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  1. #1
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    09-01-2007
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    Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Per gli studenti di psicologia che fossero distratti,
    suggerisco di digitare su un qualunque motore di ricerca "cerca psicologo" e vedere quali sono le offerte di lavoro per gli psicologi:
    Stage gratuiti, "tirocini" in ferramenta, prime esperienze.... mai la parola "contratto", o il simbolo euro.

    Il meccanismo è questo:
    c'è posto per chi deve fare esperienza, quindi non pretende di essere pagato. Meno è qualificato, meglio è. Al contrario la persona qualificata si sente dire che "non ci sono i soldi". La verità (e mi limito) è che di solito ed in generale sulla carta uno psicologo esperto ed un neofita hanno lo stesso valore per le amministrazioni, e quindi le varie cooperative e associazioni, preferiscono ovviamente prendere chi chiede meno, quindi alla fine chi ci rimette è l'operatore che se va bene ci va pari tra spese e entrate e l'utente finale, che si vede davanti un susseguirsi di figure inesperte, a tutto discapito dell'immagine pubblica dell'intera categoria degli psicologi. Questo comporta il fatto che in generale si abbia poca fiducia negli psicologi, quindi anche il mercato privato diventa difficile.

    Colpa dei politici? Colpa nostra? colpa dell'enpap? interessi economici? fate voi, giudicate voi, però aprite gli occhi, e poi valutate o magari, cosa che non abbiamo fatto noi, reagite. .

    Spero di esservi stato di aiuto.

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di Viola1980
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    10-02-2005
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    123

    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Sottoscrivo ogni parola. Lasciate ogni speranza.....

  3. #3
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Certo, però è anche vero che se uno cerca lavoro psicologico piazzandosi davanti al computer a cercare improbabili offerte, cosa pensa di trovare? "Cercasi psicologo scopo assunzione a tempo indeterminato, 8 ore al giorno, ferie ad agosto e 13ma, 1300 euro al mese? Pensa di trovare l'offerta su bakeka e siti simili, mandare il curriculum, fare il colloquio ed essere assunto? Forse nell'era dei Flinston funzionava così, ma oggi i modi di cercare il lavoro sono cambiati, se uno cerca con metodi vecchi o forse mai esistiti, logico che non lo trova né oggi e né mai. Cosa penseremmo di un avvocato che cerca lavoro su internet o sui giornali di offerte, o di un dentista? Se non si esce dall'ottica del "posto", magari fisso all'italiana, da 8 ore al giorno, nel 2011 di certo ci si può scordare di trovare questo tipo di lavoro, soprattutto in ambito psico. Come suggeriva papa Woiytila: DAMOSE DA FA'! Le nicchie di mercato ci sono, e alcune, profittevoli, sono persino scoperte. Se uno le individua con i giusti strumenti e si inserisce con le giuste strategie, il lavoro se lo crea, come fanno tutti i professionisti di questo mondo. Se uno ascolta i bisogni della gente (in fondo la psicologia è una professione basata sull'ascolto!) e si sintonizza con quello che gli serve, che vuole, che è disposta a pagare, il lavoro se lo costruisce. Se aspetta che glielo offra qualcuno dall'alto, aspetta e spera...

  4. #4
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    09-01-2007
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    216

    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Certo, però è anche vero che se uno cerca lavoro psicologico piazzandosi davanti al computer a cercare improbabili offerte, cosa pensa di trovare? "Cercasi psicologo scopo assunzione a tempo indeterminato, 8 ore al giorno, ferie ad agosto e 13ma, 1300 euro al mese? Pensa di trovare l'offerta su bakeka e siti simili, mandare il curriculum, fare il colloquio ed essere assunto? Forse nell'era dei Flinston funzionava così, ma oggi i modi di cercare il lavoro sono cambiati, se uno cerca con metodi vecchi o forse mai esistiti, logico che non lo trova né oggi e né mai. Cosa penseremmo di un avvocato che cerca lavoro su internet o sui giornali di offerte, o di un dentista? Se non si esce dall'ottica del "posto", magari fisso all'italiana, da 8 ore al giorno, nel 2011 di certo ci si può scordare di trovare questo tipo di lavoro, soprattutto in ambito psico. Come suggeriva papa Woiytila: DAMOSE DA FA'! Le nicchie di mercato ci sono, e alcune, profittevoli, sono persino scoperte. Se uno le individua con i giusti strumenti e si inserisce con le giuste strategie, il lavoro se lo crea, come fanno tutti i professionisti di questo mondo. Se uno ascolta i bisogni della gente (in fondo la psicologia è una professione basata sull'ascolto!) e si sintonizza con quello che gli serve, che vuole, che è disposta a pagare, il lavoro se lo costruisce. Se aspetta che glielo offra qualcuno dall'alto, aspetta e spera...
    Vabbè tutte cose già dette e risapute, in teoria. In pratica questo significa farsi conoscere, investire, specializzarsi e poi?? allo studio non viene nessuno e nel pubblico farsi sfruttare. Conosci qualcuno che alla fine vive con questo lavoro, in Italia?
    Fammi un esempio di nicchia di mercato scoperta e profittevole che sono pronto ad investire le ultime risorse rimaste. Spiegami quali sono i modi di cercare e trovare lavoro nell'era moderna, premesso che io non ho mai cercato tramite internet, ma che quello che offre il mercato è lo stesso che si vede da subito facendo una ricerca con un qualunque motore di ricerca. Fai la stessa cosa digitando : cerca idraulico, cerca elettricista, cerca avvocato..., vedrai che trovi addirittura la parola contratto o trovi la specificazione di quanto ti daranno esattamente, pensa che assurdità!

