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  1. #1

    Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientamento analitic

    Salve gente... Mi chiedevo se c'è differenza e se sì, che tipo di differenza.

    Un tempo si poteva anche diventare psicoanalisti senza essere laureati (vedi la Klein per esempio), ma di fatto quello che facevano sui loro pazienti era psicoterapia. E la psicoanalisi/psicoterapia di fatto è antecedente agli psicofarmaci, di competenza di medici psichiatri, che fiorirono intorno gli anni '50 se non vado errato.

    La formazione di uno psicoterapeuta ad orientamento psicoanalitico è di 4 anni e comprende analisi personale, analisi didattica, supervisione ecc., mentre quella di uno psicoanalista è di 6 anni: con 4 diventi psicoterapeuta, e con altri 2 diventi socio di una delle scuole (SPI, CIPA, AIPA ecc.).

    Ma di fatto, oltre che dare il diritto di formare nuovi psicoterapeuti e psicoanalisti (e di conseguenza ciucciarsi i soldi per le analisi personali), 'sti due anni in più, cosa danno di concreto? Dubito che diano il segreto della psiche umana, ma sarei proprio curioso di sapere cosa è quel "di più" e come lo giustificano gli analisti e i non analisti.

    Grazie dell'attenzione.
    "When you know that your time is close at hand
    Maybe then you'll begin to understand
    Life down there is just a strange illusion"

  2. #2
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Tutto ciò di cui stai parlando è la dimensione strutturale, burocratica direi, della formazione di un analista, che è si importante ma non è la questione più importante da affrontare (quanti anni, l’associatura, ecc.).
    Al di la di ciò che ti impone la legge (per esercitare devi essere uno psicoterapeuta e per esserlo devi avere una laurea in psicologia o in medicina e frequentare una scuola di psicoterapia, una qualsiasi ... se vuoi diventare analista devi frequentare una scuola che sia analitica, fare un numero minimo di lezioni, esercitare un tirocinio per tutta la durata della scuola, seguire dei pazienti in supervisione, e tutto ciò che la tua scuola e il ministero prevedono che tu faccia).
    Essere analisti (e tutte le scuole di psicoanalisi sono inflessibili in questo) prevedono una analisi personale che viene definita “didattica” ma che non è differente in nulla da una analisi personale consueta (se non perché porti in analisi il tuo desiderio di diventare analista).
    Se dovessi dirti cosa fa di me un analista, la prima cosa che mi viene in mente è la mia analisi, questa e nient’altro mi da il diritto di proporre ad un’altra persona un percorso che io ho già fatto nella mia vita, nient’altro mi da il diritto di prendermi carico della sofferenza altrui se non il fatto che ho affrontato (facendovi i conti) la mia sofferenza personale. E a questo aggiungerei certamente la compartecipazione e l’esperienza che ho accumulato e accumulo con ogni mio paziente, che è un modo di continuare il mio personale percorso di crescita.
    Le teorie, la conoscenza delle tecniche, la supervisione, i congressi, gli scambi con i colleghi sono molto importanti, vitali direi, ma l’essenziale è il proprio percorso analitico che viene rinnovato con ogni paziente e con ogni percorso intraprendi con chi si rivolge a te.
    Un saluto

  3. #3
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Ecco, questo è un messaggio da psicologo vero, quello che mette in primo piano la sua professionalità.

    Lo posso postare come esempio nella discussione sugli psicologi di base, megiston?

    Così dovrebbe essere il pensiero degli psi, mica altro.
    Affabulatore, evocativo, nel senso positivo del termine.

    Su questo dovrebbero discutere, riguardo la professionalità.
    Ultima modifica di complicata : 12-10-2011 alle ore 14.40.37

  4. #4
    Megiston Matema
    Ospite non registrato

    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Grazie Cara,
    e bentrovata.
    Ciao

