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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    in Italia si pratica l'elettroschock

    entrando sulla mail di libero ho trovato un articolo in cui si denuncia che in Italia viene praticato ancora l'elettroschock. Cosa ne pensate?
    Personalmente trovo che praticare l'elettroschock nel 2012 sia abominebole, visti anche i progressi degli psicofarmaci e soprattutto della psicoterapia (o forse i medici che usano l'elettroshock negano che possa servire a qualcosa?)


    http://affaritaliani.libero.it/socia...usa281112.html

    Negli ultimi anni sono 1.406 (521 persone nel 2008, 480 nel 2009 e 405 nel 2010) le persone che sono state sottoposte all’elettroshock. Una pratica diffusa ancora in nove centri ospedalieri sparsi su tutto il territorio nazionale: all’ospedale di Montichiari in provincia di Brescia, in quello di Oristano, al Santa Trinità di Cagliari, a Brunico, a Bressanone, a Pisa e in tre cliniche private convenzionate (San Valentino di Roma, Santa Chiara di Verona e alla clinica Baruziana di Bologna).

    L’allarme su un metodo considerato privo di fondamento scientifico, oltre che violento e pericoloso, è stato lanciato da Psichiatria democratica che ha dato il via alla campagna “No elettroshock”, per far conoscere la rilevanza del fenomeno e per chiedere alle Asl di verificare se in questi anni siano state rispettate le indicazioni contenute nella circolare Bindi del 15/12/1999.

    Sulla questione è stata presentata a luglio anche un’interrogazione parlamentare, firmata dalle deputate Delia Murer, Luisa Bossa e Maria Antonietta Farina Coscioni, al ministro della salute Renato Balduzzi. “Non abbiamo ancora ricevuto risposta dal ministro – afferma Durer - . Nonostante le direttive del ’99, in cui sono contenute delle linee guida su come intervenire preventivamente su questa pratica, che dovrebbe essere l’ultima ratio, un’indagine conoscitiva del Senato ha fatto emergere che nel triennio ci sono stati circa 1400 casi. È un metodo che non rispetta la dignità della persona, ed è anche un intervento violento sul corpo. Abbiamo chiesto a Balduzzi che ci chiarisse se, rispetto a questi 1400 casi, siano state adottate tutte le modalità previste dalle linee guida”. “Quella della salute mentale è oggi più che mai una questione sociale rilevante – aggiunge Farina Coscioni –e ha una rilevanza politica: dall’inizio della legislatura ci sono stati vari tentativi di mettere mano alla legge 180, che grazie al nostro comune sentire abbiamo bloccato e sventato. Il tentativo più grave è stato quello di voler normare il trattamento sanitario necessario al posto di quello obbligatorio. Questa interrogazione vuole fare chiarezza per capire il valore, o meglio il disvalore di questo trattamento, la risposta la aspettiamo con ansia”.

    La campagna di Psichiatria democratica, "No elettroshock”, sostenuta da varie associazioni tra cui Libera, Unasam, Legacoopsociali e Cittadinanzattiva. Ed è rappresentata da un volantino con un disegno realizzato da Sergio Staino. “Diciamo no a questa pratica e lo vogliamo fare ragionando sui fatti. Pensare che il cervello sia malato come dicevano gli psichiatri nell’ottocento, non è più possibile – sottolinea Emilio Lupo, segretario di Psichiatria democratica - . Siamo fuori dal tempo, è incontrovertibile quanto le pratiche di salute mentale hanno dimostrato: l’unica strada maestra è la presa in carico globale del paziente. L’elettroshock è uno degli strumenti usati per tornare indietro, e ciò significa costruire gabbie. Nessuno può oggi non capire che non c’è bisogno di costrizioni ma di mutuo aiuto e presa in carico. In letteratura tutti affermano che questa pratica è dannosissima e crea soprattutto danni alla memoria che saranno sempre presenti”.
    Ultima modifica di Johnny : 28-11-2012 alle ore 12.07.01

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    Sono basito, pensavo fosse una pratica ormai vietata in Italia e più in generale in Europa.

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    visti anche i progressi degli psicofarmaci
    Personalmente sono contro anche agli psicofarmaci, credo che vengano utilizzati anche quando non sia strettamente necessario.

