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  1. #1
    Postatore Epico L'avatar di michael sniper
    Data registrazione
    08-05-2008
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    Selargius
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    CLUB DEL GIALLO: La torre oscura - parte II: Cattivi presagi

    Ecco la seconda parte della storia... scusate il ritardo ma ho avuto dei problemi nei giorni precedenti spero che la storia continui a essere di vostro gradimento... qualche altro momento di pazienza e poi si farà sul serio se avete critiche, lamentele, osservazioni da fare fate pure non ci sono problemi
    Se i moderatori trovano la pubblicazione qui problematica o non idonea ditemi pure e rimedierò, per quanto possibile, all'inconveniente...
    Buona lettura.
    N.B. Il testo non ha alcun riferimento con la situazione odierna... avevo già immaginato le situazioni descritte molto prima di tutto quanto si è verificato nella realtà...



    CATTIVI PRESAGI


    - Cosa succede?
    - Venite a vedere.
    - Ma che succede?
    - Giudicate voi stesse.
    Il presidente fece un passo indietro e lasciò che i volti dei membri del club sfiorassero il vetro della finestra.
    - E' tutto scuro – mormorò sconsolata Chiara.
    - C'è una luce lì in fondo... a quanto pare non è buio dappertutto – osservò Emanuela.
    - Pure le previsioni non dicevano così – le fece eco Nadia con una smorfia.
    - Potrebbe pure mettersi a piovere – fece Marina.
    - Speriamo di no! Era una così bella giornata!
    Come a sottolineare la vanità di quelle parole, ecco dal cielo sorgere un lampo e subito dopo il cupo rumore del tuono far sobbalzare tutti quanti.
    - Avete sentito?
    - Il vetro ha pure tremato!
    - Mamma mia che paura...
    - Non so voi, ma a me questo tempo spaventa un sacco...
    - E questo è niente – disse il presidente in tono lugubre.
    Tutte si voltarono a guardarlo.
    Lui nel frattempo aveva acceso la televisione e stava alzando il volume perché riusciva appena ad afferrare le parole.
    - In tutta la zona sono previsti annuvolamenti e rovesci – stava dicendo la giornalista. – Al momento gli esperti non sanno spiegarsi questo peggioramento delle condizioni climatiche. La situazione al momento sembra sotto controllo. Vi terremo sicuramente aggiornati in caso di novità.
    Ad ogni canale un giornalista o un esperto del meteo commentava la situazione atmosferica. Doveva trattarsi di qualcosa di serio. Il presidente spense la televisione con uno scatto nervoso.
    E se tutti quegli avvenimenti non fossero stati che l'inizio? Provò una strana sensazione. Un pensiero gli sorse all'improvviso, gli balenò come il lampo fuori dalla finestra; poi scosse la testa, si convinse che quel paziente gli aveva tolto più lucidità di quanto pensasse e fece schioccare i palmi delle mani.
    - Allora signori – disse piazzandosi al centro della stanza – bando alle cialde... chi vuol cominciare? Il tempo ci ha distratti ma ora è venuto il momento. Chi da inizio alle danze? Chi se la sente? Un bel giallino giusto per riscaldarci...
    Il suo viso incontrò via via quelli dei membri del club ma nessuno se la sentiva, tutti guardavano dall'altra parte, verso il pavimento o il socio a fianco, o sbuffavano impotenti di fronte a tanta aridità.
    Fu il momento più silenzioso della serata: molto triste a vedersi. Nessuno che osava parlare, nessuno che guardava gli altri negli occhi, tutti avvinti nelle spire della noia e della fatica, come se da quella prigionia fosse impossibile uscire.
    E nel silenzio si fece largo, a poco a poco, il ricordo, la gioia degli anni passati. Era così bello rievocare quei momenti, far rivivere, per così dire, tutte le piacevoli sensazioni provate.
    Era cominciato tutto tre anni prima.

