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  1. #1
    Johnny
    Ospite non registrato

    le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    mi permetto di riportare in questo forum un articolo pubblicato su altrapsicologia che trovo interessante e che descrive le varie figure che sconfinano nella professione di psicologo.

    All'elenco però manca il COACH e il LIFE COACH

    L'articolo si trova qui

    http://altrapsicologia.com/i-travest...usivo/2012/04/




    Le scuse dell’abusivo che compie esercizio di attività riservate allo psicologo senza averne titolo, formazione e abilitazione sono varie, ma alcune ricorrono più di altre. Il 37% dichiara di essere counselor. Il 19% sono pedagogisti delusi che sconfinano verso la psicologia. Vengono poi, a distanza naturopati e operatori newage seguaci di dottrine olistiche, soggetti con un titolo estero non riconosciuto e gli ultimi psicanalisti che si ostinano ad esercitare la psicoterapia senza abilitazione.

    E’ questo il quadro dei soggetti che vengono segnalati per esercizio abusivo della professione di Psicologo e su cui l’Ordine della Lombardia ha aperto un’istruttoria nel periodo da Settembre 2010 a Marzo 2012. Un buon campione, che arriverà a cento casi entro il 2012. E che porta con sé una sorpresa. Il buon “finto psicologo”, lo stregone con laurea fotocopiata, così improvvido da ingannare davvero pochi non esiste più ed è invece sostituito da un armamentario “ideologico”.

    L’abusivo di oggi usa categorie concettuali vicine a quelle della psicologia e pretende di esercitare la professione di psicologo come se la legge 56 neppure esistesse grazie a titoli fatti in casa o che hanno acquistato da associazioni a caro prezzo in forma di corsi, magari con la promessa di un futuribile “riconoscimento”.

    La difficoltà degli Ordini è sempre quella di trovare i giusti strumenti per individuare i comportamenti gravi e per dimostrare che siano stati messi in atto.

    Per questo, vediamo di conoscere meglio le scuse dell’abusivo:

    COUNSELING. Grazie a questa “etichetta” anglosassone, la pratica del sostegno psicologico o della consulenza al paziente su problemi psicologici ed esistenziali di lieve entità si sdogana dall’esigenza di una formazione accademica e viene esercitata da chiunque.

    La disciplina si diffonde in USA grazie all’opera di Carl Rogers e vive in Italia un periodo d’oro dalla metà degli anni ’90 ad oggi con picchi di segnalazione nelle fasi di più acuta crisi economica. Le centrali operative del counseling passano, dal 2000 ad oggi da una a quattro.

    In Italia il counseling presenta contorni imprecisi e i corsi durano da un fine settimana a tre anni. Alla diffusione di questa pratica sono interessati alcuni psicologi disposti a fini di lucro ad insegnare ai “counselor italiani”. Secondo la sentenza “Zerbetto” del Tribunale di Milano, il diritto alla salute dei cittadini dovrebbe prevalere su ogni altra ragione, e insegnare tecniche psicologiche a non psicologi equivarrebbe a incentivare l’esercizio abusivo della professione.

    Nonostante sul piano scientifico questa professione non abbia dimostrato di distinguersi in alcun modo dalla psicologia la giuriusprudenza (di merito) non è sempre concorde, lasciando spazio alla diffusione epidemica di questa pratica.

    PEDAGOGIA [e PSICOPEDAGOGIA] CLINICA. E’ piuttosto frequente il caso del pedagogista che esce dall’ambito scolastico per avventurarsi in altri terreni, sconfinando con l’attività di diagnosi, sostegno e cura riservata allo psicologo. Esiste però una realtà più specifica che dà origine a diversi casi di abusivismo: la pedagogia clinica.

    Questa realtà nasce per iniziativa del Prof .Dott. Guido Pesci “padre della pedagogia clinica e della professione di pedagogista clinico“. In effetti nel 1974 il Pesci che per inciso oltre ad essere, ovviamente, il primo pedagogista clinico si definisce anche reflector, psicologo, psicoterapeuta, psicomotricista funzionale, giornalista pubblicista, modifica una disciplina nata con il nome di ortopedagogia in “pedagogia clinica”.

