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  1. #1

    presentazioni e informazioni

    Buongiorno a tutti,
    sono nuovo su questo forum ma vi seguo già da molto tempo!! Mi sono iscritto per poter avere delle informazioni che solo voi che siete nel campo potrete darmi!
    A settembre frequenterò l'ultimo anno del liceo classico di una cittadina della provincia di Foggia e dovrei scegliere la facoltà che dovrò intraprendere. A me fin da piccolo è sempre piaciuta la psicologia perchè mi affascina il mistero della mente umana e come l'uomo durante la sua esistenza ha cercato di conoscere questa parte di sè stesso!
    è una passione innata che mi ha portato ad informarmi su vari argomenti della psicologia pur facendo il liceo classico.
    Sembra dunque che la facoltà di psicologia mi calzi a pennello... Ma io penso anche al mio futuro e a ciò che la psicologia mi potrà dare dopo gli studi! Come sappiamo tutti, di certo il lavoro offerto dalla psicologia è come una sorgente di acqua fresca nel deserto! Dunque vale la pena inseguire la propria passione e poi non trovare lavoro?
    Al riguardo vi vorrei chiedere un'informazione: io sono un ragazzo non vedente e come tale usufruisco di varie leggi quali n. 104/92 e n. 68/99 (la legge che determina le fasce protette)... Ecco avendo questeleggi dalla mia parte, dopo gli studi (3 + 2 + 4 anni) ho più speranze di lavoro in qualsiasivoglia struttura pubblica o privata?

    Grazie in anticipo per il tempo che mi dedicherete e aspetto vostre informazioni al riguardo. Grazie!

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    11-06-2012
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    159

    Riferimento: presentazioni e informazioni

    Ciao Kostcoco e benvenuto!
    riguardo gli aspetti legislativi non so darti una risposta certa, normalmente nel mondo del lavoro c'è una certa tutela per le persone con disabilità, se non sbaglio è proprio la legge 104/92 che viene applicata. So che nelle aziende/ditte che hanno un numero di dipendenti maggiore di un certo numero sono obbligati ad assumere una persona disabile. Per quanto riguarda strutture socio-sanitarie non so se vale lo stesso discorso.
    Per quanto riguarda il discorso della passione, ti parlo per esperienza personale: mi sono iscritto a Psicologia alla "tenera" età di 30 anni, dopo un percorso formativo completamente estraneo alla psicologia. Se la passione è forte vai a vele spiegate!
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  3. #3

    Riferimento: presentazioni e informazioni

    Citazione Originalmente inviato da BigFish81 Visualizza messaggio
    Ciao Kostcoco e benvenuto!
    riguardo gli aspetti legislativi non so darti una risposta certa, normalmente nel mondo del lavoro c'è una certa tutela per le persone con disabilità, se non sbaglio è proprio la legge 104/92 che viene applicata. So che nelle aziende/ditte che hanno un numero di dipendenti maggiore di un certo numero sono obbligati ad assumere una persona disabile. Per quanto riguarda strutture socio-sanitarie non so se vale lo stesso discorso.
    Per quanto riguarda il discorso della passione, ti parlo per esperienza personale: mi sono iscritto a Psicologia alla "tenera" età di 30 anni, dopo un percorso formativo completamente estraneo alla psicologia. Se la passione è forte vai a vele spiegate!

    Grazie per avermi risposto... Comunque complimenti per il coraggio che hai avuto ad iscriverti a psicologia alla tenera età!!
    Posso chiederti un'informazione? Ma è così dura trovare lavoro come psicologo?

