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Discussione: Etica e deontologia

  1. #1
    Partecipante L'avatar di Trottola65
    Data registrazione
    27-11-2006
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    53

    Etica e deontologia

    Cari colleghi ho un quesito da porvi.
    Lavoro come psicologa scolastica da anni e in un paio di occasioni mi è capitato che i genitori dei ragazzi giunti allo sportello mi chiedessero di seguire i figli nel privato. Ho sempre risposto di no per la regola che chi lavora nel pubblico non dovrebbe usare la sua "posizione" per vedere pazienti privatamente.... ora, dopo essermi confrontata anche con altri colleghi, sono in dubbio sulla cosa. In fin dei conti non ho risposto a un bisogno dell'utenza, quindi non ho svolto correttamente il mio lavoro. Ho fatto degli invii, purtroppo non andati a buon fine e questo mi rende ancora più dubbiosa sull'aver preso o meno la decisione giusta.
    D'altro canto, penso che seguire privatamente il minore (che in questo caso non accederebbe più allo sportello) potrebbe procurare dei malintesi con la scuola: nel caso i genitori riferissero agli insegnanti che seguo privatamente il figlio, questi potrebbero pensare che sto cercando di sfruttare la mia posizione a scuola per avere un tornaconto nel privato.....
    Non so, sono molto confusa al riguardo.... Se mi capitasse di nuovo quest'anno non saprei come comportarmi...
    Qualcuno di voi si è mai trovato nella mia situazione? Voi come la affrontereste?
    Grazie a tutti!!!
    Ultima modifica di Trottola65 : 11-10-2011 alle ore 13.55.45

  2. #2
    Partecipante Esperto L'avatar di nudaveritas
    Data registrazione
    24-06-2008
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    323

    Riferimento: Etica e deontologia

    Non mi trovo nella tua situazione, però...perchè mai non dovresti seguirli nel privato??La scuola ti ha dato delle limitazioni iniziali o è una tua premura etica?
    Nudaveritas
    La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere

  3. #3
    Partecipante L'avatar di Trottola65
    Data registrazione
    27-11-2006
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    Riferimento: Etica e deontologia

    La scuola non mi ha dato nessuna limitazione. Diciamo che c'è una regola non scritta per cui chi lavora presso un servizio pubblico non dovrebbe portare i pazienti che segue nel pubblico nel privato. Lo stesso dicasi, per esempio, per chi lavora in un consultorio. Diciamo che chi lavora nella scuola in realtà offre un servizio un pò diverso da chi lavora in consultorio, perchè noi psicologi scolastici abbiamo a che fare con utenti e non pazienti, in quanto lo sportello di ascolto è un intervento di primo livello che non prevede una presa in carico. Da questo punto di vista non svolgerei il medesimo servizio, perchè a scuola offro una consulenza breve, nel privato percorsi di sostegno che implicano una presa in carico. Ci sono colleghi che la vedono così e non si fanno grossi problemi....altri che lavorano in equipe in cui non solo è vietato prendere in carico privatamente pazienti che seguono presso un servizio pubblico, ma addirittura non possono inviare privatamente tali pazienti nemmeno a nessuno dei colleghi della loro stessa equipe

  4. #4
    Partecipante L'avatar di Trottola65
    Data registrazione
    27-11-2006
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    53

    Riferimento: Etica e deontologia

    Proprio nessuno?

  5. #5
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Etica e deontologia

    Citazione Originalmente inviato da Trottola65 Visualizza messaggio
    La scuola non mi ha dato nessuna limitazione. Diciamo che c'è una regola non scritta per cui chi lavora presso un servizio pubblico non dovrebbe portare i pazienti che segue nel pubblico nel privato. Lo stesso dicasi, per esempio, per chi lavora in un consultorio. Diciamo che chi lavora nella scuola in realtà offre un servizio un pò diverso da chi lavora in consultorio, perchè noi psicologi scolastici abbiamo a che fare con utenti e non pazienti, in quanto lo sportello di ascolto è un intervento di primo livello che non prevede una presa in carico. Da questo punto di vista non svolgerei il medesimo servizio, perchè a scuola offro una consulenza breve, nel privato percorsi di sostegno che implicano una presa in carico. Ci sono colleghi che la vedono così e non si fanno grossi problemi....altri che lavorano in equipe in cui non solo è vietato prendere in carico privatamente pazienti che seguono presso un servizio pubblico, ma addirittura non possono inviare privatamente tali pazienti nemmeno a nessuno dei colleghi della loro stessa equipe
    come dici tu stessa gli alunni sono "utenti" e non pazienti, inoltre un servizio di psico. scolastica non è come lavorare in un consultorio (in consultorio effettivamente potresti "agganciare" pazienti e portarli sistematicamente nel privato dando loro lo stesso servizio che avrebbero in consultorio). Nella scuola invece offri un servizio ben diverso da quello che andresti poi a svolgere nel privato, perché è diverso dagli obiettivi per cui è stato creato lo sportello scolastico.

    Comunque per sicurezza la soluzione migliore sarebbe telefonare all'ordine e chiedere direttamente a loro
    Ultima modifica di Johnny : 19-10-2011 alle ore 21.43.30

  6. #6
    Partecipante Figo L'avatar di klaudia82
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    20-09-2007
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    in un meraviglioso paesino del nord
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    Riferimento: Etica e deontologia

    credo che tu la veda come un conflitto di interessi tra te e la scuola...secondo me dire al genitore dell'alunno che si può vedere di fare un approfondimento in altra sede non ha nulla di male...in effetti si cerca di soddisfare un bisogno e poi comunque starà all utente valutare se continuare oppure no.

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