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  1. #1
    L'avatar di Duccio
    Data registrazione
    25-06-2002
    Residenza
    Firenze
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    Una riflessione sulla professione di Psicologo

    Buona sera a tutti, apro questo thread per tastare un po' il polso agli psicologi come si suol dire e per capire un po' dalle vostre esperienze e racconti quale e' la vostra idea sulla professione e sulla difficolta' nell'inserimento lavorativo.
    Premettto che sto finendo adesso psicologia e da qualche anno ho iniato comunque a confrontarmi con le prime esperienze nell'ambito da laureato triennale e studente... tramite stage vari, esperienze in progetti formativi in particolare in ambito scolastico, lavori in agenzie formative ecc... Ho conosciuto diverse realta' e ho visto un po' quello che fanno psicologi e non psicologi (ma professioni affini) in diversi ambienti e ambiti...
    Un dato reale, di fatto.. statistico direi e' la difficolta' estrema che hanno gli psicologi in generale declinati nei piu' vari indirizzi ad essere assorbiti nel mercato del lavoro nei piu' vari ambiti...
    Mi chiedo .. il problema e' di una professione ancora giovane che non ha un ordine ancora abbastanza forte e strutturato e che non si e' inserita bene nei vari contesti facendo un'adeguata informazione su quelle che sono le sue competenze nei vari contesti lavorativi?
    Il problema e' dell'universita' che spesso e volentieri scade nell'autoreferenzialismo proponendo una formazione teorica poco pratica e basata piu' sugli interessi accademici e di ricerca dei baroni di facolta' piuttosto che su una formazione tarata su un'attenta lettura delle richieste del mercato?
    Dal problema sopra si evince un ovvio problema di formazione degli psicologi ancora molto teorica e poco strutturata in senso pratico..dando all'unica esperienza di tirocinio che non e' neanche molto monitorato e piuttosto lasciato alla fiducia degli enti che offrono il tirocinio per gli studenti.. nel quale se va bene ci si forma adeguatamente e se va male si finisce a fare fotocopie, sbobinare e portare il caffe'..
    Il problema e' in generale degli ordini che non si battono come dovrebbero per una reale tutela e avanzamento della professione ?

    Qual'e' stata la vostra esperienza .. quali sono state le problematiche che avete riscontrato... Quale e' stata la formazione che avete rimpanto di non aver avuto? (intendo non del tipo se avessi fatto ingegneria ma proprio se avessi avuto nel mio percorso di psicologia degli esami di un certo tipo anziche' altri...).

    C'e' sicuramente un discorso di tipo culturale per cui il medico, l'avvocato, l'ingegnere ecc usano strumenti tangibili, visibili, subito identificabili e identificativi che li pongono in ruoli standard che la gente comune conosce e riconosce come di valore... Dire sono medico o sono avvocato e' quasi qualcosa di "prestigioso" ti rimanda ad un ruolo ben definito e riconosciuto come di valore...
    Lo psicologo e' ancora una professione diciamo sfumata.. dai contorni ancora poco definiti e delineati e multidisciplinare e tentacolare.. che la gente conosce poco o identifica ancora troppo nella declinazione clinica e terapeutica della sua funzione... Non ha inoltre strumenti ben tangibili o almeno ha solo i test ovviamente che pero' la gente non conosce come strumento non sa cosa sono e ancora li collocano solo in ambito clinico e vede lo psicologo come esclusivamente una figura dedita alla cura della malattia mentale ... poi va beh non conosce la differenza con lo psichiatra e confonde psicologo con psicoterapeuta anzi con psicanalista ma questo e' ancora un altro discorso...

    Mediante diverse esperienze di stage, corsi, lavori e quant'altro ho avuto modo di rapportarmi con molte figure professionali e anche con diversi progetti.. e ho notato che delle cose che all'universita' ti convincono essere esclusive dello psicologo o che comunque lo psicologo sa fare bene piu' di altri sono in realta' cose comunemente utilizzate da piu' figure professionali..
    Faccio alcuni esempi... progettazione di interventi di promozione della salute, interventi e campagne di sensibilizzazione sociale ed educativa, progetti di intervento nei piu' svariati settori... molto spesso sono fatti anche da associazioni no profit, onlus, di volontariato.. come progetti di informazione e di formazione in scuole... La scorsa settimana ho partecipato ad uno workshop su scuola e discriminazione sia razziale che sessuale dove c'erano membri di un'associazione che fa progettazione di interventi educativi.. si avvale solo nella parte dei corsi e degli incontri di auto-aiuto di psicologi e educatori.. ma per tutta la parte di progettazione e' promossa direttamente dai volontari.... che (penso io) si leggono dei manuali sulla progettazione e assieme ad un'ottima conoscenza del contesto territoriale, dei vari sistemi istituzionali e della giurisdizione che regola il tutto fa partire i progetti... Durante lo workshop questi volontari parlavano con termini come brainstorming e altri.. come se fosse il loro pane...

