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  1. #1
    Partecipante Affezionato L'avatar di interesting
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    06-10-2008
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    Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre opinioni



    Avrei interesse di conoscere le vostre critiche a riguardo della cosiddetta "psicologia positiva" tanto in voga oggigiorno. Intendo quella psicologia del pensiero positivo a tutti i costi, dell'autoaffermazione e quant'altro.

    Quali sono i pericoli e le lacune di tale approccio?
    Quali le vostre critiche?
    Immagini allegate Immagini allegate
    Citazione Originalmente inviato da *pinnina*
    Per il momento mi faccio il Mecacci (il libro intendo!).

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Io non ho grandi critiche a dire il vero, le tue quali sono?

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Citazione Originalmente inviato da interesting Visualizza messaggio


    Avrei interesse di conoscere le vostre critiche a riguardo della cosiddetta "psicologia positiva" tanto in voga oggigiorno. Intendo quella psicologia del pensiero positivo a tutti i costi, dell'autoaffermazione e quant'altro.

    Quali sono i pericoli e le lacune di tale approccio?
    Quali le vostre critiche?
    premesso che non so se la psicologia positiva è una vera e propria scuola di psicologia (come il cognitivismo, la psicologia dinamica, ecc.) o se è semplicemente un'etichetta per proporre la psicologia in modo più accattivante al grande pubblico.

    Premesso questo, tra i lati positivi è il suo presentarsi in modo accattivante e la sua facile applicazione al coaching e a interventi di promozione del benessere. Il pericolo è che vengano trattati con troppa leggerezza alcuni temi importanti minimizzandoli, che il grande pubblico creda che esista anche una "psicologia negativa", e che le tecniche di psicologia positiva vengano utilizzate da non addetti ai lavori senza un beckground teorico sufficiente.

  4. #4
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Penso che sia di difficile applicazione in ambito clinico, con disturbi psichiatrici. Viceversa, in un contesto educativo o di counselling, è molto efficace. Personalmente, ne ho tratto grande giovamento.

    Consiglio a tutti " Le vostre zone erronee" e "Te stesso al cento per cento" del Dr. Wayne Dyer.

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    che intendi per psico positiva? Se si fa riferimento a una certa letteratura americana un po' arrivista, stile robbins, dyer e compagnia piennellara, 2° me un aspetto negativo potrebbe essere che gli effetti benefici sono spesso a brevissimo termine, nel senso che può "gasare" molto, dare sintomi euforizzanti e umore alle stelle tipo quelli del disturbo maniacale, dove ti senti il padrone del mondo, ma poi sostanzialmente non cambiano un fico secco e ognuno torna alle proprie miserie...che diventano a volte ancora più intollerabili, dopo aver vissuto una disillusione. Un po' come certe droghe o cocktail alcoolici che appena li assumi ti esaltano e stai a bomba e dopo 3 minuti sprofondi a terra peggio di prima. Ovviamente non è sempre così né per tutti e blablabla, ma 2° me il rischio di sentirsi a bomba e poi cadere in depressione nera peggio di prima c'è, soprattutto per alcune persone in difficoltà o vulnerabili.

  6. #6
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Hai perfettamente ragione ste, ma questo perchè nessun libro da solo riesce a cambiare radicalmente una persona, a meno che questa non abbia una fortissima determinazione e autocontrollo. Insomma, è chiaro che un terapeuta vivo e vegeto fa la differenza, sennò ci compreremmo tutti dei libri invece che spendere milioni in terapia
    Penso che avere uno come dyer o robbins come terapeuta... sticazzi, voglio vedere se non cambi. Sinceramente stento a crederlo: ci sono persone che hanno un talento naturale per influenzare le persone, indipendentemente dagli studi o dal credo epistemologico.

