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  1. #1
    Partecipante
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    03-06-2010
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    come dire al dottore che ha fallito?

    dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima

  2. #2
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    19-10-2010
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    Inghilterra
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    723

    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Citazione Originalmente inviato da diamanda Visualizza messaggio
    dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima
    Dal mio punto di vista fatico a vedere un "fallimento" sia da parte tua che del terapeuta. La terapia non e' una cura o un 'fix' che si applica e poi non ci si pensa piu'! Terapia o no, la vita continua e continuera' a proporci/ti situazioni + o - difficili che faremo/farai fatica ad affrontare.

    Poi penso che sia importante guardarsi da aspettative 'salvifiche', rischieremmo di idealizzare il terapeuta e la terapia stessa.....se ci aspettiamo miracoli poi finiremo per rimanere amaramente delusi. E anche noi terapeuti, credimi, siamo nella stessa barca: tutti noi, sotto sotto abbiamo desideri messianici ma si spera che questi elementi (come anche la frustrazione per eventuali 'fallimenti') siano elaborati durante le sedute di terapia personale. E sono sicuro, lo spero almeno, che il tuo "dottore" sara' in grado di accettare ed elaborare il tuo ritorno in italia!

    Il tuo caso specifico e' interessante e sarebbe bello discutere aspetti piu' profondi pero' credo che questo non sia il luogo piu' adatto........si correrebbe il rischio di imbarcarsi in speculazioni teoriche a spese tue!
    Ultima modifica di Axamer Ibk : 06-11-2012 alle ore 21.34.19

  3. #3
    Matricola
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    05-07-2012
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    28

    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    eh no...non sono d'accordo.

    il tuo terapeuta ha fallito? e su cosa?

    la terapia è una cosa che si fa in due. si riesce in due e si fallisce in due.


    l'assunzione di responsabilità è la B A S E.

    mi chiedo a cosa ti serva il fatto di avergli detto cose non vere, ma queste sono cose tue. le mie sono solo riflessioni.

    ciao ciao

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    è impossibile dare un parere a questa storia perché, oltre ad essere proibito dal regolamento del forum, quello che succede tra il paziente e il terapeuta è impossibile da sapere.
    Poi bisogna anche dire che non è obbligatorio proseguire in una terapia se non ha effetti; si può cambiare terapeuta e approccio.

  5. #5
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    beh...a me comunque fa una tenerezza incredibile...
    E' tenero pensare che una paziente (e in questo caso posso anche vedermici io agli inizi)in cura da uno psicoterapeuta possa credere di "non poter dire" al suo terapista che ha fallito(se di fallimento si tratta). io, in qualità di pz agli inizi avevo difficoltà anche a dire che non ero d'accordo alla mia analista........Ora ovviamente non più......ma ci sono volute delle sedute per capirlo e per esplicitarlo.....In teoria, cara DIAMANDA il tuo terapeuta ha obbligo di terapia (A sua volta), quindi nel caso in cui tu le dicessi la verità...avrebbe modo di essere supervisionato da un SUO psicoterapeuta anche sulle reazione alla notizia... quindi su questo, mi sento di traqnuillizzarti!

    Inoltre, metterlo davanti alla verità aiuterebbe lui/lei a riflettere sul perchè una terapia non ha funzionato.......


    E...quoto: hai tutto ild iritto di sceglierti un nuovo terapeuta!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

