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  1. #1
    Len
    Ospite non registrato

    Disturbo Borderline, psicofarmaci e adolescenza

    Ciao a tutti! Volevo sottoporre alla vostra attenzione e chiedere una vostra opinione riguardo alla situazione di una ragazza.
    Premetto che non conosco benissimo la persona in questione e che tutto quello che scriverò mi è stato riferito (anche se da fonti certe).
    Questa ragazza è un'adolescente che ha avuto problemi di tipo emozionale e ha tentato il suicidio. Nonostante queste difficoltà, il suo adattamento sociale-scolastico e il contatto con la realtà precedente era buono.
    E' stata portata in terapia da uno psicologo e da uno psichiatra, che le hanno diagnosticato un Disturbo Borderline di personalità.
    Inoltre, le hanno prescritto neurolettici (antipsicotici).
    Questo tipo di psicofarmaci hanno pesantemente influito sulla sua vita (relazionale e scolastica, prevalentemente), compromettendo in parte l'adattamento che prima era buono e le risorse che la ragazza aveva.
    Sono rimasta davvero colpita da questa storia per due ragioni: 1)la diagnosi di questo tipo di disturbo è molto controversa, e in questo caso forse potrebbe essere discutibile considerando la globalità del caso, 2)la somministrazione di questo tipo di psicofarmaci (che vengono frequentemente somministrati a schizofrenici ricoverati) ad una adolescente con quel tipo di anamnesi e storia è, a mio parere, un altro punto molto opinabile.
    So che le informazioni sul caso sono poche e che in questo luogo i commenti potrebbero essere inutili e riduttivi, ma vorrei sapere cosa ne pensate della somministrazione di psicofarmaci cosi' "pesanti" in casi di adolescenti con problemi emozionali che tuttavia mantengono il contatto con la realtà.
    In questo sito ci sono alcune informazioni sui neurolettici che sono allarmanti: http://www.nopazzia.it/dannipsicofarmi.html
    Ultima modifica di Len : 23-06-2004 alle ore 13.46.59

  2. #2

    Ireland Addicted
    L'avatar di arpista
    Data registrazione
    12-08-2002
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    mamma mia Len ho dato un'occhiata al tuo link, ed è a dir poco sconvolgente!!! io dico che prima di prescrivere dei farmaci bisogna essere proprio sicuri di quello che si sta facendo. Invece vedo che spesso già da una prima seduta, vengono indicati farmaci che portano alla dipendenza molto facilmente...

  3. #3
    già diagnosticare un disturbo di personalità ad un'adolescente... che per definizione ha la personalità in pieno sviluppo mi sembra azzardato....
    I disturbi di personalità sono molto difficili da trattare sembra che la Psicoterapia dialettica comportamentaleo di Marshal Linheam abbia qualche risultato...
    Sinceramente mi sembra azzardata come terapia la somministrazione di un neurolettico soprattutto se non accompagnata a una psicoterapia...
    Insomma per le informazioni che dai mi sembra tutto molto improvvisato e lasciato al caso...
    quando dico che servono protocolli validi e informazioni ai pazienti vedi che poi non sbaglio di tanto? lasciare all'improvvisazione è dannoso!
    (va beh questo è un riferimento ad un'altra discussione)