    Quando ho fatto lo stage alla ASL di Firenze la mia tutor non era psicologa ma era lei che costruiva e progettava gli interventi .. fra cui diversi proprio molto legati alla psicologia della salute ... e anche li si avvaleva di psicologi solo per quanto riguarda la conduzione di gruppi e la formazione dei sanitari esclusivamente per quanto concerne aspetti di tipo psicologico, comunicazione, leadersjip, gestione dei conflitti ecc.. Tali corsi erano ugualmente tenuti da lei che e' laureata in pedagogia oltre che infermiera e counselor..

    Ho lavorato in un progetto con adolescenti in drop out scolastico, la formatrice che ha progettato il progetto non era psicologa ma formatrice da oltre 20 anni.. e devo dire di preparazione, sensibilita' e conoscenza davvero enorme ... era coadiuvata da una psicologa che comunque era parte importante nel progetto e credo che avuto grande importanza nella progettazione.

    Parlando della psicologia del lavoro e delle organizzazioni... ho avuto esperienze piu' o meno indirette di persone che lavorano nell'ambito della gestione delle risorse umane che fanno colloqui di selezione, valutazione dello stress lavoro correlato, analisi di clima e quant'altro... Senza utilizzare test, o se utilizzano degli strumenti spesso creano i direttori del personale de ma avendo fatto solo dei training molto brevi (quando andava bene ma nella maggior parte dei casi no) su argomenti come la negoziazione, colloquio di lavoro, comunicazione ecc e poco piu'.. e fanno senza problemi (questo non vuol dire che lo facciano bene ovviamente) tutta la parte della gestione delle risorse umane, valutazione del potenziale, bilancio di competenze, colloqui di selezione e quant'altro...

    Una riflessione in tal senso quando faccio riferimento ad una formazione impartita dall'universita' poco pratica e troppo lontana da una lettura del contesto lavorativo territoriale e ancorata sugli interessi degli accademici.... in Toscana ad esempio ci sono per lo piu' piccole e medie aziende e quando cercano persone in ambito di gestione delle risorse umane lo cercano per lo piu' proveniente da ambiti di studio di tipo economico e giuridico .. Questo perche' una piccola e media azienda non ha i soldi per stipendiare due figure .. un amministratore che tenga conto della parte piu' burocratica della contrattualistica, buste paga ecc.. e un gestore delle risorse umane che si occupi della parte piu' di gestione del personale, faccia i colloqui, lo screening dei curricula, la valutazione del potenziale ecc... Ne assume uno che e' il direttore del personale che deve stare dietro sia alla parte piu' hard dell'organizzazione che alla parte soft dei processi.... Per l'azienda in generale e' piu' conveniente prendere persone gia' pronte sulla parte hard e poi nel caso formarle successivamente nella parte dei processi che l'inverso che e' piu' dispendioso e ci vuole di piu'.... Allora mi chiedo, se la situazione e' questa... perche' le facolta' di psicologia nei loro curricula soprattutto di indirizzo di psicologia del lavoro e delle organizzazioni non inseriscono degli esami, ma anche uno ma fatto bene, proprio sulla contrattualistica e diritto del lavoro ? Invece spesso si trovano doppioni e esami completamente avulsi dal contesto...
    Ad esempio per la progettazione di interventi bisogna avere una conoscenza di quelle che sono le politiche regionali concernenti la formazione e il lavoro . oltre a conoscere le metodologie della progettazione formativa psicosociale... perche' non inserire in tutti i corsi di psicologia dei corsi had hoc dove accanto alla metodologia ci siano proprio delle nozioni piu' tecnico-burocratiche legate al contesto?