  7. #7
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Anthony Robbins come terapeuta? Posso capire le abilità di influenza, ma non credo abbia le competenze per fare terapia

  8. #8
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Citazione Originalmente inviato da LateralTalking Visualizza messaggio
    Hai perfettamente ragione ste, ma questo perchè nessun libro da solo riesce a cambiare radicalmente una persona, a meno che questa non abbia una fortissima determinazione e autocontrollo. Insomma, è chiaro che un terapeuta vivo e vegeto fa la differenza, sennò ci compreremmo tutti dei libri invece che spendere milioni in terapia
    Penso che avere uno come dyer o robbins come terapeuta... sticazzi, voglio vedere se non cambi. Sinceramente stento a crederlo: ci sono persone che hanno un talento naturale per influenzare le persone, indipendentemente dagli studi o dal credo epistemologico.
    vedi, il fatto è che persone come Robbins sono sicuramente carismatiche ed esercitano un'influenza sugli altri grazie alla suggestione e al fatto che "vendono sogni".
    Si tratta però di cambiamenti, per così dire, superficiali, che funzionano con persone che si lasciano influenzare. Si tratta di influenze, comunque, che sicuramente non fanno guarire da disturbi veri e propri, ma tuttalpiù aumentano l'autostima e cose del genere.
    Anzi cedo che per certe patologie possa addirittura far danni perché c'è gente (personalità dipendente, sfera depressiva e simili) che CERCANO qualcuno a cui aggrapparsi e da cui dipendere. Questo forte carisma e bisogno di influenzare gli altri (sì perché credo che certe persone abbiano un bisogno, che sarebbe anche interessante poter analizzare, di influenzare gl altri per mantenere la propria autostima) infatti può colludere con le richieste patologiche di certe categorie di pazienti. E questo equilibrio, in questi casi, è patologico perché anche se la persona ha la percezione che stia meglio, in realtà è compensata perché ha trovato quel che cercava.

    La psicoterapia invece consiste in un insieme di tecniche, ben precise, che permettono al terapeuta di aiutare il paziente a stare meglio. Non c'entra il carisma personale del terapeuta, cioè è importante che si tabilisca una relazione di fiducia tra terapeuta e paziente, ma non è necessario che il terapeuta sia un leader o un carismatico.
    Ultima modifica di Johnny : 20-09-2012 alle ore 20.11.25

  9. #9
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    vedi, il fatto è che persone come Robbins sono sicuramente carismatiche ed esercitano un'influenza sugli altri grazie alla suggestione e al fatto che "vendono sogni".
    Si tratta però di cambiamenti, per così dire, superficiali, che funzionano con persone che si lasciano influenzare. Si tratta di influenze, comunque, che sicuramente non fanno guarire da disturbi veri e propri, ma tuttalpiù aumentano l'autostima e cose del genere.
    Anzi cedo che per certe patologie possa addirittura far danni perché c'è gente (personalità dipendente, sfera depressiva e simili) che CERCANO qualcuno a cui aggrapparsi e da cui dipendere. Questo forte carisma e bisogno di influenzare gli altri (sì perché credo che certe persone abbiano un bisogno, che sarebbe anche interessante poter analizzare, di influenzare gl altri per mantenere la propria autostima) infatti può colludere con le richieste patologiche di certe categorie di pazienti. E questo equilibrio, in questi casi, è patologico perché anche se la persona ha la percezione che stia meglio, in realtà è compensata perché ha trovato quel che cercava.

    La psicoterapia invece consiste in un insieme di tecniche, ben precise, che permettono al terapeuta di aiutare il paziente a stare meglio. Non c'entra il carisma personale del terapeuta, cioè è importante che si tabilisca una relazione di fiducia tra terapeuta e paziente, ma non è necessario che il terapeuta sia un leader o un carismatico.
    Mi hai dato lo spunto interessante per scrivere un post, prima o poi ci convoglio dentro un bel po' di roba.

  10. #10
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o


  11. #11
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Johnny, grazie per i video. Cosa ne pensi della tendenza della psichiatria e della psicologia clinica a patologizzare tutti e a deresponsabilizzare il paziente che si trova giustificato e condannato da un'etichetta per i suoi comportamenti? Facciamo il classico esempio del depresso che si sente dire "sei un depresso" e si crogiola ancora di più nella sua inerzia.
    Poi: cambiamento superficiale e cambiamento profondo... questo dualismo freudiano ha riscontri pratici? Inconscio e conscio, ego id superio.. Ma siamo sicuri che esistano queste distinzioni? E soprattutto, anche se superficiale, se è un cambiamento di un atteggiamento che reca dolore (esembio fobia), non pensi sia positivo? Tieni presente che la psicoterapia comportamentale, o cbt o strategica lavorano solo a questo livello. Lo dico perchè ho provato entrambi gli approcci, e con il mio psico che è allievo di Nardone non si va mai in profondità, anzi. Eppure ho già superato due fobie, e non mi si è "spostato" il sintomo.
    Ultima modifica di LateralTalking : 27-09-2012 alle ore 03.00.59

