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Visualizzazione risultati 1 fino 6 di 6
  1. #1
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
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    Neuroeconomy e Neuromarketing

    Buongiorno, apro questo thread partendo dalla mia decisione di iniziare il lavoro di tesi sul neuromarketing, che partira' in maniera piu' strutturata dopo l'estate, ho gia' avuto un incontro preliminare con la docente che mi seguira' che mi ha preso e mi ha consigliato di guardarmi intanto un articolo in proposito. L'argomento su cui iniziero' la tesi che sara' di tipo compilativo e' la Neuroeconomia o Neuromerketing, un'area ponte fra le neuroscienze e la psicologia sociale che negli ultimi 10 anni ha preso particolarmente campo a partire dagli studi del premio Nobel Kahneman, psicologo che ha fatto molte ricerche in questo ambito.
    Prima di inziare in maniera strutturata il lavoro con la professoressa ho pensato di aprire questo thread per confrontarmi con colleghi che avessero approfondito questo campo, per studio personale, tesi, lavoro e quant'altro.. per avere magari qualche indicazione su come impostare la tesi e avere qualche spunto su riflessioni riguardo ai campi di applicazione e di interesse pratico riguardo alla neuroeconomia. Inoltre se avevate qualche indicazioni magari bibliografica per quanto riguarda testi e autori di riferimento.
    Apro questo thread in questa stanza e non nella stanza delle tesi perche' mi interessava non tanto un aiuto per la tesi quanto piu' altro qualche considerazione e riflessione su questo campo di studi molto nuovo e innovativo e ancora non trattato se non in modo marginale nelle facolta' italiane.
    Grazie a tutti, buona estate

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
    Data registrazione
    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    Riferimento: Neuroeconomy e Neuromarketing

    Ciao Duccio, porto mia testimonianza, di persona che ha lavorato nel marketing, commercio, vendite e altre belle cose simili e ha sempre cercato di farlo in modo scientifico, cioè misurando i risultati. Allora c'è stato un testo sul neuromarketing, che ancora oggi è il punto di riferimento per gli operatori del settore (non so per gli accademici e soprattutto per i prof di Firenze...che sappiamo bene che sono una fauna a se stante ) è quello di Patrik Renvoise. La principale innovazione che ha portato, almeno nella mia esperienza e quella di colleghi che conoscevo, è nella sequenza con cui costruire un messaggio. I vecchi copywriter sono rimasti fermi alla sequenza detta "AIDA" (acronimo), ormai assolutamente obsoleta ma su cui cè una vasta letteratura e ancora viene studiata nei vari corsetti e master poco aggiornati. Adesso applicando i principi di neuromarketing si utilizza tutto un altro modo di comunicare, molto nuovo e diverso e sicuramente più efficace (= incremento percentuale conversioni dei prospect). Poi, se devo dirla tutta, sto sperimentando un'altra sequenza che risulta ancora più efficace di quella neuro, ma ancora non è stata codificata da autori e testi, è stata sperimentata da alcune agenzie di marketing che seguo e sta risultando molto promettente.

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di armomarx
    Data registrazione
    16-09-2007
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    326

    Riferimento: Neuroeconomy e Neuromarketing

    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Buongiorno, apro questo thread partendo dalla mia decisione di iniziare il lavoro di tesi sul neuromarketing, che partira' in maniera piu' strutturata dopo l'estate, ho gia' avuto un incontro preliminare con la docente che mi seguira' che mi ha preso e mi ha consigliato di guardarmi intanto un articolo in proposito. L'argomento su cui iniziero' la tesi che sara' di tipo compilativo e' la Neuroeconomia o Neuromerketing, un'area ponte fra le neuroscienze e la psicologia sociale che negli ultimi 10 anni ha preso particolarmente campo a partire dagli studi del premio Nobel Kahneman, psicologo che ha fatto molte ricerche in questo ambito.
    Prima di inziare in maniera strutturata il lavoro con la professoressa ho pensato di aprire questo thread per confrontarmi con colleghi che avessero approfondito questo campo, per studio personale, tesi, lavoro e quant'altro.. per avere magari qualche indicazione su come impostare la tesi e avere qualche spunto su riflessioni riguardo ai campi di applicazione e di interesse pratico riguardo alla neuroeconomia. Inoltre se avevate qualche indicazioni magari bibliografica per quanto riguarda testi e autori di riferimento.
    Apro questo thread in questa stanza e non nella stanza delle tesi perche' mi interessava non tanto un aiuto per la tesi quanto piu' altro qualche considerazione e riflessione su questo campo di studi molto nuovo e innovativo e ancora non trattato se non in modo marginale nelle facolta' italiane.
    Grazie a tutti, buona estate