    Nel 1997 crea perfino una sorta di Albo cui si possono iscrivere esclusivamente gli allievi dei suoi Istituti, divenuti nel frattempo sette su tutto il territorio nazionale.

    Due peculiarità: il pedagogista clinico non ha necessariamente una formazione pedagogica ma può essere laureato in molte diverse discipline o “avere un curriculum idoneo”; i pedagogisti clinici hanno registrato il marchio di una serie notevole di “metodi e strumenti” del tutto “esclusivi” e di sapore decisamente “psico” tra cui: Colloquio anamnestico; Psicofiabe; Cyberclinica; Test per l’Attenzione e Faticabilità; Test Mnesi Immediata; Test Verbale di Maturità Logica; Protocollo operativo per l’analisi delle manifestazioni ansiose e depressive.

    PSICANALISI E PSICANALISI LAICA. Sigmund Freud lo diceva con chiarezza: “la psicanalisi è sorta come terapia (…) non ha mai abbandonato il terreno di origine, e il suo approfondimento, nonché il suo ulteriore sviluppo sono ancora legati alla pratica con i malati”.

    Così Musatti, il Laplanche Pontalis, lo storico manuale di Semi. Addirittura per il Perussia (altro tomo “storico”) quello della psicanalisi e di Freud è “il caso dello psicoterapeuta per eccellenza, oltre che inventore del concetto stesso di psicoterapia e di paziente”. Eppure, ancora oggi, dopo l’accreditamento della SPI come scuola di psicoterapia nel 1993, ora che la psicanalisi rappresenta l’oggetto del desiderio di un terzo degli psicoterapeuti del nostro paese, c’è ancora qualcuno che la esercita senza autorizzazione alcuna e in maniera del tutto autoreferenziale sostenendo che la psicanalisi sia formazione, spiritualità, cultura, anche quando cura le persone con il tipico setting individuale.

    E che quindi sia esercitabile da chiunque abbia sufficiente ardimento da autoproclamarsi psicanalista e una manciata di euro per comprare una targa di ottone da appendere alla porta dello studio. Quella di essere “psicanalista laico” (la dicitura fa riferimento ad una lettura distorta di un testo di Freud del 1926) è certo la scusa più raffinata per giustificare un esercizio abusivo di professione psicologica; ma che la psicanalisi non sia psicoterapia è falso come insincera è la posizione di alcuni noti teorici di questa posizione (ne sono rimasti pochissimi) che si sono iscritti agli Ordini di riferimento come psicoterapeuti, per poi lasciare ai loro allievi più giovani e ingenui il rischioso compito di esercitare la psicanalisi senza autorizzazione.
    Ultima modifica di Johnny : 23-05-2012 alle ore 14.27.25

  2. #2
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    "Mappa vibrazionale", "mappa della mente", "stili rappresentazionali", "tendenza ad usare certi metaprogrammi", "posizioni nell'enneagramma" sono solo alcuni dei modi più comuni che molte professionalità utilizzano fuori dalla psicologia per parlare in sostanza di aspetti più o meno stabili di personalità.
    Ristrutturare i termini a volte permette ad alcune persone di fare gli psicologi senza dirlo esplicitamente, ma facendolo... in implicito!

    Non sto dicendo che tutti i descrittori che ho scritto ad inizio post siano necessariamente sbagliati, ma alcuni di questi sono del tutto arbitrari, slegati o opposti a quanto si trova in bibliografia.

    Fermiamo chi non ha la professionalità e la preparazione necessaria a formulare un vero intervento psicologico.