  12. #12
    Johnny
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Citazione Originalmente inviato da LateralTalking Visualizza messaggio
    Johnny, grazie per i video. Cosa ne pensi della tendenza della psichiatria e della psicologia clinica a patologizzare tutti e a deresponsabilizzare il paziente che si trova giustificato e condannato da un'etichetta per i suoi comportamenti? Facciamo il classico esempio del depresso che si sente dire "sei un depresso" e si crogiola ancora di più nella sua inerzia.
    nella mia esperienza non ho mai visto psicologi e psicoterapeuti che "patologizzano" e "deresponsabilizzano". Anzi, l'assunzione delle proprie responsabilità è la base di qualsiasi cambiamento in psicoterapia. Forse la patologizzazione avveniva nell'800 con la prima psicoanalisi freudiana, ma subito dopo si è iniziato a parlare di individuazione e patologia come mancata realizzazione di sé (Jung), anziché come qualcosa da "curare".

    Il "peccato" degli psicologi è che finora si sono sempre concentrati sull'ambito clinico, tralasciando tutta la parte di crescita personale, benessere ecc...SEMBRA (lo dico piano) che negli ultimi anni almeno ci si sia accorti che esiste altro rispetto alla specializzazione in psicoterapia.
    E ciò accade, credo, grazie a tutte queste figure di coach, counselor, reflector ecc...che iniziano a farsi strada. Di fronte a questi "ladri", gli psicologi dicono "altolà è roba nostra".
    Potevano anche pensarci prima, ma forse faceva comodo così.

    Sicuramente c'è una parte della psichiatria che tende a patologizzare, cioè quella di stampo organicista.
    Con l'approccio umanistico e fenomenologico, però, questa visione è stata superata, anche se in Italia, mi pare, ci sia un po' di difficoltà ad accettare questo punto di vista.

    Poi: cambiamento superficiale e cambiamento profondo... questo dualismo freudiano ha riscontri pratici? Inconscio e conscio, ego id superio.. Ma siamo sicuri che esistano queste distinzioni? E soprattutto, anche se superficiale, se è un cambiamento di un atteggiamento che reca dolore (esembio fobia), non pensi sia positivo? Tieni presente che la psicoterapia comportamentale, o cbt o strategica lavorano solo a questo livello. Lo dico perchè ho provato entrambi gli approcci, e con il mio psico che è allievo di Nardone non si va mai in profondità, anzi. Eppure ho già superato due fobie, e non mi si è "spostato" il sintomo.
    sì penso che qualunque cambiamento positivo sia ben accetto. Però attenzione: la terapia cognitivo-comportamentale non agisce solo a livello "superficiale", anzi spesso va molto in profondità e magari lo fa in un secondo momento, solo che lo fa in modo diverso dalla psicoanalisi; e poi quando si parla di problemi psicologici è inevitabile che nel paziente nascano degli stati d'animo molto dolorosi e ansiogeni che credo possano essere gestiti solo da uno psicoterapeuta (sia perché ha studiato di più, quindi è più preparato, sia perché ha svolto una formazione personale per gestire il controtransfert).
    La Terapia Breve Stratgica, che è una terapia integrata, è sicuramente molto valida però esistono degli studi scientifici che ne dimostrano la validità, infatti è una scuola di psicoterapia a tutti gli effetti.

    Per cambiamento superficiale" intendo questo: che l'individuo ha la "percezione" che sia cambiato qualcosa perché entusiasta del carisma trasmesso dal "santone" di turno.

    Nei video di Seligman che ho postato: vedi che quando parola di psicologia positiva, di emozioni, di felicità...fa riferimento a studi scientifici. Cioè non vende fumo o sogni, ma si basa su dati di fatto.

    queste sono le mie opinioni, ovviamente, non la verità assoluta
    Ultima modifica di Johnny : 27-09-2012 alle ore 19.13.29

  13. #13
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    No ma le condivido pienamente. Anche se , te lo dico per esperienza personale, è facile che i clinici, specie se con formazione freudiana, tendano a catalogare e quindi giustificare i propri pazienti. Pensiamo allo stesso dsm: fino a un certo punto (mi pare il III) , l'omosessualità era considerata una grave psicologia psichiatrica, dal giorno alla notte BAM sanatoria universale... Ma rendiamoci conto dell'attendibilità di questi manuali, veramente.
    Sulla psicanalisi ce ne sarebbero tante da dire che naturalmente due righe non bastano. Citando dal secondo video di seligman, un esempio classico sarebbe il viaggio di anni nella psiche del paziente per rimuovere presunti traumi sessuali che gli impediscono di essere felice, per scoprire che poi i traumi non c'erano e senza cambiare una virgola... Esempi di questo tipo penso possano riempire un intero libro, ma che dico, una enciclopedia degli orrori.