    Io farei una grande distinzione tra il lavoro di Kahnemann e le attuali ricerche sulla neuroeconomia. Sebbene le due cose siano certamente collegate, metterle insieme ti potrebbero portare a fare un lavoro troppo dispersivo poichè Kahnemann si è occupato principalmente di decisione e di scelta del consumatore, mentre la neuroeconomia è molto più generale e diversificata (l' esperimento di Damasio del '94 è super-citato). Sviluppando il lavoro di kahnemann ti ritroveresti a studiare tanti grafici e funzioni di utilità, mentre sviluppando il tema della neuroeconomia potresti arrivare ad es. ai disturbi di impulsività e compulsione al gioco d'azzardo. Le strategie di marketing, poi, suppongo siano proprio un altro capitolo a parte...


    per i testi sulla teoria del prospetto e simili, li puoi trovare in qualsiasi corso di laurea in economia. Anzi, ci sono diverse unità di ricerca di economisti che fanno esperimenti di Economia comportamentale e Cognitiva.


    per la neuroeconomia, invece, mi pare esista da poco una rivista specializzata. Dovrebbe chiamarsi "Neuroeconomics" ma non ne sono sicuro...
    la complessità di un argomento non giustifica l'uso di un linguaggio difficile e articolato nell' esporlo al pubblico.

  4. #4
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
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    Firenze
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    Riferimento: Neuroeconomy e Neuromarketing

    Molto interessante, vi ringrazio intanto, chiaramente andro' a parlare passata l'estate con la mia relatrice per impostare il lavoro ma queste dritte mi sono d'aiuto per guardarmi un po' intorno diciamo.. se altri hanno qualche riflessione o impressione sono qua

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di LaurAt
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    24-06-2004
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    Riferimento: Neuroeconomy e Neuromarketing

    Ciao Duccio, ho ripescato questo vecchio post perchè mi sto interessando di neuromarketing.
    Essendo passati anni dalla tua tesi, oggi che opinione hai in merito?
    "Tutti dovremmo preoccuparci del futuro, perché là dobbiamo passare il resto della nostra vita." - C.F. Kettering

  6. #6
    L'avatar di Duccio
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    25-06-2002
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    Riferimento: Neuroeconomy e Neuromarketing

