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  1. #1
    Partecipante Affezionato
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    Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    Ciao a tutti! Mi sto informando sulle scuole di specializzazione e mi piacerebbe sentire pareri da chi già sta frequentando, in particolare sull'Istituto Veneto di Terapia Familiare e sulla scuola sistemica di Padova! Grazie mille!!
    c

  2. #2
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    Io mi sono diplomato tre anni fa al Centro di Terapia Familiare nella sede di Padova. Puoi esplicitare meglio la tua richiesta: ovvero, cosa ti interessa sapere, maggiormente?
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  3. #3
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    in generale, vorrei sapere come funziona (anche sulla terapia personale), se ti sembra valida.. Io so poco di questa scuola perchè mi sono informata maggiormente sull'ITFV !
    GRAZIE!
    c

  4. #4
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    La terapia personale non è richiesta, io però non sono molto persuaso rispetto a questo punto e quindi l'ho comunque fatta, per conto mio, perchè lo ritengo indispensabile e mi sono rivolto ad un terapeuta esterno. In ogni caso, se qualcuno ne fa richiesta, si può iniziare una terapia in ottica sistemica anche presso la sede della scuola: il Centro di Terapia Familiare offre parecchi servizi e diversi corsi di formazione, al di là della specializzazione in psicoterapia (come ogni scuola, del resto) e all'interno di esso vi è una equipe clinica che si occupa appunto delle terapie (individuali, di coppia, familiari).
    Conosco persone che hanno affiancato alla formazione la terapia in ottica prettamente sistemica; da parte del direttivo c'è ovviamente l'accortezza di assegnarti un terapeuta che non sia tuo didatta, per evitare possibili ambiguità legate al doppio ruolo.
    L'ho trovata valida perchè ho apprezzato la coerenza tra come sono state strutturate le lezioni e il corpus teorico di rifermento. Inoltre abbiamo avuto, fin dal primo anno, la possibilità di assistere alle sedute dietro lo specchio unidirezionale, assumendo un ruolo più attivo da co-conduttori (o co-terapeuti) a partire dal terzo anno. Ogni seduta poi prevede una discussione di gruppo prima che il terapeuta rientri nella stanza per la restituzione finale al/ai pazienti/clienti, questi sono momenti molto importanti dal punto di vista formativo perchè permettono di confrontare le proprie osservazioni, risonanze emotive, ipotesi e attribuzioni di significato con quelle degli altri e soprattutto con chi era dentro la stanza. Ogni anno c'è un esame finale e 150 ore di tirocinio presso un ente convenzionato.
    Assistere alle terapie da dietro lo specchio si è rivelato davvero molto utile e, almeno quando ho frequentato io, abbiamo avuto la possibilità di seguire terapie quasi tutti i giorni in cui avevamo lezione. Gli appuntamenti vengono dati a cadenza più o meno mensile e in un anno di scuola abbiamo potuto seguire un paio di terapie dall'inizio fino alla fine.
    In particolare, al terzo e quarto anno, dopo che nel biennio hai affrontato, in linea di massima, tutti gli aspetti teorici del modello, assistendo alle sedute hai la possibilità di vedere messe in pratica le tecniche oggetto di studio...ovvio, i didatti sono molto esperti e navigati e non è semplice cogliere la logica sottostante i loro interventi, gli effetti pragmatici che sortiscono e secondo quale ipotesi il terapeuta decide di proseguire in un modo piuttosto che in un altro...ma poi c'è appunto il confronto, anche dopo la fine della seduta.
    Le lezioni teoriche vengono svolte ogni due settimane in una giornata infrasettimanale che di solito è il giovedì oppure il martedì: salvo eccezioni se inizi la scuola avendo come un giorno di riferimento per le lezioni, rimane quello per tutti gli anni. Alle lezioni teoriche si aggiungono i seminari di approfondimento tenuti da studiosi e personalità di spicco a livello internazionale e delle lezioni teorico/pratiche che si tengono di sabato (anche queste in genere ogni 15 giorni).
    Per ora mi fermo qua!
    Buona scelta!!
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  5. #5
    Partecipante Affezionato
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    20-01-2005
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    mille grazie sei stato gentilissimo!!
    c

  6. #6
    Partecipante
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    29-05-2009
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    Ciao a tutti! C'è qualcuno che frequenta una scuola con questo orientamento o che ha sentito parlare bene di qualche scuola di psicoterapia familare in particolare? Sono alla ricerca di qualsiasi informazione, ve ne sarei molto grata! :-)

