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  1. #1
    Partecipante L'avatar di AlteraW.
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    05-09-2012
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    48

    Presentazione in un convegno

    Salve, colleghi, vorrei un confronto con voi.
    Sto preparando una presentazione per un convegno importante in cui relazionerò. Il partecipanti sono di varie professionalità, psicologi, educatori, pediatri, avvocati, assistenti sociali. insomma di tutto un po'.

    Ho una parte teorica ed una legata ad un'esperienza di lavoro emotivamente intensa. Mi chiedo come poter presentare queste due relazioni così tanto differenti.

    Suggerimenti?

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    22-11-2010
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    Foggia
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    Citazione Originalmente inviato da AlteraW. Visualizza messaggio
    Salve, colleghi, vorrei un confronto con voi.
    Sto preparando una presentazione per un convegno importante in cui relazionerò. Il partecipanti sono di varie professionalità, psicologi, educatori, pediatri, avvocati, assistenti sociali. insomma di tutto un po'.

    Ho una parte teorica ed una legata ad un'esperienza di lavoro emotivamente intensa. Mi chiedo come poter presentare queste due relazioni così tanto differenti.

    Suggerimenti?
    La parte teorica spiega temi diversi rispetto all'esperienza di lavoro o l'argomento è comune?

  3. #3
    Partecipante L'avatar di AlteraW.
    Data registrazione
    05-09-2012
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    48

    Riferimento: Presentazione in un convegno

    L'argomento è comune.

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    22-11-2010
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    Citazione Originalmente inviato da AlteraW. Visualizza messaggio
    L'argomento è comune.
    Avendo in aula professionalità molto diverse, non ti conviene entrare troppo nel tecnico. Non so se è fattibile, per quanto riguarda i tuoi contenuti, potresti utilizzare l'esperienza proprio per spiegare e ricollegarti alla teoria, senza spezzare gli argomenti. In genere è più facile per una platea ricordare una storia (a cui si agganciano elementi di una teoria), piuttosto che la sola teoria.

  5. #5
    Partecipante L'avatar di AlteraW.
    Data registrazione
    05-09-2012
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    Hai pienamente ragione, sarà che si tratta del primo vero convegno e sarà con la relazione tecnica mi sentivo più al sicuro rispetto alla parte esperenziale dove c'è molto di me. Mi dicono di non leggere, di usare immagini emozionali e di guardare le persone negli occhi.

  6. #6
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    22-11-2010
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    Foggia
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    442

    Riferimento: Presentazione in un convegno

    Citazione Originalmente inviato da AlteraW. Visualizza messaggio
    Hai pienamente ragione, sarà che si tratta del primo vero convegno e sarà con la relazione tecnica mi sentivo più al sicuro rispetto alla parte esperenziale dove c'è molto di me. Mi dicono di non leggere, di usare immagini emozionali e di guardare le persone negli occhi.
    Trovi alcuni spunti su questo mio articolo, http://www.igorvitale.org/2012/06/03...e-in-pubblico/
    Si le slide conviene usarle quasi solo per immagini schemi o singoli titoli, non per metterci il testo. Conviene usarle solo quando non puoi farne a meno

  7. #7
    Partecipante L'avatar di AlteraW.
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    05-09-2012
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    teoricamente quello che hai scritto nel tuo articolo l'ho capito, ma tra il dire ed il fare...

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    L'impiego delle slides può essere un buon strumento per presentare un contributo teorico-esperienziale. Io le ho sempre utilizzate in quanto consentono anche ai fruitori di avere un 2aggancio visivo del materiale proposto ed una enucleazione dei concetti principali su cui si impernia l'intervento. Per renderle efficaci mi son sempre basata su concisione e chiarezza concettuale, semplicità/vividezza nello stile grafico. Per agganciare la pratica alla teoria, potresti creare alcune slides in cui sintetizzi i concetti teorici per punti e farle seguire da altre in cui l'apporto esperienziale è "analizzato" sulla base dei concetti teorici presentati, in modo da rendere evidenti ai fruitori la rispondenza dei casi pratico/clinici alla teoria.

  9. #9
    Partecipante L'avatar di AlteraW.
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    05-09-2012
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    Grazie giunone.
    Al momento non riesco ancora a unire mentalmente le due parti. Inizierò dalla parte emozionale (osservazione di bambini), credo che siccome sembra una lettera aperta, ne parlerò usando le immagini e delle frasi importanti. Alla fine nelle mie conclusioni credo che mi collegherò ai concetti teorici, andamento dello sviluppo, attaccamento/separazione ecc.

