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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Quanto è valida una terapia psicologica attraverso il telefono o una connessione internet? Ci sono delle ricerche interessanti che dimostrano l’utilità di tali tecnologie confermandone i potenziali benefici per i pazienti.

    Un articolo pubblicato di recente ha riportato una indagine di meta-analisi (cioè che confronta le procedure sperimentali e i risultati di varie ricerche sullo stesso oggetto) in cui viene dimostrato il vantaggio delle tecnologie remote (cellulari, internet) nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia.

    In particolare, una ricerca effettuata in collaborazione con l’Università di Cambridge rivela gli ottimi risultati raggiunti dal programma nazionale inglese per migliorare l’accesso alle terapie psicologiche (IAPT) attraverso una terapia telefonica breve. Si tratta di un progetto approvato dal National Institute of Clinical Excellence che è stato avviato nel 2008 nell’Inghileterra orientale ed è basato sul modello cognitivo-comportamentale. I ricercatori hanno messo a confronto gli effetti terapeutici derivati dall’intervento telefonico con quelli dovuti alla terapia effettuata in un classico studio fisico.

    Le città campione dell’indagine sono state Newham e Doncaster in Inghilterra e nella ricerca sono stati analizzati i dati emersi dal trattamento di 6.368 utenti, provenienti da due gruppi: i 2.928 che hanno ricevuto la terapia telefonica dello IAPT e i 2.560 che sono stati sottoposti alla terapia dal vivo (face to face). Le sessioni hanno avuto una durata di un ciclo di 6 colloqui (più o meno un mese e mezzo) per ciascun paziente.

    I risultati indicano che l’intervento telefonico è conveniente rispetto a quello dal vivo sia per il paziente che per il terapeuta, riducendo del 40% la durata del trattamento ed eliminando le barriere fisiche: un servizio alla salute mentale non più vincolato dalle condizioni temporali o spaziali. Tra le numerose analisi della ricerca emerge che la terapia dal vivo fosse più appropriata per le persone più avanti con l’età e che presentavano dei sintomi più gravi. Nel complesso, il costo dei colloqui al telefono hanno ridotto del 36.2% il costo corrispondente alla terapia classica in uno studio fisico.

    Il contatto fondato sul telefono e sulle nuove tecnologie può rivelarsi utile per aumentare la possibilità di accesso alle terapie psicologiche, per coloro i quali hanno difficoltà economiche (considerando anche il periodo storico che stiamo vivendo!), per chi ha problemi di spostamento, o presenta disabilità fisiche o vincoli dovuti al proprio lavoro professionale. Tra le altre cose, il Servizio Sanitario Nazionale inglese (NHS) ha promosso un programma di formazione per standardizzare la somministrazione del servizio e assicurarsi che il terapeuta fosse competente nel contatto telefonico. Infine ha creato oltre 300 posti di lavoro nella sola regione orientale dell’Inghilterra.

    Ecco cosa ha affermato il dott. Peter Jones, il ricercatore a capo dello studio e professore alla University of Cambridge: “Permettere una terapia al telefono non solo aiuterà molte persone ad accedere al servizio sanitario per la salute mentale, ma garantirà pure un modo più efficiente di riduzione dei costi in tempi in cui è necessario essere innovativi e produttivi “.

    Nella sola Gran Bretagna, ogni anno una persona su 4 ha dei problemi psichici. Inoltre, il Servizio Sanitario spende più soldi per i problemi mentali che per la cura del cancro, dell’infarto cardiaco e dell’asma messi insieme (un totale di 9.95 miliardi di sterline nel 2010-2011). In un contesto più ampio, la possibilità per milioni di persone di poter ricevere piani di cura per la depressione o l’ansia grazie alle nuove tecnologie è di indubbio valore. La diffusione delle tecnologie controllate in remoto, che si appoggiano su mezzi di comunicazione informatici avanzati che trascendono le barriere fisiche e temporali crea ampie possibilità di accesso, di intervento e di riduzione dei costi.