  7. #7

    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    Ciao Crissangel,
    sono Valentina, sono di fronte alla scelta della Scuola di Specializzazione e tra le diverse scelte possibili mi sto orientando verso quella sistemico - relazionale di Padova. Volevo chiederti, anche se so che è già passato qualche anno per te, se è stata una scuola formativa, nel senso che ti ha trasmesso le competenze necessarie per poter svolgere il ruolo di terapeuta in modo efficace e se attraverso la scuola oltre ad imparare le variegate tecniche che caratterizzano l'approccio sistemico-familiare, i docenti si impegnano anche sull'analisi delle dinamiche degli allievi e del gruppo di lavoro. Ancora volevo sapere da te come ti sei trovato con i docenti, e i didatti, e se attualmente lavori come psicoterapeuta. Quest'ultima non vuole essere una domanda personale ma una domanda per capire se gli sforzi economici che si sostengono per la scuola di specializzazione portano a risultati sul piano lavorativo! Un'ultima cosa, i tuoi compagni sono stati soddisfatti della scuola di specializzazione?
    Ti ringrazio infinitamente per ogni tua preziosa informazione.

    Valentina

  8. #8
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    Ciao Valentina, eccomi

    Provo a rispondere alle tue domande che anzi mi sono utili per rivedere a ritroso il mio percorso.
    Beh intanto ti dico che la scelta di questo indirizzo e di questa scuola è stata in larga parte determinata dall'aver collaborato, durante il tirocinio, con un terapeuta sistemico del quale avevo apprezzato lo stile e la tecnica di conduzione delle terapie che avevo seguito con lui (poi chiaro, stiamo parlando del famoso pacchetto di 8 incontri che il csm fornisce come servizio territoriale). Non ne sapevo molto dell'approccio sistemico, diciamo che ne avevo delle conoscenze piuttosto superficiali.
    Per quanto riguarda le competenze, in generale sono abbastanza soddisfatto. Chiaramente, anche alla fine del percorso, anzi forse soprattutto alla fine, c'è la sensazione di non aver davvero appreso tutto quello che ci si attendeva di apprendere, anche se quello dipende secondo me molto dal fatto che, una volta uscito da un contesto formativo ed esperienziale di ben 4 anni, si ha come la sensazione di ritrovarsi soli ad affrontare un mondo ed una professione che sono tutt'altro che semplici e lineari. Dipende molto anche da come uno vive la scuola e da quanto è disposto a trarne, attraverso le lezioni, le riflessioni, lo studio, la pratica del tirocinio.
    Come dicevo sopra, l'analisi personale non è prevista all'interno del training formativo, nel senso che non è obbligatoria. Essendo però il tutto incentrato soprattutto sugli aspetti interpsichici, sulle modalità di comunicazione e di relazione e sugli effetti pragmatici che un comportamento, un'azione è in grado di generare (e sulla costruzione e la generazione di significati attribuiti alla realtà), la didattica è molto attenta al confronto e al feedback all'interno del gruppo di colleghi, che diventa appunto un sistema composto da persone che si trovano necessariamente a confrontare le proprie idee e la propria "visione del mondo" creando connessioni, talvolta inattese e sorprendenti, tra pensieri, idee, ipotesi che ci dicono qualcosa di più di noi e di come funzioniamo in contesti relazionali, non necessariamente clinici. Questo di solito avviene confrontandosi su passi di libri di testo, o ragionando assieme dietro allo specchio nel corso di una seduta di terapia.
    Coi didatti mi sono trovato in generale abbastanza bene, il terzo e quarto anno le lezioni teoriche sono tenute dai direttori della Scuola, Mosconi e Peruzzi, il che, da un lato è ottimo perchè sono incredibilmente in gamba ed entusiasti del loro lavoro (sia come terapeuti sia come didatti), dall'altro è impegnativo perchè non sempre si è in grado di comprendere le loro mosse e le loro strategie terapeutiche e le scelte di applicare le stesse proprio in *quel momento* quando sono in terapia, o di gestire la mole di nozioni che riescono a trasmetterti in una sola giornata di lezione...chiaro, se uno non capisce o ha dei dubbi è naturale (e loro se lo aspettano e lo caldeggiano) che alzi la mano ed esponi i tuoi dubbi: fa sempre parte dell'obiettivo della scuola quello di essere ciritici, "irriverenti" (come insegnava Cecchin) e di portare anche le proprie risonanze emotive (la pancia) connesse a determinati temi o a determinati concetti. Piccolo inciso: purtroppo Peruzzi è venuto a mancare e a dirti il vero, non so chi abbia preso il suo posto a fianco di Mosconi.
