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Visualizzazione risultati 1 fino 10 di 10
  1. #1
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    07-07-2010
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    73

    PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Salve a tutti,
    ho una domanda da porre :
    Una laurea specialistica è vincolante all'esercizio di una professione attinente alla materia specifica nella quale ci si è specializzati?

    Nel senso... uno psicologo clinico potrà mai lavorare come psicologo del lavoro? oppure un laureato specializzato in "Psicologia delle organizzazioni e dei comportamenti del consumo" che decide di aprirsi uno studio privato svolgendo il lavoro di uno psicologo clinico (es: rilevare disturbi psichici e svolgere attività di counselor)?

    Grazie a chi mi risponderà!

  2. #2
    Partecipante Leggendario L'avatar di Haidy2009
    Data registrazione
    14-01-2009
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    2,403

    Riferimento: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Secondo me è possibile un 'cambio di indirizzo' dopo la specialistica, purchè ci sia la consapevolezza dei limiti, delle lacune in un indirizzo di cui magari si sa poco o niente.
    Di conseguenza sarebbe auspicabile dopo la laurea impegnarsi nello studio e fare esperienza in quel settore che necessita competenza , per poterlo svolgere al meglio.
    "Non importa se vai avanti piano, l'importante è che non ti fermi". Confucio

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    3,140

    Riferimento: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    no Valeria, non è vincolante, per la legge italiana sei uno psicologo e basta, a prescindere dallo specifico indirizzo e dalla specifica denominazione del tuo corso dil aurea specialistica/magistrale. Quindi se hai fatto l'indirizzo clinico, formalmente sei autorizzata a lavorare anche in altri settori come lavoro o evolutivo e viceversa. Ma c'è un ma! L'art. 5 del codice deontologico impone di garantire un elevato livello di qualità nei servizi offerti e di lavorare solo nel settore in cui hai "un'adeguata competenza" (cit.). Ora, è ben difficile che un laureato in psicolo del lavoro o del marketing abbia "un'adeguata competenza" in clinica, e viceversa, perché sono 2 indirizzi totalmente diversi, quasi 2 aluree diverse.Anzi spesso neanche chi viene dal clinico ha adeguate competenze ne settore clinico, figuriamoci chi viene da altri indirizzzi (e vicecversa), tanto che deve per forza completare a affinare le sue conoscenze e competenze attraverso numerosi corsi, tirocini pratici, approfondimenti personali, supervisioni, aggiornamenti tramite libri, consultazione di siti, riviste, partecipazione a convegni, ecc. E' impossibile avere "adeguata competenza" senza fare tutto questo, neppure nel proprio settore, figuriamoci in altri settori. Quindi si auspica che chi lavora in un settore diverso da quello del suoindirizzo di provenienza, perché è libero di farlo e per legge può farlo, lo faccia con scienza e coscienza e sappia valutare la sua competenza, nel rispetto del cliente.

  4. #4
    Venditore Accreditato OPs L'avatar di caramellina84
    Data registrazione
    27-06-2006
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    Milano
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    750

    Riferimento: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Non è vincolante, però un laureato in psicologia del lavoro è praticamente impossibile riesca a svolgere il lavoro di un clinico semplicemente perchè non possiede nessuna base in tal senso, a meno che non abbia fatto un tirocinio nell'area clinica oppure un master specifico, io ad esempio ho conosciuto una persona laureata in psicologia del lavoro che lavora nelle scuole nell'ambito dei disturbi dell'apprendimento perchè dopo la laurea aveva fatto un master in psicologia scolastica e un tirocinio che le ha quindi permesso di acquisire competenze in quel settore...
    Il contrario invece è maggiormente possibile, perchè da quanto sto vedendo io a milano per esempio, molte aziende non chiedono nemmeno l'obbligo della laurea in psicologia per lavorare nell'ambito della selezione del personale e della formazione, ci possono lavorare anche persone con altre lauree quindi per un clinico è comunque possibile rientrarci..

  5. #5
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    07-07-2010
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    73

    Re: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Ok grazie a tutti delle risposte... Mi sembra di capire che specializzarsi in clinica sia la via più "semplice" nel senso che una volta laureata in clinica potrei intervenire su diversi settori oltre che a quello di competenza, cosa che risulta più difficile in termini pratici per uno psicologo del lavoro nel caso in cui voglia operare nell' ambito clinico no?