    Altra cosa, il counseling come fatto in italia (corsi da due weekend aperti a cani e porci) è una cosa , il counseling nei paesi anglosassoni è una professione strutturata, con un corpus scientifico che trae le basi proprio dalla psicologia umanistica di rogers e compagnia.

  14. #14
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Naturalmente poi, come dici tu, le teorie organiciste esasperano questa concezione all'inverosimile, condannando (a volte tirando in ballo la genetica) un "depresso" a macerarsi nella sua condizione di passività nei confronti della vita e ad assumere farmaci che lo inebetiscono ulteriormente.
    Ricordandoci naturalmente di tutte quelle belle cose come l'elettroshock, la lobotomia, eccetera eccetera..

    P.s. il discorso su robbins ora mi è più chiaro e penso tu abbia ragione.
    Ultima modifica di LateralTalking : 27-09-2012 alle ore 21.59.36

  15. #15
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    Riferimento: Aspetti negativi della "Psicologia Positiva": le vostre o

    Io ho trovato un articolo recentemente che potrebbe forse interessarti...
    lo incollo qui (tratto da psicolinea)

    Gli studi nel campo della felicità sono oggi davvero moltissimi, basta guardare i tanti studi pubblicati sulle due riviste accademiche della psicologia positiva: il Journal of Happiness Studies e The Journal of Positive Psychology, entrambe dedicate alla pubblicazione di ricerche nel settore.

    In effetti, vi è stata una rapida e inusuale crescita all’interno del movimento della cosiddetta ”psicologia positiva”. Come mai? Il fatto è che, a differenza di altre branche della disciplina, che tendono a concentrarsi sui disturbi psicologici, come la depressione e l’ansia, la psicologia positiva presta attenzione a ciò che rende le persone più ottimiste e più felici.

    Se la psicologia positiva, alla fine della fiera, non raggiungesse altro obiettivo, comunque meriterebbe il riconoscimento di aver elevato lo studio della felicità ad una posizione di tutta rispettabilità accademica.

    La psicologia positiva nasce nelle università, ma vuole essere comprensibile, parlare alla gente comune, il che è lodevolissimo, ma inevitabilmente, accanto a ricerche condotte con criteri scientifici i media tendono a mescolare insegnamenti di tipo new age, che propongono tecniche quali: “Visualizzate i vostri obiettivi”, “Pensate positivo”, “Eliminate la parola ‘impossibile’ dalla vostra vita” e via dicendo. Come osservano giustamente molti critici, attraverso seminari, DVD, CD e libri di auto-aiuto ecc., a diventare veramente felici sono questi “Life Coach”, che spesso non sono neanche psicologi e che riescono a creare, sull’ottimismo, business miliardari.

    Va detto che l’idea di pensare positivo, sempre e comunque, non rappresenta un ideale da raggiungere: in molti momenti, una dose di sano pessimismo può aiutare le persone a difendersi da minacce che altrimenti non avrebbero neanche percepito e niente, come le delusioni e le sconfitte, può creare le condizioni per un vero cambiamento, visto che esse permettono di attrezzarsi in modo adeguato per affrontare le vicissitudini della vita. Pensare, solo e troppo, in modo positivo porta invece, inevitabilmente, alla delusione e al fallimento.