  3. #3
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Sentiamo molto parlare di falsi professionisti che lavorano nell'ambito psicologico senza averne titoli, pezzi di carta e presunte competenze. Io guarderei a questa realtà con occhi meno critici, anzi con una certa ammirazione: se tanti psicologi non riescono a lavorare e si lamentano del sistema e dell'ignoranza della gente, se tanti disoccupati inventano servizi volti a catturare soldi e consensi da colleghi altrettanto disperati, se c'è "tutto un magna magna" che alla fine ricade sempre sulle nostre tasche (scuole che lavorano grazie a noi, colleghi psicologi che sponsorizzano il self marketing e lo rivendono ad altri psicologi), apriamo gli occhi! C'è chi riesce a lavorare e forse prima di puntare le nostre pistole caricate a salve su questa gente, dovremo osservare con molta attenzione e capire come riescono a cogliere, carpire e raccogliere una domanda di servizi psicologici che esiste da sempre. In pratica, forse non sappiamo ascoltare i bisogni, analizzare la realtà di mercato e ci illudiamo che qualcun altro possa fare questo tipo di analisi per noi, che qualcun altro ci tuteli e ci difenda dagli attacchi alieni, che sempre sistematicamente qualcun altro si occupi della nostra promozione e della definizione dei ruoli. Io dico che l'ordine è inconcludente, incapace, inutile e a tratti pernicioso perchè si propone di offrire servizi che poi ognuno si deve procacciare con fatica da solo o addirittura, triste realtà che sto osservando, demanda a istituzioni o associazioni esterne con ulteriore dispendio di soldi ed energie.
    Mah, mi chiedo se il nemico sia davvero fuori dalla nostra categoria.

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    C'è chi riesce a lavorare e forse prima di puntare le nostre pistole caricate a salve su questa gente, dovremo osservare con molta attenzione e capire come riescono a cogliere, carpire e raccogliere una domanda di servizi psicologici che esiste da sempre. .
    te lo dico io: perché i corsi di couseling e coaching e quantaltro, li frequentano chi GIA' lavora nell'ambito delle relazioni di aiuto (assistente sociale, educatore, pedagogista e via dicendo) e quindi all'interno del proprio lavoro aggiunge queste prestazioni che dovrebbero essere dello psicologo.
    Un esempio: in unaa struttura bisogna fare sostegno alla genitorialità? invece di chiamare uno psicologo, l'infermiere che già lavora lì si fa il corso di counseling e lo fa lui.
    Un direttore del personale deve motivare i suoi dipendenti? invece di avvalersi della collaborazione dello psicologo, si fa un corso di coaching e lo fa lui.
    E così via.

    Se si decide di erogare corsi del genere prima bisogna ripensare il ruolo dello psicologo, altrimenti è una sirta di concorrenza sleale e anche mascherata, perché loro innocentemente dicono che "non fanno gli psicologi", quando in realtà svolgono attività che lo psicologo svolge con maggiore competenza (grazie alla formazione approfondita) e serietà verso i clienti (grazie all'ordine professionale).

    Questo è il mio pensiero, non pretendo che sia la verità assoluta

  5. #5
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    te lo dico io: perché i corsi di couseling e coaching e quantaltro, li frequentano chi GIA' lavora nell'ambito delle relazioni di aiuto (assistente sociale, educatore, pedagogista e via dicendo) e quindi all'interno del proprio lavoro aggiunge queste prestazioni che dovrebbero essere dello psicologo.
    Un esempio: in unaa struttura bisogna fare sostegno alla genitorialità? invece di chiamare uno psicologo, l'infermiere che già lavora lì si fa il corso di counseling e lo fa lui.
    Un direttore del personale deve motivare i suoi dipendenti? invece di avvalersi della collaborazione dello psicologo, si fa un corso di coaching e lo fa lui.
    E così via.

    Se si decide di erogare corsi del genere prima bisogna ripensare il ruolo dello psicologo, altrimenti è una sirta di concorrenza sleale e anche mascherata, perché loro innocentemente dicono che "non fanno gli psicologi", quando in realtà svolgono attività che lo psicologo svolge con maggiore competenza (grazie alla formazione approfondita) e serietà verso i clienti (grazie all'ordine professionale).

