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  1. #1

    Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    Salve a tutti, io sono un aspirante psicologo ma navigando su internet ho letto questa testimonianza, volevo avere le vostre opinioni, è tutto vero?
    Non mi conviene iscrivermi a Psicologia? A questo punto sto pensando di fare Servizio Sociale....
    Sono una psicologa, psicoterapeuta, oltre 10 anni di formazione universitaria e post-universitaria, molti anni di tirocinio e volontariato nelle ASL, diversi anni di attività libero-professionale, tuttora in corso. Potrei, per età, esserti tranquillamente madre.
    Ora come ora, fare psicologia all'uni, conviene solo e soltanto a coloro che ci insegnano. Vengono pagati. Con soldi pubbici. Perchè se si dovessero mantenere con la clinica... la fame, farebbero.
    Cosa attende i laureati in psicologia? Molti anni di volontariato, in ASL prese d'assalto da tirocinanti malvisti e maltrattati, che non solo non vedono il becco di un quattrino, ma devono pagarsi obbligatoriamente onerose assicurazioni, per stare lì. E non sto scherzando.
    Poi c'è il passaggio quasi obbligatorio nei call center, per mettere insieme qualche euro. Dura poco.
    Un tempo "tirava" fare il simil educatore professionale nelle cooperative sociali, case famiglia e residenze protette. Ma oggi è cambiata la legge, prendono solo più laureati in scienze dell'educazione. Meglio così, i salari si aggiravano sui 6 euro lordi l'ora, meno di una badante.
    Le opportunità di lavoro non sono più o meno soddisfacienti: non ci sono e basta.
    Questo per una serie di motivi storici troppo lunghi per essere sunteggiati qui. Ma in Italia la professione di psicologo non esiste, nella pratica, se non in misura residuale. Ciò significa che i posti previsti negli organici degli enti pubblici, di ogni tipo e natura (sanità, carceri, scuola, ...) sono pochissimi, ma molti meno di quanti si possa immaginare, veramente: in un grande ospedale di un capoluogo di Regione, Centro di Eccellenza, per farti un esempio, gli psicologi strutturati (cioè assunti a libro paga) non sono più di 3. Ma in una struttura grandissima, dico. Poi ci saranno un pugno di psicologi a contratto, metti un 3-4, un altro 3-4 borsisti (tipo 6.000 euro lordi per due anni di una ricerca), qualche volontario che spera di ottenere una borsa o un contrattino prima o poi, e legioni di tirocinanti, a decine.
    Invece gli "psicologi" iscritti all'Albo sono circa 80.000 e stanno crescendo in maniera esponenziale.
    Perchè? Perchè le università prendono contributi quanti più iscritti hanno, e di cosa faranno i loro laureati, semplicemente, romanamente, se ne fregano.
    Le aziende private che assumono psicologi non esistono, perchè come laurea è valutato sotto zero.
    Chi lavora lo fa col diploma che aveva già: insegna alle elementari (parlo dei vecchi "magistrali"), fa il bancario, il geometra, il perito, lavora nel negozio o ditta di famiglia, oppure ha una seconda laurea (lettere, filosofia, infermieristica, scienze dell'educazione, scienze del servizio sociale, anche medicina). Eh sì, perchè con la laurea in psicologia non si può nemmeno ambire ad insegnare psicologia nelle scuole ove è prevista questa materia. Per dirti che pacco è la laurea in psicologia. Un PACCO!
    Il lavoro, quindi, se lo trovi, è più o meno stabile, ma non ha niente a che fare con la psicologia.
    Mettersi in proprio è L'UNICA POSSIBILITA', almeno per i comuni mortali. I "figli di", gli "amici degli amici", insomma, chi arrriva da una famiglia che ha le giuste conoscenze, un posto più o meno stabile, nel privato, tipo cliniche (e questo mi sta pure bene), o nel pubblico (con contratti o borse di studio) - e questo non mi sta bene per niente - lo trova. Ma lo sa già prima di iscriversi all'uni, che lo zio primario, che il cugino dirigente della ASL, una volta psicologo, lo farà entrare. Perchè in tutta la mai vita non ho mai visto un solo concorso pubblico di cui non si potesse indovinare con certezza chi l'avrebbe vinto. O io sono paragnosta, c'ho i poteri, o i concorsi sono TUTTI pilotati. Quei pochissimi, davvero pochissimi, che ogni tanto escono.
    Così ti metti in proprio. Se, nel frattempo, come me, ti sei sposata un ingegnere o comunque un uomo che ha un lavoro vero, uno di quelli che ti consentono di vivere, e di pagarti le spese. Perchè di clienti, credimi, ne vedrai pochini, anche se fossi Freud redivivo.
    Freud, fra l'altro era un medico neurologo. Morale: se hai la passione per la psicologia, fatti il dovuto mazzo e cerca di entrare a Medicina. Se riesci a entrarci, vedi di finirla. Poi ti fai Psichiatria o Neuropsichiatria infantile, o anche solo la specializzazione in Psicoterapia. Allora sì, che un posto per entrare in ASL e fare la psicoterapeuta lo trovi. Perchè a Medicina c'è una vera selezione, ma chi la passa, trova un lavoro vero. Se lo avessi saputo alla tua età, col cavolo che facevo psicologia.