    Ma è proprio questo il punto: la psicologia positiva non è quella descritta da questi life coach miliardari e non ha nulla a che fare con la faccina gialla che ride. L’obiettivo dichiarato della psicologia positiva è quello di aiutare le persone a sfruttare al meglio le proprie risorse, le proprie potenzialità. Lo scopo finale è quello di vivere una vita più sana, più lunga, con molte soddisfazioni, sia nel lavoro, che nelle amicizie, che nelle relazioni intime. Come si vede, il campo contrasta nettamente con la maggior parte della letteratura psicologica, che si è invece concentrata sull’obiettivo di ridurre le malattie e i disagi. (Obiettivo più che rispettabile, ma che lascia inevasa la richiesta delle persone di trovare strumenti idonei a migliorare la qualità della propria vita. In mancanza di una psicologia positiva accademica, le persone potrebbero più facilmente rivolgersi a questi guru della felicità, con conseguenze imprevedibili (o, forse, fin troppo prevedibili).

    Alcuni dei risultati ottenuti in questo settore sono entusiasmanti e sfidano molti luoghi comuni su ciò che è necessario per vivere una vita felice e sana. Un famoso studio ha riguardato i vincitori della lotteria e le vittime di lesioni spinali scoprendo che, mentre coloro che avevano vinto la lotteria erano stati brevemente molto più felici di coloro che erano diventati paraplegici (che erano stati per un breve periodo “molto infelici”), tutti ben presto hanno ritrovato i loro livelli originali di felicità.

    Allo stesso modo, la ricerca di ricompense estrinseche, come il denaro e lo status, non portano a una felicità duratura: la ricerca in psicologia positiva (vedi ad esempio il libro di Seligman) ha scoperto che il benessere nel lungo termine è dato dal coltivare la fiducia in sé stessi, le relazioni, avere un lavoro interessante e coinvolgente, e definire degli obiettivi significativi, che permettano di riconoscere i progressi effettuati.

    Un’altra serie di risultati suggerisce che gli individui sono più felici se riescono a lavorare sui loro punti di forza, così come a migliorare le loro aree di debolezza. La ricerca condotta nel mondo del lavoro ha scoperto che, anche se i dipendenti problematici richiedono maggiore attenzione, i manager che investono il loro tempo con i loro migliori lavoratori invece che con i peggiori, ottengono migliori risultati (due o tre volte superiori).

    Allo stesso modo, i manager che creano ambienti che consentono ai dipendenti di esercitare regolarmente il loro talento possono usufruire di lavoratori più produttivi (ed anche meno costosi). Il punto dunque non è quello di ignorare gli aspetti negativi della vita, ma di creare le condizioni per far si che le persone e le comunità possano essere più felici.

    La psicologia positiva desidera informare le persone su come si può organizzare al meglio la propria vita, nelle scuole e nei luoghi di lavoro, perché essa sia più coinvolgente, produttiva e solida. L’obiettivo esplicito della disciplina è quello di basarsi su un approccio legato all’evidenza scientifica, per aiutare le persone e crescere e ad uscire dall’apatia, dall’ isolamento, dalla depressione, ecc. attraverso la loro creatività e la voglia di vivere, per costruire una vita più felice e più prospera.

    Le persone che conoscono bene la materia sanno che la psicologia positiva non si concentra esclusivamente su positività ed ottimismo, ma studia la capacità di adattamento, i punti di forza, la resilienza (cioè la capacità di uscire più forti dalle esperienze negative).

    Si tratta di un campo di studi nuovo e affascinante: un paio di anni fa, l’Università di Harvard mise in calendario un corso di Psicologia Positiva, che venne pubblicizzato come segue: il corso si concentra sugli aspetti psicologici di una vita appagante e fiorente. Gli argomenti riguardano felicità, autostima, empatia, amicizia, amore, realizzazione, creatività, musica, spiritualità, e umorismo. Chi non avrebbe desiderato seguire un corso di questo tipo?

    Ci sono certamente alcune legittime critiche che si possono fare alla psicologia positiva: il campo è ancora relativamente nuovo e le ricerche sono state condotte quasi esclusivamente in contesti occidentali. Ma la maggior parte delle critiche nei confronti della psicologia positiva non riguardano la ricerca quanto il modo in cui vengono pubblicizzate ed applicate le scoperte. Come per ogni movimento emergente, la tendenza è quella di vendere servizi o scrivere libri e, come in ogni campo, ci sono “consulenti” che, per vendere, promettono troppo, offrono troppo poco e, così facendo, creano una legittima resistenza nei confronti di questa nuova psicologia.

    Dr. Giuliana Proietti

    Fonti:
    Academics find putting on a happy face not always such fun, The Age
    Thinking negative, The Age
    Negative reports of positive psychology show ignorance isn’t bliss, The conversation

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