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  1. #1
    Partecipante Super Esperto L'avatar di neuromancer
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    04-03-2006
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    Psicologia: ne vale la pena?

    Mi è capitato di leggere un articolo sulle differenze tra psicologo e psicoterapeuta scritto da Edoardo Ercoli, uno dei fondatori di Obiettivo Psicologia. Caspita, argomento complicato perché in genere non è molto chiara la differenza tra le due figure professionali non solo all’uomo della strada, ma persino per i neolaureati in psicologia. Il dott. Ercoli si rammarica perché, compiendo numerosi colloqui di selezione, ha potuto constatare come gli stessi psicologi non mostrino sufficiente consapevolezza della propria preparazione e dei potenziali sbocchi lavorativi, quasi che ci fosse una specie di senso di inferiorità professionale verso gli psicoterapeuti.

    Ma da dove nasce tale confusione? A ben guardare il percorso formativo formale e istituzionale che bisogna svolgere per diventare Psicologi è sufficientemente lungo ed articolato: test di ammissione, cinque anni di studi, tirocinio pre e/o post lauream, esame di stato, iscrizione all’albo. E poi? Mi domando come sia possibile che dopo un simile percorso ancora si abbiano dubbi circa elementi sostanziali e basilari? Eppure i dubbi ci sono e sembrano essere molti e molto diffusi al punto che diversi neopsicologi neanche sembrano conoscere le possibilità e i diritti tanto faticosamente guadagnati. Ma cosa ancor più allarmante: sembra non sia ben chiaro che quella dello Psicologo è a tutti gli effetti una professione specifica, distinta e diversa rispetto a quella dello Psicoterapeuta.
    Quindi spiega quale sia il percorso per diventare psicoterapeuti, il percorso professionale (burocratico) dello psicologo e i limiti professionali
    [continua qui]

    Che ne pensate?

    Ciaz
    Ultima modifica di neuromancer : 29-09-2012 alle ore 16.16.50

  2. #2
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
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    Riferimento: Psicologia: ne vale la pena?

    Ma comunque sta cosa che "lo psicologo può operare solo se non c'è psicopatologia" fa veramente ridere.
    1) come faccio a sapere a priori, o in un numero di sedute brevi, che il mio paziente sia esente da ogni psicopatologia?
    2) esistono persone non malate, secondo il fantomatico dsm? dai, una specie di superuomo senza nemmeno un disturbino d'ansia?
    3) qual'è la correlazione tra gli studi universitari e il lavoro che si fa da psicologo? cioè, se uno sa condurre una seduta fresco di università è perchè ha studiato da solo dei metodi, delle tecniche...e ha assorbito qualcosa durante il tirocinio. Perchè l'uni , da quello che ho visto io, di pratico da ben poco (niente?). Sono d'accordissimo con la tua idea di rendere la formazione più pratica con tirocini tutti gli anni.
    E forse di costituire dei curriculum clinici che siano davvero diversi, non che poi fanno duecento materie sperimentali che, francamente, hanno una priorità inferiore per un terapeuta. Fate un curriculum "scienze cognitive" dove i (due o tre) aspiranti ricercatori vadano a fare esperimenti e insegnate a curare alla gente in modo che non debba spendere otto milioni di euro in una scuola privata perchè l'uni non l'ha formata a lavorare.

  3. #3
    Partecipante
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    01-01-2008
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    34

    Riferimento: Psicologia: ne vale la pena?

    Articolo interessante nel suo complesso, non solo sulla parte inerente la differenza psicologo/psicoterapeuta. Sulla formazione dello psicologo credo che sarà la millesima volta, da un po' di anni a questa parte, che esprimo perplessità. Perplessità per il 3+2 e per un continuo proliferare di nuovi corsi di laurea con piani di studi tutti diversi fra loro, perplessità per una mancata selezione all'ingresso (si potrebbe fare anche un po' meglio di test in realtà poco selettivi), perplessità per la totale mancanza di insegnamenti veramente pratici (se non poche ore di laboratorio, che per via del numero elevato di studenti scontano spesso una certa superficialità dovuta a problemi logistici), perplessità sull'intero sistema dei tirocini. Per non parlare di problemi legati all'occupazione. Sulla differenza tra psicologo e psicoterapeuta è vero molti, anche tra neolaureati, fanno ancora troppa confusione ma la linea è sottile tante volte. Molti si iscrivono alla scuola di specializzazione proprio perchè usciti dall'università non hanno neppure gli strumenti per saper fare qualcosa di pratico a livello clinico. E poi certo vogliono un arricchimento formativo e magari pensano di aver maggiori possibilità lavorative anche se nel pubblico fanno concorsi ogni morte di papa e nel privato stanno sorgendo studi come funghi e sarà sempre peggio (per tenere aperto e sostenere certe spese è necessario che lo studio lavori un minimo). Tra l'altro tutti gli ambiti tanto decantati in cui lo psicologo non psicoterapeuta potrebbe trovare sbocchi non sono così ampi. Diciamocela tutta. Io so che un ambito che va molto (da fonti dell'ordine) è quello della formazione, ma anche li inizia ad esserci un restringimento di spazi mica da poco anche perchè bisogna competere con colleghi e anche con altre figure di tutt'altro tipo (visto che praticamente chiunque lavora nella formazione nei fatti: dai laureati in filosofia a quelli in economia anche ai diplomati a volte). Tra l'altro basta tastare la realtà, tra i tanti colleghi che si conoscono due conti si fanno presto. Un buon 60% si arrangia con lavoretti facendo una scuola di specializzaizone (così poi intaseranno quell'ambito), gli altri nel 95% dei casi si arrangiano o facendo lavori non inerenti, o poco inerenti ma nel sociale (es. educatori) o un piccolo lavoro ogni tanto come psicologi e poi tutt'altro. Questo è, la maschera di fango si sta sciogliendo e l'ordine si sfracellerà contro una realtà di disoccupazione come professionisti psicologi dei suoi iscritti sempre maggiore, senza contare che se non si pone un argine da qui a 5 anni saremo altro che 80000, anche più di 120000! Poi vorrò vedere cosa diranno... Spiegare le differenze psicologo/psicoterapeuta in un contesto occupazionale così confuso e per certi versi disperato è poi difficile ancora di più. So di psicologi non psicoterapeuti che magari anche con un paziente con una leggera psicopatologia prima di inviarlo a un terapeuta cercano di tenerselo il più a lungo possibile per non rimanere senza cliente (che per altro si troverebbe in un mare di offerte visto la quantità di studi esistenti).

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