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  1. #1
    Ospite non registrato

    consiglio, psicologa del lavoro delusa!

    Salve a tutti,
    vorrei da tutti voi ed in particolare da HT Sirri (che stimo molto e reputo una persona di grande esperienza)
    un CONSIGLIO:
    mi sono laureata nel giugno del 2002 in psicologia del lavoro e delle organizzazioni all'università di padova;
    ho svolto un anno di tirocinio in una società di ricerca e selezione del personale occupandomi di somministrare "test" nei concorsi pubblici etc etc... (non è stato entusiasmante ma considerato come vanno i tirocini, non male)
    ho fatto l'esame di state che ho superato e successivamente mi sono trasferita a milano per cercare lavoro...
    Attualmente sto svolgendo uno stage della durata di 3 mesi (sono alla fine del periodo) in una società di head hunting a milano...
    Mi è stato proposto un rinnovo dello stage con un altro stage che durerà altri 6 mesi (con un rimborso spese molto esiguo, circa 300 euro)... ma il prtoblema non è solo economico
    Il problema è : io non sono soddisfatta di quello che ho visto in questi 3 mesi: non mi interessa diventare una ricercatrice, non mi fanno partecipare ai colloqui e svolgo principalmente un laovro di segreteria ...
    Secondo VOI posso aspirare a qualcosa di meglio??? O devo ancora rimanere qui a fare "gavetta"??? Ho sbagliato io le mie scelte professionali o non è questa la "vera"selezione del personale???
    Io durante il tirocinio ho visto degli assessment center che mi hanno esaltato, mi sembra di regredire invece di migliorare...
    Non so, sono un pò delusa, i consulenti di questi società sono laureati in economia, non sanno neanche cosa io, in quanto psicologa del lavoro, potrei fare...
    Ho anche maturato la convinzione che mi piacerebbe vedere le risorse umane dall'interno dell'azienda, perchè penso che le società di consulenza si preoccupino soltanto di soddisfare i clienti spostando dei mattoncini da una parte all'altra...
    Scusate per la lunghezza, ma avevo bisogno di sfogarmi!!!!
    Cosa mi consigliate????

  2. #2
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329
    Ciao Moniapsy,

    credo che le domande che ci poni siano in realtà più d'una.
    In primo luogo, ti e ci domandi se vale la pena di accettare un prolungamento dello stage di altri 6 mesi, con un rimborso spese simbolico, in un lavoro che non ti piace, presso una società in cui non sono riconosciute le tue specificità formative e potenzialità professionali, sperando che possa venirne qualcosa di meglio.
    Il problema gira su questi due aspetti: quanto ti interessa investire in termini personali in quello che fai, e quanto ti interessa investirci in termini professionali (temi correlati, ma parzialmente distinti). A livello personale, mi sembra abbastanza palese che non ti stai entusiasmando tanto per quello che fai, e che provi un certo disagio relativo alle tue attività attuali ed al riconoscimento del tuo ruolo. A livello professionale, c'e' il "chissà implicito" condiviso da tutti i neolaureati, ovvero la speranza che le cose possano cambiare rimanendo lì qualche mese. E' vero, le cose potrebbero cambiare... ma probabilmente solo se decidi di farle cambiare proponendoti in maniera differente ai tuoi responsabili (ad es., proponendo o suggerendo stimoli relativi a tecniche, modelli, modalità professionali tratte dal tuo ambito di studi... facendo saltar fuori una ricerca che dice X-e-Y proprio in relazione ad un problema che lo Studio sta affrontando in quel momento, e così via... senza esagerare, ma con un mimino di "imprenditorialità personale"). Questo può essere un modo per sondare se vi è risposta positiva nei tuoi confronti, e quindi eventuali spazi di crescita/articolazione del tuo ruolo nel posto in cui stai facendo la stage. Se non ci fosse un feedback positivo, probabilmente ti converrebbe mollare e cercare qualcosa d'altro.

    Poi c'e' l'altro discorso... quello della tua rappresentazione della psicologia del lavoro, del ruolo dello psicologo del lavoro e delle attese, seppur generali, sul tuo futuro professionale. Cosa vuoi fare, da grande ? Come ti vedi, come psicologa del lavoro ? A fare cosa, facendolo come ?