    Speriamo bene, con la parte teorica mi sarei sentita più al sicuro.

  10. #10
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    Ciao AlteraW
    Oltre agli ottimi consigli che ti sono stati dati da Giunone ed Empowered, ti dico che cosa in genere ho fatto io in situazioni simili. Premetto subito che non ho mai relazionato ad un convegno, le mie esperienze sono legate ad altri ambiti (formazione interna ad una struttura in cui ho lavorato; un seminario di una giornata presso un corso di specializzazione post laurea; discussioni di tesi di master; lezioni teorico-pratiche ai corsi oss).
    In genere ho effettivamente riscontrato che le slides che attirano maggiormente l'attenzione e aiutano a mantenere un buon livello di concentrazione sono quelle in cui sono fissati solo i concetti chiave, utilizzando anche sottolineature e caratteri differenti per evidenziare i nuclei fondamentali e, se te la cavi bene col power point, quelle caratterizzate dall'inserimento di immagini e/o foto che rimandano al concetto che vuoi esprimere, che ne costituiscono secondo te una buona metafora, che richiamano degli aspetti che magari ti aiutano ad articolare il discorso.
    Nel caso di una presentazione rivolta ad un pubblico eterogeneo dal punto di vista professionale, è utile che ci siano queste due parti: quella tecnica che rimanda maggiormente ad un "saper fare" professionistico e una più personale, legata ad esperienze dirette e quindi più incentrata sul "saper essere" un professionista...la famosa questione della connessione tra le teorie e le tecniche, frutto di dati empirici e di ricerca e le esperienze fatte sul campo, fuori dai libri, nella relazione con l'utenza, il contesto, l'ambiente.
    Io, personalmente, ho qualche problema con la gestione dei tempi: quando espongo ho un po' la tendenza ad andare a braccio seguendo i diversi collegamenti che mi vengono al momento, rischiando magari di anticipare argomenti che vengono dopo; inoltre temo sempre di dimenticare qualcosa, specie nella parte di teoria,inserendo parecchi elementi e rischiando così di sforare! Allora ho trovato utile usare una slide iniziale di sinossi, in cui espongo i punti che voglio trattare (e che serve anche a me come contenitore e stimolo per ricapitolare e riordinare le idee...anche mentre preparo le slides stesse) e una slide finale che a volte ho chiamato "conclusioni" altre volte "take home message" (tanto per usare una espressione che sottolinei il fatto che con la mia presentazione voglio dare degli spunti, raccontare delle cose, senza pretendere di aver scoperto l'ineffabile) per fare un sunto e tirare le fila.
    Lo scorso anno mi è capitato, come dicevo sopra, di tenere un seminario sui DSA: mi era stato chiesto di fare una introduzione teorica dal punto di vista eziologico, clinico, legale e poi portare dei casi. All'epoca lavoravo in una asl e mi occupavo anche di questo ambito...sapevo che di lì a poco il mio contratto sarebbe scaduto. Ho accettato e ho fatto la suddivisione della presentazione e della giornata intera come mi era stato richiesto. Tuttavia, prima di passare ai casi, nella prima parte della lezione ho sempre fatto degli esempi concreti ed esplicativi (quando era il caso e potevo farli, ovviamente) in collegamento agli aspetti teorici che andavo illustrando nelle diverse sleides, anche perchè gli stessi allievi (appartenenti a diverse categorie professionali) lo richiedevano. Questo ha permesso di rendere il contesto maggiormente discorsivo ed interattivo e a me di essere più sciolto anche nell'esposizione.
    Quando ho iniziato a parlare degli aspetti più pratici...in alcuni episodi mi sono emozionato, pensando alle storie di alcuni ragazzi, ad incontri con insegnanti particolarmente pesanti, al fatto che non li avrei accompagnati ancora per molto tempo...e l'emozione si è sentita e si è anche vista: il tono di voce, la postura, qualche espressione verbale che non avevo messo in conto di utilizzare...ma questo ha conferito al tutto una dimensione più umana e autentica.
    Qualche prova per vedere se riesci a stare nei tempi è utile farla, dato che nei convegni il tempo a disposizione per i diversi relatori è piuttosto limitato.
    Coraggio e un forte in bocca al lupo!!
    Ultima modifica di crissangel : 21-09-2012 alle ore 17.16.08
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    Innanzitutto, l'uomo normale è solo un'astrazione

  11. #11
    Partecipante L'avatar di AlteraW.
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    Riferimento: Presentazione in un convegno

    grazie crissangel,devo trovare il giusto equilibrio ocme dici tu tra il saper essere e saper fare. vedremo!

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