    Insomma piu' vedo i contesti lavorativi reali e piu' mi accorgo che la psicologia che si studia in universita' e' anche sicuramente bellissima e interessante ma ancora troppo speculativa e lontana dalla realta'... Le altre professioni ho il sentore che siano sicuramente magari piu' avvantaggiate da decine e decine di anni di albi potenti .. ma abbiano anche una formazione diversa piu' basata sulla professione e sull'assorbimento del contesto lavorativo... Quello che vedo nelle facolta' di psicologia, cosa aumentata esponenzialmente con i 3+2 e' l'enorme eterogeneicita' degli indirizzi e dei curricula proposti... ci sono indirizzi di lavoro degli ordinamenti iniziali del 3+2 dove non c'era manco un esame di psicopatologia e di dinamica e neanche una base di neuroscienze..... mentre in altri mancavano altre parti...
    Non so ho come l'impressione che sia tutto troppo poco standardizzato e uniforme.. e questo non porta certo vantaggi alla professione...

    Mi pare ovvio che oggi si punti tutto sull'autoimprenditorialita' e sullo psicologo come professione libera.. lo psicologo con orario d'ufficio 8 ore al giorno sara' sempre piu' raro a parte i contesti aziendali... e di questo ne sono consapevole.. Ma non e' certo quello il problema..

    Che ne pensate? Vorrei sapere pero' anche le vostre esperienze come chiedevo all'inizio del thread oltre alle vostre considerazioni di quanto sopra...

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Tenaciaa
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    Riferimento: Una riflessione sulla professione di Psicologo

    Oh mamma mia sempre la solita solfa.

    Scusami Duccio, il mio non vuole essere un attacco personale però tutto sta pappardella non si può più sentire, senza contare poi che non facciamo altro che alimentare negli altri il circolo vizioso della sfiducia nei nostri confronti.

    Per quanto mi riguarda sono psicologa, collaboro con una cooperativa e mi sto muovendo per lavorare nell'ambito dell'ippoterapia, mi ispira parecchio.
    Ho aperto anche lo studio a casa come consulenza e sostegno ma se devo esser sincera preferisco l'ippoterapia.

    Su, un pò di autostima e accettazione della nostra professionalità non guasterebbe!
    Il lavoro allontana da noi tre grandi mali: la noia, il vizio, il bisogno – Voltaire

  3. #3
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Una riflessione sulla professione di Psicologo

    Sicuramente ho un'idea chiara di ciò che mi è mancato nel mio percorso di studi. Avendo scelto l'indirizzo clinico e di comunità, ero convinta potessi ricevere solide basi in campo diagnostico e di intervento. Cosa che assolutamente non è avvenuta: un paio massimo di esami di psicpoatologia in 3 anni (uno adulti e l'altro minori) e zero dico zero esami sulla ideazione di progetti di intervento sull'individuo, sulla copia, sulla famiglia o sulla comunità. Ho colmato le mie lacune (che a quanto pare per l'Università neanche lo erano dato che non le han date come esistenti) specializzandomi per 4 anni successivamente e studiandomi i testi degli argomenti che mi interessavano.
    Ultima modifica di GIUNONE : 26-05-2012 alle ore 20.39.15

  4. #4
    L'avatar di Duccio
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    Riferimento: Una riflessione sulla professione di Psicologo

    Citazione Originalmente inviato da Tenaciaa Visualizza messaggio
    Oh mamma mia sempre la solita solfa.

    Scusami Duccio, il mio non vuole essere un attacco personale però tutto sta pappardella non si può più sentire, senza contare poi che non facciamo altro che alimentare negli altri il circolo vizioso della sfiducia nei nostri confronti.

    Per quanto mi riguarda sono psicologa, collaboro con una cooperativa e mi sto muovendo per lavorare nell'ambito dell'ippoterapia, mi ispira parecchio.
    Ho aperto anche lo studio a casa come consulenza e sostegno ma se devo esser sincera preferisco l'ippoterapia.

    Su, un pò di autostima e accettazione della nostra professionalità non guasterebbe!
    Beh di sicuro un problema di fondo c'e' .. e sono pensieri che mi pongo dato che sto finendo la magistrale e ho avto qualche piccola esperienza e vedo gli psicologi che lavorano dove e come lavorano... Quindi mi piaceva sapere un po' i pensieri di chi lavora ...
    Io so coa e', o almeno ne ho un'idea abbastanza precisa, uno psicologo e cosa puo' fare potenzialmente e' solo che mi pare a volte ci sia una differenza fra richiesta e offerta e soprattutto di incongruenza con quella che e' l'offerta formativa abbastanza evidente.. e quindi mi piaceva sentire il parere di chi lavora nell'ambito.. tutto qui

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