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  1. #1

    Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa protetta.

    Salve a tutte/i ragazze/i apro questa discussione perchè a breve dovrei iniziare a lavorare in una comunità di adulti disabili psichici. Qualcuno ha esperienze a riguardo? Mi farebbe piacere se le condivideste con me, in modo da avere un'idea di cosa mi faranno fare i diversi operatori di comunità. In che modo vi ponete con disabili psichici? Quanto tempo si impiega a raggiungere un certo grado di familiarità?Grazie in anticipo per le vostre risposte

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
    Data registrazione
    18-02-2005
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    provincia di Latina
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    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    Ciao...Io ho svolto il tirocinio in un centro per disabili psichici adulti!
    Gli operatori avevano scandito il tempo di questi utenti con dei laboratori (di cucina, di falegnameria, giardinaggioe ceramica) e tutto era indirizzato all'autonomia: vendita di rpodotti che loro stessi facevnao(nei mercatini comunali) e cura della serra che tenevano, e ovviamente gestione del centro(dalla pulizia, all'ordine...) insomma..la parola d'ordine eraAUTONOMIA..

    Poi c'era anche chi faceva attività ludica: in particolare Teatro (drammatizzazione semplice) o giochi di gruppo (che aiutavano nella relazione)

    la familiarità..per me è stata immediata: c'era un "omone" di 45 anni che mi si è avvicinato, mi ha guardato le caviglie e mi ha detto: " vuoi essere la mia bella moglie"?....ti lascio immaginare la scena!
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  3. #3

    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    Grazie per aver raccontato la tua esperienza Memolememole! non vedo l'ora di iniziare . . . .. ps..ti ho mandato un pm!! ciao ciao

  4. #4
    Partecipante Affezionato
    Data registrazione
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    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    blacklady86, hai iniziato? come ti stai trovando?
    MI piacerebbe fare quest'esperienza ma non so come muovermi nè a chi chiedere... come hai fatto a trovare quel lavoro?

  5. #5
    Partecipante
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    30

    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    Memole, hai detto che hai fatto tirocinio in una casa protetta, posso chiederti cosa facevi, o meglio, cosa faceva la tua tutor? Non mi sembra un ambiente che si presta molto al lavoro dello psicologo, o forse mi sbaglio?

  6. #6
    Postatore Epico L'avatar di MEMOLEMEMOLE
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    18-02-2005
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    provincia di Latina
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    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    te l'ho scritto:..
    Gli operatori avevano scandito il tempo di questi utenti con dei laboratori (di cucina, di falegnameria, giardinaggioe ceramica) e tutto era indirizzato all'autonomia: vendita di rpodotti che loro stessi facevnao(nei mercatini comunali) e cura della serra che tenevano, e ovviamente gestione del centro(dalla pulizia, all'ordine...) insomma..la parola d'ordine eraAUTONOMIA..

    Poi c'era anche chi faceva attività ludica: in particolare Teatro (drammatizzazione semplice) o giochi di gruppo (che aiutavano nella relazione)

    ....

    aiutavo gli operatori a fare e svolgere queste attività.......................
    ." all'origine gli esseri umani erano doppi:possedevano 2 teste, 4gambe, 2 sessi uguali o diversi.Questa condizione cionferivaloro una grande forza e un ambizione tale che un giorno si lanciarono all'assalto del cielo.Allora zeus infuriato tagliò in due ciascuno di loro e da qual giorno ognuno è alla ricerca della sua metà!"
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  7. #7
    Partecipante Affezionato L'avatar di LaurieMarie
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    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    La mia prima esperienza di tirocinio è stata in un centro diurno con disabili psichici... gran bei ricordi... era un centro piccolo ma con una sua identità ben precisa e c'erano ospiti di diverse età, dai meno giovani ai più anzianotti...
    Come attività non dovrebbe differenziarsi molto da un centro residenziale: si fanno diverse attività manuali, laboratori vari, momenti di incontro, riflessione ma anche gioco. Da noi si facevano laboratori tematici per Natale, Pasqua e per le mostre che ogni anno si organizzavano o per gli spettacoli teatrali... attività che piacevano molto agli ospiti perché si mettevano in mostra. Insomma, di sicuro se hai qualche dote artistica o creativa ti troverai bene a gestire le varie attività.
    I miei compiti erano di partecipare alle attività, aiutare gli ospiti, seguirli durante la giornata, certe volte guidare una parte del gruppo, partecipare alle riunioni di equipe per stabilire gli obbiettivi per ogni singolo ospite. Conservo dei bellissimi ricordi di quei giorni ma è anche vero che questo è dovuto non solo agli ospiti ma anche all'equipe di colleghi tutti gentili e simpatici.
    Per quanto riguarda le difficoltà incontrate con gli ospiti... certe volte è difficile rimanere distaccati e sicuramente loro tendono a prendersi molte familiarità ma il nostro lavoro è anche sviluppare la giusta distanza e contenerli quando esagerano... devo dire che sopratutto con i disabili più anzianotti non c'è pericolo che siano eccessivamente violenti o agitati, anni ed anni di antipsicotici li hanno un po' sedati. Comunque nel mio centro c'era pure un ex detenuto che non ha mai fatto del male a nessuno, arrivava per conto suo e si metteva a disegnare tutto il tempo... ed era anche piuttosto bravo, aveva fatto una sua mostra personale!! Insomma per dire che in questo lavoro non bisogna assolutamente avere pregiudizi.
    Per concludere è stata una bella esperienza, spero di tornare a lavorare con i disabili psichiatrici, ho anche fatto un colloquio per un centro di prossima apertura (ma sono un po' sconfortata al proposito, secondo me non ho dato il meglio).. e quindi ti auguro tutto il bene possibile per il tuo nuovo lavoro.

