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  1. #1

    Psicologi....quali opportunità?

    Ciao a tutti!
    Sono anche io da poco laureata alla triennale di psicologia....ho intenzione di iscrivermi alla specialistica in clinica e proseguire magari come psicoterapeuta.
    Purtroppo vedo sempre più sconforto in tutti i laureati in psicologia!....ma ci sarà qualcuno che lavora, magari non guadagna cifre enormi ma è soddisfatto del suo lavoro?? se siete tra questi fortunati vi prego di dirci se esistete davvero e come avete fatto!!....o è davvero così impossibile lavorare in Italia?....
    Spero che prima o poi qualcuno si renda conto di quanto la nostra professione sia importante e ci dia l'opportunità di lavorare come i medici...visto che il nostro percorso formativo non ha niente di meno rispetto a loro!

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: Psicologi....quali opportunità?

    Ciao Larissa, stando alle statistiche dell'Enpap, incrociate con quelle degli ordini regionali, risulta che davvero pochi psi riescono a lavorare e a vivere bene, si tratta principalmente dei dipendenti della asl o dei direttori delle scuole di specializzazione. Gli altri, nella max parte dei casi, sono sotto la soglia di povertà (reddito annuo inferiore a 10.000 euro lordi). Puoi trovare questa indagine anche online, googlando un po'. Cmq, per rispondere alla tua difficile domanda: quali opportunità?
    - opportunità nel pubblico o in generale come lavoratore dipendente pubblico p rivato stipendiato, tutelato, sindacalizzato: zerro assoluto per almeno i prossimi 50 anni
    - opportunità legate alla propria cerchia di relazioni: se conosci qualcuno che è già inserito nel settore e può segnalarti un'opportunità, farti partecipare a unprogettino, farti entrare in qualche coop, società, studio, centro, ecc, ritagliarti uno spazio oppure passarti i primi clienti, quella è un'opportunità. Se nella tua cerchia non hai un possibile "sponsor", prova a creartelo, sei lauretata triennale quindi puoi sfruttare il biennio magistrale e il tirocinio annuale per crearti una rete di relazioni strategiche che possano mediare il tuo ingresso nel settore.
    - opportunità legate alla tua imprenditorialità: se non hai la mentalità del lavoro come "posto", magari pure fisso, puoi crearti tu stessa le opportunità, analizzando il tuo territorio, sviluppando delle competenze e offrendole direttamente al mercato, cercando di promuovere il tuo servizio. Se il vervizio che offri è ben sintonizzato su un'esigenza del mercato, sbattendoti per farti conoscere, è molto probabile che otterrai risultati e potrai lavorare bene e vivere anche discretamente (se non hai molte pretese). Se però il tuo servizio non risponde a un'esigenza di mercato, puoi sbatterti a promuoverlo, ma non lavori lo stesso. Spesso è il caso della psicoterapia: putroppo non c'è un'elevata domanda di mercato nel privato quindi risulta difficile "vendere" questo servizio anche se sai farlo bene e lo promuovi molto (tendenza generale, poi ci sono le eccezioni). Però hai ancora 3 anni per ampliare la tua visuale ed esplorare gli altri servizi che uno psicologo può offrire e sui cui ci sono maggiori potenzialità di sviluppo poiché c'è maggiore richiesta da parte di potenziali clienti.

    Ultima cosa: se hai in mente di fare master o corsi lunghi focalizzati, suggerisco di approfittare del biennio magistrale per farli. Io ho fatto l'errore di fare tutti i master dopo la laurea, perché quando ero all'uni lavoravo full time e avevo poco tempo e pensavo che dopo la laurea ne avrei avuto di più. Errore! Tornassi indietro li farei durante il biennio. Anzi, a dirla tutta, oggi direi che non li farei né prima né dopo e che forse era melgio spendere tutti quei soldi in altro modo. Ad esempio da quest'anno ho deciso che la quota che in genere metto da parte per corsi e master...la spenderò in viaggi, vacanze e serate con gli amici. Ma questo è un altro discorso . Cmq in bocca al lupo, leggi anche i thread vecchi, se ti poni il problema del lavoro adesso, avrai più probabilità una volta abilitata di inserirti bene perché conoscerai le logiche del mercato

  3. #3
    Partecipante
    Data registrazione
    22-01-2005
    Residenza
    cremona
    Messaggi
    57

    Riferimento: Psicologi....quali opportunità?

    Concordo con quanto detto da Ste. Io mi sono laureata nel 1998 e le cose da allora non sono migliorate, anzi, la crisi economica che da anni ci attraversa ha reso l'investimento nel sociale e nel sanitaro ancora minore, quindi meno soldi per la nostra figura professionale, che già di per sè non è prevista negli organici di molti enti o se è presente è in un rapporto molto basso con l'utenza. Tutti ora si buttano sulla libera professione, certo per avere per anni due o tre pazienti e poi fare a lato l'educatore, se va bene, o il commesso o l'operatore di call center . Credo che tu sia molto giovane e per questo è giusto e naturale che tu voglia sentirti dire che tutto il pessimismo che senti intorno a te non è vero, e forse per te non lo sarà, ma allo stesso tempo ti suggerisco di capire se ciò che vuoi fare è dato da un immagine mediata dello psicologo, es dalle università che dicono che si può lavorare ovunque e poi si scopre che non è così oppure dai mass media dove parlano di psicologi in molte situazione salvo poi scoprire che lavorano gratis oppure sono sempre i soliti nomi, o è dato dalla consapevolezza del mondo reale dello psicologo, fatto di competenza e studio spesso non sufficienti per emergere, dove ciò che vale maggiormente è essere al posto giusto al momento giusto o l'affiliazione al potente di turno. Se ti senti pronta a fare un lavoro quasi esclusivamente di libera professione, dove devi creare il bisogno di psicologia e comnbattere con decine di agguerriti concorrenti, allora ben venuta in questo mondo.

  4. #4

    Riferimento: Psicologi....quali opportunità?

    grazie mille dei suggerimenti....cercherò di farne tesoro....
    Sono anni che faccio un lavoro che non ha niente a che vedere con i miei studi, sottopagato e che detesto, e vedo persone che nonostante abbiano un lavoro ben pagato sono infelici e vorrebbero altro.
    Penso che nella vita sia importante fare ciò che si desidera e crederci fino alla fine.
    La "fortuna" del nostro lavoro è che si può variare, vedere come avete detto anche voi, l'esigenza del mercato e, anche se faticoso, non arrendersi mai e continuare a mettersi in gioco....e se poi non va......bè almeno ce l'abbiamo messa tutta!!

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