    Ciao Laura, sono passati effettivamente un po' di anni e successivamente ho abbandonato l'argomento anche se interessante.
    La mia opinione è che tutta la neuroeconomia (compreso il neuromarketing che ne è un sottoinsieme) sia un argomento davvero interessante e potenzialmente ambito molto ricco, con i pro e contro del caso. Intanto è un ambito in grandissimo fermento, se ti fai un giro nei gruppi linkedin dedicati alla neuroeconomia e al neuromarketing vedrai che ogni giorno ci sono ricerche, dibattiti, discussioni, nuove idee..ricercator, studiosi che dibattono continuamente.. i E' un ambito davvero in enorme fermento culturale.. Dalla mia tesi sono passati 3 anni, sono convinto che tra un paio di anni già potrà essere considerato un lavoro datato proprio perchè gli scenari stanno cambiando continuamente. Questo è un pro perchè è un ambito vivo, un contro perchè è necessario stargli dietro e al passo per capire bene di cosa si tratta e le sue potenzialità.
    Un contro è sicuramente l'enorme tentacolarità degli ambiti che costruiscono la neuroeconomia.. troviamo studiosi che fanno riferimento alle neuroscienze, studiosi che fanno riferimento alla economia e studiosi che fanno riferimento alla psicologia.. ognuno con i propri metodi di indagine che per forza di cose sono diversi tra loro .. ognuno di questi approcci spiega i fenomeni in modo differente e indagano secondo metodi differenziati.. Quindi unire questi aspetti è una difficoltà e un punto che sicuramente frena parzialmente lo sviluppo della disciplina che si trova ad avere ricercatori neuroscienziati che portano avanti ricerche con i primati non umani e economisti che fanno ricerche sulla base di modelli economici... Come fare per unire questi approcci? Questa è una sfida che è tutt'ora in atto e che sottolinea la grande complessità della disciplina e dei suoi risultati. è per certi versi un freno, la psicologia e le neuroscienze vanno a braccetto quasi da sempre, mentre l'approccio neuroscientifico e quello economico hanno iniziato a parlarsi da soli 20 anni e poco più (da quando sono nate discipline come la finanza comportamentale e l'economia cognitiva).. e 20 anni nella storia della scienza non sono niente...
    Oggi possiamo parlare ancora di forti potenzialità più che di conquiste acquisite..
    Ad esempio lo studio della "scelta" economica da un punto di vista clinico è utilissima.. Se riusciamo a capire quali zone cerebrali si attivano nel momento in cui siamo di fronte ad una scelta economica possiamo capire quali scelte economiche sono deficitarie in base a delle lesioni specifiche e quindi agire di conseguenza con opportuni percorsi riabilitativi pensiamo alle dipendenze del gioco d'azzardo ad esempio...
    Ad esempio lo studio della scelta nel marketing è importantissima.. gli studiosi evidenziano che l'attivazione dell'accumbens, associato generalmente a ricompense piacevoli, anticipa le scelte rischiose e i relativi errori. Questo principio viene abitualmente utilizzato nei casinò, che vengono resi pieni di stimoli che rappresentano ricompense piacevoli (tipo prezzi bassi di pernottamento, alcolici gratuiti, cameriere in abbigliamento sexy); questo comporta maggiore attivazione dell'accumbens e di conseguenza maggiore propensione a comportamenti rischiosi e quindi più guadagni nei casinò (questo al di là ovviamente delle considerazioni etiche che possiamo fare) .
    Il senso di questo discorso è la possibilità di creare comunicazioni ad hoc (che possono essere relative anche alla prevenzione o promozione in ambito di comunicazione sociale e della salute) in base alla conoscenza di determinati correlati neurali. Questo ci rimanda alla Teoria del Prospetto di Kahneman e Twersky conoscere che una modalità di presentazione di una comunicazione persuasiva (enfatizzare i benefici o le perdire) rende maggiormente probabile o ostacola l'attuazione di comportamenti raccomandati orienterà in maniera strategica il lavoro di chi progetta una ipotetica campagna di prevenzione.
    Un altro tema innovativo è la possibilità di creare sistemi artificiali autonomi. La neuroeconomia si occupa delle basi neurali delle scelte,
    comprendere questi meccanismi a fondo potrebbe in futuro renderci capaci di progettare sistemi autonomi di scelte (neuro e bioispirati) su dei robot in modo da renderli maggiormente efficaci nel fare scelte “autonome”. Penso ad esempio a ciò che riguarda l'ingegneria spaziale e la costruzione di sistemi artificiali meccanici che in alcune situazioni possano sostituirsi fisicamente all'uomo.
    Quindi ecco.. le potenzialità sono enormi ma vanno fatti i conti con una disciplina giovanissima, in pieno fermento culturale, con approcci e metodologie e ricercatori molto differenziati che devono necessariamente convergere..
    Spero di aver risposto esaurientemente alla tua domanda

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