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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di pecchiolina
    Data registrazione
    28-07-2008
    Residenza
    Padova
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    1

    Valutazione e riabilitazione neuropsicologia post trauma cranico

    Ciao a tutti,
    non so se esista un altro thread con questa tematica (nel qual caso, segnalatemelo pure), ma in ogni caso vi posto i miei dubbi.
    Per il tirocinio di specializzazione (io sono già psicologa) mi trovo ad essere coinvolta nell'apertura di un centro residenziale per persone con cerebrolesione acquisita (trattasi soprattutto di persone con esito di trauma cranico).
    I pazienti stanno cominciando ad arrivare e si pone il problema di come organizzare le attività di riabilitazione (per le attività educative e di orientamento al lavoro saremo affiancati da un educatore e da cooperative esterne).
    I pazienti (quelli attuali e quelli potenziali) sono piuttosto eterogenei per età e per deficit, ma la nostra idea era quella di offrire, oltre a protocolli di riabilitazione individuali, anche momenti di gruppo, magari più incentrati sui problemi di anosognosia (problema molto frequente) o comunque programmazione di attività quotidiane e gestione dell'impulsività. Poi ovviamente la mia tutor offrirebbe anche percorsi psicoterapeutici ove si palesasse la necessità.
    Io mi sono un po' documentata, ho gettato un'occhiata a qualche libro/articolo, ma non essendomi mai occupata di questa tematica (finora ho esperienza solo con bambini ed anziani istituzionalizzati), non so bene cosa proporre: sapete dove si possono trovare dei protocolli specifici di riabilitazione? O ci sono attività che posso fare home-made? E per quanto riguarda la gestione del gruppo?
    Inoltre avevo pensato di procedere con una valutazione di screening base con l'ENB, ma per l'approfondimento dei disturbi (tenete conto che ci sono pz. con problemi quali motilità della mano dovuta a paresi o cecità).
    Grazie a chiunque potrà e vorrà darmi delle delucidazioni.
    Buona settimana a tutti!

  2. #2
    Partecipante
    Data registrazione
    06-04-2006
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    Sevenoaks
    Messaggi
    49

    Riferimento: Valutazione e riabilitazione neuropsicologia post trauma

    Citazione Originalmente inviato da pecchiolina Visualizza messaggio
    ...
    I pazienti (quelli attuali e quelli potenziali) sono piuttosto eterogenei per età e per deficit, ma la nostra idea era quella di offrire, oltre a protocolli di riabilitazione individuali, anche momenti di gruppo, magari più incentrati sui problemi di anosognosia (problema molto frequente) o comunque programmazione di attività quotidiane e gestione dell'impulsività. Poi ovviamente la mia tutor offrirebbe anche percorsi psicoterapeutici ove si palesasse la necessità.
    Io mi sono un po' documentata, ho gettato un'occhiata a qualche libro/articolo, ma non essendomi mai occupata di questa tematica (finora ho esperienza solo con bambini ed anziani istituzionalizzati), non so bene cosa proporre: sapete dove si possono trovare dei protocolli specifici di riabilitazione? O ci sono attività che posso fare home-made? E per quanto riguarda la gestione del gruppo?
    Inoltre avevo pensato di procedere con una valutazione di screening base con l'ENB, ma per l'approfondimento dei disturbi (tenete conto che ci sono pz. con problemi quali motilità della mano dovuta a paresi o cecità).
    Grazie a chiunque potrà e vorrà darmi delle delucidazioni.
    Buona settimana a tutti!
    Ciao,
    Ad essere sincero non mi vengono in mente su due piedi libri che ti permettano di strutturare un gruppo per la riabilitazione di persone con traumi cranici. Io ho lavorato per la BIRT qui in Inghilterra (Brain Injury Rehabilitation Trust), e in quell'occasione ho gestito gruppi focalizzati sulla comprensione del danno cerebrale '(understanding brain injury group), sulla riabilitazione della memoria (memory group), sulla comunicazione e sulla gestione dell'ansia. Avevo a disposizione DVD e sessioni gia' preimpostate, ma alla fine ne ho create molte ex-novo semplicemente perche' non si adattavano al livello dei miei pazienti.
    La presenza di pazienti eterogenei per eta' e background sociale non aiuta, ma a volte e' stupefacente vedere come persone diversissime riescano a lavorare bene insieme, mentre persone simili (per eta', background sociale etc.) non si trovino proprio. La presenza di soggetti con 'challenging behaviour' rende il tutto piu' difficile per cui deve essere valutata attentamente. Secondo una mia esperienza gruppi di 4-6 persone sono gestibili da un solo facilitatore; di piu' diventa complicato, specie se c'e' molta interazione (cosa che spesso non capita se non dopo alcune sessioni).
    I gruppi che ho gestito io duravano una decina di settimane, ma adesso ne sto progettando altri molti piu' focalizzati (con outpatients - cioe', persone che non sono ricoverate e che vegono apposta) della durata di 5 incontri. Ogni incontro e' di 45/60 minuti.
    Gruppi interamente focalizzati sull'anosognosia non ne ho mai visti, ma mi domando come potrebbero essere strutturati. Considerando che una parte dovrebbe essere di natura psico-educativa, mi domando se sarebbe meglio offrirli ad un gruppo di pazienti cerebrolesi o a singoli pazienti con le loro famiglie/carers. Mi domando anche se si potrebbe offrire un gruppo a cui partecipano sia pazienti che famiglie.
    Forse la domanda piu' importante e': Qual'e' la finalita' del gruppo? Aumentare la consapevolezza di avere disturbi comportamentali o nella pianificazione di compiti complessi? O l'anosognosia per emiplegia/emianopsia? E come lo si potrebbe fare nella pratica? Non sarebbero meglio, se appropriato fare degli esperimenti comportamentali individuali? Ovviamente se il paziente e' confuso/disorientato o low-functioning non e' il caso di contraddire 'false beliefs''; se invece sono in grado di lavorare a livello cognitivo magari si puo' fare (ovvero: si chiede di pianificare un compito e poi di svolgerlo nella pratica - anche se sai che andra' a finire male - ovviamente con le dovute precauzioni!). Mi domando quindi se un gruppo per l'anosognosia e' un approccio giusto o no visto che quello

    EDIT: mi sono ricordato dei libri di Barbara Wilson...comunque sono per lo piu' orientati verso la creazione di gruppi per la memoria.
    Anche un libro scritto da diversi clinici che lavorano all'Oliver Zangwill Centre e' molto informativo al riguardo, ma non mi ricordo come si intitola.
    Ultima modifica di Marco_va : 02-11-2012 alle ore 16.07.38

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di pimo_eli
    Data registrazione
    06-06-2006
    Residenza
    provincia di Varese
    Messaggi
    1,480

    Riferimento: Valutazione e riabilitazione neuropsicologia post trauma

    Credo sia importante tenere conto anche dei diversi deficit dei pazienti per organizzare dei gruppi (ad esempio i pazienti con lesioni frontali e particolarmente disinibiti possono risultare "sgradevoli" agli altri partecipanti o particolarmenti disturbanti)...

    A parte questo, se il gruppo si affianca ad una terapia individuale io trovavo utile partire da un articolo di giornale per lavorare sia sugli aspetti di linguaggio, di comprensione, sia su quelli di memoria e, in alcuni casi anche su una visione critica del pezzo.
    Importane è anche una piccola parte dedicata all'orientamento spazio-temporale, alla costruzione di una routine (il gruppo sarà una routine), e alla presentazione biografica (importante anche per pazienti senza amnesie).

    Poi davvero dipende molto dai pazienti!!!!

    Buona serata
    Elisa

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