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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di stefanocif
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    24-09-2003
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    "bambini impiccati" a Milano...la chiamano "arte"!

    ciao a tutti!
    L'arte ha trovato un "nuovo modo" di esprimersi!....INCOMMENTABILE! Preferisco riportare qui di seguito la notizia ANSA, che si commenta da sola:

    (ANSA) MILANO, 7 MAG- I fantocci dei bimbi impiccati esposti a Milano attendono in un laboratorio le perizie sui danni subiti mentre la Codacons presenta un esposto. L'associazione chiede di 'verificare se esistano profili penalmente rilevanti in particolare per la condotta del Comune che ha permesso l'esposizione di un'opera che ha offeso il pudore dei milanesi e che era visibile dai minori'. Il sindaco Albertini non ha dubbi sulla scelta fatta: 'Non abbiamo il ministero della cultura popolare e non lo rimpiangiamo'.

    stefanocif

    Tutto il piacere dell'Amore è nel cambiamento.
    (Molière)
    Arricchiamoci delle nostre reciproche differenze.
    (Paul Valery)
    Nulla è mai perduto per sempre
    perchè ciò che avrai perso
    potrai donarlo agli altri.
    (Stefanocif)

    Il mio "spazio interiore"

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di stefanocif
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    Crepet

    Dimenticavo un "dettaglio"...

    lo psichiatra Crepet ha commentato l'accaduto, parlando di pericolo di emulazione da parte dei soggetti interessati all' "opera artistica". Ma ciò, ovviamente, non può fermare la "libertà di espressione artistica" di un tizio dal gusto, oserei dire, OSCENO (ho usato un eufemismo...)

    stefanocif

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    Il mio "spazio interiore"

  3. #3
    Postatore Epico L'avatar di Rae
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    * sul ciglio di un equilibrio che non ho *
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    Osceno.. di pessimo gusto..e agghiacciante..
    per non parlare del povero signore che tentando di toglierli si è fratturato una gamba...
    Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere.
    M. Kundera

    "Non siamo uomini di buona volontà se ci limitiamo a piangere ciò che si è perso, se ricordiamo solo ciò che non può più tornare. Lo saremo solo se diventiamo consapevoli di ciò che di meglio c'è in noi, di più vitale, e se seguiamo la voce di questa Coscienza" H.Hesse


    "Non sono cattiva.. è che mi disegnano così"
    Per gentile concessione del Lupo Solitario


    fondatrice con Ele* del f.c.f.c.[fancazziste fan club]con sede in una bella spiaggetta della Croazia...e con una nuova adepta!!Benarrivata Claudina!!


    ...La farfalla , si dice, non sa cos'è il dolore..vive un giorno felice..e poi per sempre muore....

  4. #4
    Iggy
    Ospite non registrato
    Sentire Albertini che mi viene a dire che non conosco l'arte mi lascia pensare che sia un completo rincoglionito. Ha parlato il critico d'arte, tra l'altro...

  5. #5
    Prisca
    Ospite non registrato
    Ma veramente non è possibile chiamare arte una roba del genere!?

    quando ho visto in tv questa "stupenda opera"... mi sono spaventata!!

    mi sembravano bambini veri!!!

  6. #6
    LiIa
    Ospite non registrato

    l'irruente

    Non ricordo chi (a giudicare dall’acume, un assennato psicologo) commentò il curioso fatterello notando che l’istallazione in questione non era mediata da alcuna indicazione che la identificasse come istallazione artistica, appunto. L’elemento confusivo era quindi provocato da questa assenza di didascalia che fornisse allo spettatore uno strumento di decodificazione e che gli permettesse quindi di filtrare la lugubre scenetta. Perciò, l’incauto passante distratto dalle altrettanto lugubri preoccupazioni quotidiane, fra la ricetta della cena e la rata della parabola, si ritrovava catapultato nella dimensione di spettatore senza alcun paracadute. Senza alcuna rassicurante annunciatrice che con voce flautata gli spiegasse che trattavasi di “arte”, senza alcuna dicitura genere “messaggio promozionale”, senza nessun telecomando. Insomma , senza alcun salvagente apparente che sollevasse lo sprovveduto passante dall’imbarazzo dell’esercizio del proprio spirito critico. Senza una targhetta esplicativa, un mediatore, un “aiutino” convenzionale, dobbiamo concludere che il nostro passante, in balia del comprensibile vissuto di angoscia, sia del tutto privo di uno straccio di difesa. Dobbiamo altresì concludere che lo stesso viziato passante, che sprofondato nella sua domestica poltrona può almeno contare sul sorriso della velina di turno, di fronte ad una scena del genere si senta offeso dalla violenza di una emozione ingestibile. Talmente offeso ed indifeso da accanirsi contro inerti manichini, e rovinare impietosamente sull’asfalto (la buffa nemesi dell’irruente). Come se a qualcuno venisse in mente di piombare con un coltellaccio sul fondale di cartone della pubblicità del cellulare, travolto dal senso di inadeguatezza di fronte a quei tizi eternamente "cool".
    Ah già, ma a quello c’è rimedio, basta acquistare il cellulare.
    Ultima modifica di LiIa : 14-05-2004 alle ore 18.35.36