    Questo è il mio pensiero, non pretendo che sia la verità assoluta
    Concordo ... Ma c'è da dire che parte di quello che ha detto Psichedelc è vero! Come mai queste figure riescono a lavorare ed a volte anche a guadagnare bene offrendo la metà dei servizi che potremmo offrire noi? Se il lavoro non c'è non dovrebbe esserci neanche per queste figure che hanno anche meno competenze e autorità nell'ambito della psicologia ed inoltre sono anche meno conosciute: devo dire che non ho MAI sentito nessuno dire "vado dal pedagogista clinico" al contrario conosco moltissime persone che vanno o sono andate nella loro vita dallo psicologo; lo psicologo è una figura mille volte più affermata, conosciuta ed spesso anche apprezzata (anche se troppo spesso siamo proprio noi a buttarci fango addosso esaltato quest'altre categorie che "ci rubano il lavoro", ma che nel concreto non possono ne sanno fare le cose che è di esclusiva competenza dello psicologo)...
    Forse c'è molto bisogno della figura dello psicologo ma spesso quest'ultimo non sa come approcciare con un mercato che ormai è cambiato?
    Forse bisogna muoversi? Se figure professionali con la metà della nostra formazione ed anche meno conosciute e tutelate riescono a farsi strada nel mondo del lavoro perchè noi non ci riusciamo?
    Ultima modifica di -bijoux- : 26-05-2012 alle ore 13.14.51

  6. #6
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    Un esempio: in unaa struttura bisogna fare sostegno alla genitorialità? invece di chiamare uno psicologo, l'infermiere che già lavora lì si fa il corso di counseling e lo fa lui.
    Sperando che almeno questo lo faccia, anche se resta ben poca cosa rispetto alle conoscenze psicologiche occorrenti per parlare di "Genitorialità". A breve comincerò un corso preparto e già so che tutti gli incontri sono condotti solo da un'ostetrica, altro che lavoro d'èquipe!!

    Uno dei fattori che ho notato portarci ad avere dinanzi "pseudo-psi" sta anche nel fatto che spesso nelle strutture si cerca di utilizzare il personale interno, facendo leva sull'esperienza maturata nel campo. Quindi fattore "Riciclo".
    Un altro fattore che vedo "funzionare" sta nell' "autorevolezza della fonte", ad es. nella mia città c'è un "pastore" che conduce seminari di gestione dell'ansia e di psicologia della Famiglia e si professa psi. Ho segnalato all'Ordine competente che sinora non ha fatto niente.
    Cio che mi viene in mente, sostenendo anche le considerazioni di PSichedelic, è che si potrebbero accogliere come suggerimenti i temi su cui vediamo che non psi creano corsi e seminari e, dato che l'utenza risponde, proporli personalmente e privatamente, magari in studi associati. Purtroppo le Pubbliche Amministrazioni, con la scarsità di fondi, riciclano spesso e volentieri il personale interno lanciandolo poi in nuovi orizzonti d'azione (es. Sportello d'ascolto a scuola tenuto da insegnanti). E rispetto alla "concorrenza", oltre che le segnalazioni all'Ordine (che spesso se non c'è un reato penale sembra immobile) non possiam fare.....
    Ultima modifica di GIUNONE : 26-05-2012 alle ore 17.07.02

  7. #7
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    te lo dico io: perché i corsi di couseling e coaching e quantaltro, li frequentano chi GIA' lavora nell'ambito delle relazioni di aiuto (assistente sociale, educatore, pedagogista e via dicendo) e quindi all'interno del proprio lavoro aggiunge queste prestazioni che dovrebbero essere dello psicologo.
    Un esempio: in unaa struttura bisogna fare sostegno alla genitorialità? invece di chiamare uno psicologo, l'infermiere che già lavora lì si fa il corso di counseling e lo fa lui.
    Un direttore del personale deve motivare i suoi dipendenti? invece di avvalersi della collaborazione dello psicologo, si fa un corso di coaching e lo fa lui.
    E così via.