    La domanda che ci poni al termine della tua mail sembra proprio andare in questa direzione, di maggiore riflessione sul proprio ruolo (necessario per chiunque si avvicini al mondo del lavoro).

    Attenzione però a pensare che "in azienda" (quanto meno, nella maggior parte delle aziende) si cambi registro rispetto ai dipendenti. Ho sentito persone che lavorano in azienda che guardano alle società di consulenza come una sorta di paradiso potenziale, e viceversa... non bisogna generalizzare, la delusione può albergare in entrambi gli ambienti... dipende sempre dallo specifico posto in cui si va.

    E poi ti dò un suggerimento "eterodosso", quello che dò a tutti gli psicologi del lavoro... :-D
    Prima di lavorare come psicologa del lavoro / responsabile risorse umane / selezionatrice del personale, prova a farti almeno un annetto o due come impiegata, o addetta al customer service, o operaia in qualche azienda, magari mentre ti paghi un master o un perfezionamento. L'esperienza diretta e prolungata dello stare "dall'altra parte della scrivania", "subendo" selezioni, assessment center, colloqui, progetti di qualità totale, teamleader vari e corsi interni di "formazione alla relazione" e simili è la migliore maniera per capire come si può fare "buona" o "cattiva" psicologia del lavoro, e sarà per te fondamentale quando lavorerai in quel settore ! :-D

    In bocca al lupo !
    Lpd

  3. #3
    Ospite non registrato
    cara moniapsy: Wellcome in Italy! Lo so che passare anni sui libri di impostazione nord americana fa rompere la testa quando ci si trova poi nella bella realtà italiana. Che dirti, già sei fortunata ad avere mansioni di segretaria, io neanche quelle!! mi sono laureato nel 2003, ho anche un paio di pubblicazioni su riviste internazionali, ho finito il tirocinio (esperienza interessantissima) puoi anche non crederci ma ho avuto la fortuna di lavorare anche con 2 premi nobel, e attualmente sto facendo l'esame di stato. Ti dicevo fortunata tu perchè io attualmente sto letteralmente zappando la terra e raccogliendo pomodori per mantenermi! Ho mandato curriculum a destra e sinistra ma non si è mossa una foglia, le uniche 2 proposte le ho avute dall'america.
    Al di là dell'opinione personale che ho sugli ameriCANI che prima ci impongono i testi e poi fanno in modo che solo li puoi trovare lavoro, è una nuova forma di schiavismo, prima li andavano a prendere con la forza in africa, adesso ti condizionano skinnerianamente con i libri in modo che poi a 25/30 anni ti suonano la campanella per farti andare di corsa da loro........
    Ma lasciamo gli ameriCANI, quello che mi domando è: Ma è mai possibile che nel 2005 per mangiare un piatto di minestra un laureato deve ancora emigrare? Io sto preferendo la zappa! E mentre zappo penso sempre a Primo Levi e dentro di me mi chiedo: Se questo è uno psicologo!
    cmq cara amica se dai un occhiata al post intitolato PSICOLOGIA ITALIANA DEL LAVORO, li ho scritto quali sono secondo i mali che riducono la figura dello psicologo del lavoro a mero zimbello dell'aziende!
    Il bello di quando si zappa tutto il giorno come me è che di certo non hai peli sulla lingua, la libertà di dire e descrivere tutto il marcio che ruota intorno a quell'ambigua figura professionale chiamata Psicologo del lavoro!
    kocis

  4. #4
    Partecipante Super Esperto
    Data registrazione
    26-07-2003
    Messaggi
    743
    Ciao, premetto che non sono una psicologa del lavoro ma una psicologa clinica, però credo di capire i tuoi dubbi.
    Anche io mi sono trovata in una situazione simile: appena laureata ho trovato subito un posto in un'associazione dove poteva esserci spazio per psicologi, svolgendo iniziallmente solo estenuanti e noiosi lavori di segreteria (un paio di volte ho persino copiato a computer ciò che scriveva la mia responsabile, che non era capace di usare il computer...).
    Nel frattempo, insoddisfatta di quanto facevo (oltre che del trattamento economico, non certo adatto al numero di ore che svolgevo lì nel tentativo di impressionare i miei datori di lavoro) ho cercato altri posti come psicologa, senza però alcun risultato.