    A mio parere, se volessimo proporre un provvisorio bilancio dei benefici e dei limiti di questo tipo di approccio tecnologico della consulenza psicologica, i vantaggi sono:

    • La possibilità di un primo contatto preliminare per valutare il valore e decidere se intraprendere una terapia psicologica;
    • L’accesso illimitato da un punto di vista geografico;
    • Un approccio adatto per specifici disagi emotivi (attacco di panico, agorafobia, depressione, disturbi alimentari);
    • La facilità d’uso ovvero il non doversi spostare nella città per l’appuntamento;
    • La condizione rassicurante di poter confidare intense esperienze personali che altrimenti non si riuscirebbe a compiere dal vivo;
    • L’efficacia del trattamento confermato dalle numerose ricerche;
    • Una maggiore trasparenza dei dati professionali (esposti nei siti relativi e possibili di verifica), concernenti la formazione e l’esperienza lavorativa del terapeuta;
    • Il risparmio economico.



    Invece, per quanto riguarda gli svantaggi:


    • Non c’è nessuna sicurezza assoluta della tutela della privacy e dei dati personali;
    • Le imprevedibili problematiche tecniche (la disponibilità di campo di ricezione nel caso del cellulare, la qualità della connessione, degli strumenti di interfaccia, l’inquadratura non ottimale, le condizioni di illuminazione nel caso di una videochiamata);
    • L’assenza di un feedback sensoriale/percettivo nel caso dell’uso del telefono (a parte il canale uditivo), parzialmente ricavabili in una videochiamata;
    • La probabile collocazione dell’utente nel contesto entro cui è emerso il disagio emotivo (sebbene utile in certi protocolli di intervento per i disturbi fobici).



    In conclusione, una notevole sfida a certe immagini salottiere della psicoterapia trasmesse dai principali mezzi di informazione di massa. Molti addetti ai lavori ne saranno inorriditi o saldamente diffidenti. Eppure all’estero la disponibilità terapeutica estesa dalle nuove tecnologie, dagli smartphone o da una videochiamata tramite skype, sono una realtà molto diffusa e oggetto di continue verifiche, di consapevolezza istituzionale e in continua evoluzione.

    Fonte: La psicoterapia al telefono

    Che ne pensate?

    ciaz.

  2. #2
    Postatore OGM L'avatar di willy61
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Ciao Neuromancer

    Mi è capitato, sebbene non frequentemente, di effettuare colloqui di consulenza per telefono, o via skype. Tutto sommato, mi pare che possano dare buoni risultati e, almeno a detta di chi mi ha contattato in questo modo, sono stati utili.

    Come per tutte le innovazioni, credo ci sarà chi (più o meno "a priori" o per "motivi di scuola") si scaglierà contro o approverà incondizionatamente. Come per tutte le innovazioni, credo sia opportuno tentare, sperimentare e... accumulare dati.
    Se posso avanzare un dubbio circa efficacia/efficienza di queste nuove modalità di contatto e di trattamento, il problema è vedere quali siano gli effetti nel lungo termine.
    Mi spiego: se guardiamo agli effetti delle diverse terapie disponibili per i vari disturbi psichici nel breve termine (6-12 settimane), le terapie farmacologiche risultano imbattibili. Le cose cambiano profondamente se osserviamo gli effetti a lungo termine (se osserviamo gli effetti in termini di ciclo di vita, assumere antipsicotici peggiora l'outcome rispetto a non assumere nessun farmaco).
    E, dato che queste nuove forme di trattamento sono disponibili solo da pochissimo tempo, non abbiamo dati per valutare gli esiti nel lungo termine.

    Il che significa che dobbiamo provare. E che sarebbe opportuno avvertire i pazienti, a mio parere, che non possiamo offrire alcuna garanzia che questa modalità di intervento abbia una qualche efficacia di qualsiasi tipo se prendiamo in considerazione la vita intera delle persone.

    Buona vita
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  3. #3
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    Re: Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ciao Neuromancer

    Mi è capitato, sebbene non frequentemente, di effettuare colloqui di consulenza per telefono, o via skype. Tutto sommato, mi pare che possano dare buoni risultati e, almeno a detta di chi mi ha contattato in questo modo, sono stati utili.

    Come per tutte le innovazioni, credo ci sarà chi (più o meno "a priori" o per "motivi di scuola") si scaglierà contro o approverà incondizionatamente. Come per tutte le innovazioni, credo sia opportuno tentare, sperimentare e... accumulare dati.
    Se posso avanzare un dubbio circa efficacia/efficienza di queste nuove modalità di contatto e di trattamento, il problema è vedere quali siano gli effetti nel lungo termine.
    Mi spiego: se guardiamo agli effetti delle diverse terapie disponibili per i vari disturbi psichici nel breve termine (6-12 settimane), le terapie farmacologiche risultano imbattibili. Le cose cambiano profondamente se osserviamo gli effetti a lungo termine (se osserviamo gli effetti in termini di ciclo di vita, assumere antipsicotici peggiora l'outcome rispetto a non assumere nessun farmaco).
    E, dato che queste nuove forme di trattamento sono disponibili solo da pochissimo tempo, non abbiamo dati per valutare gli esiti nel lungo termine.