  5. #5
    Matricola
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Purtroppo, nel tempo, è valsa l'abitudine di chiamare molte cose col nome di "analisi". Ciò ha portato grande confusione, giungendo persino a maturare l'idea che andare per un po' di tempo da uno psicologo coincida con una psicoanalisi.
    Mentre la psicoanalisi è un procedimento altamente specifico che si radica in un contesto relazionale impregnato di affetti che costituiscono l'asse portante del transfert e delle resistenze. L'analisi sistematica delle vicende relazionali-affettive può aiutare una persona a sciogliere (dal greco analysis: sciogliere, scomporre) i nodi conflittuali che talora sorreggono le modalità comportamentali e l'atteggiamento attuali. Questo è un processo per sua natura lento e spesso impegnativo; qualche volta anche doloroso. Ma può infine aiutare una persona a crescere e ad abbandonare la sofferenza inutile per attingere ad una migliore capacità di godere della propria vita. In breve, una psicoanalisi può promuovere una profonda e duratura trasformazione nella qualità dell'esperienza affettiva di una persona.
    Una psicoterapia può aiutare una persona a risolvere al meglio alcuni aspetti di sé che trova fastidiosi, senza tuttavia che venga richiesto un lavoro analitico approfondito: in fin dei conti, è pure legittimo che una persona non desideri affrontare ciò che rimane profondamente sommerso, essendo per lei una soluzione adattiva desiderabile.
    Se posso fare un esempio con un idraulico: posso chiamarlo perché si limiti a fare qualche opera di tamponamento, che renda perciò funzionale l'abitazione alle immediate esigenze, senza tuttavia che smonti l'intero edificio per rifare l'impianto.
    L'immagine è un po' forte e forse anche non troppo pertinente, ma può essere utile affinché sia possibile operare qualche distinzione assegnando un nome alle cose senza perciò confonderle. Ciò è utile anche per orientarsi, dal momento che pone una prospettiva su ciò che si sta facendo.

  6. #6
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio
    Purtroppo, nel tempo, è valsa l'abitudine di chiamare molte cose col nome di "analisi". Ciò ha portato grande confusione, giungendo persino a maturare l'idea che andare per un po' di tempo da uno psicologo coincida con una psicoanalisi.
    Mentre la psicoanalisi è un procedimento altamente specifico che si radica in un contesto relazionale impregnato di affetti che costituiscono l'asse portante del transfert e delle resistenze. L'analisi sistematica delle vicende relazionali-affettive può aiutare una persona a sciogliere (dal greco analysis: sciogliere, scomporre) i nodi conflittuali che talora sorreggono le modalità comportamentali e l'atteggiamento attuali. Questo è un processo per sua natura lento e spesso impegnativo; qualche volta anche doloroso. Ma può infine aiutare una persona a crescere e ad abbandonare la sofferenza inutile per attingere ad una migliore capacità di godere della propria vita. In breve, una psicoanalisi può promuovere una profonda e duratura trasformazione nella qualità dell'esperienza affettiva di una persona.
    Una psicoterapia può aiutare una persona a risolvere al meglio alcuni aspetti di sé che trova fastidiosi, senza tuttavia che venga richiesto un lavoro analitico approfondito: in fin dei conti, è pure legittimo che una persona non desideri affrontare ciò che rimane profondamente sommerso, essendo per lei una soluzione adattiva desiderabile.
    Se posso fare un esempio con un idraulico: posso chiamarlo perché si limiti a fare qualche opera di tamponamento, che renda perciò funzionale l'abitazione alle immediate esigenze, senza tuttavia che smonti l'intero edificio per rifare l'impianto.
    L'immagine è un po' forte e forse anche non troppo pertinente, ma può essere utile affinché sia possibile operare qualche distinzione assegnando un nome alle cose senza perciò confonderle. Ciò è utile anche per orientarsi, dal momento che pone una prospettiva su ciò che si sta facendo.
    Secondo me una differenza vera e propria non c'è, non si è mai capito quale fosse, alla fine visto che lo scopo di chi ne usufruisce grosso modo sempre lo stesso è vivere meglio in un qualche senso, la psicoanalisi in pratica, quando viene somministrata, è una forma di psicoterapia come ce ne sono svariate altre.
    Tutte 'ste storie sul conoscersi meglio lasciano il tempo che trovano, se ti conosci perfettamente e vivi comunque male a cosa ti può mai servire 'sta cosa praticamente? Se la psicoanalisi non cerca di trovare comunque "una soluzione adattiva desiderabile"? Cosa fa? Se non fa questo bisogna dedurre che aiuta a cercare una soluzione indesiderabile?
    Il punto su cui si è in disaccordo tra le varie scuole a me sembra che consista proprio nel definire in cosa dovrebbe consistere "lo star meglio" di una persona e siccome di persone ce ne sono svariate, ed ognuno lo definisce a modo suo questo star meglio, esisteranno sempre diverse forme di intervento in tal senso, non ce ne sarà una più profonda e una meno profonda, ma forme di intervento distinte che cercheranno di andare incontro ad esigenze individuali e psicologiche molto diverse tra loro.
    Potrebbe essere molto più complicato e profondo cercare di riparare un guasto situato in qualche punto di un impianto che ricostruirlo da capo e di sana pianta. Così come può essere molto più complicato e profondo individuare il guasto di un elettrodomestico malfunzionante rispetto al comprarne direttamente uno nuovo che sostituisca quello non funzionante.
    Perciò 'ste differenze tra il sostenere che c'è chi fa un lavoro più accurato e chi lo fa approssimativo (psicoanalisi/psicoterapia analitica) le si possono mettere da parte, per me non reggono molto.
    Poi finché si ha a che fare con un edificio o cose del genere si può fare una distinzione tra parti portanti e strutturali (pilastri in cemento armato ecc. ecc.) e quindi quel che risulta, per così dire più "decorativo", ma quando si ha a che fare con un individuo come si fa a stabilire quale sia la struttura profonda al livello psicologico?
    Qualsiasi cambiamento significativo avvenga tra il prima e il dopo una terapia, si potrebbe sostenere che sia strutturale, se si immagina che quel che è mutato è una parte portante e fondamentale.
    E' abbastanza soggettiva la cosa secondo me.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 07-02-2012 alle ore 14.03.56