    Il discorso nasce dal fatto che voglio fare una scelta accurata tenendo presente i pro ed i contro, cercando in un certo senso di acquisire una formazione che mi consenta di applicare le mie future competenze su diversi settori senza poi ritrovarmi con un base di fondo poco adeguata a determinati settori in cui lo psicologo può lavorare.

  6. #6
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
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    Firenze
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    8,909

    Riferimento: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Non sono d'accordo sull'impossibilita'...
    Uno psicologo dopo laurea esame di stato e abilitazione e' psicologo punto e come tale puo' (legalmente) operare in qualunque ambito.
    Ovviamente con competenze diverse e un giusto esame di realta' e dei propri limiti e competenze piu' operare in piu' ambiti... Necessitera' magari di aggiornamento e di qualche lettura in piu'... pero' secondo me uno psicologo di un ambito ha (o dovrebbe avere) una formazione di base tale per potersi con un aggiornamento anche da autodidatta spendere in altri ambiti..

    Faccio un esempio, una mia amica laureata in psicologia indirizzo sperimentale lavora in una cooperativa sociale come psicologa e interviene anche nell'ambito di progetti di aurea clinica (come progettatrice e formatrice) e una volta ha avuto da fare una selezione per prendere alcune figure professionali... ha acquistato un buon manuale di psicologia del lavoro dove spiegassero l'iter di selezione del personale, ha comprato il 16 pf e ha fatto la selezione...

    Insomma credo che pensare per compartimenti stagni sia altamente riduttivo e fa si che ci possiamo precludere molte possibilita' che potremmo cogliere al volo rimettendoci un po' in gioco e autoformandoci nuovamente su determinate aree.

    Ovviamente va fatto con coscienza, e con la consapevolezza di quali e quante competenze abbiamo appreso e in quali aree, e dipende anche dal proprio indirizzo di studi e dalla prpria forma mentis...
    Ho visto molte persone laureate in clinica che come approccio e forma mentis hanno grandi difficolta' a operare nel campo della psicologia del lavoro , mentre ho visto persone laureate nell'ambito della psicologia del lavoro che vedono tutto in un'ottica aziendale e gruppale.. (i mostri creati dai nuovi ordinamenti specialistici trienni e bienni)...
    Mentre ho visto invece persone che riescono a destreggiarsi benissimo in piu' ambiti perche' hanno anche reso il proprio curriculum abbastanza vario per potersi muovere in ambito clinico senza problemi pur avendo fatto sperimentale o lavoro...

    Insomma dipende molto dalla tua capacita di metterti in gioco, dalla propria umilta' e dalla consapevolezza dei propri mezzi.

  7. #7
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
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    Firenze
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    8,909

    Re: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Mi permetto di fare un "piccolo" OT anche se non troppo OT...

    Volevo aggiungere altre considerazioni, trovo veramente sminuente autodefinirsi per compartimenti stagni e esclusivi ambiti settoriali. Questo pero' e' una colpa dei 3+2 che hanno formato figure che non sono hanno piu' competenze in un ambito ma che si sentono totalmente di quel ramo...

    Ho sentito io stesso ragazzi di psicologia del lavoro dire che non gli interessavano molto le persone e l'approccio umano ma solo l'azienda... Altri di clinica che pensavano di essere piu' preparati e completi perche' studiavano l'animo umano e la psiche da un punto di vista soggettivo e individuale, studenti di psicologia sperimentale che credevano solo ed unicamente nelle spiegazioni con base neurologica e statistica, studenti di psicologia dello sviluppo e dell'eta' evolutiva che non si pensavano in alcun posto se non a lavorare con i bambini...
    Ma li "capisco" sotto certi punti di vista, nel mio corso triennale di psicologia del lavoro non esiste un solo esame di psicologia dinamica, niente di psicopatologia , tutto gruppi, sociale, organizzazione, risorse umane e basta... formando persone che non hanno la minima idea di cosa sia una patologia psicologica e psichiatrica, non sanno chi erano Freud e Jung... non hanno mai sentito parlare di psicoterapia.... A clinica tutto l'opposto e negli altri indirizzi uguale.. molto per compartimenti stagni....
    Ricordo un mio amico che lavorava in un'agenzia interinale gli arrivo' una ragazza, studentessa di clinica della triennale per proporsi per uno stage nelle risorse umane e se ne usci' dicendo che loro (psicologi clinici) possono lavorare nelle risorse umane molto meglio perche' conoscono di piu' i test, il mio amico le chiese cosa sapesse di clima organizzativo e come si faceva ad analizzarlo , di benessere organizzativo, cosa fosse lo stress lavoro correlato, come fosse un inter di selezione e quali test si usassero maggiormente in ambito aziendale... La ragazza ovviamente entro' nel pallone e ando' via con la coda fra le gambe... Questo per dire che molte persone con una specializzazione cosi' indirizzata credo che abbiano una percezione distorta di quella che e' la psicologia e i possibili campi di azione, oltre a un po' di presunzione come in questo caso.