    Il che significa che dobbiamo provare. E che sarebbe opportuno avvertire i pazienti, a mio parere, che non possiamo offrire alcuna garanzia che questa modalità di intervento abbia una qualche efficacia di qualsiasi tipo se prendiamo in considerazione la vita intera delle persone.

    Buona vita
    La domanda che questo argomento mi spinge a sollevare non verte tanto sull'effettiva utilità di una psicoterapia a distanza, quanto sul perchè se ne senta l'esigenza. Voglia di sperimentare nuovi metodi e valutarne l'efficacia, rendere più "comode" e veloci le interazioni o semplice risparmio economico? Credo che i bisogni dell'uomo restino gli stessi, anche se la società consumistica spinge sulla creazione di nuovi falsi bisogni destinati all'insoddisfazione per il loro carattere inconsistente. La tecnologia non può sostituire la ricerca di contatto umano in qualsiasi ambito di vita questo avvenga, nessuna connessione veloce può sostituire l'appagamento dell'incontro, nessuna parola ha valore senza un contesto relazionale. La relazione con il terapeuta è sempre una relazione e più che l'orientamento teorico, ciò che determina una buona terapia è la possibilità di costruire una relazione empatica. Penso sia più difficile farlo senza guardarsi negli occhi e anche se fosse possibile con maggiore sforzo, mi chiedo perchè farlo. Posso capire il sostegno psicologico a distanza in momenti particolari, ma non una psicoterapia. Quanto ai costi, sono già a disposizione molti centri e studi che propongono psicoterapie economiche.

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    parlo da psicologa NON psicoterapeuta e da fruitrice /paziente di psioterapeuta

    Ho deciso di intraprendereun percorso di psicoterapia di tipo relazionale perchè a mio avviso, il contatto oculare, la mimica, i gesti e quanto altro sono per me importantissimi..Oggi non potrei farne a meno..nonostante questo però, credo che, se la mia terapeuta mi offrisse ANCHE (MA non solo!) una consulenza skype, via telefono, o mail....credo..potrei anche integrare..insomma....da paziente dico: la terapia a 4 occhi la preferisco di gran lunga...ma potrei integrare anche con metodi.."alternativi"...........
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
    .................

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  5. #5
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Citazione Originalmente inviato da neuromancer Visualizza messaggio
    Un articolo pubblicato di recente ha riportato una indagine di meta-analisi (cioè che confronta le procedure sperimentali e i risultati di varie ricerche sullo stesso oggetto) in cui viene dimostrato il vantaggio delle tecnologie remote (cellulari, internet) nel trattamento della depressione e dei disturbi d’ansia.

    Le città campione dell’indagine sono state Newham e Doncaster in Inghilterra e nella ricerca sono stati analizzati i dati emersi dal trattamento di 6.368 utenti, provenienti da due gruppi: i 2.928 che hanno ricevuto la terapia telefonica dello IAPT e i 2.560 che sono stati sottoposti alla terapia dal vivo (face to face). Le sessioni hanno avuto una durata di un ciclo di 6 colloqui (più o meno un mese e mezzo) per ciascun paziente.

    Invece, per quanto riguarda gli svantaggi:



    • La probabile collocazione dell’utente nel contesto entro cui è emerso il disagio emotivo (sebbene utile in certi protocolli di intervento per i disturbi fobici).
    Personalmente, un simile "approccio" mi lascia molto perplessa. Ho sempre riconosciuto e creduto nell'importanza del setting nelle sue componenti fisiche, temporali ed evocative, così come nell'importanza del Comportamento Non Verbale come codice e veicolo di significati, patogeni e generativi; pertanto l'idea che questo canale sia completamente o parzialmente azzerato penso infici gravemente l'hic et nunc terapeutico (come assessment o diagnosi, costruzione di significati, percorso terapeutico). Inoltre non riesco ad immaginare come si costruisca la famosa "alleanza terapeutica" cos' come possa essere ridefinibile la dimensione del setting.
    Rispetto alla ricerca, mi chiedo come abbiano selezionato il campione soprattutto considerando che, se ogni pz è diverso dall'altro, ma addirittura uno stesso pz "è diverso" nel corso di una stessa o di diverse terapie, come abbiano fatto a comparare i 2 gruppi. Come si può creare un gruppo sperimentale ed uno di controllo se si tratta di pz diversi? Non basta l'essere "categorizzati per patologia". Quindi, non sono sicura dell'attendibilità e della relicabilità di tali studi.
    Può essere che in caso di depressione o disturbi d'ansia vi sia un beneficio, forse apparente, di tali approcci: nel primo caso essi possono andare incontro a chi, presentando vissuti di apatia ed abulia, può vedere difficoltoso ed impegnativo il vestirsi, lo spostarsi ed il relazionarsi con le persone (da quelle che potrebbe incontrare per strada al terapeuta stesso ), nel secondo tali approcci possono lenire l'inquietudine o la compulsività ideativa o comportamentale o l'aspetto fobico in quanto il terpeuta sarebbe a portata di click...
    Secondo me potrebbe, anche nei casi citati, produrre un beneficio a breve termine ed apparente in quanto vedo tale approccio collusivo e di rinforzo con quei tratti di personalità che hanno indotto il pz ad evitare il "contatto umano" ricavandosi un'altra via ii, ma difensiva.
    Penso, quindi, che una consulenza o supporto psicologico telematico potrebbe essere un buon "aggancio" per i pz che possono avere le difficoltà suddette a patto che non si esaurisca nell'ambito dello strumento stesso di attuazione, ma consenta di condurre il pz al contatto "reale" con lo psicologo. Di qui, resta il problema di aver iniziato il percorso con un terapeuta al telefono e magari doverlo continuare con un altro...Insomma gli interrogativi son tanti e le perplessità anche...
    Ultima modifica di GIUNONE : 04-10-2012 alle ore 18.53.53

  6. #6
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Citazione Originalmente inviato da willy61 Visualizza messaggio
    Ciao Neuromancer

    Mi è capitato, sebbene non frequentemente, di effettuare colloqui di consulenza per telefono, o via skype. Tutto sommato, mi pare che possano dare buoni risultati e, almeno a detta di chi mi ha contattato in questo modo, sono stati utili.

    Come per tutte le innovazioni, credo ci sarà chi (più o meno "a priori" o per "motivi di scuola") si scaglierà contro o approverà incondizionatamente. Come per tutte le innovazioni, credo sia opportuno tentare, sperimentare e... accumulare dati.
    Se posso avanzare un dubbio circa efficacia/efficienza di queste nuove modalità di contatto e di trattamento, il problema è vedere quali siano gli effetti nel lungo termine.
    Mi spiego: se guardiamo agli effetti delle diverse terapie disponibili per i vari disturbi psichici nel breve termine (6-12 settimane), le terapie farmacologiche risultano imbattibili. Le cose cambiano profondamente se osserviamo gli effetti a lungo termine (se osserviamo gli effetti in termini di ciclo di vita, assumere antipsicotici peggiora l'outcome rispetto a non assumere nessun farmaco).
    E, dato che queste nuove forme di trattamento sono disponibili solo da pochissimo tempo, non abbiamo dati per valutare gli esiti nel lungo termine.

    Il che significa che dobbiamo provare. E che sarebbe opportuno avvertire i pazienti, a mio parere, che non possiamo offrire alcuna garanzia che questa modalità di intervento abbia una qualche efficacia di qualsiasi tipo se prendiamo in considerazione la vita intera delle persone.

    Buona vita
    Salve Dottor Rottigni! Intanto è sempre un piacere poter scambiare dei pareri con Lei, soprattutto da quando per diversi motivi non mi affaccio più su questo forum. Anzi proprio di recente su facebook mi ha contattato un altro sopravvissuto dei vecchi tempi con il quale mi accanivo crudelmente (nell'accezione psicologica eh!) e insomma... questa psicologia ha bisogno di essere un po' strattonata!

    Ma veniamo al commento: sempre ricco di approfondimenti e osservazioni accattivanti.

    Anche io di recente sto lavorando online e devo ammettere che i primi dati che sto raccogliendo sono piuttosto confortanti (nonostante le mie perplessità). Ho già elencato alcuni appunti sull'articolo postato nel mio blog e nel forum e pressapoco si allineano con i tuoi suggerimenti ed ammonimenti.

