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Discussione: lavorare come ctp

  1. #1
    Matricola
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    18-02-2005
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    lavorare come ctp

    Salve a tutti, vorrei iniziare a lavorare come ctp ma nn so bene da dove iniziare...c'è qualcuno che svolge tale ruolo e può indirizzarmi?

    Grazie

  2. #2
    Partecipante Affezionato L'avatar di marisetta
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    29-01-2005
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    100

    Riferimento: lavorare come ctp

    ciao ci sono altre discussioni in merito, in ogni caso è utile avere un supervisore (che ti insegni il lavoro nella pratica più che fare dei corsi puramenti teorici) e cmq è necessario in questo caso avere un giro di avvocati che ti commisionano le perizie
    in bocca al lupo
    Marisetta

  3. #3
    Matricola
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    18-02-2005
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    Riferimento: lavorare come ctp

    Grazie, ho visto altre discussioni ma mi farebbe piacere confrontarmi con un collega che adesso sta svolgendo questo tipo di incarico.
    Buona giornata

  4. #4
    Matricola
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    Riferimento: lavorare come ctp

    ciao mezzaluna, io come te mi sto imbattendo solo da poco tempo nell'ambito delle CTP, mi sono un po confrontata con un collega più esperto...non ho chiesto una vera e propria supervisione però.
    posso dirti quello che so: per la ctp vieni chiamato direttamente dall'interessato per la valuzione danno psicologico in seguito, ad esempio ad incidente stradale. bisogna condurre un primo colloquio in cui si valuta appunto l'entità del danno sopra citato. per poterlo valutare occorre un buon colloquio e se si ritiene opportuno l'ausilio di un questionario.
    i miei dubbi adesso sono relativi alla realzione scritta... ho delle difficoltà perchè non so bene, schematicamente parlando, come si imposta... ho scritto molte relazioni in passato ma non per questo scopo.
    qualcuno può darmi una mano? per esempio quali sono gli elementi che nella relazione di questo tipo non devono mancare?

  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: lavorare come ctp

    formaz, forse un solo colloquio è un po' pochino...

  6. #6
    Matricola
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    11-11-2008
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    Riferimento: lavorare come ctp

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    formaz, forse un solo colloquio è un po' pochino...
    tu dici "è un pò pochino" ma che si fa quando a primo acchito con il cliente non si riscontra nessuna particolare problematica? mi è capitato di fare una valutazioni di sinistro non troppo problematica e ad un primo colloquio non ho ritenuto opportuno ulteriore approfondimento, a questo mi riferivo. Mi piacerebbe sapere invece come procedi tu , magari io mi sbaglio. buona giornata

  7. #7
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Latina-Roma
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    Re: lavorare come ctp

    ciao formaz, purtroppo io non procedo poiché ancora non lavoro nel campo Ho solo fatto 2 master (uno annuale, uno biennale), più corsi minori, brevi tirocini e studiato molti libri che ho citato in altre discussioni. Tendenzialmente, a quello che ho capito in questi anni di formazione...ma magari ho capito male ...un colloquio non può bastare, poiché serve appena a formulare una prima ipotesi, che poi va, diciamo, sottoposta a validazione/falsificazione attraverso altri strumenti e colloqui. Cioè mettiamo che al 1° colloquio (che già di per sé attiva particolari dinamiche inquinanti), non emerge niente, quindi uno si fa l'ipotesi che la persona non abbia sviluppato un dpts, questa ipotesi non si può prendere subito come vera, senza trovare altri dati che la supportino o melgio, in ottica popperiana, che non la falsifichino. Mi rifaccio molto al falsificazionismo di Popper poiché verificare, cioè cercare info a conferma, è troppo facile, mentre la tenuta di un'ipotesi è meglio dimostrata cercando di falsificarla..sempre in quest'ottica, utilizzata da alcuni periti...ovviamente ciò non vuol dire che sia la migliore. Altrimenti sarebbe come fermarsi alla prima impressione quando si conosce una persona, basandosi magari su come è vestita, il tono di voce e pochi elementi e prenderla per vera, senza dare tempo e modo alla sua vera personalità di esprimersi. E visto che in base alla nostra relazione la persona ottiene o meno qualche risarcimento (dico in generale), e la nostra relazione verrà sottoposta alle critiche del controperito per essere smontata punto per punto...se non si approfondisce un minimo e subito si esclude senza avere altri dati se non quelli di un solo colloquio, duranteil quale magari i sintomi non hanno avuto modo di manifestarsi...sarà contenta la controparte, gli facciamo un favore . Quindi io personalmente, approfofondirei e non mi limiterei mai ad un solo colloquio, a maggior ragione se non sembra mergere niente. Però ripeto, questo è quello che ho capito, magari ho capito tutto male! Sicuramente sbaglio a pensarla così, poiché non ho esperienza ma solo formazione nel campo, quindi sono affamata di info da persone esperte...ho così tanti dubbi che nonostante corsi e controcorsi, non me la sentirei ancora di fare nessun passo . Quindi prendi tutto questo come unasemplice e inutile opinione personale a scopo di confronto per imparare
    Ultima modifica di ste203xx : 25-01-2012 alle ore 10.28.16