    nuovo regolamento: http://www.opsonline.it/help/
    ---------------------

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  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Citazione Originalmente inviato da diamanda Visualizza messaggio
    dopo due anni e mezzo di terapia il mio dottore mi crede all'estero, realizzata e felice finalmente. Invece sono di nuovo qui in italia. Ma non l'ho chiamato. Non posso dirgli che ha fallito, che non sono riuscita a pensare solo alla mia felicità, a dare una svolta alla mia vita. Lo sapevo, non aveva molta esperienza di terapia, ma io mi sono fidata lo stesso,...alla fine gli ho anche spiegato in cosa aveva diciamo sbagliato nei miei confronti ( il transfert, sì, una stecca pazzesca). E' stato sempre accogliente, comprensivo, buono con me,....ora non posso dirgli che ha fallito, che non è riuscito a farmi trovare la forza di dire NO. Ora penso che può anche chiamarmi un giorno di questi, e cosa faccio? gli dico che sono qui ma che non lo voglio più come dottore? e come la prenderà? Mi dispiacerebbe dirglielo. Mi dispiace non aver fatto quello che mi aveva detto, cioè scegliere di essere libera e di pensare alla mia felicità Mi sono lasciata coinvolgere dai bisogni altrui e ho finito col savrificarmi di nuovo. Se solo lui avesse fatto qualcos'altro! Ho cercato anche di farglielo capire durante la terapia, ma i miei segnali non sono stati compresi. Così alla fine gliel'ho detto, e lui è stato contento di sapere ciò che non era andato bene nella mia terapia. Ma poi gli ho detto che andavo via, che partivo. Così ora crede di aver fatto il miracolo, invece io son qua e sto peggio di prima
    Mi dispiace davvero per come ti senti e non voglio esprimere troppi pareri in merito dato che con così pochi indizi non si può dire molto...
    L'unica cosa che mi sento di darti è uno spunto di riflessione: come mi sembra di capire dalle tue poche parole hai anteposto i bisogni altrui ai tuoi non riuscendo a scegliere di essere felice, hai deciso di prenderti cura degli altri piuttosto che di te stessa ( questo probabilmente è il modo che hai di relazionarti e che hai utilizzato anche in terapia??), hai deciso di "prenderti cura del terapeuta" più di te stessa anteponendo la sua realizzazione (di sentirsi efficacie come professionista data la tua ritrovata serenità fittizia) al tuo benessere personale? Ti sei sacrificata di nuovo come tu stessa dici, hai accudito gli altri con la convinzione che gli altri non sarebbero stati in grado di accudirti, e che quindi lui non sarebbe riuscito a fare quello che avrebbe dovuto?? ti sei presa in carico della salvezza altrui a discapito della tua, convinta che l'altro non sarebbe stato comunque capace di raggiungerti e di darti quello di cui avresti avuto bisogno, cosicchè sei stata di nuovo costretta a essere tu stessa la salvatrice del terapeuta e quest'ultimo ti ha deluso come probabilmente ti aspettavi? Stai cercando di sottolineare il suo fallimento per avere un ulteriore conferma che nessuno sarà in grado di aiutarti e che mai per una volta potrai essere tu finalmente "quella salvata"?.
    Insomma sono domande a cui solo tu puoi dare una risposta e mi scuso se magari ho azzardato troppo non conoscendo nulla di te e della tua storia, comunque ho pensato che fosse stato costruttivo scrivere ciò che ha suscitato in me il tuo messaggio...

    un abbraccio
    Ultima modifica di -bijoux- : 27-01-2013 alle ore 12.44.11
    "Il pettirosso prova le sue ali. Non conosce la via, ma si mette in viaggio verso una primavera di cui ha udito parlare."
    Emily Dickinson

  7. #7
    Partecipante Figo L'avatar di Blooby gosh
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Potresti vedere in quello che chiami fallimento, un'opportunità: partire dalle difficoltà del raccontare al tuo terapeuta, come una modalità tua da approfondire; dici che ti sei sacrificata di nuovo (andandotene via e fallendo) e la stessa cosa la stai facendo con il tuo terapeuta, non gli parli (sacrifichi il tuo benessere). I terapeuti veri sanno che non ci sono attacchi personali ma espressione delle modalità dei loro pazienti. Parlagli e dai a te la possibilità di ritrovare il benessere, il tuo terapeuta e lì per te, non per raccogliere plausi e amore.
    Nasciamo tutti incendiari e moriamo pompieri

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Citazione Originalmente inviato da Blooby gosh Visualizza messaggio
    Potresti vedere in quello che chiami fallimento, un'opportunità: partire dalle difficoltà del raccontare al tuo terapeuta, come una modalità tua da approfondire; dici che ti sei sacrificata di nuovo (andandotene via e fallendo) e la stessa cosa la stai facendo con il tuo terapeuta, non gli parli (sacrifichi il tuo benessere). I terapeuti veri sanno che non ci sono attacchi personali ma espressione delle modalità dei loro pazienti. Parlagli e dai a te la possibilità di ritrovare il benessere, il tuo terapeuta e lì per te, non per raccogliere plausi e amore.
    Concordo, un bravo terapeuta deve saper affrontare frustrazioni e critiche che porta il paziente per utilizzarle come materiale conoscitivo...
    "Il pettirosso prova le sue ali. Non conosce la via, ma si mette in viaggio verso una primavera di cui ha udito parlare."
    Emily Dickinson