    Ciao
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  3. #3
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    La pratica dell'elettroschock è usata solo in casi estremi quando il paziente è a rischio imminente di vita e si è provato di tutto ma non è servito. I medici sanno perfettamente i rischi gravi che ha questa pratica e per attuarla occorre il consenso del paziente se è in grado, altrimenti chi si occupa di lui. Il problema è che quando si raggiunge una tale urgenza ci sono stati errori , superficialità di cure, o accanimenti terapeutici da parte di medici .

    Un altro problema di cui si parla e si è parlato è il trattamento sanitario necessario invece di quello obbligatorio cosa veramente punitiva e ghettizzante . Associazioni varie di cui sopra Johnny ha riportato hanno fatto manifestazioni nelle varie piazze ma poco se ne è parlato e come succede per questi argomenti c'è stato poco interesse della gente comune.

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    La pratica dell'elettroschock è usata solo in casi estremi quando il paziente è a rischio imminente di vita e si è provato di tutto ma non è servito.
    secondo te la pratica dell'elettroshock ha effetti terapeutici? ti risulta che esista una letteratura a riguardo che ne dimostra l'efficacia? e che gli effetti collaterali siano minori degli "eventuali" effetti terapeutici? (ricordo al volo dal manuale per l'esame di stato che, ad esempio, l'elettroshock provoca problemi alla memoria, amnesie, ecc...).

    Personalmente penso che se si investisse nella prevenzione a lungo termine e quindi sulla figura dello psicologo come figura che fornisce sostegno alle persone nel ciclo di vita non si giungerebbe alla necessità estrema di utilizzare pratiche così invasive e di dubbia utilità
    Ultima modifica di Johnny : 28-11-2012 alle ore 20.34.26

  5. #5
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    secondo te la pratica dell'elettroshock ha effetti terapeutici? ti risulta che esista una letteratura a riguardo che ne dimostra l'efficacia? e che gli effetti collaterali siano minori degli "eventuali" effetti terapeutici? (ricordo al volo dal manuale per l'esame di stato che, ad esempio, l'elettroshock provoca problemi alla memoria, amnesie, ecc...).
    Penso ti stupirà la mia posizione, ma spero di riuscire a spiegarmi.

    Dal punto di vista scientifico, sì: la pratica dell'elettroshock (o "terapia elettroconvulsivante") ha effetti terapeutici. Ed esiste persino una notevole letteratura al riguardo che ne dimostra l'efficacia, oltre agli effetti collaterali. Riporto i link ad alcune metaanalisi pubblicate negli ultimi dieci anni:

    Effective Use of Electroconvulsive Therapy in Late-Life Depression.
    By: Flint, Alastair J; Gagnon, Nadine. Canadian Journal of Psychiatry. Oct2002, Vol. 47 Issue 8, p734. 8p. Abstract: Objective: To review literature pertaining to the efficacy, safety, and tolerability of electroconvulsive therapy (ECT) in treating late-life depression. Method: We undertook a literature review with an emphasis on research studies published in the last 10 years. Results: There is a positive association between advancing age and ECT efficacy. Age per se does not necessarily increase the risk of cognitive side effects from ECT, but this risk is increased by age-associated neurological conditions such as Alzheimer's dementia and cerebrovascular disease. With appropriate evaluation and monitoring, ECT can be used safely in patients of Very advanced age and in those with serious medical conditions. Several technical factors, including dose of electricity relative to a patient's seizure threshold, position of electrodes, frequency of administration, and total number of treatments, have an impact on the efficacy and cognitive side effects of ECT and need to be taken into account when administering ECT. Naturalistic studies have found that 50% or more of patients have a relapse of depression within 6 to 12 months of discontinuing acute ECT. Conclusions: In recent years, there has been substantial progress in our understanding of the effect of technical factors on the efficacy and cognitive side effects of ECT. When administered in an optimal manner, ECT is a safe, well-tolerated, and effective treatment in older patients. Relapse of depression after response to ECT remains a significant problem, and there is a need for further research into the prediction and prevention of post-ECT relapse. [ABSTRACT FROM AUTHOR] (AN: 7598577)