  7. #7
    Mi parete un tantino perbenisti ' In primis, di quell'opera si è parlato in televisione dal primo secondo della sua esistenza, e chiunque fosse informato sui fatti era perfettamente a conoscenza circa la natura dell'opera (che poi! Tre bambini impiccati e tutto il resto del mondo che gli passa a fianco indifferente? Basterebbe un po' di logica per capire, senza dover aspettare i cartelli -_-)
    In secundis, non capisco dove stia il problema. Quell'opera d'arte è brutta? Klimt e Picasso non producevano opere esteticamete piu' appaganti. E' disturbante? Oh, anche i quadri di Toulouse-Lautrec lo erano, per i suoi coetanei! Volete *a tutti i costi* costruirvi un mondo pieno di cose tenere e belle, inoffensive e accoglienti? O prima vi scagliate contro il muro di gomma che vi avvolge, e poi quando vedete un punteruolo strabuzzate gli occhi e dite "oddio, un punteruolo, può far male!"
    Quell'opera aveva un intento chiaramente provocatorio, è *normale* e *richiesto* che provochi emozioni forti in chi la vede.
    E poi, il "poverino" che si è rotto una gamba cercando di distruggere l'istallazione, stava danneggiando delle proprietà dello Stato (anche mie e tue, sì), ed assolutamente conscio di quello che stava facendo. Simpatizzare mi pare davvero assurdo.
    ...but still I am the Cat who walks by himself, and all places are alike to me.

  8. #8
    LiIa
    Ospite non registrato

    bambocci

    forse non hai colto la vena salace...poco male. ahimé, riflettevo sulla scimmiesca sventatezza di chi, viziato dal peggior consumismo di immagini e sprovvisto di senso critico o di altri strumenti di mediazione, ha messo in atto la reazione più impulsiva, ossia infierire sui già sfortunati bambocci. sembra un pirandelliano epilogo in cui la folla di rozzi spettatori, confondendo realtà e rappresentazione, si avventa sugli attori di uno spettacolo teatrale. credo che fosse intento dell'autore dell'istallazione destare questo disorientamento, che la mancanza di un elemento di mediazione rientrasse nei suoi intenti, poco importa se altrove l'opera fosse pubblicizzata. non credo di poter tirare in ballo addirittura picasso, né di voler soffermarmi su giudizi di ordine estetico. secondo me è interessante notare quanto lo spettatore attuale sia privo di quella autonomia critica che lo aiuti a decodificare la folla di stimoli circostanti, siano essi seducenti, spaventosi, brutti, belli, o come ti pare.

  9. #9
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    ...forse il signore è un dadaista!


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
    | Lost in Translation|

  10. #10
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    Lila scrive:

    Dobbiamo altresì concludere che lo stesso viziato passante, che sprofondato nella sua domestica poltrona può almeno contare sul sorriso della velina di turno, di fronte ad una scena del genere si senta offeso dalla violenza di una emozione ingestibile
    perchè sei andata via?


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
    ma vince il peso degli oggetti,
    il loro significare peso e perdita.
    |Amelia Rosselli|

    Charlotte - Vorrei poter dormire -
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  11. #11
    Iggy
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da Dreamstalker
    E poi, il "poverino" che si è rotto una gamba cercando di distruggere l'istallazione, stava danneggiando delle proprietà dello Stato (anche mie e tue, sì), ed assolutamente conscio di quello che stava facendo.
    Ti sbagli, non c'era nemmeno un centesimo dei nostri soldi in quell'opera: il Comune di Milano ha solo messo a disposizione dell'artista lo spazio comunale per la sua illuminante creazione.