    Se si decide di erogare corsi del genere prima bisogna ripensare il ruolo dello psicologo, altrimenti è una sirta di concorrenza sleale e anche mascherata, perché loro innocentemente dicono che "non fanno gli psicologi", quando in realtà svolgono attività che lo psicologo svolge con maggiore competenza (grazie alla formazione approfondita) e serietà verso i clienti (grazie all'ordine professionale).

    Questo è il mio pensiero, non pretendo che sia la verità assoluta
    Se acquisire ulteriori competenze serve ad arricchire la propria esperienza lavorativa in un ambito non psicologico già collaudato, questi corsi non mi trovano in disaccordo e non sono neanche sbagliati. Cerco di chiedermi quanto facciano del male alle persone e questa è la domanda che mi sta più a cuore: se un coach o un counselor può fare un servizio scorretto ed occuparsi di problematiche psicologiche delicate che possono subire un aggravamento per mancanza di professionalità. Io non ce l'ho con i coach e i counselor, purchè facciano il loro lavoro in maniera trasparente, coerente e cristallina, senza spacciarsi per ciò che non sono.
    Non credo che un imprenditore o il direttore del personale debbano essere necessariamente psicologi o avvalersi di uno psicologo per motivare i dipendenti, potrebbe essere sufficiente nel loro contesto lavorativo semplicemente acquisire delle piccole competenze tecniche in più e avvalersi del loro potere carismatico e di qualità caratteriali che prescindono da anni di studio ed esame di stato e che anzi tanti psicologi potrebbero non avere.

  8. #8
    Johnny
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    Se acquisire ulteriori competenze serve ad arricchire la propria esperienza lavorativa in un ambito non psicologico già collaudato, questi corsi non mi trovano in disaccordo e non sono neanche sbagliati. Cerco di chiedermi quanto facciano del male alle persone e questa è la domanda che mi sta più a cuore: se un coach o un counselor può fare un servizio scorretto ed occuparsi di problematiche psicologiche delicate che possono subire un aggravamento per mancanza di professionalità. Io non ce l'ho con i coach e i counselor, purchè facciano il loro lavoro in maniera trasparente, coerente e cristallina, senza spacciarsi per ciò che non sono.
    Non credo che un imprenditore o il direttore del personale debbano essere necessariamente psicologi o avvalersi di uno psicologo per motivare i dipendenti, potrebbe essere sufficiente nel loro contesto lavorativo semplicemente acquisire delle piccole competenze tecniche in più e avvalersi del loro potere carismatico e di qualità caratteriali che prescindono da anni di studio ed esame di stato e che anzi tanti psicologi potrebbero non avere.
    parlando con counselor/coach ho sentito l'esigenza da parte loro di capire quando finisce il coaching/counseling e quando inizia la psicoterapia, ossia quando un cliente deve essere inviato da uno psicoterapeuta perché non è più sufficiente il coaching/counseling.

    Bene. Loro continuano a dire che non fanno gli psicologi, che sono altro rispetto allo psicologo ecc...ma poi, di fatto, c'è un motivo per cui lo PSICOLOGO è la figura privilegiata per fare coaching/counseling (come dice anche la legge 56/89): perché lo PSICOLOGO SA fare diagnosi, essendo una delle prove dell'esame di stato e oggetto di esami. Lo psicologo sa quando il cliente che ha di fronte ha un problema che supera la soglia del coaching/counseling, tutte le altre "figure" invece no, non avendo né la capacità né la competenza per fare diagnosi. Anzi il fatto di non fare diagnosi, non "inquadrare" il cliente ecc.. è anche oggetto di vanto per loro.
    Ma un "inquadramento" in realtà è impossibile non farlo, perché se non lo si fa in modo esplicito lo si fa in modo implicito, inquadrando il cliente nei nostri schemi personali (come ci insegna la psicologia cognitivista, Goffman, ecc..).