  8. #8
    Partecipante
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    Re: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa protetta.

    vorrei chiedere un consiglio a voi che siete già laureati e specializzati: io sto completando la triennale di psicologia, mi manca ancora qiualche esame...ma non sò bene dove andare a fare il tirocino 150 ore....stavo pensando all'ospedale della mia zona in quanto, si tratterebbe di un'esperienza formativa piu di "indirizzo" rispetto a , chessò...svolgerlo in un centro di associazione giovanile. La mia domanda è : è meglio scegliere un tirocinio che magari POTREBBE trasformarsi in un'offerta di impiego, oppure scegliere qualcosa di e piu' formativo, ma molto probabilmente potrebbe iniziare e finire con il termine del monte ore del tirocinio...? vi ringrazio

  9. #9
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di GIUNONE
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    Riferimento: Lavorare in una comunità con disabili psichici, o casa pr

    Cara Jasperer, il "problema" del tirocinio in termini di possibile conseguente inserimento lavorativo sta nel fatto che andando a svolgere il monte ore presso enti, pubblici o privati, convenzionati con l'Università, gli stessi, potendo contare appunto su un turn over permanente di tirocinanti, non avranno molto probabilmente l'esigenza di assumere. Detto questo, tra pubblico e privato, il privato potrebbe dar qualche chance in quanto nel pubblico si entra per concorso. Questo in termini generali, poi nella pratica potrebbe anche essere che dopo anni di volontariato successivo al tirocinio l'ospedale, ad es., bandisca borse di studio con cui potresti iniziare ad inserirti in maniera retribuita, fermo restando che per eventuali stabilizzazioni ci sarà comunque un concorso pubblico da fare (quanto più o meno "pulito" lo si vede in loco).
    Ti riporto la mia esperienza: ho deciso di svolgere i miei anni di tirocinio, uno post lauream e 4 di scuola di specializzazione, in ospedale perchè ho sempre amato la clinica. Sapevo che non ci sarebbero state neanche minime possibilità di inserimento, ma l'ho fatto solo per seguire i miei interessi formativi. Devo dirti che non ho sbagliato scelta perchè per me sono stati anni molto proficui proprio in termini di formazione: colloqui, test, diagnosi, riabilitazione, gruppi, ecc...Ho imparato tantissimo. Un piccolo suggerimento che posso darti riguarda un'occasione che non ho saputo sfuttare e che forse avrebbe reso: svolsi un semestre di tirocinio presso la Cattedra della Prof. con cui mi laureai. Mi chiese di restare per completare le ricerche che avevamo avviato, certo gratis, ma io affamata di esperienze sul campo, dopo anni di teoria, ai miei tempi non c'era il tirocinio pre-laurea, me ne scappai a gambe levate. I miei interessi mi hanno portata nella clinica pura, ma, se avvessi seguito la via di un possibile inserimento, ti dico che sarei dovuta restare con la Prof. In tal modo, infatti avrei avuto la possibilità di restare nel suo gruppo ed avere mggiori possibilità di intraprendere la carriera accademica (il concorso di dottorato spesso recluta chi è già sotto l'ala di un prof!!). Insomma tra la ragione ed il cuore scelsi il cuore. Ora a te lo stesso dilemma
    Ultima modifica di GIUNONE : 14-10-2012 alle ore 12.08.21

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