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    è una testimonianza molto realistica, amara, ma si sà che spesso la verità è amara e difficile da accettare. Però è la verità, quindi melgio prenderne atto e regolarsi di conseguenza, il che non significa rinunciare a studiare una materia che ti interessa, ma essere consapevole dello scenario che ti aspetta e che peggiorerà nei prossimi anni, poiché numericamente la categoria degli psi è in aumento vertiginoso, il che significa che tra poco saranno saturati anche quei micro-spazi ancora presidiabili in modo esclusivamente libero-professionale. Insomma non farti trovare impreparato "all'apparir del vero", come diceva il poeta Leopardi.

  3. #3
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    Citazione Originalmente inviato da Rallyman91 Visualizza messaggio
    Salve a tutti, io sono un aspirante psicologo ma navigando su internet ho letto questa testimonianza, volevo avere le vostre opinioni, è tutto vero?
    Non mi conviene iscrivermi a Psicologia? A questo punto sto pensando di fare Servizio Sociale....
    è sicuramente vera la testimonianza, il problema è che le università di psicologia non sono a numero programmato (come invece accade per tutte la altre professioni sanitarie) e quindi i laureati sono MOLTI di più rispetto a quelli che chiede il mercato.
    Inoltre la psicologia è un argomento che incuriosisce e affascina perciò ci sono sempre moltissimi giovani che vogliono studiare psicologia.
    Studiare psicologia è bellissimo, la psicologia è bellissima....purtroppo il lavoro da psicologo non c'è, se lo trovi non ti permette certo di sfamarti.
    In Italia poi siamo indietro cento anni e la figura dello psicologo è ancora non riconosciuta (ad esempio non esiste lo psicologo scolastico, o lo psicologo di base, ci sono progetti di legge chiusi nei cassetti del parlamento da 30 anni ma per vari motivi -pressioni lobbistiche incluse- non se ne fa nulla). Spesso ciò che fa lo psicologo lo fanno in maniera più o meno abusiva altre figure. Come diceva l'articolo ora gli psicologi non possono più fare gli educatori, gli educatori invece possono fare colloqui di competenza psicologica con i genitori, i familiari, ecc... Il medico di famiglia, invece di inviare dallo psicologo i pazienti che hanno qualche problema "ci fa 4 chiacchiere lui" (magari peggiorando la situazione) oppure lo invia dallo psichiatra che lo imbottisce di psicofarmaci; il pediatra invece di collaborare con uno psicologo specializzato nell'infanzia per dare consigli sulla genitorialità, ci pensa lui a inculcare ai genitori il suo personalissimo metodo educativo, con cui ha educato i propri figli come se fosse quello giusto e perfetto ignorando.
    Senza contare la confusione della gente che confonde lo psicologo con lo psicoanalista.