    Poi ci sono i seminari al sabato di approfondimento e le lezioni teoriche previste dal ministero sulla aree previste affinchè le scuole private siano equiparate alle pubbliche (psicologia generale, psicologia dell'età evolutiva, psicopatologia ecc) e lì alcune volte è stato un pochino deludente: talvolta infatti vengono chiamati come relatori docenti universitari che spiegano come spiegherebbero agli studenti dl secondo anno del corso di laurea...non lo dico in maniera dispregiativa ma, il livello è un altro, la lezione di sviluppo l'abbiamo fatta tutti, ora si vorrebbe concettualizzare il tutto in ottica terapeutica, possibilmente congruente con l'orientamento scelto, cosa che non sempre accade (ma per quello ci sono i questionari di valutazione, lì mi sono sempre scatenato )
    Se lavoro come terapeuta? Mmmmmmm...NI, nel senso che si, lavoro privatamente e ho alcuni pazienti in terapia. Però a questo proposito ti faccio, brevemente, un piccolo excursus: all'inizio del quarto anno di scuola (2009) ho iniziato il tirocinio presso una ulss che mi ha poi fruttato un paio di contratti, in tutto sono rimasto quasi 3 anni ad ammazzarmi di lavoro presso due distretti socio sanitari della suddetta ulss. Ad un certo punto (occupandomi io di servizi ben poco considerati ma che portavano responsabilità e un numero di utenti in carico stratosferici) il mio contratto è stato disintegrato...e mi fermo qui per non dire cose compromettenti. Quindi mi sono ritrovato di punto in bianco dall'essere impegnato fuori casa 12 ore al giorno (il posto di lavoro distava 1 ora e 20 da casa) a niente...mi sono un po arrangiato e alcuni miei utenti affezionati mi hanno seguito in privato, poi un po di passaparola, poi qualche medico che si ricorda che ci sei ancora sebbene non più in ulss, ma insomma, un po perchè sono rimasto in quella zona che è molto "depressa" sia economicamente che "culturalmente", sia perchè, autocritica, non sono il massimo in marketing e promozione, le cose vanno come vanno. Questo però bisogna metterlo in conto come discorso generale: la scuola è un investimento enorme, anche e soprattutto a livello economico, il bisogno di terapia, sommerso o evidente c'è, ma la domanda ad oggi è veramente bassissima a fronte di un aumento del numero degli psicoterapeuti sul territorio. Se uno sa il fatto suo e acquisisce competenze di marketing, sicurezza in se stesso e dimestichezza con le tecniche pubblicitarie e di autopromozione, facendo rete e intercettando i bisogni, può farcela a tenere la gola fuori dall'acqua, ma sicuramente non subito, ci vogliono anni per ingranare.
    Ora, rispetto al mio lavoro, certo la situazione non è delle migliori, tuttavia mentre lo faccio sono abbastanza sicuro di me, curo moltissimo la relazione con la persona che ho di fronte e le varie nozioni apprese a scuola mi sono abbastanza utili sia da un punto di vista terapeutico, sia per leggere ed interpretare dinamiche esterne al setting di terapia. In fondo, l'approccio sistemico è più metateorico, è più un modo di leggere e ridefinire gli eventi che una teoria vera e propria e questo torna utile sempre, secondo me. Ultima cosa, alla fine del percorso, quando si comincia a lavorare come terapeuti, l'importante credo sia avere uno stile che è il proprio e che dipende da più fattori: quanto appreso e sperimentato durante gli anni di formazione, il tuo percorso personale se decidi di farlo, chi sei tu al di là del tuo essere un terapeuta e come filtri le nozioni e le tecniche tipiche dell'approccio.
    Infine, la maggior parte dei miei compagni si disse sufficientemente soddisfatta della scuola. Il vero banco di prova è la percezione di se stessi come terapeuti ed il feedback di pazienti e supervisori, per una crescita continua. La soddisfazione sul piano economico, purtroppo, per i tempi che corrono è tutto un altro discorso.

    Spero di esserti stato un pochino utile, in ogni caso, per altre cose, sono qua!
    Ultima modifica di crissangel : 27-08-2013 alle ore 14.32.56
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  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di studentessaa
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    come sempre utile

  10. #10
    Partecipante Affezionato L'avatar di ikkuna83
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    Riferimento: Scuole sistemico relazionali AIUTO!!

    Anch'io sono qui per approfittare di questa bella discussione e chiedere alcune delucidazioni a te, Crissangel, che ti sei già diplomato ampiamente alla scuola sistemico-relazionale. Se la scelgo, la frequenterò a Cesena.
    Ho compreso, credo, qual è l'orientamento teorico alla base della scuola, ma vorrei sapere -a livello pragmatico- se in psicoterapia vengono utilizzate poi strategie terapeutiche di tipo "strategico" (es. tratte dalla psicoterapia breve strategica, Palo Alto) o comunque direttive.
    Ti chiedo, concretamente, se puo' essere una scuola di psicoterapia utile per una persona che, come me, vorrebbe specializzarsi nel trattamento dei disturbi d'ansia.
    Grazie!
    Non c'è notte che non veda il giorno...

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