    A questo punto è successo quello che dice Lpd: le cose hanno iniziato a cambiare quando ho cominciato a farle cambiare proponendo cose diverse e non aspettando che fossero loro ad offrirmi di fare la psicologa.
    Nelo tempo libero ho iniziato ad approfondire alcune cose, a preparare progetti che inizialmente sembravano cadere nel vuoto: "Sì, carino, ne riparliamo".
    Quest'anno questi miei progetti sono partiti (dopo quasi 2 anni che li avevo proposti) e ora posso finalmente dire che sono una psicologa (non solo non faccio più la segretaria, ma addirittura ho una persona che mi aiuta in modo che "non perda tempo a fare le fotocopie", testuali parole della mia responsabile che un pò di tempo fa mi ha visto davanti alla fotocopiatrice!).
    E' stata dura: mentre lavoravo lì ho continuato a fare corsi e master (con notevoli spese economiche) per rinforzare le mie competenze e il mio curriculum, nonchè a lavorare a casa per presentare nuove idee e progetti.

    Io VOLEVO fare la psicologa e sapevo che il percorso non sarebbe certo stato in discesa: non potevo certo cambiare uno stato di cose pretendendo che tutto andasse come dovrebbe andare, perciò ho accettato la gavetta e ho cercato di trarne un minimo di vantaggio (non ho mai studiato tanto come da quando mi sono laureata! Speriamo che a qualcosa serva!).
    Lo so che è dura, ma piano piano le cose cambiano (se le fai cambiare gradualmente, senza sperare in miracoli o voler modificare radicalmente la situazione).
    Alcune cose, invece, non cambiano: spesso continuo a svolgere mansioni che non sono propriamente da psicologa (soprattutto perchè mi piace avere tutto preparato come dico io, perciò chi lo sa fare meglio di me?!?).
    In bocca al lupo
    Vimae

  5. #5
    Ospite non registrato
    grazie a tutti per i consigli!!!
    ho capito alcune cose....
    In risposta ad alcune vostre idee volevo dirvi che purtoppo la struttura della società dove sono adesso non mi permette di presentare delle nuove idee (è costituito da 3 consulenti dai 40 ai 50 anni, da una ex stagista, da una ricercatrice senior che adesso è in maternità e lo sarà per un anno e da una ricercatrice molto junior)....
    Il problema è che qui non cercano nuove idee ma hanno bisogno solo di una segretaria che vada a fare la spesa etc..
    Quando all'inizio avevo lanciato l'idea di utilizzare i test per fare selezione hanno risposto che erano interessati, ma io chi dovrei affiancare nella somministrazione visto che qui nessuno è psicologo???? L'idea del master è da un pò che mi frulla in testa ma non ho la disponibilità immediata di 10000 euro...
    Grazie ancora
    Un caro saluto

  6. #6
    Partecipante Esperto
    Data registrazione
    28-05-2004
    Messaggi
    329
    Originariamente postato da moniapsy
    grazie a tutti per i consigli!!!
    Il problema è che qui non cercano nuove idee ma hanno bisogno solo di una segretaria che vada a fare la spesa etc..
    Quando all'inizio avevo lanciato l'idea di utilizzare i test per fare selezione hanno risposto che erano interessati, ma io chi dovrei affiancare nella somministrazione visto che qui nessuno è psicologo???? L'idea del master è da un pò che mi frulla in testa ma non ho la disponibilità immediata di 10000 euro...
    Grazie ancora
    Un caro saluto
    Cara Moniapsy,

    in effetti, se ti sembra che lo spazio di sviluppo professionale sia così ridotto potrebbe essere opportuno valutare anche altre possibilità. Ma per quanto riguarda la domanda "chi affianco", la risposta potrebbe essere... nessuno: sei laureata ed abilitata, e quindi, da un punto di vista formale, non sei obbligata ad essere affiancata da nessuno. E da un punto di vista sostanziale, ti proponi con qualcosa che gli altri non sanno fare. Insomma, porti un know-how che lì è assente, e che puoi cercare di gestirti al meglio in relativa autonomia. Ovviamente bisogna valutare la fattibilità della cosa, ma un pensierino ce lo farei (a volte ci si deve buttare... con un filo di prudenza e buon senso, ma bisogna buttarsi).
    Esistono anche master molto più economici: molti master universitari in psicologia del lavoro non superano i 2/3.000 euro, e sono quindi abbordabili e piuttosto prestigiosi. Dai un'occhiata ai siti web delle varie Facoltà a portata di treno... :-)