  9. #9
    Partecipante
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Ciao a tutti e grazie per le vostre risposte. Vorrei specificare meglio in cosa ha fallito il mio ex terapeuta ( perchè non vado più ormai da tempo. Ho preso la scusa di un viaggio all'estero e lui sapeva che io sarei rimasta all'estero, invece appena tornata non mi sono fatta viva; poi gli ho mandato una mail per dirgli che non c'ero riuscita, cioè che non ero riuscita a rimanere là scegliendo di fare finalmente qualcosa per la mia felicità). Per quasi tutto il periodo della terapia questo dottore è stato buono, sì, p vero, gentile, anche, e sempre disponibile. La cosa però che lo ha fregato è stata la paura. Proprio la paura di avvicinarsi troppo a me lo ha fatto tenere ad una distanza tale da sembrare alla fine che stesse cercando in tutti i modi di sfuggire anche a se stesso. Questa paura io l'ho percepita e mi ha bloccato. Gli ho parlato di alcuni sogni fatti in cui lui era coinvolto, e dal chiaro significato sessuale, ma a partire da lì lui si è impaurito ancora di più fino a vestirsi persino di grigio per mostrarsi neutrale e freddo nei miei confronti. Alla fine gli ho detto ciò che aveva fatto e cosa mi aveva dato fastidio in questo suo comportamento e lui è rimasto meravigliato di aver fatto ciò, che presumo era fatto in buona fede, ossia per non essere invischiato da me. Quindi nelle ultime sedute ha cercato di avvicinarsi, di non avere paura e mostrarsi anche "umano" ma io ormai ero chiusa e bloccata ed era troppo tardi per prendermi per mano e farmi uscire dal mio tunnel, visto che lui stesso mi ci aveva spinto di nuovo, anche se non se n'era accorto. Gli ho anche detto fin troppo, credetemi, perchè io di solito nemmeno comunico con le parole ma con la pittura. Quindi il dialogo c'era da parte mia, fin dall'inizio, e anche alla fine non sono riuscita a tenermi dal comunicargli che ero rimasta in italia. Però Questo gesto l'ho fatto anche per fargli capire che non c'era riuscito, cioè è riuscito a farmi prendere coscienza dei miei bisogni ma non è riuscito a farmi sentire la forza di poter spiccare il volo perchè ha avuto paura di tenermi per mano. Tempo fa per caso l'ho visto al supermercato, con la sua ragazza, e ho fatto anche finta di non averlo visto e mi sono spostata. In cuor mio ho pensato che quello era il motivo per cui aveva avuto tanta paura, cioè temeva per la sua relazione. Credo che voi tutti sappiate che il rapporto terapeutico è una specie di relazione no? Quindi la minaccia di una cosa sconvolgente come un sentimento porta scompiglio. Lui si è riparato usando tutta la sua tecnica accademica e tenendosi a distanza. Io sono stata lasciata da sola ad affrontare un transfert fortissimo che ho dovuto eliminare con fatica per evitare di soffrirne più di quanto avrei potuto sopportare. In pratica ho dovuto fare molto, e da sola, per tutt'e due. Chi ne ha fatto le speso sono stata io, ecco perchè non son voluta tornare da lui. Un dottore che non ha coraggio di affrontare i propri sentimenti non può avere più la mia piena fiducia. Il guaio è che non ho nemmeno cercato un altro dottore, perchè ho perso la fiducia nella terapia stessa e ho paura di dovermi ritrovare nella stessa situazione, anche se scegliessi magari una donna. Inoltre adesso non ho una situazione economica che mi permette di affrontare il costo di varie sedute. Purtroppo i dottori fanno tironicio di ogni tecnica terapeutica ma spesso tralasciano questo aspetto "umano" della relazione terapeutica.

  10. #10
    Partecipante Figo L'avatar di Blooby gosh
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Questo post ribalta molto la situazione iniziale e ci dice qualcosa di te. La sensazione è che da "vittima" del primo post, ti sei trasformata nell'opposto. E' questo il tuo gioco relazionale?
    P.S. I conflitti con l'altro sesso meglio affrontarli con un terapeuta dello stesso sesso.
    Nasciamo tutti incendiari e moriamo pompieri

  11. #11
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Citazione Originalmente inviato da Blooby gosh Visualizza messaggio
    Questo post ribalta molto la situazione iniziale e ci dice qualcosa di te.
    Questo aspetto spinge però la discussione al limite del regolamento, come già precedentemente da qualcuno ricordato.
    Le stanze tematiche di questo forum, come da regolamento, sono state create per intavolare discussioni su tematiche generiche, dove per generiche intendo: aspetti teorico/pratici/esperienziali che pertengono alla disciplina della psicoterapia.
    Non sono invece utilizzabili per discutere di casi personali, anche per evitare il rischio che, indipendentemente dalla formazione e dalla preparazione di ognuno, ci si lanci in considerazioni, ipotesi diagnostiche, osservazioni che riguardano, come ad esempio in questo caso, una relazione terapeutica pregressa che, per ovvi motivi, non può essere oggetto di giudizio da parte di persone esterne, all'interno di un forum, e i vissuti emotivi che ne derivano.
    Per come è stata aperto questo thread, si può discutere di che cosa si può intendere per "fallimento terapeutico", delle responsabilità che entrambi gli attori hanno in un eventuale fallimento, commisurate al ruolo che ognuno riveste all'interno della relazione terapeuta/paziente (o cliente, o, come preferisco dire io, persona che si avvicina ad un percorso di psicoterapia), della complessità delle dinamiche relazionali all'interno di un simile contesto relazionale.