    Insomma, se ti piace la psicologia iscriviti pure all'università, ma sarebbe bene che tu avessi un altro lavoro che ti dà da mangiare
    Ultima modifica di Johnny : 09-07-2012 alle ore 19.15.40

  4. #4
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Inghilterra
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    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    è sicuramente vera la testimonianza, il problema è che le università di psicologia non sono a numero programmato (come invece accade per tutte la altre professioni sanitarie) e quindi i laureati sono MOLTI di più rispetto a quelli che chiede il mercato.
    Inoltre la psicologia è un argomento che incuriosisce e affascina perciò ci sono sempre moltissimi giovani che vogliono studiare psicologia.
    Studiare psicologia è bellissimo, la psicologia è bellissima....purtroppo il lavoro da psicologo non c'è, se lo trovi non ti permette certo di sfamarti.
    In Italia poi siamo indietro cento anni e la figura dello psicologo è ancora non riconosciuta (ad esempio non esiste lo psicologo scolastico, o lo psicologo di base, ci sono progetti di legge chiusi nei cassetti del parlamento da 30 anni ma per vari motivi -pressioni lobbistiche incluse- non se ne fa nulla). Spesso ciò che fa lo psicologo lo fanno in maniera più o meno abusiva altre figure. Come diceva l'articolo ora gli psicologi non possono più fare gli educatori, gli educatori invece possono fare colloqui di competenza psicologica con i genitori, i familiari, ecc... Il medico di famiglia, invece di inviare dallo psicologo i pazienti che hanno qualche problema "ci fa 4 chiacchiere lui" (magari peggiorando la situazione) oppure lo invia dallo psichiatra che lo imbottisce di psicofarmaci; il pediatra invece di collaborare con uno psicologo specializzato nell'infanzia per dare consigli sulla genitorialità, ci pensa lui a inculcare ai genitori il suo personalissimo metodo educativo, con cui ha educato i propri figli come se fosse quello giusto e perfetto ignorando.
    Senza contare la confusione della gente che confonde lo psicologo con lo psicoanalista.

    Insomma, se ti piace la psicologia iscriviti pure all'università, ma sarebbe bene che tu avessi un altro lavoro che ti dà da mangiare
    Sarei molto felice di scrivere che Jhonny e ste203xx hanno scritto una marea di ca@@@te ma purtroppo devo quotarli in toto. La maggior parte degli amici ed ex compagni di Uni mi confermano come la stagnazione del mercato sia una verita' e come, per trovare sbocchi, si debbano fare salti mortali.


    Poi se metti in conto masters e scuola di specializzazione hai anche bisogno di tanto tempo e di un buon capitale a tua disposizione.

    Dal mio punto di vista la situazione non e' impossibile (niente e' impossibile nella vita) ma sicuramente molto molto difficile.
    Ultima modifica di Axamer Ibk : 09-07-2012 alle ore 19.55.27

  5. #5
    Partecipante Affezionato L'avatar di Irys8686
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    118

    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    Sono d'accordo con tutto quello che hai detto.. ma vorrei tener presente che la maggior parte delle facoltà di psicologia sono a numero chiuso... io stessa ho fatto il preesame nel 2004. Ciò che penso io è che dovrebbero continuare a stringere il numero chiuso.. e lo dico a malincuore perchè so quanto sia problematico il numero programmato per chi ha una passione nel cuore.