  5. #5
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Crazy'njoy ti invito a rendere facilmente leggibili queste informazioni a tutte le matricole, ad esempio affiggendo cartelli nell'università. E' un dovere morale salvare queste persone da una carriera evanescente, rimpianti, frustrazioni, disperazioni per un lavoro che non verrà.
    Andrebbe fatto ben altro, e da altri livelli. Andrebbe ridotto all'osso il numero di matricole per anno, direttive che devono arrivare dall'alto. E non mi parlate di diritto allo studio negato: le librerie non ti guarderanno di certo storto quando vorrai acquistare un libro per il tuo studio indipendente.
    Gli unici motivi che portano a lasciare le cose così come stanno sono:
    -ostinazione dei laureati disoccupati, che non riescono (e li comprendo) ad ammettere fino in fondo la situazione perchè altrimenti tutti i loro sforzi risulterebbero vani e le speranze verrebbero a crollare.
    -interessi dei professori, che riducendo il numero di matricole si ritroverebbero senza lavoro e senza libri da vendere.


    Prendete un megafono e informate quelle centinaia di 20 enni in fila per le prime lezioni di quest'anno! E' come dare del cibo a dei morti di fame, li state salvando!
    E forse salvate anche i neo laureati, perchè se il flusso si riduce, c'è più probabilità di trovare lavoro per i già dottori.

  6. #6
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    A parte questo clima desolante di pessimismo realistico e depressione, ho una curiosità che magari può anche spezzare la tensione. Magari qualcuno è informato su studi sociologici sul masochismo o ingenuità dei giovani aspiranti psicologi (ho già dato possibili interpretazioni al mio quesito ): perchè in Italia ci sono 80000 psicologi? Perchè tutta questa gente vuole studiare psicologia e perchè siamo 1/3 del totale degli psicologi europei?

  7. #7
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    09-01-2007
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    @ ste 203xx: riprendo la tua frase non per aprire una discussione tra noi due, ma perchè a mio avviso molto importante considerare una modifica del nostro modo di porci sul mercato, amesso che vogliamo insistere. Scrivi:"Se uno ascolta i bisogni della gente (in fondo la psicologia è una professione basata sull'ascolto!) e si sintonizza con quello che gli serve, che vuole, che è disposta a pagare, il lavoro se lo costruisce. Se aspetta che glielo offra qualcuno dall'alto, aspetta e spera..." La mia opinione, dettata dalla mia esperienza, è che il fatto che solitamente la psicologia non sia un lavoro di cui vivere ma quasi un volontariato è dovuto anche al fatto che ci sia sempre qualcuno di noi disposto a lavorare gratis o quasi, a non chiedere nemmeno se e quanto verrà pagato, a non pretendere delle garanzie. Tutti gli altri professionisti non aspettano che gli si dica quanto verranno pagati. sono loro a dirti quanto paghi. se vai dall'avvocato, dal medico, dall'architetto, non ti sentirai mai chiedere "quanto mi paghi?" e non ti verrebbe mai in mente di dirgli che lo pagherai 10 euro l'ora lorde. forse il nostro tempo vale meno? è evidente che qualcosa non funziona. Una volta avevamo un tariffario, ma poi sono stati aboliti i minimi. Quindi si capisce che un qualunque datore di lavoro/committente approfitti della situazione e detti le regole. Se c'è un nostro collega disposto a lavorare gratis o quasi, perchè dovrebbero prendere uno che pone delle regole. Quindi la mia idea è qualla di rimettere il tariffario dei minimi, di imporre che tutti lo rispettino (anche i principianti) e di pretendere sempre un contratto, anche se a tempo determinato. Altrimenti finiremo con il prendere 4 euro l'ora, a tutto discapito della nostra categoria.