    Efficacy and safety of electroconvulsive therapy in depressive disorders: a systematic review and meta-analysis.
    Lancet. 3/8/2003, Vol. 361 Issue 9360, p799. 10p. 2 Color Photographs, 6 Graphs. Abstract: Summary: Background: We aimed to review published work for the efficacy and safety of electroconvulsive therapy (ECT) with simulated ECT, ECT versus pharmacotherapy, and different forms of ECT for patients with depressive illness. Methods: We designed a systematic overview and meta-analysis of randomised controlled trials and observational studies. We obtained data from the Cochrane Collaboration Depressive Anxiety and Neurosis and Schizophrenia Group Controlled trial registers, Cochrane Controlled Trials register, Biological Abstracts, CINAHL, EMBASE, LILACS, MEDLINE, PsycINFO, and SIGLE, reference lists, and specialist textbooks. Our main outcome measures were depressive symptoms, measures of cognitive function, and mortality. Findings: Meta-analysis of data of short-term efficacy from randomised controlled trials was possible. Real ECT was significantly more effective than simulated ECT (six trials, 256 patients, standardised effect size [SES] -0.91, 95% CI -1.27 to -0.54). Treatment with ECT was significantly more effective than pharmacotherapy (18 trials, 1144 participants, SES -0.80, 95% CI -1.29 to -0.29). Bilateral ECT was more effective than unipolar ECT (22 trials, 1408 participants, SES -0.32, 95% CI -0.46 to -0.19). Interpretation: ECT is an effective short-term treatment for depression, and is probably more effective than drug therapy. Bilateral ECT is moderately more effective than unilateral ECT, and high dose ECT is more effective than low dose. [ABSTRACT FROM AUTHOR] (AN: 9226992)

    The efficacy and safety of ECT in depressed older adults: a literature review.
    By: F. B. van der Wurff; M. L. Stek; W. J. G. Hoogendijk; A. T. F. Beekman. International Journal of Geriatric Psychiatry. Oct2003, Vol. 18 Issue 10, p894. 11p. Abstract: Although little doubt exists among practising clinicians in old age psychiatry about the efficacy and safety of ECT in depression, opinions about acceptability differ widely. The objectives of this review were to determine the efficacy and safety of ECT based on both randomised and non-randomised evidence in elderly with a major depressive disorder. Randomised and non-randomised studies on efficacy and safety of ECT in elderly with and without concomitant disorders such as cerebrovascular disorders, Alzheimer's dementia, vascular dementia and Parkinson's disease were selected. Literature was systematically searched in a number of electronic databases. Although 121 studies were included in the review process, only four provided randomised evidence. No negative studies with respect to efficacy were found. ECT is effective in the acute treatment of late life depression. ECT is generally safe, although a number of serious complications possibly related to ECT have been described. Most of the objectives of this review could not be answered or refuted with certainty, because firm randomised evidence on the efficacy and safety of ECT in the depressed elderly is missing. ECT is effective in the acute treatment of late life depression and is generally safe. Important questions such as the relative efficacy of ECT over antidepressants, the long-term efficacy of ECT, morbidity and mortality related to ECT, cost-effectiveness and the efficacy of ECT in subgroups of patients cannot be answered and need to be studied further. Copyright © 2003 John Wiley & Sons, Ltd. [ABSTRACT FROM AUTHOR] (AN: 11032183)

    ECT in the treatment of depressed elderly: lessons from a terminated clinical trial.
    By: Stek, M. L.; Van Der Wurff, F. B.; Uitdehaag, B. M. J.; Beekman, A. T. F.; Hoogendijk, W. J. G. International Journal of Geriatric Psychiatry. Oct2007, Vol. 22 Issue 10, p1052-1054. 3p. 1 Diagram. Abstract: The article discusses the results of a study to determine the feasibility of electroconvulsive therapy (ECT), testing the efficacy and safety of ECT, prescribed in an earlier phase of treatment than as a last resort. The study would test the effectiveness of the therapy over nortriptyline among depressed elderly patients who had not responded to sertraline. The randomised evidence of the efficacy and safety of ECT in depressed is discussed. DOI: 10.1002/gps.1800. (AN: 26847876)
    Argomenti: ELECTROCONVULSIVE therapy; SERTRALINE; PSYCHOLOGY; MENTAL depression; PATIENTS

    Faccio notare che, dal mio punto di vista, prendere posizione a favore o contro un determinato trattamento non ha senso. Ha senso discutere della possibilità di utilizzare uno specifico trattamento per una specifica persona.
    Faccio notare che l'articolo che citi parla di circa 400 persone trattate ogni anno con la terapia elettroconvulsiva. Posto che l'incidenza della sola schizofrenia si aggira attorno all'1% della popolazione, questo significa che, in Italia, circa 560000 persone sono affette da schizofrenia. A me pare, quindi, che il ricorso alla ECT rappresenti una quota molto piccola rispetto ad altre forme di trattamento.