    Accumulare dati e leggere articoli come quello pubblicato su PlosOne (mai lucchettati) è fondamentale, dato che in giro, nel nostro territorio, non si vedono iniziative sistematiche del tenore inglese.

    Sono pienamente d'accordo con te sulla dubbia efficacia della terapia online a lungo termine, non a caso pure la ricerca inglese ha contemplato una somministrazione telefonica ad un gruppo (preliminarmente) qualificato a "bassa intensità" del disturbo. Al contrario, chi presentava nei test iniziali disagi più intensi erano indirizzati ai colloqui "classici".
    E' anche vero che nelle stesse terapie da studio non sempre è chiaro quanto gli effetti terapeutici a lungo termine siano dovuti alla effettiva efficacia della terapia o alla eccessiva durata che coincide con i "naturali" cambiamenti del ciclo di vita personale.

    Attualmente mi sento di vedere il mezzo bicchiere pieno, cioè l'impressionante possibilità che la tecnologia offre ad una utenza tagliata fuori o relegata a strutture e personaggi di dubbia competenza. C'è molto da lavorare però. Non resta che leggere più possibile articoli su questo argomento, confrontarsi e capire limiti e possibilità, inconvenienti e nuove prospettive, ingredienti che possono potenzialmente trasformare il concetto stesso di malattia mentale, di diagnosi, di trattamento, di psicoterapia.

    Il tuo suggerimento finale ritengo che sia essenziale come l'avvertimento che si dà nella somministrazione di uno psicofarmaco: a breve andrà meglio, a lungo termine non basta.

    ciaz.

  7. #7
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Puoi darmi del tu, santo cielo...

    Io mi sono formato in analisi bioenergetica. In una forma di psicoterapia che comprende il contatto corporeo e che considera il corpo alla stessa stregua della parola. Quindi puoi immaginare tutti i "caveat" che mi frullano nella testa quando devo discutere di "psicoterapia online", o via telefono... Però io mi dico sempre che il fatto che io mi sia formato in un determinato approccio non è una garanzia che quell'approccio sia l'unico valido e vero. In fondo, non ho abbracciato una religione.

    Credo sia una lezione imparata dalla mia esperienza di paziente sul lettino: che non c'è nulla che non sia interpretabile, in seduta. Che ogni cosa ha significato. Che alcune cose che si possono fare in un setting non si possono fare in un altro, ma che vale anche l'inverso.
    Che, insomma, il colore del mondo dipende dagli occhiali che decidiamo di metterci (e, no: vederlo senza occhiali è impossibile. Possiamo solo sceglierci il colore che ci piace di più).

    Buona vita
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  8. #8
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Devo dire che purtroppo gli interventi terapeutici via telefono sembrano funzionare. Scrivo purtroppo visto che quando sono stati proposti e poi introdotti ne sono stato, e rimango, un grande oppositore.
    Nel team dove lavoro monitorano i pazienti in modo abbastanza esaustivo:

    1) in ogni sessione vengono somministrati 3 test per misurare sintomi di ansia & depressione
    2) in ogni sessione viene somministrato un test che misura il 'wellbeing' percepito dal paziente
    3) all'inizio, dopo 3 sessioni e infine dopo la sesta/settima (e in genere ultima sessione) viene inviato un questionario per la valutazione del servizio ricevuto. Si specifica che il questionario non verrà visualizzato dal terapeuta.

    Vedendo i risultati degli ultimi 2 'quarti' sembra proprio che, almeno a livello statistico, questo tipo di 'media' funzioni. Un'altro dato rilevante e' che la percentuale di pazienti che ritorna in terapia (a 18 mesi dall'ultima sessione) e' piuttosto bassa (tra il 5% e il 15%).

    Una cosa molto importante da sottolineare è che '6 sessioni telefoniche' sono generalmente offerte a pazienti che hanno una presentazione non particolarmente complessa (primo episodio, basso livello di comorbidita', un funzionamento generale piuttosto buono, un basso rischio di suicidio etc.) .

    Le note dolenti vengono dai terapeuti. Da quelli che supervisiono direttamente e dai vari team meeting vi posso assicurare che il morale non e' tra i piu' alti. Moltissimi fanno fatica a 'fare terapia' senza avere la possibilita' di prendere in considerazione il comportamento non verbale. Anche quando poi si discute di relazione/alleanza terapeutica i dubbi sollevati sono moltissimi. Il livello di burn out e' abbastanza elevato: > stress, > numero di contatti clinici settimanali, < retribuzione (è un ruolo 'entry level') rispetto a psicoterapeuti classici (il mio ruolo per fortuna) che seguono i pazienti in modo altrettanto classico.