    Passando a considerazioni più inerenti, sinceramente non vedo dove sia il messaggio che un soggetto simile vuole lanciare. Mira a sconvolgere? Traducendosi il tutto in uno scombussolamento fine a sé stesso, non vedo la necessità di montare un oggetto simile; pertanto, non vedo nemmeno la necessità di sconvolgere.
    Qualcuno parlava di messaggio non mediato. La mediazione avviene quando esiste una comunicazione, a quanto pare non altro che un vacuo concetto nelle menti di chi ha partorito e ha permesso di disturbare la sensibilità pubblica con una simile aberrazione artistica. Non esiste mediazione semplicemente perché non esiste messaggio. E' tutto molto più semplice di come qualcuno ha preferito dipingerlo, da una parte e dall'altra.
    L'opera non disturba perché i tre bambini impiccati sembravano reali, ma perché collocati in una realtà che fortunatamente coltiva ancora il seme del buon gusto. Tre bambini impiccati sono di pessimo gusto.
    La provocazione fine a sé stessa è inutile. Dietro la provocazione ci deve essere un obiettivo che non sia la provocazione stessa, della quale si sono invece ottusamente fatti scudo i simpatizzanti dell'artista.
    Mi domando se un giorno i sostenitori di quet'opera mostreranno ai loro figli, mentre giocano con i mattoncini LEGO, un giornale pornografico. O un morto ammazzato dalla mafia. Gettando il giornale o la rivista di sorta lì, di fronte al bambino, senza "mediazione", senza motivo. Se non con l'obiettivo di sconvolgerlo, probabilmente.
    Ecco perché il mondo va a rotoli: ancora troppa gente agisce e parla senza filtro.
    E poi non paragonatemi i vari Picasso con gente che impicca bambole agli alberi, per piacere.
    Altra cosa: il mondo di cose "tenere e belle" non esiste nemmeno nel nostro guscio privato, raggiunti dal bombardamento mediatico che ci ricorda sempre dove siamo, e chi siamo. Non si sentiva l'esigenza di tre bambole impiccate per ricordarci che esiste chi passa sopra la sensibilità comune. Il che non vuol dire che io sia rimasto colpito dall'opera, bensì che l'ho trovata - inconfutabilmente a ragione - inopportuna.

  12. #12
    LiIa
    Ospite non registrato

    ri-bambocci

    L'opera non disturba perché i tre bambini impiccati sembravano reali, ma perché collocati in una realtà che fortunatamente coltiva ancora il seme del buon gusto. Tre bambini impiccati sono di pessimo gusto.
    ... Non si sentiva l'esigenza di tre bambole impiccate per ricordarci che esiste chi passa sopra la sensibilità comune. Il che non vuol dire che io sia rimasto colpito dall'opera, bensì che l'ho trovata - inconfutabilmente a ragione - inopportuna. [/B][/QUOTE]


    A me riesce sempre indigesta la dimensione dell’ “inconfutabilmente a ragione”, un po’ faticoso il teatrino di puntualizzazioni di fronte a chi preferisce stabilire le "inconfutabili" (quanto poco interessanti) demarcazioni fra “favorevoli e contrari”. Tant’è.
    Ad ogni modo, non mi interessava minimamente simpatizzare con alcunché, decantare le gesta eroiche dell’artista che fra l’altro mi risulta un illustre sconosciuto, né ribadire un concetto fin troppo lapalissiano (per capire quanto so' bruttini ed inquietanti i bambocci penzoloni non occorre una sopraffina sensibilità estetica ). Mi interessava riflettere sulla reazione. oltre al pacifico, moralissimo, ostentato sdegno che ha turbato tante anime, mi chiedo cosa sia accaduto. Mi chiedo come mai non suoni altrettanto disgustoso o quanto meno allarmante, il segnale di una profonda immaturità critica, che rispetto ad una riflessione su ciò che ci si para di fronte agli occhi, si limita a tagliar corto sfoderando l’argomentazione del comune buon gusto o nel peggiore dei casi ad inveire fisicamente. Il poverino dicevamo, non ha trovato di meglio che metter mano ai fantocci. Una umanissima reazione, per carità, che qualsiasi conversazione di piazza non può che umanissimamente sostenere. Chissà, se Io stessa dagli spalti di una arena, avrei sostenuto il povero cristo, roteando animosi pugni al vento. Chissà, forse in altri tempi avrei partecipato a qualche plateale rogo di libercoli rei di offendere il comune buon gusto. Il vigoroso signore è assolto, il suo gesto applaudito dal popolo. Ma non avrei potuto fare a meno di chiedermi anche, perché nessuno si sconvolge di fronte alla comune totale mancanza di strumenti. Io ci leggo un segnale di fragilità, quella stessa fragilità con cui ci beviamo tutto ciò che ci circonda senza soffermarci su ciò che ci evoca e perché ce lo evoca. La stessa fragilità evocata dallo sguardo impotente di bambocci inermi, esposti ad una violenza pubblica e quotidiana che forse, ci fa paura riconoscere.