  4. #4
    L'avatar di Duccio
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    Firenze
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    8,912

    Re: presentazioni e informazioni

    Dciamo che e' un percorso lungo.. 3 anni di triennale, piu' due di magistrale, anno di tirocinio, esame di stato e abilitazione conseguente al superamento dello stesso. Dopodiche' ci vogliono in media sempre quei due tre anni di formazione esperienza aggiuntiva, ovvero stage sottopagati o non pagati, corsi, corsettini e varie esperienze prima di farsi conoscere ed entrare un po' nel giro e poi se si e' in gamba si riesce ad essere valorizzati.. ma non e' sempre detto.
    Dipende poi molto dall'indirizzo che si sceglie, forse l'ambito di psicologia del lavoro e delle risorse umane puo' essere anche se minimamente piu' spendibile proprio perche' ci sono piu' aziende che ospedali e strutture sanitarie e cooperative... Ma anche li e' abbastanza dura..
    Entrare in un ospedale come psicologo e' molto difficile, esce un bando ogni morte di papa per uno psicologo con svariati anni di esperienza e spesso con richiesta la qualifica di psicoterapeuta (ulteriori 4 anni di scuola di specializzazione in psicoterapia dopo la laurea, costosissima sulle 15, 20mila euro).. bando al quale partecipano anche in 3mila, 4 mila persone... Oppure vedere qualche cooperativa o altri enti privati.. ma insomma non e' cosi' semplice..
    L'unica e' li la professione libera che ti permette di poterti spendere in diversi modi in maniera autonoma ma sempre con tutti i rischi e difficolta' del caso.

    E' un percorso di studi difficile e dove e' piu' difficile che in altri trovare lavoro, questo e' innegabile.. Poi i discorsi sulla passione e sul fare cio' che ci piace sono giustissimi e sacrosanti, peccato che con i sogni non ci si mangi.. Conviene secondo me trovare sempre un punto di incontro e una via di mezzo fra quelle che sono le proprie aspettative e passioni e quella che e' la realta'.

    Le agevolezioni per i lavoratori disabili ci sono, non so bene come sia la giurisdizione a tal proposito ma e' innegabile che siano un aiuto forte come e' giusto che sia.

    Pensaci bene e rifletti su tutto quanto a 360 gradi.
    Ultima modifica di Duccio : 12-07-2012 alle ore 12.33.51

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di BigFish81
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    11-06-2012
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    159

    Riferimento: presentazioni e informazioni

    Penso che vadano fatte delle distinzioni.

    Se per psicologo intendi il "clinico", il problema è che l'offerta è superiore alla domanda. In Italia, a mio avviso, non c'è la cultura dello psicologo. Si va dal dottore se si ha mal di gola ma non si va dallo psicologo se si si ha un problema "interiore", personale o sociale che sia.

    Per quanto riguarda chi diventa Psicologo del lavoro, invece, credo che il dato sia in controtendenza. Sempre di più si ricercano figure competenti in grado di selezionare professionisti per le aziende. E' vero anche, che chi si avvale di queste figure, è normalmente la società medio-grande che, in Italia, non è così presente come in altre parti del mondo.

    Per chi invece decide di rimanere nell'ambito universitario e della ricerca, beh, non credo che ci sia bisogno di dirti quale sia la condizione del nostro belpaese.

    Detto questo, non bisogna comunque scoraggiarsi. Se si crede fermamente in qualcosa e si ha la giusta intraprendenza, prima o poi, l'obiettivo si raggiunge.
    La conoscenza parla ma la saggezza ascolta (Jimi Hendrix)

