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Discussione: incubo alla stazione

  1. #1

    incubo alla stazione

    Ho deciso, sia per sfogo personale che per curiosità di condividerne l'interpretazione, di raccontare il sogno/incubo fresco di stanotte.
    Sono a casa mia in attesa di una festicciola, l’ultimo ragazzo con cui ho fatto sesso (che mi piace molto ma essendo fidanzato mi ha scaricata 2 giorni dopo) arriva prima degli altri, siamo soli; nel dubbio che possa succedere qualcosa vado di fretta in bagno per levarmi i peli, quando il ragazzo in questione entra in bagno e mi trova con le tette di fuori… al che inizia a strusciarsi, mi fa sentire sul pube il suo pene duro che si è già tirato fuori. Insomma, sono certa che a breve lo faremo.
    E invece entra di blocco la mia coinquilina, che ci interrompe gridando che lei non ha visto niente e non le importa dei miei bacetti, il ragazzo si stranisce–è pericoloso, ci hanno visto, basta rischiare!- mi dice.
    Rifiutata dopo esser stata stuzzicata, credo che partecipo in maniera piuttosto assente alla festa, già sono proiettata con la mente alla stazione per prendere il treno delle 5.30 ed è in questo scenario che continua l’incubo.
    Inizialmente faccio acquisti a qualche negozio della stazione (un paio di scarpe nere con tacchetto basso e uniforme e un paio di jeans che non mi entrano) e lascio pure la valigia sul treno , in modo da girovagare pazzamente nella mezz’ora che ho prima che siano le 5.30 (la cosa notevole è che nella realtà sono iperparanoica e non lascerei mai la mia valigia incustodita su un treno per mezz'ora).
    Così decido di raggiungere un mio collega e sua moglie (entrambi dell’europa dell’est) che devono prendere un altro treno sempre alle 5.30 e sono a due passi. Salgo in macchina loro e dopo che mi accorgo che i due mi hanno rubato gli occhiali da sole mi metto a fare la gangster, tiro fuori la pistola e me li faccio restituire (però si respira un clima sereno e quasi scherzoso).
    Poi accompagno i due sul loro vagone e il mio collega mi chiede un favorone: di ricaricargli il cellulare di 10 euro e di portargli il resto dei 30 che mi dà. So che è una follia: perderò il mio treno, mi dico. Fatto stà che decido di tentare lo stesso e mi metto a correre come una pazza fino al tabacchi (il tabacchi era a metà strada tra me e il mio treno).
    Faccio tutto e , a circa 10 minuti dalle 5.30 inizio a correre verso il vagone del mio collega e non mi ricordo se faccio in tempo o meno a rendergli il resto: forse addirittura mi vola in aria mentre corro distratta.
    La distrazione caratterizza molto del restante incubo.
    Ormai decisa a prendere il mio treno, so che si trova oltre il tabacchi, così ritorno sui miei passi e cosa vedo? Proprio sul passaggio cementato tra i binari stanno copulando due orsi, uno bianco e uno bruno, e io gli sto passando accanto!! Rallento l’andatura e in quel momento, quasi comico, mi dico:”ma questi sono animali pericolosi, sto rischiando la vita a passargli accanto”.
    Sconcertata, continuo. Da lì in poi è un perdersi continuo, il mio panico per il tempo che passa mi fa completamente dimenticare la direzione del mio treno, così una volta in piazza chiedo a tutti del treno per catania. (scopro solo inquesto momento la destinazione del treno. nella vita reale a catania ci abita il mio uomo e viviamo a distanza).
    Bene, chi mi manda di qua, chi di là, e presto (17.30 passate) mi trovo addirittura dentro un edificio con la promessa di una scorciatoia per il treno da parte di qualche signor nessuno:mentre ne scendo di corsa le scale su più piani, scopro che l’edificio è una università e tra le scale individuo un mio compagno di liceo, ivano, lo saluto mentre lui sta parlando con un altro ragazzo e per ben due volte mi ignora completamente.
    Nuovamente sconcertata (bhè mai quanto alla vista degli orsi!!!), continuo. Alla piazza in cui sbuco finalmente chiedo a un signore piuttosto anziano dove siano i treni e lui mi dice:”Sali in macchina! Forse facciamo in tempo!” è il primo alleato che trovo e non me lo faccio ripetere due volte. Da lì sono magicamente tra le sue braccia su una specie di mongolfiera e sto facendo sesso con lui; sembro essermi scordata del treno e tutto. Infine mi sveglio rabbrividita.

    Non so se posso permettermi di interpretarne alcuni punti, ma secondo me tutto l'incubo si è scatenato a partire dal rifiuto ricevuto dal ragazzo della festa.
    da lì tutta la corsa verso un treno che perdo è una metafora dell'essere stata tagliata fuori dall'appuntamento con il sesso (perdo il treno=perdo il sesso)
    e sembro non darmi pace finchè non lo ottengo, sebbene con una persona che nella relatà non penso mi attrarrebbe.
    anche gli orsi che copulano sui binari sono l'immagine ricorrente di questo sesso frustrato , che tutti tranne me possono avere.
    il compagno di liceo mi ignora: ennesimo rifiuto per una ragazza fortunata.
    per fortuna era solo un sogno.

    spero che qualcuno dei lettori possa e voglia condividere la sua interpretazione di questo incubo alla stazione.

  2. #2
    Matricola
    Data registrazione
    02-05-2010
    Messaggi
    15

    Riferimento: incubo alla stazione

    Forse sei attratta da una persona molto diversa da te (i due orsi sono uno bianco e uno nero), che non è il tuo fidanzato, e con cui tu non puoi fare l'amore per motivi di scrupoli morali o di circostanze. Questo ti fa soffrire. La tua relazione con il fidanzato di Catania in parte non ti soddisfa (i jeans non ti vanno bene) , non vuoi prendere il treno e la cosa ti spaventa perché ti riesce moralmente inaccettabile. Scarichi sulle situazioni decisioni che spettano soltanto a te, ma che hai paura di prendere: hai paura dei tuoi desideri, di prendere un nuovo treno:alla fine però lo prendi, il tuo desiderio viene appagato perlomeno nel sogno. Il nuovo treno è una mongolfiera, ma è un treno diverso da quello di Catania, un treno che non hai mai smesso di cercare. I tuoi colleghi dell'est rappresentano tuoi amici che ti sembra abbiano una relazione sessuale più soddisfacente rispetto a quella che c'è tra te e il fidanzato di catania. Queste sono solo ipotesi, non è detto che calzino con la tua storia: solo la tua onestà con te stessa può dire quanto c'è di vero....

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