    L'idea era stata assolutamente casuale, una geniale intuizione di quello che poi sarebbe diventato il presidente e che all'inizio era solo un professionista in cerca di un passatempo, una valvola di sfogo dallo stress del lavoro.
    Un pomeriggio al parco aveva incontrato una ragazza e per rompere il ghiaccio aveva proposto un indovinello; lei ci aveva pensato su senza arrivare alla soluzione e lui, a poco a poco, aveva svelato tutto l'arcano. Lei era rimasta felicemente sorpresa e meravigliata.
    - Bello quest'indovinello – aveva commentato – ne conosci altri?
    Fu l'inizio di una lunga serie.
    Tenete presente che il professionista era felicemente impegnato e lei altrettanto; questo per sgombrare il campo da fastidiosi equivoci; fu questo uno dei motivi – se non l'unico – che rese tutto più facile e la serie degli eventi una catena logica, un lungo itinerario di cause ed effetti, di principi e conseguenze.
    Una mattina per caso lui e lei si incontrarono alla fermata del pullman e si riconobbero subito; lei era con un'amica che molto volentieri decise di cimentarsi nel gioco. L'indovinello era facile e lo risolse subito, ma il successivo la mise parecchio in difficoltà; lui decise di mantenere la suspense e diede appuntamento alle due ragazze in un bar poco distante, appena qualche giorno dopo. L'attesa fu lancinante e alla fine il professionista rimase sorpreso nello scoprire che la ragazza non solo aveva risolto l'indovinello, ma aveva trovato anche più soluzioni, tutte logicamente possibili e verosimili.
    Ne rimase profondamente colpito e fu questo, probabilmente, il motore che diede avvio a tutta la vicenda. In quel bar fece la sua proposta ufficiale:
    - Perché non fondiamo un club dove tutti i membri s'impegnano a risolvere indovinelli? A turno uno propone e tutti gli altri risolvono. Vediamo se ce n'è uno che riesce a mettere in difficoltà tutti, me compreso... senza trucchi, sia chiaro!
    - Bella idea!
    - Perché no?
    - Secondo me, prima o poi qualcuno ti metterà nel sacco Doc – commentò la geniale risolutrice strizzando l'occhio.
    - Ne sei proprio sicura? – replicò lui facendo lo stesso gesto.
    Nelle settimane seguenti nuovi membri si aggiunsero al club, fino alla forma attuale.
    Già qualche mese dopo quella strana e fruttuosa chiacchierata al parco si era deciso d'installarsi in quell'edificio dove ora si stava celebrando la festa per il vicepresidente. Tre sere a settimana, compatibilmente con gli impegni di tutti, i vari membri si riunivano e a turno uno proponeva il suo giallo, il suo mistero, il suo indovinello. Da quesiti prettamente di matematica e di ragionamento si era arrivati piano piano a vere e proprie storie intricate, complesse e dense di mistero. Qualche volta si era dovuta sacrificare una settimana intera per risolvere una singola storia e in qualche caso addirittura un paio di settimane, fino a trasformare l'indagine in una maratona di resistenza. Il presidente e il vicepresidente, da soli, avevano proposto non meno dei due terzi di tutte le storie complessive.
    Ora, in quella sera così lugubre e spenta, ecco che tutti rievocavano quei magici momenti. Che bella l'attesa, quando si doveva scegliere chi doveva proporre la storia; e quanta attenzione nell'ascoltare e nel soppesare ogni singola parola; per non parlare delle domande, mille attenzioni a chi le poneva, a cosa chiedeva e soprattutto cosa non chiedeva; e le risposte dell'interessato o dell'interessata, che a volte svelavano molto e a volte invece confondevano solamente di più il quadro.
    Quanta differenza rispetto ad adesso. Un tale dolore, una tale desolazione da recare quasi sofferenza.
    Dov'erano finite tutte quelle storie, dov'erano andate?
    Le aveva inghiottite il tempo.
    C'è da dire che nell'ultimo periodo l'interesse generale del gruppo era scemato e le serate si erano fatte sporadiche e prive di contenuto; il più delle volte ci si contentava di parlare del più e del meno e se non si proponeva nessuna storia poco importava. Anche la creatività col tempo era scemata, del resto era inevitabile; occorrono grandi abilità per riuscire a sorprendere sempre, ma ad ogni storia che racconti sveli le tue armi e presto potrebbe accadere che qualcuno le impugni contro di te. In più di un'occasione chi aveva raccontato la storia si era accorto che il mistero somigliava a qualche altro, che quell'aspetto era fin troppo chiaro e che bastavano due o tre associazioni per arrivare alla soluzione. Erano tutti fin troppo allenati per non arrivare a possedere simili trucchi.
    Quella sera, a ben pensarci, come ci sarebbe stata bene una storia, una di quelle appassionanti, che letteralmente incollavano sulle poltrone tutti i membri del club, nessuno escluso, e ognuno prestava orecchio, col massimo dell'attenzione, per soppesare ogni singolo dettaglio, in cerca del filo risolutore che sciogliesse l'intera matassa.