  6. #6

    Riferimento: Re: presentazioni e informazioni

    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Dciamo che e' un percorso lungo.. 3 anni di triennale, piu' due di magistrale, anno di tirocinio, esame di stato e abilitazione conseguente al superamento dello stesso. Dopodiche' ci vogliono in media sempre quei due tre anni di formazione esperienza aggiuntiva, ovvero stage sottopagati o non pagati, corsi, corsettini e varie esperienze prima di farsi conoscere ed entrare un po' nel giro e poi se si e' in gamba si riesce ad essere valorizzati.. ma non e' sempre detto.
    Dipende poi molto dall'indirizzo che si sceglie, forse l'ambito di psicologia del lavoro e delle risorse umane puo' essere anche se minimamente piu' spendibile proprio perche' ci sono piu' aziende che ospedali e strutture sanitarie e cooperative... Ma anche li e' abbastanza dura..
    Entrare in un ospedale come psicologo e' molto difficile, esce un bando ogni morte di papa per uno psicologo con svariati anni di esperienza e spesso con richiesta la qualifica di psicoterapeuta (ulteriori 4 anni di scuola di specializzazione in psicoterapia dopo la laurea, costosissima sulle 15, 20mila euro).. bando al quale partecipano anche in 3mila, 4 mila persone... Oppure vedere qualche cooperativa o altri enti privati.. ma insomma non e' cosi' semplice..
    L'unica e' li la professione libera che ti permette di poterti spendere in diversi modi in maniera autonoma ma sempre con tutti i rischi e difficolta' del caso.

    E' un percorso di studi difficile e dove e' piu' difficile che in altri trovare lavoro, questo e' innegabile.. Poi i discorsi sulla passione e sul fare cio' che ci piace sono giustissimi e sacrosanti, peccato che con i sogni non ci si mangi.. Conviene secondo me trovare sempre un punto di incontro e una via di mezzo fra quelle che sono le proprie aspettative e passioni e quella che e' la realta'.

    Le agevolezioni per i lavoratori disabili ci sono, non so bene come sia la giurisdizione a tal proposito ma e' innegabile che siano un aiuto forte come e' giusto che sia.

    Pensaci bene e rifletti su tutto quanto a 360 gradi.
    Ciao... Grazie per avermi risposto!! Io comunque ci sto riflettendo a 360 gradi perchè nella situazione in cui ci troviamo non possiamo permetterci di fare delle decisioni sbagliate!
    Quindi da quanto da te detto conviene fare psicologia del lavoro per aver qualche change in più di lavorare? Ma suppongo che poi un posto fisso non lo si potrà mai avere e anzi non potrei poi neanche aprire uno studio privato perchè quante personne verrebbero a chiedere una consulenza psicologica sul lavoro?
    Anche io la penso come te: la passione non ti fa mangiare! Però se c'è la speranza che la propria passione ti faccia lavorare, perchè non coltivarla?!!
    Ultima modifica di Kostcoco : 12-07-2012 alle ore 18.15.15

  7. #7

    Riferimento: presentazioni e informazioni

    Citazione Originalmente inviato da BigFish81 Visualizza messaggio
    Penso che vadano fatte delle distinzioni.

    Se per psicologo intendi il "clinico", il problema è che l'offerta è superiore alla domanda. In Italia, a mio avviso, non c'è la cultura dello psicologo. Si va dal dottore se si ha mal di gola ma non si va dallo psicologo se si si ha un problema "interiore", personale o sociale che sia.

    Per quanto riguarda chi diventa Psicologo del lavoro, invece, credo che il dato sia in controtendenza. Sempre di più si ricercano figure competenti in grado di selezionare professionisti per le aziende. E' vero anche, che chi si avvale di queste figure, è normalmente la società medio-grande che, in Italia, non è così presente come in altre parti del mondo.

    Per chi invece decide di rimanere nell'ambito universitario e della ricerca, beh, non credo che ci sia bisogno di dirti quale sia la condizione del nostro belpaese.

    Detto questo, non bisogna comunque scoraggiarsi. Se si crede fermamente in qualcosa e si ha la giusta intraprendenza, prima o poi, l'obiettivo si raggiunge.
    Sì anche io la penso così, ma non vorrei diventare parte della massa di psicologi disoccupati (pur avendo ottenuto risultati eccellenti all'università)!!
    Spero soltanto che prima o poi il lavoro dello psicologo venga rivalutato a 360 gradi sia dal punto di vista professionale che culturale...
    Ultima modifica di Kostcoco : 12-07-2012 alle ore 18.26.30