    Fare diagnosi non significa solo redigere documenti scritti e somministrare test, vuol dire anche che mentre il cliente parla ci si rende conto se quel cliente ha un problema risolvibile con qualche incontro di coaching/counseling o no, procedendo ad un invio se necessario o meno.
    Ultima modifica di Johnny : 28-05-2012 alle ore 18.07.01

  9. #9
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    parlando con counselor/coach ho sentito l'esigenza da parte loro di capire quando finisce il coaching/counseling e quando inizia la psicoterapia, ossia quando un cliente deve essere inviato da uno psicoterapeuta perché non è più sufficiente il coaching/counseling.

    Bene. Loro continuano a dire che non fanno gli psicologi, che sono altro rispetto allo psicologo ecc...ma poi, di fatto, c'è un motivo per cui lo PSICOLOGO è la figura privilegiata per fare coaching/counseling (come dice anche la legge 56/89): perché lo PSICOLOGO SA fare diagnosi, essendo una delle prove dell'esame di stato e oggetto di esami. Lo psicologo sa quando il cliente che ha di fronte ha un problema che supera la soglia del coaching/counseling, tutte le altre "figure" invece no, non avendo né la capacità né la competenza per fare diagnosi. Anzi il fatto di non fare diagnosi, non "inquadrare" il cliente ecc.. è anche oggetto di vanto per loro.
    Ma un "inquadramento" in realtà è impossibile non farlo, perché se non lo si fa in modo esplicito lo si fa in modo implicito, inquadrando il cliente nei nostri schemi personali (come ci insegna la psicologia cognitivista, Goffman, ecc..).

    Fare diagnosi non significa solo redigere documenti scritti e somministrare test, vuol dire anche che mentre il cliente parla ci si rende conto se quel cliente ha un problema risolvibile con qualche incontro di coaching/counseling o no, procedendo ad un invio se necessario o meno.
    Ho capito il tuo ragionamento ed è indubbio che per un coach il rischio di sconfinare in aree di altra pertinenza è alto, lo è persino per uno psicologo se vogliamo parlare di disagi psichici che richiederebbero una psicoterapia... Però sono anche diversi gli ambiti in cui queste figure possono operare, ad esempio se un coach viene chiamato per occuparsi di guidare alla scelta una persona in un momento di confusione e ci si concentra solo ed esclusivamente su questo obiettivo, non vedo perchè debba nascere la necessità di fare una diagnosi. Una diagnosi non serve, non è richiesta e oltretutto mi pare fuori luogo a fronte di un'esigenza della persona ben diversa. Lo psicologo ha delle competenze diverse, ma se la persona non ne ha bisogno? Credo che il coach si vada ad insinuare proprio in questo spazio "intermedio", in cui la persona ha bisogno di una guida che aiuti a prendere decisioni pratiche.

  10. #10
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Inoltre non so se sia permesso inserire dei link, ma mi ha incuriosito questo sito: cosa ne pensate? http://www.lifecoachitaly.it/quanto_...l_coaching.php

  11. #11
    Partecipante Esperto L'avatar di -bijoux-
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Cito una parte del sito "Il costo di una sessione di Coaching (di 60/90 minuti) varia in relazione al supporto di un coach junior o senior, da 100 a 250 euro più Iva." Forse ho capito male io perchè ho dato una sfogliata veloce, ma per una seduta si parte da 100 euro più iva possibile?? O.o mah

  12. #12
    Johnny
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da -bijoux- Visualizza messaggio
    Cito una parte del sito "Il costo di una sessione di Coaching (di 60/90 minuti) varia in relazione al supporto di un coach junior o senior, da 100 a 250 euro più Iva." Forse ho capito male io perchè ho dato una sfogliata veloce, ma per una seduta si parte da 100 euro più iva possibile?? O.o mah
    certo che è possibile.
    I coach non hanno un tariffario e anzi alcuni considerano l'alto costo come una prova che il cliente vuole impegnarsi: più paga e più si impegna (non tutti per carità, ma alcuni arrivano anche a 300 euro per seduta nell'area businnes coaching).

