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Visualizzazione risultati 1 fino 5 di 5
  1. #1
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di lafinezz
    Data registrazione
    30-06-2008
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    cagliari
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    1,339

    diagnosi di abuso sessuale infantile: consigli e chiarimenti

    Salve a tutti,
    premetto che sono una studentessa della triennale, quindi assolutamente inesperta e ignorante circa le prassi psicogiuridiche in caso di abuso sessuale.
    Sto scrivendo la tesi su questo argomento, e anche se mi concentrerò su altri aspetti non posso non affrontare il problema della diagnosi, della valutazione medica e psicologica e dell'iter giudiziario.
    Ho quindi raccolto una serie di libri ma vi dico la verità..sono molto confusa!!!
    Le mie perplessità nascono sostanzialmente dalla mia totale ignoranza in ambito giuridico.. e perchè non so come si strutturi un intervento adeguato.
    Le prime contraddizioni nascono dalla poca chiarezza sul ruolo dello psicologo: in alcuni testi si parla di perito psicologo che esclude l'uso di test proiettivi e che quindi mira a ottenere dei dati giurdicamente validi; in altri testi invece viene detto che non è compito dello psicologo e che deve usare test per chiarire il quadro della personalità e dello stato psicoemotivo del soggetto che successivamente verrà preso in carico dalle figure in ambito legale.
    Quello che non capisco è: la valutazione psicologica e l'investigazione sono delle cose separate? avviene un colloquio psicologico prima e l'intervista poi? quali sono le figure coinvolte e in che momenti si articolano?
    Nella tesi non mi concentro su questo aspetto, ma la mia relatrice non può aiutarmi perchè non è il suo campo,ecco.(la tesi infatti è sull'abuso e l'attaccamento..)

    Quello che vi chiedo è solo di chiarirmi un attimo le idee perchè più cerco materiale più mi confondo e soprattutto non vorrei scrivere sciocchezze!
    Io da quello che ho capito è che:
    a)il minore viene inviato alle strutture mediche per sospetto abuso (per esempio da un genitore o da un insegnante o perchè è egli stesso a rivelare l'accaduto)
    b)la valutazione avviene sia in campo medico che psicologico/clinico (quindi primo colloquio psicologico)
    c)se l'abuso è un'ipotesi accreditata viene coinvolto il Tribunale dei Minorenni
    d) il giudice incarica il perito psicologo di portare a giudizio elementi validi (e quì si dovrebbe parlare di psicologo forense, più che di clinico.. quindi una conduzione dell'intervista diversa)

    Quello che però non mi è chiaro è se tutto ciò è corretto o se il punto b e il punto d combaciano...non comprendo il ruolo del clinico e il ruolo del perito insomma.



    Mi scuso infinitamente se ho detto delle fesserie, ma per non perseverare nell'errore ho preferito chiedere a persone molto più esperte di me!!!!
    Certi giorni,lasciarsi andare o sopravvivere
    a volte resta giusto il tempo per decidere
    se scrivere la parola fine nella chiave drastica
    o resistere nell'ottica di non uccidere..

  2. #2
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    04-04-2008
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    154

    Re: diagnosi di abuso sessuale infantile: consigli e chiarimenti

    ciao!senti hai trovato qualche libro interessante su lruolo dello psicologo in giudizio???

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di arwen
    Data registrazione
    04-07-2002
    Residenza
    in viaggio verso il Paradiso (o qualcosa che ci assomiglia)
    Messaggi
    3,739

    Riferimento: diagnosi di abuso sessuale infantile: consigli e chiarime

    Ciao
    Premetto che ho una minima infarinatura sul tema, visto che sto frequentando la scuola di psicoterapia e faccio il tirocinio in un centro che a volte fa CTU (consulenze tecniche di ufficio) commissionate dal giudice in caso di abuso...le mie conoscenze sono più che altro teoriche, ma questo dovrebbe essere l'iter:
    - viene fatta una segnalazione di presunto abuso, o presso i Carabinieri (nel caso dei semplici cittadini) o presso la Procura del Tribunale dei Minori e/o del Tribunale Ordinario (nel caso in cui la segnalazione deve essere fatta dai Servizi Sociali o da un professionista, come ad esempio di uno psicologo che vede privatamente un bambino in terapia): la Procura inizia a raccogliere le informazioni, e spesso già a questo livello convoca uno psicologo in veste di perito, per accertare l'abuso, attraverso le dichiarazioni del minore, la raccolta di informazioni varie e la somministrazione di test
    - la Procura/i Carabinieri inviano tutta la documentazione raccolta al GIP - Giudice per le Indagini Preliminari - che predispone la raccolta delle prove...a questo punto vengono coinvolti eventualmente i periti, se chiaramente non sono stati convocati prima, o vengono predisposte altre misure di indagine (visita medica, intercettazione dei telefoni ecc)
    - finite le indagini, viene inviato tutto al Tribunale Ordinario/Tribunale dei Minori che istituisce il processo vero e proprio.
    Gli psicologi che fanno la perizia possono venire coinvolti in qualunque momento di questo iter, generalmente da quanto ne so nelle prime due fasi, dato che nel corso del Processo valgono solo le dichiarazioni e le informazioni raccolte in sede di processo stesso (testimonianze, documenti depositati dagli avvocati a mo' di prove) e quindi qualunque perizia dovrebbe essere stata fatta prima!
    Considera che in questo iter il minore potrebbe trovarsi a rievocare l'abuso anche tre volte (!), uno per ogni momento del percorso (cosa ovviamente molto difficile dal punto di vista dei correlati emotivi)...
    Infine: qualunque movimento con lo scopo di accertare l'abuso (perizia da parte di uno psicologo, visita ginecologica ecc) [I]dovrebbe[I] essere fatta su richiesta della Procura o del GIP: questo perchè poi in sede di processo da parte degli avvocati che difendono il presunto abusante potrebbe essere avanzato il dubbio che la perizia sia stata avviata da una persona ( ad esempio, un genitore) per "incastrare" l'abusante, e in questo modo la prova potrebbe essere ritenuta non valida!!

    Spero di essere stata d'aiuto...ti consiglio di verificare quello che ho detto, visto che io ho assistito a tutto questo solo in veste di alunna della scuola e di psicologa tirocinante!!!!!
    Inoltre, piccolo appunto: finchè non c'è una condanna si parla sempre di presunto abusante, dato che per la legge italiana fino alla sentenza si parla sempre di reato presunto.

    In bocca al lupo per la tesi
    Chiara
    Dott.ssa Chiara Facchetti
    Ordine Psicologi della Lombardia n.12625


    Io credo che le pietre respirino. Non possiamo percepirlo con le nostre brevi vite.

    Siamo tutti nella fogna, ma alcuni di noi guardano alle stelle (Oscar Wilde)

  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di Patrizia67
    Data registrazione
    14-03-2009
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    395

    Re: diagnosi di abuso sessuale infantile: consigli e chiarimenti

    Leggiti questo libro:

    Guida alla perizia in tema di abuso sessuale e alla sua critica.
    Guglielmo Gulotta, Cutica Ilaria, 2009, Giuffrè

    Per fare una tesi su questo argomento devi almeno sapere cosa sia l'ascolto protetto.
    In bocca al lupo.

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di Faby78
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    Roma
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    179

    Riferimento: Re: diagnosi di abuso sessuale infantile: consigli e chia

    Sono daccordo con Patrizia!
    Leggiti anche la Carta di Noto e le "Linee Guida in tema di abuso sui minori" (2007) della Società Italiana di Neuropsichiatria...
    In bocca al lupo :-)

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