può essere interessante, così, solo per speculare sulla società.
    Poi di relazione oggettuale, di transfert e controtransfert ( nel mio caso anche somatico ), di difese, di contenimento ( e anche rispecchiamento nel mio caso ) e quant'altro, se ne può parlare senza problema, io sono qui

  13. #13
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Narcisismo..."evolutivo"?

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Rispetto alla clinica, i disagi che riscontro sono tanti su vari piani, sicuramente l'incapacità di riconoscere e gestire le emozioni proprie ed altrui appare spesso centrale nelle esperienze di vita degli utenti e determinante rispetto a scelte troppo facilmente "devianti"..Lo sviluppo dell' intelligenza emotiva appartiene al riconoscimento della Persona in quanto tale ed avviene quanto meno nell'infanzia. Significative carenze in questa sfera appaiono spesso evidenti, soprattutto in contesti socioeducativi gravemente compromessi, ed associate a disagi consistenti e spesso al limite.
    Bene.
    Vedo che è un'esperienza condivisa, ahimè!

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