  7. #7
    Matricola
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Cara Char_Lie,
    basta chiamare le cose col loro nome. Si tratta di una questione tecnica.
    La psicoanalisi è certamente una forma di psicoterapia e si costituisce come dispositivo metodico e tecnico che si differenzia da altri metodi. Per dare alcuni riferimenti ben noti, essa implica un'alta frequenza (3-5), l'uso del lettino, l'abbandonarsi del paziente alla libera associazione, l'analisi del transfert e delle resistenze in un contesto di neutralità tecnica e di astinenza. Mi rendo conto che simili parole andrebbero forse meglio specificate ed arricchite. Ma non è il caso, visto che non è necessario convincere nessuno: chi ne ha esperienza sa cos'è, e ne può maturare, eventualmente, anche competenza.
    Perciò, la psicoanalisi continua ad essere ciò che è nel corso della storia: appunto analisi. Il lavoro analitico porterà, inevitabilmente, con sé il fattore terapeutico.
    Ciò non significa che altre impostazioni psicoterapeutiche abbiano meno valore. Semplicemente si muovono entro un contesto metodico diverso e producono perciò una vicenda differente: è compito loro continuare ad elaborare una metodica a partire dall'esperienza. Nel campo della stessa psicoanalisi, per svariate ragioni, si verificano delle modificazioni di tecnica che, in virtù di tali modifiche, costruiscono vicende terapeutiche diverse. In genere, questa variante viene indicata come psicoterapia "psicodinamica", "analitica" o "psicoanalitica" ad indicare il quadro di riferimento dal quale la modificazione è stata tratta. Lo psicoanalista, in molte circostanze, pratica anche questa variante tecnica senza tuttavia ritenerla poco valida. Semplicemente, non sta conducendo una psicoanalisi poiché è stato messo in atto un tipo di procedimento diverso. Caso mai, si tratta di un'impostazione diversamente valida. Così come può darsi anche il caso che uno psicoanalista decida di praticare solo l'analisi e, quindi, invii ad altri una persona che non desidera svolgere un lavoro in setting analitico.
    Ma non esistono, naturalmente, solo le psicoterapie di derivazione psicoanalitica: di queste altre, però, non ho né l'esperienza né la competenza. Vengono praticate da chi le conosce e, per quanto ne so, mi sembra anche in modo soddisfacente. Semplicemente, non si tratta di psicoanalisi.
    Per concludere.
    Certamente, la psicoanalisi non è adatta per chiunque. Può essere una proposta utile per una persona e non per un'altra. E ciò per molteplici motivi: da una forte resistenza al lavoro analitico ad una condizione psicopatologica che dall'analisi non potrebbe trarre giovamento.
    L'esempio "edilizio", come anticipato, non era forse molto pertinente: solo un modo per suggerire un'idea con un'immagine, magari suscitandone altre. Così è stato. Ma non va preso troppo alla lettera, correndo magari il rischio di creare forzature e pre-comprensioni per giustificare proprie posizioni.