    Personalmente farei molta fatica a prendere in considerazione interventi del genere e rimango dell'idea che siano fattibili solo per un numero limitato di casi....qualcuno aggiungerebbe 'casi semplici' ma da psicoterapeuta sono dell'idea che l'etichetta "caso semplice" sia pericolosa e blasfema .
    Tirando le somme la mia opinione e' molto negativa (ammetto di essere molto conservatore su questo punto ) anche se i dati statistici confermano l'opposto. E purtroppo nei ministeri e gabinetti le 'voci' dei terapeuti non arrivano proprio!!

    La nota positiva del sistema UK e' che c'è la possibilita' di avere un servizio pubblico che offre terapia individuale a breve e lungo termine (dove lavoro io offriamo CBT, Counselling Rogersiano e due tipo di psicot. psicodinamiche), gruppi, corsi, workshop e self help con liste di attesa contenute (max 2 mesi nella peggiore delle ipotesi) e zero costi (tasse a parte ). L'idea e' di rendere le terapie psicologiche piu' accessibili, ridurre lo stigma e diminuire il consumo di farmaci.....ai posteri l'ardua sentenza

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Citazione Originalmente inviato da Axamer Ibk Visualizza messaggio
    Devo dire che purtroppo gli interventi terapeutici via telefono sembrano funzionare. Scrivo purtroppo visto che quando sono stati proposti e poi introdotti ne sono stato, e rimango, un grande oppositore.
    Nel team dove lavoro monitorano i pazienti in modo abbastanza esaustivo:

    1) in ogni sessione vengono somministrati 3 test per misurare sintomi di ansia & depressione
    2) in ogni sessione viene somministrato un test che misura il 'wellbeing' percepito dal paziente
    3) all'inizio, dopo 3 sessioni e infine dopo la sesta/settima (e in genere ultima sessione) viene inviato un questionario per la valutazione del servizio ricevuto. Si specifica che il questionario non verrà visualizzato dal terapeuta.

    Vedendo i risultati degli ultimi 2 'quarti' sembra proprio che, almeno a livello statistico, questo tipo di 'media' funzioni. Un'altro dato rilevante e' che la percentuale di pazienti che ritorna in terapia (a 18 mesi dall'ultima sessione) e' piuttosto bassa (tra il 5% e il 15%).

    Una cosa molto importante da sottolineare è che '6 sessioni telefoniche' sono generalmente offerte a pazienti che hanno una presentazione non particolarmente complessa (primo episodio, basso livello di comorbidita', un funzionamento generale piuttosto buono, un basso rischio di suicidio etc.) .

    Le note dolenti vengono dai terapeuti. Da quelli che supervisiono direttamente e dai vari team meeting vi posso assicurare che il morale non e' tra i piu' alti. Moltissimi fanno fatica a 'fare terapia' senza avere la possibilita' di prendere in considerazione il comportamento non verbale. Anche quando poi si discute di relazione/alleanza terapeutica i dubbi sollevati sono moltissimi. Il livello di burn out e' abbastanza elevato: > stress, > numero di contatti clinici settimanali, < retribuzione (è un ruolo 'entry level') rispetto a psicoterapeuti classici (il mio ruolo per fortuna) che seguono i pazienti in modo altrettanto classico.

    Personalmente farei molta fatica a prendere in considerazione interventi del genere e rimango dell'idea che siano fattibili solo per un numero limitato di casi....qualcuno aggiungerebbe 'casi semplici' ma da psicoterapeuta sono dell'idea che l'etichetta "caso semplice" sia pericolosa e blasfema .
    Tirando le somme la mia opinione e' molto negativa (ammetto di essere molto conservatore su questo punto ) anche se i dati statistici confermano l'opposto. E purtroppo nei ministeri e gabinetti le 'voci' dei terapeuti non arrivano proprio!!

