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Discussione: Iter di diagnosi

  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    11-06-2012
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    159

    Iter di diagnosi

    Buongiorno a tutti,
    non so se la sezione è quella corretta, in caso contrario chiedo scusa ai mod

    Mettiamo caso che io mi accorga che un mio familiare abbia un problema comportamentale, ma non essendo un esperto, non so se si tratta di un problema da psicologo, da psicoterapeuta, da analista, da psichiatra.

    Qual'è l'iter che mi si prospetta e si prospetta al paziente ? Ovvero:

    1-Vado dal medico di famiglia che mi rimanda ad uno psicologo/psicoterapeuta/analista/psichiatra ?

    2-Vado da uno psicologo che, qualora non rientri nelle sue competenze, mi suggerisce di andare da un psicoterapeuta/analista/psichiatra ?

    3-Vado da uno psichiatra che, qualora non riscontri lesioni cerebrali mi rimanda ai soliti psicologo/psicoterapeuta/analista ?

    Forse per molti di voi è una domanda stupida, ma ho l'impressione di non essere l'unico ad avere questo dubbio.

    Grazie a tutti !
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    Citazione Originalmente inviato da BigFish81 Visualizza messaggio
    Mettiamo caso che io mi accorga che un mio familiare abbia un problema comportamentale
    Per chiarezza, intendevo un "io" non psicologo, un "io" persona comune che fa un lavoro comune.
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  3. #3
    Partecipante Esperto
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    credo proprio che tu non possa fare nulla se nn far presente al tuo familiare quello che hai notato..deve partire da lui l iniziativa a consultare qualcuno
    Citazione Originalmente inviato da BigFish81 Visualizza messaggio
    Per chiarezza, intendevo un "io" non psicologo, un "io" persona comune che fa un lavoro comune.

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    Grazie anitnelav per avermi risposto,
    sono d'accordo con te sul fatto che senza il consenso del diretto interessato non sia possibile prendere iniziative. Però, il mio dubbio è un altro (probabilmente sono stato poco chiaro ), ovvero:

    come faccio a sapere se un problema è da psicologo, da psicoterapeuta o da psichiatra?

    Esiste una figura tra queste tre (4 se aggiungiamo il medico di famiglia) che sia in grado di (concedetemi questo brutto termine) "smistare" il paziente verso il giusto professionista oppure si va a sentimento ?

    Grazie!
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  5. #5
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    1

    Riferimento: Iter di diagnosi

    Il tuo quesito è di estrema rilevanza. Ognuno di questi professionisti è in grado di fare una prima valutazione e comprendere se il caso rientri nella propria sfera di competenza, altrimenti inviare. Laddove ci sia "poca dimestichezza" con gli aspetti psicologici della propria esistenza, capita che un utente si rivolga come primo contatto al medico di base, soprattutto quando vi è anche un'evidenza sintomatologica sul versante fisico (che occorrerà analizzare per verificare la presenza di processi patologici organici). Nella tua domanda sei tu che hai notato un problema, che hai già inquadrato come "comportamentale", di un tuo parente..Il punto di partenza secondo me sta nel tipo di valutazione che il soggetto in questione sta facendo di ciò che accade a sè in primis o a congiunti, se dalla sua primigenia analisi ritiene che il "problema" sia prettamente medico si rivolgerà al medico, se ritiene che vi siano fattori principalmente psicologici si rivolgerà ai professionisti della salute mentale...Sarà poi il professionista a valutare e individuare gli ambiti di competenza...
    Ultima modifica di GIUNONE : 22-11-2012 alle ore 09.50.58

  6. #6
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    Ciao Giunone,
    grazie della tua risposta. Mi piacerebbe confrontarmi con te (o con chiunque ne abbia voglia) su alcuni punti:

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    capita che un utente si rivolga come primo contatto al medico di base
    Non pensi che un medico sia, per deformazione professionale, portato ad indirizzare un paziente sempre verso uno Psichiatra, in quanto anch'egli medico?

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Il punto di partenza secondo me sta nel tipo di valutazione che il soggetto in questione sta facendo di ciò che accade a sè in primis o a congiunti,
    Non ritieni che sia possibile che una persona non sia in grado di valutare un proprio disturbo e di conseguenza non sia in grado di individuare da subito la via da intraprendere?
    Probabilmente è una questione di "lana caprina", perché, come mi hai già fatto notare, il paziente verrà indirizzato dallo specialista di competenza.
    Il punto è che ho l'impressione che ci sia poca formazione e informazione per le persone che vorrebbero risolvere i loro problemi psicologico-comportamentali e che servirebbe un entry-point super-partes che indirizzi da subito queste persone (numero verde, sportello, ecc..)
    Forse sono troppo esagerato?