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di Patrizia67
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    14-03-2009
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    Re: lavorare come ctp

    Ciao a tutti.

    Io sto studiando psicologia giuridica e la questione che state affrontando in merito alla metodologia mi affascina.
    In poche parole, da quel che capisco, state considerando due approcci diversi:

    - formazcp dice: io vado avanti passo passo, ma se già al colloquio non trovo niente (o trovo qualcosa), mi fermo e non faccio altre verifiche;
    - Ste203xx invece dice: io applico tutto l'iter procedurale (quindi colloquio sia con il soggetto che con i parenti, test di livello, proiettivi, di personalità e neuropsicologici) poi la valutazione la faccio solo alla fine, non passo dopo passo.

    Ho compreso bene?
    Ok, diciamo di si.

    Ora, ovviamente, dipende anche dal tipo di danno che stiamo valutando. Ad es. nel danno psichico sto studiando le linee guida che hanno un iter abbastanza preciso, mentre, per la valutazione della percentuale del danno esistenziale, c'è un metodo per il calcolo che viene fuori solo dopo una serie di attività che lo psicologo forense deve fare. Quindi il calcolo lo puoi fare solo alla fine dell'iter.

    Da queste considerazioni, io ne ricavo che non sia possibile saltare fasi della metodologia.

    Cioé, lo puoi fare, intendiamoci, ma rischi parecchio durante la presentazione della valutazione.

    Voi che ne pensate?

    Tra l'altro, oltre al codice deontologico degli psicologi forensi, se esistono delle linee guida o dei calcoli da effettuare, immagino che, se non li seguo, il primo dei problemi che avrò è che la mia valutazione sarà "attaccabile".

    Personalmente, ho deciso che svolgerò questo tipo di lavoro solo dopo aver ultimato i master specifici poiché penso che sia sicuramente un mestiere affascinante, ma si cammina su un terreno molto scivoloso e che, in questo specifico campo, lo psicologo rischi davvero molto.

    Ma datemi le vostre impressioni a questo proposito perché penso che questo spazio sia davvero utile per le nostre riflessioni.
    A presto.

    Patrizia.
    Ultima modifica di Patrizia67 : 26-01-2012 alle ore 15.23.22

  9. #9
    Partecipante L'avatar di ledysara
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    25-08-2003
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    Bientina (pi)
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    43

    Riferimento: lavorare come ctp

    Ciao a tutti, mi intrometto anch'io in questa discussione.
    Io ho seguito un master annuale per la consulenza tecnica, ma capisco di non essere preparata per affrontare questo mondo. Anch'io nutro le vostre stesse perplessità, perchè ho paura che mi stia addentrando in un campo in cui non ho le competenze.
    Capisco benissimo che una formazione clinica ed un master annuale non siano sufficiente per essere ben preparati a lavorare in questo campo. Tuttavia, c'è anche l'aspetto economico e capisco che per fare altri corsi mi ci vogliono altri soldi, che ora come ora non ho. Sicuramente fra un po' di tempo, intraprenderò un altro corso, ma non vorrei aspettare fino ad allora per fare i primi passi.
    Tra un mesetto mi affiancheranno ad un CTP esperto per aiutarlo nella consulenza (naturalmente senza essere pagata), ma questo fatto non mi rende lo stesso competente.
    Secondo voi rischio ad addentrarmi in questo mondo? Dovrei fare ancora corsi prima di iniziare?