    Questa terapia presenta, non meno di altre forme di terapia (comprese le varie forme di psicoterapia) importanti effetti collaterali. Vale però la pena di notare come una serie di effetti collaterali siano stati eliminati con l'utilizzo di anestetici adatti, di macchinari adeguati e di intensità del trattamento assai diverse da quelle di trenta-quarant'anni fa. L'effetto collaterale negativo più frequentemente riportato riguarda la perdita della memoria a breve e a lungo termine. E' una conseguenza ben nota della ECT e, come per qualsiasi altra forma di terapia, è utile interrogarsi circa un bilancio di rischi/benefici. Peraltro, l'opinione di una buona parte dei pazienti trattati con questo metodo è positiva:

    The patient perspective of the consent process and side effects of electroconvulsive therapy.
    By: RAYNER, LAUREN; KERSHAW, KERRY; HANNA, DALIA; CHAPLIN, ROBERT. Journal of Mental Health. Oct2009, Vol. 18 Issue 5, p379-388. 10p. 2 Charts. Abstract: Background: Electroconvulsive therapy (ECT) is an effective yet controversial treatment. It is thus important to explore patients' experiences of ECT. Aims: To assess patients' experience of ECT, focusing on the consent process and treatment side effects. Method: Three-hundred-and-eighty-nine patients completed a questionnaire about their experience of ECT as part of a quality assurance programme. Quantitative and qualitative data were obtained Results: Almost half the patients reported memory loss after ECT. Overall the consent process was reported as having been adequate, with a possible exception in the provision of written information and discussion about alternatives to ECT and the consequences of not having it. Seventy-two percent of those patients who commented on whether ECT worked, said the treatment improved their condition. Conclusions: Psychiatrists need to improve the informed consent process. Subjective memory loss is very common and persistent memory complaints occurred in a minority. Memory should therefore be closely monitored before, during and after a course of ECT. [ABSTRACT FROM AUTHOR] DOI: 10.3109/09638230802523013. (AN: 44651545)

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Personalmente penso che se si investisse nella prevenzione a lungo termine e quindi sulla figura dello psicologo come figura che fornisce sostegno alle persone nel ciclo di vita non si giungerebbe alla necessità estrema di utilizzare pratiche così invasive e di dubbia utilità
    Sono d'accordo con te. C'è un piccolo problema, però, nella tua posizione: non tiene conto adeguatamente, a mio parere, del fatto che, mentre attendiamo che la società in cui viviamo diventi buona, la sofferenza esiste qui ed ora. E i pazienti, e non solo loro, chiedono un sollievo o una risoluzione delle loro sofferenze che non mi pare corretto rimandare a "quando le cose andranno bene".
    Aggiungo una notazione: pensare che esisterà un mondo in cui i problemi siano risolti una volta per tutte grazie all'intervento degli psicologi mi pare assai irrealistico e, se me lo consenti, credo abbia più a che fare con aspetti di onnipotenza (che abbiamo tutti, sia chiaro) che non con una valutazione serena di come funziona il mondo. Non siamo (e non saremo) così bravi.

    Secondo me.

    Buona vita
    Dott. Guglielmo Rottigni
    Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    Molti si scandalizzano sulla pratica dell' elettroschock per certi versi è un bene perchè non deve esserci abuso. Per quanto riguarda l'effetto terapeutico è logico che avvenga secondo me una produzione di sostanze chimiche che possono essere utili visto la scossa che produce . E' secondo me anche un problema etico la scelta di questa pratica.

    Un problema parallelo è quello della proposta di legge che molti considerano (io compresa) anticostituzionale , repressivo e antiterapeutico sulla obbligarietà a trattenere persone sofferenti per mesi (minimo sei prolungabili) in strutture e questo trattamento si chiama "trattamento sanitario necessario" al posto di quello obbligatorio di durata una settimana. E' chiaro che così ci saranno abusi di cure e non rispetto della dignità umana . Questa proposta di legge è stata avanzata dal pdl.

  7. #7
    Postatore Epico L'avatar di Johnny
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Penso ti stupirà la mia posizione, ma spero di riuscire a spiegarmi.

    ...
    capisco il tuo ragionamento, penso però che trattamenti come la TEC siano espressione di una branca della psichiatria, cioè quella che si rifà in modo più radicale al Modello Medico. Lo psichiatra Franco Basaglia affermò che curare una persona con l'elettroshock era come "prendere a pugni un televisore per aggiustarne la frequenza".