    Vi chiederei di rimanere su questa linea di discussione

    Per consulenze on line è possibile invece consultare questo sito: http://www.benessere4u.it/

    Buona continuazione
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  12. #12
    Partecipante Figo L'avatar di Blooby gosh
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    La mia era una riflessione. Quello che hai scritto dovresti rivolgerlo a diamanda. Ciao

    Carissimi, un piccolo OT. Andate nella sezione sessuologia - post schiavo (o qualcosa del genere)..... e poi dite se non sono una brava terapeuta!!!!!!
    Ultima modifica di crissangel : 14-02-2013 alle ore 15.13.58
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  13. #13
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Citazione Originalmente inviato da Blooby gosh Visualizza messaggio
    La mia era una riflessione. Quello che hai scritto dovresti rivolgerlo a diamanda. Ciao
    Che la tua fosse una riflessione mi era chiaro, grazie detto ciò, ho quotato la tua considerazione perchè mi era funzionale come spunto per il mio "richiamo" che, in realtà, vale per tutti.
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  14. #14
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Ciao a Tutti!
    Cercherò di seguire le buone di regole di discussione e prendere la vicenda riportata da diamanda come spunto di riflessione, senza entrare nel merito della sua storia, datosi che non è questo il contesto.
    Inoltre a diamanda è stato già suggerito di confrontarsi con il suo terapeuta.
    Comunque provare dei sentimenti di qualsiasi tipo, per lo psicologo o la psicologa, è piuttosto ovvio, qualsiasi sia l'orientamento terapeutico o d'intervento, la relazione è sempre un aspetto principale, e per molti modelli teorici di psicoterapia la relazione è lo Strumento di lavoro.
    Ma è anche l'oggetto del lavoro.
    Per questo provare sentimenti erotici è abbastanza comune ed è tutto materiale utile per il lavoro terapeutico.
    Certo può essere molto doloroso per un paziente sentirsi non corrisposto, ma tutta la frustrazione, la rabbia e il senso di fallimento che ne consegue, sono tutte emozioni che sono materiale preziosissimo per il percorso terapeutico.
    Purtroppo non sempre i pazienti si sentono pronti per affrontare il cosiddetto transfert erotico, perché spesso al desiderio erotico, si accompagna a volte una rabbia potente contro il terapeuta, che i sentimenti amorosi servono solo a mascherare.
    Confrontarsi con la rabbia e la paura di non essere desiderati (o anche la fantasia di essere desiderati, ma come oggetti erotici, non amati per ciò che si è) per alcuni pazienti può essere difficile.
    Ed è difficile anche per un terapeuta gestire certe situazioni.
    Ci vuole esperienza e la capacità di farsi "usare", analiticamente parlando, dal paziente per rimettere in gioco le sue dinamiche relazionali, ma riuscire ad intervenire in modo puntuale per fornire la cosiddetta esperienza emotiva correttiva.
    Ovviamente parlo secondo il mio modello psicoterapeutico di riferimento.
    ciao a tutti!

  15. #15
    Matricola
    Data registrazione
    13-02-2013
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    17

    Riferimento: come dire al dottore che ha fallito?

    Diamanda io su alcune cose ti capisco perchè sn le stesse che sto vivendo io e da quello che hai scritto anche io ho la

    problematica che nella vita antepongo i bisogni altrui ai miei e la stessa cosa la sto facendo in terapia.

    Però se vogliamo cambiare veramente il nostro modo di relazionarci agli altri dobbiamo inziare a cambiare in terapia, so

    che nn è facile io ancora nn riesco ad essere diversa.

    Se poi dovessi decidere di rifare la terapia devi essere pronta anche tu a presentarti in un modo diverso, per trarne i giusti benefici.

    Purtroppo è il transfert che si vive che ti porta ad amare e odiare il terapeuta spesso anche quando nn ci sono dei motivi, io pensa sn arrabbiata

    cn lui perchè è sposato e vorrei essere al posto della moglie, ma poi cerco di ragionare e mi dico posso darle la colpa di questo? sto solatno proiettando

    su di lui problematiche irrisolte che ho io.
    Ultima modifica di crissangel : 16-02-2013 alle ore 17.39.28

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