  4. #4
    Che dire? Purtroppo non mi stupisco più di tanto, mi è capitato di sentire cose analoghe più volte...
    sono d'accordo con Len sul fatto che una diagnosi di questo tipo sia quantomeno azzardata, nel caso di un'adolescente...sia per il fatto che una diagnosi di disturbo di personalità in età evolutiva mi pare fuori luogo, che per il fatto che alcuni di quelli che rientrano nei criteri diagnostici del disturbo di personalità borderline sono tratti "normali" in adolescenza ...senza contare che credo che appioppare una tale etichetta ad un'adolescente sia deleterio...per quel che riguarda la somministrazione di neurolettici: agghiacciante. Questo per me si chiama cronicizzare qualsiasi cosa questa ragazza abbia...questo a prescindere dal fatto che comunque i neurolettici (soprattutto quelli atipici, ad esempio l'olanzapina) vengono somministrati per una varietà di psicopatologie (non solo per la schizofrenia, quindi): ma credo che ci voglia molta cautela, ad utilizzare qualunque tipo di psicofarmaco in età evolutiva...
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  5. #5
    Len
    Ospite non registrato
    Sono d'accordo con tutto quello che avete scritto. Anche se in letteratura è scritto che il Disturbo Borderline di personalità insorge in adolescenza, è una etichetta da usare con molta cautela, soprattutto perchè la persona potrebbe autoidentificarsi troppo con i tratti di questo disturbo (peraltro grave), considerando il bisogno di identificazione in adolescenza.
    Inoltre il disturbo stesso porta a mentire, e in adolescenza forse ancor di più, quindi come si può azzardare una farmacoterapia sulla base di sintomi supposti??
    Ho letto che è molto controversa anche la somministrazione di psicofarmaci nel Borderline e soprattutto i neurolettici, a prescindere dal fatto che siano associati con una terapia. Questi ultimi hanno senso solo se sono presenti stati dissociativi, ma non credo sia questo il caso.
    Potrei capire forse antidepressivi, ma i neurolettici...
    Hanno effetti collaterali spaventosi e come è scritto nel link che ho postato possono creare danni cerebrali.
    Ultima modifica di Len : 23-06-2004 alle ore 20.48.02

  6. #6
    Len
    Ospite non registrato
    Tra l'altro ho dimenticato di scrivere che in questo caso erano presenti anche disordini alimentari che potevano portare ad una diagnosi di bulimia, quindi oltretutto ci sono problemi di diagnosi differenziale, o comunque di comorbilità.

  7. #7
    sono due diagnosi che sono frequentemente associate: mi sembra che in circa un terzo dei casi di bulimia nervosa ci sia una segnalazione di disturbo di personalità borderline sul secondo asse, soprattutto quando la bulimia è del sottotipo con condotte di eliminazione. non ci sono problemi di diagnosi differenziale, in quanto si trovano - secondo una diagnosi eseguita seguendo i criteri diagnostici del dsm - su due assi differenti: per quello che riguarda la comorbidità...be', qui il problema si fa più complesso, in quanto *pare* che in realtà, alla remissione dei sintomi del disturbo alimentare, vengano a cadere i presupposti per una diagnosi di disturbo di personalità, spesso (sull'argomento potete trovare qualcosa scritto da Dalle Grave: appena ho un attimo cerco qualcosa di più preciso)...quindi, è il disturbo alimentare stesso, la denutrizione, che esacerbano comportamenti che altrimenti non ci sarebbero.
    (scusate per la confusione, ma sono a pezzi spero si capisca lo stesso quello che voglio dire )
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  8. #8
    Len
    Ospite non registrato
    Ti capisco, periodo di esami vero?
    Secondo me il problema della diagnosi differenziale, al di là degli assi, sussiste comunque perchè la bulimia può portare a comportamenti simili al Borderline( è associata con abuso di sostanze, comportamenti antisociali ecc.)e viceversa il Borderline è associato con i disturbi alimentari, tipicamente la bulimia. Nonostante siano due disturbi per cui si sono trovate correlazioni importanti sono comunque due disturbi molto diversi.

  9. #9
    Esatto, periodo di esami
    Allora: sono d'accordo con te, e infatti, come dicevo sopra, capita spesso che la diagnosi di disturbo di personalità borderline decada al risolvimento del disturbo alimentare, proprio per il fatto che ci sono comportamenti simili, ed altri che sono esacerbati dal disturbo alimentare.
    Cito Dalle Grave:
    Un'idea molto comune [...] è che nelle persone che si abbuffano sia presente con elevata frequenza un disturbo borderline di personalità. [...] La proposta, anche se interessante, è stata criticata per almeno due ragioni: la prima è che l'intero concetto di disturbo borderline di personalità è controverso; la seconda, è che alcune caratteristiche di questo disturbo possono essere il risultato del disturbo alimentare e delle abbuffate. Tale ipotesi è sostenuta dal fatto che molte persone, una volta guarite dal loro problema alimentare, non presentano più caratteristiche tali da poter formulare diagnosi di disturbo borderline di personalità.
    (anche qui viene detta più o meno la stessa cosa)

    Molti autori, d'altra parte, considerano la personalità borderline come un elemento chiave nella psicopatologia bulimica.

    qui l'abstract di una meta-analisi sulla comorbidità tra disturbi alimentari e di personalità.
    qui una ricerca sui disturbi di personalità in soggetti guariti da un disturbo alimentare.