  13. #13
    LiIa
    Ospite non registrato
    Originariamente postato da alita
    Lila scrive:



    perchè sei andata via?

    andata dove?

  14. #14
    Iggy
    Ospite non registrato

    Re: ri-bambocci

    Originariamente postato da LiIa
    Io ci leggo un segnale di fragilità, quella stessa fragilità con cui ci beviamo tutto ciò che ci circonda senza soffermarci su ciò che ci evoca e perché ce lo evoca. La stessa fragilità evocata dallo sguardo impotente di bambocci inermi, esposti ad una violenza pubblica e quotidiana che forse, ci fa paura riconoscere.
    Paura? A me non suscita alcuna emozione particolare, come ho già affermato. Riguardo il mio apodittico anatema al buon gusto, i fatti dimostrano che la stragrande maggioranza della popolazione non ha gradito i fantocci.
    I sostenitori dell'illustre sconosciuto hanno forse un'idea del motivo per il quale tre bambolotti impiccati si trovassero alla gogna? Non mi sembra di aver letto niente a riguardo, quindi i fiumi di pompose parole non sono che aria.
    Non è comunque interessante stabilire dove sia la demarcazione che divide chi applaude da chi inveisce, bensì lo è notare come i sostenitori del "nuovo Picasso" non abbiano trovato alcuna chiave di lettura per l'opera, non fornita nemmeno dall'autore stesso, tra l'altro. Ancora aria, nonché la dimostrazione che si sentono un po' tutti conoscitori del messaggio artistico solo in virtù di una comune discrepante sensibilità alla cosa rispetto alla maggioranza.
    Questa è semplice autopubblicizzazione, non a caso avvallata dalla galleria che ospita e valorizza le opere dell'autore. I suoi rappresentanti si sono uniti nella difesa dell'opera senza fornire spiegazioni, adducendo soltanto a una volontà dell'artista di provocare una reazione fine a sé stessa, che non fà riflettere. I sostenitori del boia di bambole invece fanno di peggio: applaudono credendosi più percettivi rispetto alla massa di caproni che denigra l'opera e il suo imperante cattivo gusto.
    Così come il paradigma scientifico nasce in un meccanismo di persuasione, così io mi faccio parte dell'inconfutabile ragione del buon gusto comune, che per quanto mi riguarda è più che sufficiente a definire ciò che è giusto e accettabile da ciò che non lo è.
    In alcun caso comunque la maturità critica si manifesta in un'approvazione cieca rispetto a un possibile significato dell'opera, che nemmeno viene ricercato, perché è più semplice additare il popolo come scarsamente incline a percepire l'arte.
    Chi ha percepito cosa, se non il desiderio di sconvolgere e dunque - per un meccanismo tristemente noto per i suoi precedenti (qualcuno ricorda la vela luminosa di fronte alla Stazione Centrale di Milano?) - pubblicizzarsi?
    Suvvìa siamo seri, e cerchiamo di essere un po' più pragmatici nelle nostre fumose disquisizioni circa l'incompreso seme dell'arte.

  15. #15
    Partecipante Super Figo L'avatar di alita
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    Originariamente postato da LiIa
    andata dove?
    eri così lontana da tutti questi spazi da riempire.
    bentornata.


    C'è come un dolore nella stanza,
    ed è superato in parte:
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