  8. #8

    Riferimento: presentazioni e informazioni

    E dal punto di vista delle leggi per disabili c'è qualcuno che mi sappia aiutare? Avete mai incontrato qualcuno a lavoro con disabilità che esercitasse la professione di psicologo?
    Ho il timore che un non vedente non possa esercitare la professione di psicologo: il contatto visivo con il proprio paziente credo sia un aspetto indispensabile per metterlo a suo agio e permettergli di farsi analizzare e poi spesso già dal linguaggio del corpo lo psicologo potrebbe capire di quale problema o di quale sindrome si ha davanti... Questo un non vedente non può farlo!
    Fatemi sapere se avete avuto modo di incontrare non vedenti psicologi in modo da convincermi anche su questo aspetto! Grazie...

  9. #9
    L'avatar di Duccio
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    Re: presentazioni e informazioni

    Kostcoco dipende molto dall'ambito in cui vuoi lavorare, ti volevo precisare comunque (cosa che mi pare non sia stata detta) che una volta fatti i 5 anni di psicologia, anno di tirocinio ed esame di stato sei psicologo a tutti gli effetti, nessuno sa se non sei te a prescisarlo e a nessuno interessa del tuo indirizzo e nessuno ti impedisce di poter operare in ogni ambito della psicologia.. se hai fatto clinica nessuno ti vieta di poter fare qualcosa in ambito di psicologia del lavoro e viceversa, ovviamente avrai certe competenze anziche' altre ..
    Faccio un esempio ho un'amica che ha fatto l'indirizzo sperimentale (quello piu' orientato alle neuroscienze e alla ricerca) e ora fa la scuola di specializzazione in psicoterapia e lavora in una cooperativa sociale come psicologa, doveva fare una selezione di alcune figure professionali, pur non sapendo niente di quell'ambito si e' comprata un manuale, ha comprato un test (il 16 PF molto usato in questo ambito) e se l'e' studiato per bene e ha fatto la selezione.
    Insomma alla fine la voce psicologo clinico, psicologo del lavoro e quant'altro sono etichette che servono piu' che altro alla didattica universitaria per catalogarci e omologarci in settori, la nostra formazione rimane comunque tentacolare e ci permette ovviamente riaggiornandoci di poterci anche spostare di ambito senza alcun vincolo legislativo.
    Quindi nessuno vieta ad uno psicologo del lavoro di fare una scuola di specializzazione in psicoterapia, di fare counseling da psicologo, di lavorare con il disagio psicologico, come nessuno vieta ad uno psicologo clinico di poter operare nella selezione del personale.

    Il lavoro dello psicologo sara' sempre meno un lavoro di dipendenza con posto e luogo fisso ore 9-18 ... ma sara' sempre piu' legato alla libera professione.
    Gli psicologi che vedo, conosco e che ho frequentato non fanno una cosa sola per 8 ore al giorno... Magari hanno il contratto part time con la cooperativa, poi il pomeriggio hanno qualche paziente, la sera il corso di formazione in cui fanno docenze, altri giorni consulenze varie ecc... La giornata tipo dello psicologo quando lavora ed e' ben inserito nel contesto e' lunga e ricca di impegni anche molto diversi fra loro, e solo in casi piu' rari fa un lavoro "di ufficio" nel senso di un lavoro nello stesso luogo per 8 ore al giorno tutti i giorni.

    Non e' che uno psicologo di ambito del lavoro comunque apre uno studio privato come lo e' per lo psicoterapeuta, lo psicologo del lavoro puo' lavorare egli stesso in azienda nel settore risorse umane dove fa colloqui di selezione, orientamento, valutazione del potenziale ecc tutte cose che lui conosce bene e puo' fare, questo in aziende o in agenzie interinali, senno' piu' figure professionali fra cui anche lo psicologo possono aprire uno studio di consulenza aziendale dove non sono i cittadini che vanno a chiedere una consulenza psicologica sul lavoro (frase che non ha grande significato) ma sono casomai le aziende che richiedono una consulenza, chesso' per fare una valutazione dello stress lavoro correlato, oppure per un'analisi di clima psicologico aziendale, oppure e' lo psicologo come professionista che si offre spontaneamente o viene chiamato per fare queste cose o anche per fare delle giornate di formazione al personale.