    L'unica risposta a quella domanda inespressa fu il silenzio.
    Il presidente decise di romperlo alla fine, dopo minuti interminabili... ma non per proporre o per raccontare. Di scatto si era voltato verso la finestra.
    - Avete sentito anche voi?
    Un tremendo tuono aveva fatto tremare l'edificio e fatto vivere più di qualche momento di paura.
    - Ma cosa diavolo sta succedendo?
    Di nuovo tutti alle finestre.
    - Guardate là!
    Le teste si mossero in un'unica direzione... e qualcuna ammutolì.
    Non ci sono parole per descrivere appieno ciò che provarono.
    Sotto la loro finestra lo scenario era completamente cambiato. Tutto si era fatto scuro: il cielo era un unico manto nero da cui filtrava appena un po' di luce dalla pallida luna. Nuvole minacciose erano comparse sopra le loro teste e parevano muoversi in una macabra danza.
    Non si vedeva più nulla nelle strade, tutto era piombato nell'oscurità più fitta. Solo i frequenti lampi riuscivano a permettere una sia pur minima visibilità, accompagnati sempre da tuoni tremendi che sembravano sconvolgere la terra.
    D'improvviso i tuoni si fecero più frequenti e a tratti sembrò di essere tutti immortalati da una gigantesca macchina fotografica. Il rumore di sottofondo – un cupo e sordo rumore di movimento, come se una gigantesca placca si stesse staccando dalla crosta terrestre – copriva tutto quanto e rendeva impossibile capirsi.
    La corrente andò via e ritornò più volte. Il presidente si preparò a prendere delle pile e delle candele, poi finalmente la situazione parve ristabilirsi e tutto assunse una parvenza di tranquillità.
    - Il peggio è passato – commentò qualcuno.
    Ma un altro rumore sovrastò le sue parole e le rese di fatto insignificanti. Proprio in quel momento il tuono più forte accompagnò il lampo accecante che per un attimo aveva illuminato tutta la vallata e fece tremare i vetri e pure le fondamenta. Qualcuno riuscì a non cadere aggrappandosi agli altri o a un mobile.
    Poi venne l'ora. Tutti istantaneamente si coprirono le orecchie e la prima reazione fu di sorpresa, di perplessità più che di paura.
    Era come se un gigantesco missile stesse uscendo dalle viscere della terra. Un rimbombo continuo, fortissimo, man mano crescente, la nascita di una strana creatura, la comparsa di una nuova forma di vita sulla terra.
    Quando il rumore cessò tutti poterono togliere le mani dalle orecchie e guardarsi intorno. I lampi erano cessati e la visibilità era diventata più discreta, la luna sembrava più luminosa e nessun tuono veniva più a disturbare la quiete.
    - E quella cosa... che diavolo è? – gridò il presidente con voce strozzata, additando con mano tremante un punto al di fuori della finestra.
    Di nuovo tutti a poggiare il viso sul vetro.
    E la meraviglia fu assoluta.
    Uno strano edificio era comparso in un punto della vallata, un edificio dalla sagoma scura che prima non c'era. Non si era trattato di un'illusione ottica o di un gioco di prospettiva: quella costruzione era apparsa lì davanti ai loro occhi.
    Ma cos'era, di che si trattava?
    Dinanzi ai loro volti stupefatti si ergeva l'inconfondibile sagoma di una torre, un baluardo cupo e minaccioso, l'angosciante simbolo di una sinistra malvagità.
    Era la Torre Oscura.




    Fine seconda parte
    Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti

  2. #2
    Postatore Epico L'avatar di Antinomica
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    Riferimento: CLUB DEL GIALLO: La torre oscura - parte II: Cattivi pres

    Michael Bellissima anche questa sceonda parte La storia è molto avvincente nonostante la nostalgia incomba
    C'era una stella che danzava e sotto quella sono nata (W. Shakespeare)



  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di michael sniper
    Data registrazione
    08-05-2008
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    Riferimento: CLUB DEL GIALLO: La torre oscura - parte II: Cattivi pres

    Presto la nostalgia non avrà ragion d'essere
    Se qualcuno/a conosce donne in gravidanza, dal sesto mese compreso in poi, della provincia di Cagliari, è gentilmente pregato/a e invitato/a a contattarmi tramite messaggio privato. Grazie mille a tutti

  4. #4
    Postatore Epico L'avatar di michael sniper
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    Riferimento: CLUB DEL GIALLO: La torre oscura - parte II: Cattivi pres

    La parte successiva vedrà la luce a breve... forse già domani, oggi non credo
    Ultima modifica di michael sniper : 19-02-2012 alle ore 22.44.34
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