    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    è sicuramente vera la testimonianza, il problema è che le università di psicologia non sono a numero programmato (come invece accade per tutte la altre professioni sanitarie) e quindi i laureati sono MOLTI di più rispetto a quelli che chiede il mercato.
    Inoltre la psicologia è un argomento che incuriosisce e affascina perciò ci sono sempre moltissimi giovani che vogliono studiare psicologia.
    Studiare psicologia è bellissimo, la psicologia è bellissima....purtroppo il lavoro da psicologo non c'è, se lo trovi non ti permette certo di sfamarti.
    In Italia poi siamo indietro cento anni e la figura dello psicologo è ancora non riconosciuta (ad esempio non esiste lo psicologo scolastico, o lo psicologo di base, ci sono progetti di legge chiusi nei cassetti del parlamento da 30 anni ma per vari motivi -pressioni lobbistiche incluse- non se ne fa nulla). Spesso ciò che fa lo psicologo lo fanno in maniera più o meno abusiva altre figure. Come diceva l'articolo ora gli psicologi non possono più fare gli educatori, gli educatori invece possono fare colloqui di competenza psicologica con i genitori, i familiari, ecc... Il medico di famiglia, invece di inviare dallo psicologo i pazienti che hanno qualche problema "ci fa 4 chiacchiere lui" (magari peggiorando la situazione) oppure lo invia dallo psichiatra che lo imbottisce di psicofarmaci; il pediatra invece di collaborare con uno psicologo specializzato nell'infanzia per dare consigli sulla genitorialità, ci pensa lui a inculcare ai genitori il suo personalissimo metodo educativo, con cui ha educato i propri figli come se fosse quello giusto e perfetto ignorando.
    Senza contare la confusione della gente che confonde lo psicologo con lo psicoanalista.

    Insomma, se ti piace la psicologia iscriviti pure all'università, ma sarebbe bene che tu avessi un altro lavoro che ti dà da mangiare

  6. #6
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    Citazione Originalmente inviato da Irys8686 Visualizza messaggio
    Sono d'accordo con tutto quello che hai detto.. ma vorrei tener presente che la maggior parte delle facoltà di psicologia sono a numero chiuso... i.
    si sono a numero chiuso (numero deciso non in base alle esigenze di mercato ma per ragioni organizzative -numero aule, docenti,ecc.) ma non a numero programmato (tanti studenti quanti ne chiede il mercato, tenendo conto della percentuale di studenti che statisticamente non si laurea)

  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di Irys8686
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    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    esatto così dovrebbe esser fatto..

  8. #8
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    il fatto è che se fissano il numero in base alle esigenze del mercato...sarebbe pari a zero, poiché il mercato non ha più bisogno di ulteriori psicologi, ancora non ha assorbito tantissimi abilitati straqualificati, che non riescono ad avviarsi e mantenersi neanche con la libera professione perché magari sono specializzati in qualcosa che il mercato non chiede o non è sempre disposto a pagare (psicoterapie). Quindi bisognerebbe chiudere tutte le facoltà per almeno 20 anni finché tutti quelli che attualmente sono in sovrannumero rispetto alle richieste e agli spazi di mercato vengano adeguatamente assorbiti...Purtroppo le statistiche degli ordini e dell'enpap testimoniano che solo metà degli iscritti all'albo lavora come psico e più dell'80% sta sotto i 10.000 euro l'anno...ora le cifre precise non le ho sottomano, ma stiamo lì! Allora chiudiamo bottega...e poi ci sono anche tante persone, anche di una certa età, già lavoratori, che si iscrivono per cultura personale, e l'università in fondo può essere utilizzata anche solo per quello, anzi in realtà nel 1200 è nata come acculturazione per le classi benestanti che non avevano bisogno di lavorare, non è nata come canale di professionalizzazione...Anche loro hann odiritto a studiare e acculturarsi, piurtosto che acculuturarsi leggendo i magazine, meglio all'uni almeno acquisiscono una visione scientifica della psico...insomma la situazione è complicata. Di certo, a livello lavorativo, è drammatica.

  9. #9
    Partecipante Super Esperto L'avatar di Axamer Ibk
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    Riferimento: Situazione dei psicologi in Italia disastrosa?

    Anche secondo me il numero chiuso programmato (legato al mercato) sarebbe ideale ma purtroppo non fattibile per vari motivi che ste203xx ha espresso bene.

    A rischio di demagogia bisogna anche considerare che se le universita' e la formazione postlauream fossero davvero legate al mercato chi manterrebbe la corte di docenti, baroni e luminari vari che fondano scuole/facolta' un giorno si e l'altro pure ?

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