    Altri autori ancora (ad esempio Lacey) preferiscono parlare di disturbo multi-impulsivo (qui qualche abstract sull'argomento )

    Sull'argomento disturbi alimentari e personalità, poi, ci sono cose interessanti di Wonderlich.

    Per concludere: credo che non ci sia ancora molta chiarezza sull'argomento, e proprio per questo ritengo che si dovrebbe usare molta cautela, nel diagnosticare un disturbo di personalità in questo caso specifico.
    Sarebbe poi interessante farci una chiacchierata per quello che riguarda l'uso di farmaci...che ne pensate?
    Ultima modifica di Mia_Wallace : 24-06-2004 alle ore 11.58.55
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  10. #10
    io mordo
    Ospite non registrato
    Secondo me, l'idea che sta alla base dell'utilizzo di psicofarmaci è da uomini delle caverne.
    L'uso di psicofarmaci non è molto diverso da quello dell'elettroshock per quanto mi riguarda.
    Le aziende farmaceutiche pubblicano solo gli studi che gli interessano e il DSM è loro amico
    Il mio prof di psicofarmacologia ci raccontò che una volta, un tizio che lavorava come ricercatore per una di queste aziende, si rivolse a lui chiedendogli a chi poteva rivolgersi per una terapia per la figlia (che soffriva di depressione) che non prevedesse assolutamente l'utilizzo di farmaci.......se 2+2=4........ il prof. (Fava) gli chiese per quale motivo e il tizio rispose che quelli che prendono farmaci, a lungo andare peggiorano.
    Secondo Fava, gli psicoterapeuti, in Italia, che sono in grado di occuparsi di depressione senza l'utilizzo di farmaci sono non più di 10.
    I neurolettici poi, non sono proprio delle caramelle!
    Poveretta

  11. #11
    io mordo
    Ospite non registrato
    Bello il sito nopazzia è?
    è gestito da ex e non del tutto ex schizofrenici.
    ciao

  12. #12
    beh a dirla tutta l'elettroshock è ancora utilizzato ad oggi... lo stesso Cassano lo utilizza a Pisa nella sua clinica per la depressione.

  13. #13
    io mordo
    Ospite non registrato
    lo so lo so!
    Lo stesso professore Fava ci disse con tanta tanta cautela che secondo lui, nei casi di depressione, quando il paziente è a rischio di suicidio, l'unica cosa che può essere di aiuto è l'elettroshock.
    Lo ha somministrato una volta.
    Forse ha ragione, non so se ancora oggi si fa senza il consenso del paziente o no... Cerletti poteva inventare le pile ricaricabili anziché l'elettroshock

    gli effetti collaterali sono:
    amnesia, incapacità ad apprendere, danni cerebrali irreversibili, paura, apatia, perdita di creatività.

    La sperimentazione sull'elettroshock venne sovvenzionata anche dalla CIA stando a quanto leggo su internet.
    ciao

  14. #14
    Ci vuole il consenso del paziente, mi pare. Ho letto un po' di cose in giro, però sinceramente mi è stato difficile trovare notizie veramente attendibili...non mi fido troppo né di chi è pro né di chi è contro
    [“Tutte le lettere sono d'amore”]>>Yellow Letters

  15. #15
    Len
    Ospite non registrato
    Credo che questa ragazza ora verrà spedita in una clinica per bulimiche di chissà quale orientamento, dopo aver consultato diversi psicologi e psichiatri, da quello che ho ultimamente saputo.
    Di fronte a queste cose io mi chiedo cos'è la psicologia: un modo per trovare i quattrini, l'unica via di uscita, o forse per me la passione che mi ha dato cosi' tanto? Cos'è? Non lo so.

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