    Fai benissimo ad inseguire una passione, non volevo certo scoraggiarti, l'importante e' che tu sia consapevole di tutti i rischi del caso e di una professione fra le piu' dure e difficili nel loro essere assorbite nel mercato del lavoro per una serie di motivi fra cui anche una mancanza di direttive legislative che regolino in maniera netta molti ambiti lavorativi in cui opera, infatti esiste una usurpazione professionale enorme, il lavoro dello psicologo del lavoro se eliminiamo la somministrazione di test psicologici (unica cosa inieme alla diagnosi in ambito clinico che puo' fare solo lo psicologo) qualunque altra cosa .. dalla selezione del personale, alla formazione ecc la possono fare a diverso titolo un po' tutti... per questo la situazione e' particolarmente difficile, pero' come ti e' stato detto se hai una passione coltivala e mettiti tutto , cervello, cuore e anima.. pero' non illuderti e preparati comunque ad un futuro almeno sulla carta difficile e di lotta continua.

  10. #10

    Riferimento: Re: presentazioni e informazioni

    Citazione Originalmente inviato da Duccio Visualizza messaggio
    Kostcoco dipende molto dall'ambito in cui vuoi lavorare, ti volevo precisare comunque (cosa che mi pare non sia stata detta) che una volta fatti i 5 anni di psicologia, anno di tirocinio ed esame di stato sei psicologo a tutti gli effetti, nessuno sa se non sei te a prescisarlo e a nessuno interessa del tuo indirizzo e nessuno ti impedisce di poter operare in ogni ambito della psicologia.. se hai fatto clinica nessuno ti vieta di poter fare qualcosa in ambito di psicologia del lavoro e viceversa, ovviamente avrai certe competenze anziche' altre ..
    Faccio un esempio ho un'amica che ha fatto l'indirizzo sperimentale (quello piu' orientato alle neuroscienze e alla ricerca) e ora fa la scuola di specializzazione in psicoterapia e lavora in una cooperativa sociale come psicologa, doveva fare una selezione di alcune figure professionali, pur non sapendo niente di quell'ambito si e' comprata un manuale, ha comprato un test (il 16 PF molto usato in questo ambito) e se l'e' studiato per bene e ha fatto la selezione.
    Insomma alla fine la voce psicologo clinico, psicologo del lavoro e quant'altro sono etichette che servono piu' che altro alla didattica universitaria per catalogarci e omologarci in settori, la nostra formazione rimane comunque tentacolare e ci permette ovviamente riaggiornandoci di poterci anche spostare di ambito senza alcun vincolo legislativo.
    Quindi nessuno vieta ad uno psicologo del lavoro di fare una scuola di specializzazione in psicoterapia, di fare counseling da psicologo, di lavorare con il disagio psicologico, come nessuno vieta ad uno psicologo clinico di poter operare nella selezione del personale.

    Il lavoro dello psicologo sara' sempre meno un lavoro di dipendenza con posto e luogo fisso ore 9-18 ... ma sara' sempre piu' legato alla libera professione.
    Gli psicologi che vedo, conosco e che ho frequentato non fanno una cosa sola per 8 ore al giorno... Magari hanno il contratto part time con la cooperativa, poi il pomeriggio hanno qualche paziente, la sera il corso di formazione in cui fanno docenze, altri giorni consulenze varie ecc... La giornata tipo dello psicologo quando lavora ed e' ben inserito nel contesto e' lunga e ricca di impegni anche molto diversi fra loro, e solo in casi piu' rari fa un lavoro "di ufficio" nel senso di un lavoro nello stesso luogo per 8 ore al giorno tutti i giorni.