    Citazione Originalmente inviato da GIUNONE Visualizza messaggio
    Nella tua domanda sei tu che hai notato un problema, che hai già inquadrato come "comportamentale", di un tuo parente
    Era a titolo di esempio, non sapevo bene come impostare la domanda. Sono uno studente (ancora in alto mare) di Psicologia, spero di riuscire in futuro ad effettuare diagnosi corrette e discutere in modo più competente e pertinente con i futuri colleghi

    ciao!
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di r.chavo74
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    Ciao BigFish81,
    La stragrande maggioranza dei medici farà proprio quello che tu temi, cioè indirizzare il pz. dallo psichiatra.
    Per quanto riguarda il secondo punto, hai ragione..in generale non solo c’è pochissima informazione sui: servizi dello psicologo, il ruolo dello stesso, il campo d’intervento ecc…ma c’è anche lo stereotipo culturale negativo che se vado subito dallo psicologo “sono pazzo” che è duro a morire.
    In genere i pz. Si rivolgono al loro medico di famiglia come primo filtro che puntualmente poi (eccezioni a parte) indirizza il pz. Dallo psichiatra.
    Sono convinto che si possa fare molto di più (sia noi personalmente che l’ordine) per valorizzare la figura dello psicologo e incrementare la collaborazione con i medici sia di base sia con i specialisti per avere il ruolo determinante nella diagnosi e cura del disaggio psichico e nella diagnosi e cura delle psicopatologie.

    Questo é chiaramente soltanto il mio modesto parere e l'esperienza personale.
    Ciaoo

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    Citazione Originalmente inviato da BigFish81 Visualizza messaggio
    Ciao Giunone,
    grazie della tua risposta. Mi piacerebbe confrontarmi con te (o con chiunque ne abbia voglia) su alcuni punti:



    Non pensi che un medico sia, per deformazione professionale, portato ad indirizzare un paziente sempre verso uno Psichiatra, in quanto anch'egli medico?





    Non ritieni che sia possibile che una persona non sia in grado di valutare un proprio disturbo e di conseguenza non sia in grado di individuare da subito la via da intraprendere?
    Probabilmente è una questione di "lana caprina", perché, come mi hai già fatto notare, il paziente verrà indirizzato dallo specialista di competenza.
    Il punto è che ho l'impressione che ci sia poca formazione e informazione per le persone che vorrebbero risolvere i loro problemi psicologico-comportamentali e che servirebbe un entry-point super-partes che indirizzi da subito queste persone (numero verde, sportello, ecc..)
    Forse sono troppo esagerato?



    Era a titolo di esempio, non sapevo bene come impostare la domanda. Sono uno studente (ancora in alto mare) di Psicologia, spero di riuscire in futuro ad effettuare diagnosi corrette e discutere in modo più competente e pertinente con i futuri colleghi

    ciao!
    Ciao, Bigfish. Le domande che poni sono molto interessanti e cruciali nel nostro campo... Cerco di rispondere, secondo il mio punto di vista:
    1)Che il medico indirizzi tout court ad uno psichiatra....Potrebbe essere uno stereotipo, in quanto ciò dipende effettivamente dalla formazione/conoscenze/aggiornamento del medico in questione: in questi ultimi anni la sinergia mente corpo ed il paradigma bio-psico-sociale hanno avuto larga diffusione anche a livello di formazione continua per medici, ci sono poi esperienze molto proficue di collaborazioni e studi multidisciplinari in cui Medico di Base e Psicologo (di lì la proposta di istituire lo PSicologo di Base) lavorano fianco a fianco (il Prof. Solano - Psicosomatica - ha sperimentato questa opportunità con studi clinici, puoi trovare suoi riferimenti). La mia attività privata si è aperta grazie agli invii del mio Medico di Base, presso il cui studio ho preso in fitto una stanza e mi sono "allocata";
    2) L'utente in questione fa una sua valutazione che non significa effettuare da sè una diagnosi corretta, ma semplicemente dare un significato, cioè una interpretazione dell'evento, a ciò che gli sta accadendo. Il senso che lui dà, lo indirizza verso una strada piuttosto che un'altra. Il modo in cui una poersona valuta (non in senso "scientifico" ma comune) un qualcosa dipende da un insieme di fattori correlati : appartenenza culturale, conoscenze (di cui fan parte giudizi, pre-giudizi, stereotipi, ecc..), esperienze personali, dirette o indirette, valori, immagine di sè, degli altri, del mondo, ecc...;
    3) Sicuramente i seminari, workshop, convegni che gli psicologi cercano di organizzare sono utili proprio per fare informazione e sensibilizzare l'utenza nei confronti della dimensione psicoaffettiva della propria esistenza; io nello studio del mio Medico di Base ho svolto molti seminari su vari temi e di lì ho avuto altri pazienti;
    4) L'esempio in cui ti citavi come parente è importante perchè costituisce il "punto di partenza" che aiuterà anche il professionista nella scoperta dei significati che l'utente attribuisce ai propri vissuti, e vedrai quanto questo sia basilare nella relazione d'aiuto in quanto costituisce il primo tassello (denso di senso emotivo, cognitivo, affettivo) della stessa.
    Ultima modifica di GIUNONE : 23-11-2012 alle ore 11.08.09

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    Riferimento: Iter di diagnosi

    Ciao Giunone,
    grazie per aver condiviso le tue conoscenze con me. Una cosa è chiara: ho capito che nel mondo della psicologia c'è un mondo nel quale ancora non mi sono affacciato...

    buona giornata
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

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