  8. #8
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Certamente, la psicoanalisi non è adatta per chiunque. Può essere una proposta utile per una persona e non per un'altra. E ciò per molteplici motivi: da una forte resistenza al lavoro analitico ad una condizione psicopatologica che dall'analisi non potrebbe trarre giovamento.
    Ma immagino che gli scopi sempre terapeutici siano, ad alcune persone gioverà seguire le regole di questo gioco qua, ad altre no. L'analisi non viene né prima né dopo, non rappresenta qualcosa che permette di accedere a conoscenze profonde, è un gioco con le sue regole in mezzo ad altri giochi, io e te possiamo giocare quando condividiamo certe regole, ma non c'è resistenza in assoluto, a qualcuno potrebbe dar fastidio anche un gioco che ha poche regole .

    E' come credere che chi ama giocare a ping pong e non a scacchi avrà delle resistenze rispetto alla possibilità di star meglio giocando a scacchi: a chi piace giocare a scacchi trarrà giovamento dalla cosa, ma a chi non piace non vedo che giovamento potrà trarre dall'ostinarsi a giocare a questo gioco al quale non gli interessa giocare. Non c'entra nulla la psicopatologia più grave o meno grave secondo me.

    La psicoanalisi in tutte le sue forme sempre psicoterapia è. E' un gioco con certe regole che migliora in qualche senso l'esistenza, secondo le persone che giocano a questo gioco.

    Non è una scienza descrittiva che analizza davvero la mente umana permettendo a chi ne usufruisce di "conoscersi profondamente", è una pratica umana, un gioco umano simile a molti altri: scrivere insieme, dipingere e commentare, scarabocchiare, raccontare, muoversi nell'ambiente, far parte di un gruppo per recitare preghiere, cantare, comporre musica e farla ascoltare a qualcuno, confessarsi da un prete, e così via...

    La psicoanalisi e la psicoterapia analitica sono solo due forme di psicoterapie diverse con regole e setting diversi, ma sempre psicoterapie sono per me, perché la prima non rappresenta davvero una scienza descrittiva quanto la seconda.
    A chi piace giocare a qualcosa (lo psicoanalista che psicoanalizza) di sicuro vedrà in questo gioco qualcosa di straordinario e fondamentale che gli altri giochi psicoterapeutici non hanno.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 07-02-2012 alle ore 21.56.56

  9. #9
    Matricola
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Cara Char-Lie,
    evidentemente hai bisogno di un nemico e di una difesa.
    Addio

  10. #10
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Citazione Originalmente inviato da stefano3 Visualizza messaggio
    Cara Char-Lie,
    evidentemente hai bisogno di un nemico e di una difesa.
    Addio
    E' incredibile, quattro parole e riesci a capire di cosa ho bisogno? Hai capito pure che sono una donna e non un uomo (50% di probabilità e hai sbagliato ).
    Nemmeno la cartomante sotto casa col suo banchetto, affermerebbe questo, nonostante abbia dalla sua parte i potenti poteri medianici occulti.
    Di bisogni ne ho parecchi, di mangiare, di chiacchierare, di aver compagnia, di una donna, di affetto ecc. ecc. ma il bisogno di aver nemici non l'ho mai avuto (questa m'è nuova), avrei più bisogno che gli altri si comportassero come desidero io in svariate circostanze.
    Io la penso così davvero rispetto alla psicoanalisi, è una psicoterapia che a volte può far star meglio qualcuno a volte no, come tutto l'insieme di pratiche umane costruite dall'uomo per questi scopi (meditazione, arte, sport, cinema, estetista ecc. ecc.). La distinzione tra psicoanalisi e psicoterapia analitica è fittizia se si categorizza la cosa affermando che la prima non rappresenta una psicoterapia.
    La psicoanalisi non è niente di così speciale rispetto a tutto quello che può migliorare in qualche senso la qualità della vita insomma, ad ognuno la sua terapia.
    Comunque ciao
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-02-2012 alle ore 10.44.56

  11. #11
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Guarda, intervengo perchè mi tocca da vicino, la questione.

    Io so che il mio psy è uno psicoanalista, di questo sono sicura,( perchè lui con qualcun altro fa le sedute canoniche) con me non posso pensare che non faccia psicoanalisi, perchè io ci vado una volta a settimana invece di tre.

    Sono io paziente che gli attribuisco quel ruolo, perchè in quella seduta settimanale. noi analizziamo i sogni, parliamo, entriamo in contatto mentale, e io so che l'analisi è quella.

    Tutte le altre sono sovrastrutture teoriche,non mi interessano, a me serve sapere che faccio analisi, punto.

    Lui penserà che non sta facendo analisi, ma io no, quindi, conta quel che penso io come ciò che pensa lui, ma siccome io non lo posso sapere cosa sta facendo lui, per me vale quanto penso io.