    I vecchi ordinamenti (verso cui stiamo piano piano tornando per fortuna e gia' adesso non sono piu' specifici ma molto piu' generali e tentacolari) per certi versi erano piu' completi, se e' vero che una specializzazione professionale e' importantissima nel mondo del lavoro in molti ambiti e' altrettanto vero che la nostra e' una professione difficile dove si deve continuamente annusare l'aria che tira, aggiornarsi continuamente e cogliere le occasioni al volo....senza precludersi alcuna possibilita' di crescita e sviluppo professionale.

    Faccio un piccolo esempio, io ho lavorato in un progetto dedicato a ragazzi in abbandono scolastico, parlando con la mia collega faceva riferimento a possibili problematiche psicologiche dei ragazzi.. parlando di veri e propri disturbi (ovviamente ipotesi molto semplici date dall'osservazione nel tempo di alcuni comportamenti reiterati nel tempo)... In quel caso mi sono un po' aggiornato, mi sono letto un libro di psicopatologia, un altro dove spiegavano l'interazione nei contesti scolastici.. e devo dire che mi sono ulteriormente aggiornato e non ho trovato enormi difficolta'... Se avessi ragionato a compartimenti stagni avrei detto che sono studente di psicologia del lavoro e non mi interessano altri tipi di possibilita'...

    Credo che lo psicologo sia Il professionista della relazione declinato in diversi campi e come tale deve potersi esprimere e credo che abbia tutte le carte in regola per potersi spendere in piu' modi possibile. Piu' ampia e' la nostra forma mentis e la nostra formazione declinata insieme ad un'attenta lettura del territorio e meno problemi avremo a spenderci in piu' ambiti senza precluderci alcuna possibilita'. Sempre tenendo conto delle nostre inclinazioni e possibilita' ovviamente

  8. #8
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Citazione Originalmente inviato da ValeriaDIB Visualizza messaggio
    Salve a tutti,
    ho una domanda da porre :
    Una laurea specialistica è vincolante all'esercizio di una professione attinente alla materia specifica nella quale ci si è specializzati?

    Nel senso... uno psicologo clinico potrà mai lavorare come psicologo del lavoro? oppure un laureato specializzato in "Psicologia delle organizzazioni e dei comportamenti del consumo" che decide di aprirsi uno studio privato svolgendo il lavoro di uno psicologo clinico (es: rilevare disturbi psichici e svolgere attività di counselor)?

    Grazie a chi mi risponderà!
    puoi fare quel che ti pare

  9. #9

    Riferimento: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Quoto in tutto e per tutto quanto affermato da Duccio. Qualsiasi indirizzo si sia scelto, dovremmo essere motivati dal bisogno di approfondire qualsiasi aspetto della psicologia. Spesso, questo richiede di affidarsi alla propria capacità di strutturare un personale sentiero di apprendimento, senza fermarsi solo a quanto proposto dal nostro corso di studio.
    Ultima modifica di DreamOfSheep : 06-09-2012 alle ore 17.14.20
    "And all my armour falling down, in a pile at my feet
    And my winter giving way to warm, as I'm singing him to sleep"

  10. #10
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
    07-07-2010
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    Re: PSICOLOGO CLINICO E NON SOLO???? Chiarimenti....

    Grazie Duccio, molto interessanti le tue considerazioni! Ne terrò conto!

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