    Non e' che uno psicologo di ambito del lavoro comunque apre uno studio privato come lo e' per lo psicoterapeuta, lo psicologo del lavoro puo' lavorare egli stesso in azienda nel settore risorse umane dove fa colloqui di selezione, orientamento, valutazione del potenziale ecc tutte cose che lui conosce bene e puo' fare, questo in aziende o in agenzie interinali, senno' piu' figure professionali fra cui anche lo psicologo possono aprire uno studio di consulenza aziendale dove non sono i cittadini che vanno a chiedere una consulenza psicologica sul lavoro (frase che non ha grande significato) ma sono casomai le aziende che richiedono una consulenza, chesso' per fare una valutazione dello stress lavoro correlato, oppure per un'analisi di clima psicologico aziendale, oppure e' lo psicologo come professionista che si offre spontaneamente o viene chiamato per fare queste cose o anche per fare delle giornate di formazione al personale.

    Fai benissimo ad inseguire una passione, non volevo certo scoraggiarti, l'importante e' che tu sia consapevole di tutti i rischi del caso e di una professione fra le piu' dure e difficili nel loro essere assorbite nel mercato del lavoro per una serie di motivi fra cui anche una mancanza di direttive legislative che regolino in maniera netta molti ambiti lavorativi in cui opera, infatti esiste una usurpazione professionale enorme, il lavoro dello psicologo del lavoro se eliminiamo la somministrazione di test psicologici (unica cosa inieme alla diagnosi in ambito clinico che puo' fare solo lo psicologo) qualunque altra cosa .. dalla selezione del personale, alla formazione ecc la possono fare a diverso titolo un po' tutti... per questo la situazione e' particolarmente difficile, pero' come ti e' stato detto se hai una passione coltivala e mettiti tutto , cervello, cuore e anima.. pero' non illuderti e preparati comunque ad un futuro almeno sulla carta difficile e di lotta continua.
    Sì... avevo capito che le tue intenzioni non erano di scoraggiarmi!! Seguendo da tempo questo forum gran parte delle informazioni già le sapevo e ciò che hai detto è solo la realtà!! Comunque io penso che una passione non debba mai esser abbandonata, ecco semmai non metterla al primo posto se questa non dà lavoro, ma comunque in qual che modo coltivarla!!
    Il fatto che gli psicologi non trovano lavoro, però, può sembrare un paradosso: sempre più la società moderna che ci circonda è in continuo movimento, stress, attività varie, ecc. che provocano sempre più esaurimenti nervosi di ogni genere con la necessità di esser sostenuti da un professionista. Basta vedere una moderna famiglia:
    - il capofamiglia lavora quasi tutta la giornata e quando torna da lavoro è stanco, cosa che lo rende irritabile; nella peggiore dei casi il capofamiglia non lavora e si trova con mille pensieri su come sfamare la propria famiglia...
    - La moglie, come ogni donna, è sempre impegnata con le varie attività casalinghe ed ha bisogno del proprio spazio per ciò che ama, ma spesso non ce l'ha perchè ha i figli a cui deve dedicare la maggior parte del suo tempo! Anche qui c'è la possibilità che la donna lavori (ormai molto probabile in ogni famiglia) e spesso non riesce a conciliare tempo domestico e lavorativo creando uno stress ancor maggiore...
    - I figli oggigiorno sono diventate i membri della famiglia più impegnati poichè oltre ad andare a scuola (dove deve cercare di prendere buoni voti) e studiare a casa per il giorno dopo, fanno svariate attività extrascolastiche che già dalla tenera età di 6 anni, li rendono occupati e stressati.

    Questo è un quadro di una normale famiglia moderna... Come ben si nota la probabilità che uno dei componenti di una common family abbia bisogno di un sostegno più che professionale è alta! Eppure la psicologia continua ad avere un alto tasso di professionisti disoccupati che potrebbero aiutare e guadagnare ma non possono!

    Questo sarà sempre un paradosso...

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