    In bocca al lupo,
    Lpd

  7. #7
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    08-01-2003
    Residenza
    TV
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    63
    Ciao, un piccolo consiglio...non andare nelle aziende!! Io lavoro da un anno in un ufficio risorse umane di una grande multinazionale e non faccio assolutamente niente di quello che fa una psicologa, la mentalità è ancora chiusa (almeno qui nel veneto) e tutto è gestito dalla dirigenza che fa quello che vuole e non ha tempo per approfondire nuove idee...... è abb. frustrante, io infatti sto cercando di andarmene.....

  8. #8
    HT Sirri
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da moniapsy
    grazie a tutti per i consigli!!!
    ho capito alcune cose....
    In risposta ad alcune vostre idee volevo dirvi che purtoppo la struttura della società dove sono adesso non mi permette di presentare delle nuove idee (è costituito da 3 consulenti dai 40 ai 50 anni, da una ex stagista, da una ricercatrice senior che adesso è in maternità e lo sarà per un anno e da una ricercatrice molto junior)....
    Il problema è che qui non cercano nuove idee ma hanno bisogno solo di una segretaria che vada a fare la spesa etc..
    Quando all'inizio avevo lanciato l'idea di utilizzare i test per fare selezione hanno risposto che erano interessati, ma io chi dovrei affiancare nella somministrazione visto che qui nessuno è psicologo???? L'idea del master è da un pò che mi frulla in testa ma non ho la disponibilità immediata di 10000 euro...
    Grazie ancora
    Un caro saluto
    Immaginavo una cosa del genere......
    Milano in particolare e' una piazza difficile..... e molto satura, sia di laureati, sia di "masterizzati".

    La carriera e' possibile anche a milano, ma funziona in maniera trasversale tra le diverse aziende, ovvero e' quasi impensabile farla all'interno di un'unica azienda, ma funziona attraverso il passaggio da un posto ad un altro.

    Il master in se' ti da qualche possibilita' in piu', ma nulla di veramente forte.

    A mio avviso il punto e' decidere se rimanere a milano (e fare il passaggio in un'altra azienda) oppure decentrarsi in una realta' che ti permetta di crescere al suo interno.
    (Quindi in ogni caso cambiare azienda).

    Un abbraccio ed in bocca al lupo,

    Stefano

  9. #9
    Ospite non registrato
    sì, è vero milano è piena di laureati e masterizzati...
    io sono siciliana, ho abitato a padova dove ho fatto l'università e ho deciso di cambiare città perchè padova è satura di tirocinanti che "sforna2 ogni anno la facoltà di psicologia...
    Pensare di tornare in sicilia, si è un territorio totalmente inesplorato dove avrei una piazza completamente libera, infatti penso di ritornare non appena avrò accumulato un pò di esperienza (almeno 10 anni), ma adesso lì non saprei proprio che pesci prendere...
    Allora sono venuta a Milano pensando che ci fosse una mentalità più aperta verso lo psicologo che opera nella selezione del personale (la sentenza del tribunale e l'attività dell'ordine della regione lombardia avvalora la mia tesi ) ma il mercato è saturo, sì è vero che milano è anche la città in assoluto con più società di consulenza e con moltissimi head quarters delle principali aziende di tutti i settori... ma non è per niente facile entrare...
    Comunque non mi do per vinta, cercherò qualcos'altro, perchè dove sono adesso ho la sensazione di imparare ben poco dell'attività degli psicologi
    Grazie per tutto
    Monia

  10. #10
    Partecipante Affezionato
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    Fa piacere che tu sia entusiasta ma ti invito a LEGGERE il regolamento del nostro forum.
    Il tuo comportamento non è ben accetto.