    Quindi, lui per me può essere: genitore, coach, cognitivo, comportamentale, psicoanalista, fratello, sorella, nipote e quant'altro.

    Questo è ciò che conta.

  12. #12
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Citazione Originalmente inviato da complicata Visualizza messaggio
    Guarda, intervengo perchè mi tocca da vicino, la questione.

    Io so che il mio psy è uno psicoanalista, di questo sono sicura,( perchè lui con qualcun altro fa le sedute canoniche) con me non posso pensare che non faccia psicoanalisi, perchè io ci vado una volta a settimana invece di tre.

    Sono io paziente che gli attribuisco quel ruolo, perchè in quella seduta settimanale. noi analizziamo i sogni, parliamo, entriamo in contatto mentale, e io so che l'analisi è quella.

    Tutte le altre sono sovrastrutture teoriche,non mi interessano, a me serve sapere che faccio analisi, punto.

    Lui penserà che non sta facendo analisi, ma io no, quindi, conta quel che penso io come ciò che pensa lui, ma siccome io non lo posso sapere cosa sta facendo lui, per me vale quanto penso io.

    Quindi, lui per me può essere: genitore, coach, cognitivo, comportamentale, psicoanalista, fratello, sorella, nipote e quant'altro.

    Questo è ciò che conta.
    Infatti pure l'idea che molte sedute risultino più impegnative non so se sia poi così corretta in generale, dipende dal tipo di persona, per qualcuno risulta più impegnativo star lontanto dallo psicoterapeuta (perché desidererebbe un sostegno più costante), per qualcun altro più semplice. L'unica differenza sostanziale è al livello economico, però ora non dire che penso sempre a 'sta cosa qua complicata .
    Se una persona è un po' più felice nella vita, le cose stanno funzionando, se non è così la psicoterapia potrebbe essere inutile se non addirittura dannosa (bisogna parlare anche di queste cose qua). Tutto dipende dai reali bisogni psicologici che sono in gioco e non da quelli che crede siano in gioco questo o quell'esponente di questo o quell'indirizzo di questa o quella scuola.
    Non c'è una gerarchia assoluta di esseri umani, dal peggiore, dal non analizzabile, all'analizzabile e così via, come se avessimo a che fare con i livelli di un videogame, 'sta storia dovreste togliervela dalla testa (Non lo dico a te questo complicata ). Ci sono solo persone ed individui diversi, con bisogni ed esigenze psicologiche diverse.
    Ad esempio di religioni e di fedi ce ne sono tante in giro, ma non è detto che ce ne debba essere una più fondamentale ed essenzialmente buona e giusta per tutti.

    Saluti
    Ultima modifica di Char_Lie : 08-02-2012 alle ore 12.52.48

  13. #13
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    Riferimento: Differenza tra psicoanalista e psicoterapeuta ad orientam

    Citazione Originalmente inviato da Char_Lie Visualizza messaggio
    Infatti pure l'idea che molte sedute risultino più impegnative non so se sia poi così corretta in generale, dipende dal tipo di persona, per qualcuno risulta più impegnativo star lontanto dallo psicoterapeuta (perché desidererebbe un sostegno più costante), per qualcun altro più semplice. L'unica differenza sostanziale è al livello economico, però ora non dire che penso sempre a 'sta cosa qua complicata .
    Se una persona è un po' più felice nella vita, le cose stanno funzionando, se non è così la psicoterapia potrebbe essere inutile se non addirittura dannosa (bisogna parlare anche di queste cose qua). Tutto dipende dai reali bisogni psicologici che sono in gioco e non da quelli che crede siano in gioco questo o quell'esponente di questo o quell'indirizzo o di questa o quella scuola.
    Non c'è una gerarchia assoluta di esseri umani, dal peggiore, dal non analizzabile, all'analizzabile e così via, 'sta storia dovreste togliervela dalla testa (Non lo dico a te questo complicata ). Ci sono solo persone ed individui diversi, con bisogni ed esigenze diverse.
    Di religioni e di fedi ce ne sono tante in giro, ma non è detto che ce ne debba essere una più fondamentale ed essenzialmente buona e giusta per tutti.

    Saluti
    Infatti,è così, secondo me,aggiungerei, non si può dire te sei analizzabile, te no, ma che senso ha creare una gerarchia sui livelli diprofondità.

    La gerarchia la crea il paziente, è lui il creativo, è lui il dio( ahaha)che ha in sè.

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