  13. #13
    Partecipante Esperto L'avatar di Empowered
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Sentivo un sociologo (Prandstreller) in un convegno di Enzo Spaltro, affermare che la professione è tale se ha un corpus scientifico di riferimento... Stranamente nel coaching, counseling (quando si ha la rara fortuna che qualcuno conosca veramente le fonti che cita) non esiste un corpus scientifico separabile da quello di matrice psicologica.
    Tante altre volte invece si fanno grandi strafalcioni, questo accade perché sono titoli che si ottengono pagando e nel 99% dei casi senza nessun organo di valutazione serio

  14. #14
    Johnny
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    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    Citazione Originalmente inviato da Psichedelic Visualizza messaggio
    Se acquisire ulteriori competenze serve ad arricchire la propria esperienza lavorativa in un ambito non psicologico già collaudato, questi corsi non mi trovano in disaccordo e non sono neanche sbagliati. Cerco di chiedermi quanto facciano del male alle persone e questa è la domanda che mi sta più a cuore: se un coach o un counselor può fare un servizio scorretto ed occuparsi di problematiche psicologiche delicate che possono subire un aggravamento per mancanza di professionalità. Io non ce l'ho con i coach e i counselor, purchè facciano il loro lavoro in maniera trasparente, coerente e cristallina, senza spacciarsi per ciò che non sono.
    Non credo che un imprenditore o il direttore del personale debbano essere necessariamente psicologi o avvalersi di uno psicologo per motivare i dipendenti, potrebbe essere sufficiente nel loro contesto lavorativo semplicemente acquisire delle piccole competenze tecniche in più e avvalersi del loro potere carismatico e di qualità caratteriali che prescindono da anni di studio ed esame di stato e che anzi tanti psicologi potrebbero non avere.
    Mi spiego meglio: domani mattina mi invento la professione di "somministratore di farmaci".
    Un corso di 2 week-end, per ascoltare i clienti e somministrare i farmaci. Così per banali influenze, mal di testa e cose del genere non ci sarà bisogno di andare dal medico. Attenzione io NON formo medici, ma "somministratori di farmaci". Poi per problemi più gravi, come una broncopolmonite, allora sì, ci vuole il medico, e il "somministratore" di farmaci allora invia il cliente (perché non è un paziente, ma un cliente, non avendo problemi gravi) dal medico. Tanto, un'aspirina, che male fa? Magari il direttore del personale può fare un corso di "somministratore farmaci", così se un dipendente ha problemi, non va dal medico, ci pensa lui. Un'insegnante, invece di mandare il bambino dal medico, ci pensa lui a dargli il farmaco giusto.

    Con il counseling e gli psicologi è la stessa cosa

    Benissimo insegnare tecniche di ascolto attivo o di comunicazione per aiutare che lavora a contatto con la gente ad essere più empatico, comunciare meglio, ecc...Non va bene, invece, formare counselor o altr "figure", che di professione svolgono attività che la LEGGE dice essere di pertinenza del professionista psicologo! (legge 56/89).
    Ultima modifica di Johnny : 30-05-2012 alle ore 20.54.26

  15. #15

    Riferimento: le varie figure che fanno lo psicologo senza esserlo

    finchè non si finisce di parlare di "categorie" e non si inizia a parlare di competenze non ne usciremo mai. e poi su tutte queste competenze dello psicologo sono perplessa; finchè l'esame di stato non diventerà una cosa seria e soprattutto si toglierà l'abilitazione a chi commette errori (gravi ovviamente) gli psicologi non formeranno un ordine professionale serio. e poi l'esempio di prima non regge molto: anche i farmacisti ad esempio consigliano farmaci per cose lievi, così come l'erborista consiglierà dei prodotti naturali. sta al paziente scegliere. chiediamoci piuttosto perchè i medici non si sentano minacciati da queste due categorie

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