    Ps. Patrizia67. Che testi stai facendo per le linee guida per la valutazione dell danno? Hai qualche consiglio da darmi?
    sara

  10. #10
    Partecipante Esperto L'avatar di Patrizia67
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    395

    Re: lavorare come ctp

    Ciao Sara,

    personalmente penso che affiancare sul campo un CTP esperto sia un'ottima possibilità.

    Io sto per fare l'esame di psicologia giuridica all'università dell'Aquila (magistrale in psicologia della devianza e sessuologia).
    Ho pensato che, a parte i master post lauream, un indirizzo di specialistica più mirato (sia in abito clinico, che giuridico o sui metodi di valutazione) mi avrebbe aiutato ad entrare già nel vivo dell'ambito della psicologia forense, fermo restando che poi ci dovrebbe essere anche una competenza pratica. Il corso di studi è bellissimo.

    La valutazione del danno, oltre alle lezioni della Prof., l'ho trovata nel libro ABAZIA L.,La perizia in ambito civile e penale.Storia, sviluppi e pratiche, Franco Angeli, 2011 e DE LEO G. , PATRIZI P., Psicologia giuridica, Il Mulino, 2002. Il primo è fatto benissimo e lì c'è un criterio per il calcolo elaborato da Tatiana Crespi.

    Poi ci sono libri più specifici, come La valutazione neuropsicologica del danno psichico ed esistenziale Bianchi A., 2005, CEDAM e altri..

    In rete puoi trovare le linee guida dell'ordine degli psicologi del Lazio, ma immagino che tu le conosca:
    http://www.ordinepsicologilazio.it/b...1259923098.pdf

    E' chiaro che ci vuole anche una formazione forte sui test, quindi personalmente vorrei seguire dei master anche e soprattutto su questo ambito.

    Se ti fa piacere possiamo scambiarci info anche in pvt.

    A presto e in bocca al lupo per tutto.

    Patrizia.
    Ultima modifica di Patrizia67 : 19-02-2012 alle ore 13.42.30

  11. #11
    Partecipante Assiduo
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    164

    Riferimento: lavorare come ctp

    Ciao a tutti,
    qualcuno conosce degli studi di psicologia giuridica o studi legali a Milano e/o provincia a cui posso rivolgermi per affiancare qualcuno in qualità di ctp? grazie!

  12. #12

    Riferimento: lavorare come ctp

    ciao a tutti! qualcuno di voi saprebbe indicarmi un buon master in psicologai giuridica in puglia? Grazie

  13. #13
    Matricola
    Data registrazione
    22-09-2010
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    17

    Riferimento: lavorare come ctp

    ciao...sto leggendo i vari post che riguardano il ctp perchè mi ha da sempre affascinato l'ambito della psicologia giuridica...mi sorge un dubbio: per avviare la carriera di ctp è sufficiente la laurea triennale e poi master e corsi specifici o è necessaria la laurea magistrale e l'iscrizione all'albo?grazie a chi chiarirà le mie idee...

  14. #14
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: lavorare come ctp

    magistrale e iscrizione all'albo A, poiché solo tale iscrizione ti qualifica come psicologo. Se infatti sei un ctp psicologo, essendo appunto psicologo, occorre Albo A. Non occorre obbligatoriamente altro per essere ctp, a livello formale. E poi ovviamente occorre conoscere avvocati che ti affidino l'icarico

  15. #15

    Riferimento: lavorare come ctp

    Ciao a tutti,
    qualcuno conosce degli studi di psicologia giuridica a Cagliari e/o provincia a cui posso rivolgermi per affiancare qualcuno in qualità di ctp come tirocinante? grazie!

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