    Sarei veramente curioso di sapere cosa ne pensa un fenomenologo della TEC, so che nel forum ce n'è qualcuno e mi piacerebbe sinceramente sapere un loro parere.

    Un problema parallelo è quello della proposta di legge che molti considerano (io compresa) anticostituzionale , repressivo e antiterapeutico sulla obbligarietà a trattenere persone sofferenti per mesi (minimo sei prolungabili) in strutture e questo trattamento si chiama "trattamento sanitario necessario" al posto di quello obbligatorio di durata una settimana. E' chiaro che così ci saranno abusi di cure e non rispetto della dignità umana . Questa proposta di legge è stata avanzata dal pdl.
    mi fa paura solo pensare che possa esistere una cosa del genere
    Ultima modifica di Johnny : 29-11-2012 alle ore 19.35.37

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    Anche su questo argomento ci sono fautori e contrari, ognuno apporta prove scientifiche a riguardo. Da un lato i primi ne tessono le lodi constatando come il passaggio di corrente riattivi di colpo i neurotrasmettitori, in primis la noradrenalina, che nei depressi sarebbe significativamente bassa, sortendo un effetto massivamente antidepressivo; i secondi ne ravvisano gli effetti nocivi in quanto lo shock danneggia la barriera emato-encefalica, inibisce la sintesi di proteine e di RNA, comporta la produzione di livelli abnormi di alcuni neurotrasmettitori e di alcuni enzimi e la comparsa di alti livelli di acido arachidonico che puo danneggiare i vasi sanguigni cerebrali.
    I primi riporterebbero dalla loro la minor presenza di effetti collaterali rispetto a dosi consistenti di psicofarmaci, i secondi la presenza di effetti collaterali di una certa rilevanza ed irreversibilità..E' una pratica invasiva e passiva che gareggia con gli psicofarmaci.

    Il nostro problema è sempre che i dibattiti, anche politici, si facciano sulla "cura" e vi si investano fior di finanziamenti, laddove la prevenzione e la promozione non si sa neanche cosa siano o comunque sembrano fruttare meno: i risultati non sono immediati e spesso neanche facilmente "tangibili"...Passivizzare il paziente, renderlo dipendente da "aiuti esterni", il tsn corona un simile approccio.
    Che i politici facciano proproste di legge, anche questo mi fa accapponare la pelle, perchè spesso non sanno ciò di cui parlano e non si capisce bene quali interessi, o meglio di chi, pensino fare con le loro "proposte". E ne avrei da dire, nel mio campo, ma mi fermo qui per non andare ot

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di FranZinTheSky
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    Riferimento: in Italia si pratica l'elettroschock

    si come dicono altri colleghi evidentemente, la letteratura relativa ai benefici della terapia elettroconvulsivante è vasta nota e definisce bene i limiti del suo spettro di azione efficace e positivo. purtroppo ancora c'è questo alone immaginario in cui il paziente è incatenato al lettino con la pezza bagnata sulla fronte e gli elettrodi ai lati ma non è così. oggi si pratica in anestesia e generalmente per un massimo di nove applicazioni in cicli distanziati nel tempo. nei doc e depressioni maggiori spesso è un trattamento che apporta benefici reali specie nell'immediato. io non credo si debba essere a priori pro o contro, schierandosi in psicologi psicoterapeuti e psichiatri senza scrupoli, per quanto poi anche molti psichiatri si dicono contrari. il fatto è che dipende molto anche dalle realà nelle quali si lavora. se si è a contatto con pazienti le cui problematiche raramente sfiorano le acuzie psicotiche si può facilmente essere contrari, se si lavora in contesti come comunità o servizi sanitari d'emergenza si capisce come talvolta si debba considerare anche trattamenti più invasivi e d'urto. del resto anche la periodica che viene comunemente fatta con una singola iniezione al mese sul paziente psicotico non è per niente meno invasiva della tec anzi. poi la mia opinione è che prima di formarsi un'idea al riguardo dovremmo avere molta più esperienza, ed almeno io non posso esprimermi al riguardo dandomi certezze ragionevolmente salde, posso solo pensare a ciò che ho studiato e visto fino ad oggi, e non basta per avere una reale opinione fondata
    Ultima modifica di FranZinTheSky : 06-01-2013 alle ore 13.50.32

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