    La nota positiva del sistema UK e' che c'è la possibilita' di avere un servizio pubblico che offre terapia individuale a breve e lungo termine (dove lavoro io offriamo CBT, Counselling Rogersiano e due tipo di psicot. psicodinamiche), gruppi, corsi, workshop e self help con liste di attesa contenute (max 2 mesi nella peggiore delle ipotesi) e zero costi (tasse a parte ). L'idea e' di rendere le terapie psicologiche piu' accessibili, ridurre lo stigma e diminuire il consumo di farmaci.....ai posteri l'ardua sentenza
    Che bella testimonianza! Hai lavorato direttamente al progetto inglese? Naturalmente sono d'accordo con te a proposito dello svuotamento del significato e dello scopo psicoterapeutico, ma come trasmettono un po' tutti i commenti in fondo si tratta di un servizio pubblico preliminare per allargare l'accesso a coloro che non possono permetterselo o hanno una scarsa conoscenza dell'opportunità terapeutica.
    Ciò che conta in definitiva è una maggiore consapevolezza delle potenzialità di una psicologia clinica post moderna pronta ad affrontare una realtà difficile e allo stesso tempo in attesa di una presenza più attiva e competente di noi psicologi.

    Ciaz.

  10. #10

    Riferimento: Re: Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pens

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    La domanda che questo argomento mi spinge a sollevare non verte tanto sull'effettiva utilità di una psicoterapia a distanza, quanto sul perchè se ne senta l'esigenza. Voglia di sperimentare nuovi metodi e valutarne l'efficacia, rendere più "comode" e veloci le interazioni o semplice risparmio economico? Credo che i bisogni dell'uomo restino gli stessi, anche se la società consumistica spinge sulla creazione di nuovi falsi bisogni destinati all'insoddisfazione per il loro carattere inconsistente. La tecnologia non può sostituire la ricerca di contatto umano in qualsiasi ambito di vita questo avvenga, nessuna connessione veloce può sostituire l'appagamento dell'incontro, nessuna parola ha valore senza un contesto relazionale. La relazione con il terapeuta è sempre una relazione e più che l'orientamento teorico, ciò che determina una buona terapia è la possibilità di costruire una relazione empatica. Penso sia più difficile farlo senza guardarsi negli occhi e anche se fosse possibile con maggiore sforzo, mi chiedo perchè farlo. Posso capire il sostegno psicologico a distanza in momenti particolari, ma non una psicoterapia. Quanto ai costi, sono già a disposizione molti centri e studi che propongono psicoterapie economiche.
    Secondo me è utile esplorare nuovi sistemi di comunicazione in diversi campi (attualmente adesso ad esempio ne stiamo usando uno che non ci permette di guardarci né di ascoltare le nostre voci). Io odio parlare al telefono, e non farebbe per me, ma vedo che altre persone usano molto questo mezzo di comunicazione per mantenere delle relazioni, io ad esempio amo di piu' chat e forum oppure il contatto visivo e tattile rispetto a quello telefonico. Un tempo si mantenevano i contatti addirittura tramite delle lettere, non pensi che potrebbero influenzare in diversi modi il comportamento degli individui queste comunicazioni?
    Per me è abbastanza personale la cosa, c'è chi comunica con la voce, chi di piu' con le immagini, chi coi movimenti, chi meglio con le parole. Aprire un canale di comunicazione con qualcuno spesso potrebbe costringere il terapeuta ad adattarsi al medium piu' adatto al paziente e non solo alla sintassi del suo linguaggio.
    Immaginate una persona che abbia una fortissima paura del contatto diretto visivo o di altro tipo (e potreste anche non immaginarla perché mi sembra che esistono già ora questo tipo di persone), una psicoterapia in questi casi solo così la si potrebbe avviare, usando altri medium che aggirano il problema, se questa persona potesse già vedere uno psicoterapeuta dal vivo senza questa difficoltà, non avrebbe paradossalmente bisogno di alcuna terapia.
    Per me i media in generale non andrebbero demonizzati, in questo o quel caso potrebbero tornare utili.
    Ultima modifica di DerTodesking : 11-10-2012 alle ore 16.06.30

  11. #11
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    Riferimento: La psicoterapia al telefono, che ne pensate?

    Ho fatto pochi giorni fa una videointervista sul tema dell'online e di come questa forma di contatto con lo psicologo possa o meno dare vita a dei cambiamenti poi reali nella persona.
    La potete vedere qui.
    http://www.youtube.com/watch?v=olOfmy9Bv2I

    credo che alcune dinamiche valgano anche per il setting telefonico (si parla pur sempre di setting della parola) ma che tuttavia skype fornisca in più un vantaggio indiscutibile: la visione del volto dell'interlocutore.

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