    {Haruka wa$ here }

  11. #11
    Partecipante Assiduo L'avatar di raffina
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    MILANO
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    123
    Che dire? Restando sul tuo quesito iniziale "Vado o resto?" io probabilmente me ne andrei: pochi soldi e nessuna esperienza specifica mi sembrano dei motivi più che sufficienti, anche perchè in tema di stage di opportunità ce ne sono a pioggia. la mia personale opinione è che le cose non sono messe poi così male: certo bisogna ancora lavorare affinchè ci sia un pieno riconoscimento dello psicologo nelle organizzazioni ma qualche bella testa c'è già sul mercato. in bocca al lupo... raffina

  12. #12
    Ospite non registrato
    Ciao Monia Psy...ti capisco anzi vi capisco perchè più o meno ci ritroviamo tutti sulla stessa barca. sono psicologa del lavoro, abilitata, 28 anni laureata brillantemente in corso, con anni di esperienza sia nella selezione che nella formazione ho cambiato aziende (piccole-medie-grandi) ora sono in una multinazionale, dove sto svolgendo un ruolo di aggiornamento database, sono entrata e sto svolgendo questo ruolo di stagiaire ed affiancamento alla responsabile di selezione, solo grazie e sottolineo il "solo" ad una spinta...di qualche influente politico amico di mio padre.... tra qualche giorno terminerà il mio stage e mi troverò "disoccupata"...ho paura di non fare nulla ho talmente tanta paura di non fare nulla che sono stata spinta dall'impulso di dire si ad un lavoro di commerciale, che come dice mio padre equivale a gettare al vento anni e anni di studio sacrifici tirocini stage.....
    vedo il futuro incerto e la mia salute messa a dura prova, perchè nel frattempo in tutte queste insicurezze e lavori degradanti ( aggiornare un data base con il copia ed incolla) mi sono pure giocata la salute ed ho rischiato e sto rischiando un vero collasso fisico...la termino qui perchè potrei scender sul patetico e non ne ho assolutamente l'intezione...ti volevo solo dire che stracondivido in pieno quello che hai scritto


    ciao a tutti (scusate per lo sfogo)

  13. #13
    Ospite non registrato
    questo messaggio è rivolto a uma:
    1) il fatto di aver accettato un lavoro in ambito commerciale è legato all'andamento del mercato ( la società dove sono io adesso non fa altro che selezionare retail manager), sicuramente avrai anche più possibilità di carriera, ma non abbandonaremai l'idea di continuare a cercare qualcosa di inerente alla tua esperienza...
    2) scusa se ti chiedo qualcosa di personale, ma ho la vaga sensazione, in seguito alle informazioni che hai dato di averti incontrato, per caso la tua azienda multinazionale si trova nella zona nord di milano??? E per caso ti stai occupando di trovare una stagista che ti sostituisca?
    Se le risposte a queste due domande sono negative fai finta che non ti abbia detto niente, altrimenti...

  14. #14
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da moniapsy
    questo messaggio è rivolto a uma:
    1) il fatto di aver accettato un lavoro in ambito commerciale è legato all'andamento del mercato ( la società dove sono io adesso non fa altro che selezionare retail manager), sicuramente avrai anche più possibilità di carriera, ma non abbandonaremai l'idea di continuare a cercare qualcosa di inerente alla tua esperienza...
    2) scusa se ti chiedo qualcosa di personale, ma ho la vaga sensazione, in seguito alle informazioni che hai dato di averti incontrato, per caso la tua azienda multinazionale si trova nella zona nord di milano??? E per caso ti stai occupando di trovare una stagista che ti sostituisca?
    Se le risposte a queste due domande sono negative fai finta che non ti abbia detto niente, altrimenti...

    il lavoro nell'ambito commerciale l'ho rifiutato non me la sono sentita di prendere in giro me e ed altri...
    invece per quanto riguarda la multinazionale è nelle marche .... a milano non ci sono stata nell'ultimo anno per cui non credo che ci conosciamo

    ciao

    UMA

  15. #15
    Ospite non registrato
    ok, scusa per l'equivoco...
    dalla mia poca esperienza nell'ambito della selezione del personale nel settore moda, ho notato che nelle marche ci sono molte aziende di calzature ( tu lo saprai meglio di me....) in espansione come ad esempio Tod's, Paciotti e nel settore dell'abbigliamento...
    Hai provato anche lìì???
    Dai, vedrai che prima o poi qualcosa salta fuori
    In bocca al lupo....

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