    @ Giulio. Secondo me la psicologia è una materia talmente affascinante che andando indietro nel tempo mi iscriverei nuovamente, ma sarebbe prezioso essere consapevole del fatto che poi non potrei farne un lavoro. Davvero mi viene voglia di andare all'università a suggerire alle matricole di cominciare da ora a valutare le offerte del mercato. La mia opinione, spero sbagliata, è che guadagnare bene come psicologo è un pò come giocare a pallone e sperare di entrare in serie A. Quando studiavo mi ero fatto molte illusioni e non è detto che sia impossibile rendere questa materia un lavoro remunerativo, almeno proporzionato all'impegno richiesto, ma se qualcuno mi avesse aperto gli occhi avrei capito molto prima il meccanismo. Forse, anzi sicuramente, vanno cambiate molte cose, senza aspettare che chi ci guadagna si muova in tale direzione, è impossibile. La prima regola dovrebbe essere quella di imporre delle tariffe. La seconda sarebbe quella di lavorare sempre con deontologia e professionalità. Invece molto spesso, pur di non scontentare il committente c'è chi è disposto a scendere a compromessi, a suo discapito e a discapito dell'opinione pubblica sulla psicologia, che viene vista come una specie di filosofia approssimativa a volte e come impotente assistenzialismo altre volte.

    Sul perchè ci sia tanta gente che ancora sia disposta a iscriversi a psicologia risponderei che da una parte la disinformazione circa le opportunità di lavoro dall'altra il fascino che suscita questa materia specie in persone sensibili o che hanno avuto una storia particolare siano già due motivazioni sufficienti, ma certo andrebbe fatta un'indagine.
    Ultima modifica di crazy'njoy : 05-10-2011 alle ore 15.44.38

  8. #8
    Partecipante L'avatar di max.nettuno
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Laurearsi in Italia, soprattuto in questo periodo storico-economico, è una scelta che va fatta con la consapevolezza che poi, molto facilmente, si andrà a fare un lavoro - se uno è fortunato - che non c'entra niente con quello che ha studiato - se vuoi effettivamente guadagnare uno straccio di stipendio - e questo vale a mio avviso per psicologi, avvocati, persino medici. Anche gli avvocati piangono in questo periodo, ingegneri e architetti, ecc.. Certo, andrebbero avvertiti gli studenti universitari, non solo di psicologia ma tutti, che quando usciranno come dottori (vi parlo da laureato in economia che a un certo punto ha deciso di prendersi anche una laurea in psicologia e che ha intenzione di fare lo psicologo, con tutta la consapevolezza cosmica che ne consegue sul doversi sbattere e pure tanto per guadagnare come tale) il mondo del lavoro è una giungla e piena di call center pronti a darti quattro euro l'ora (credo che sia questa la paga, corregetemi se sbaglio). Venendo a noi psicologi, se volevamo lo stipendio fisso, certo dovevano dircelo prima: non laurearti in psicologia! Non c'è dignità in questo momento nel nostro paese per qualsasi lavoratore. Quarantenni avvocati che guadagnano quattrocento euro al mese portando avanti quanche praticuccia e facendo da schiavi per altri studi, che sono in crisi anche loro adesso, ce ne sono purtroppo. anche a loro avrebbero dovuto dirglielo. Eppure, di persone che vivono di psicologia ce ne sono, escludendo i raccomandati che hanno vinto il concorso alla asl ovviamente. Persone che si sbattono (scusate il termine, ma non me ne viene un altro che renda meglio l'idea), tanto, presentando progetti, proponendo servizi, che su 10 ore di lavoro se ne vedono pagate 2 (io sono tra questi e nonostante tutto consapevole di fare qualcosa che amo...la maggior parte del tempo). Andrebbero avverttiti i nuovi studenti di psicologia, questo si, avvertiti che se non hai una passione, amore vero, per questo mestiere, allora è meglio che fai altro. Puoi fare un lavoro qualsiasi. Meglio se non laureato. Ma non fare un'altra università se vuoi un lavoro buono, perché anche lì se non conosci nessuno, come fai a fare il medico in ospedale, a rimediare clienti come avvocato, ecc.? Anche loro hanno i nostri problemi. Certo, lo riconsco, noi psicologi ci dobbiamo sbattere (e vai con questo magnifico termine) un pò di più...C'è da chiedersi se ne vale la pena. Per me si, perché non credo che ci sia gioia più grande di vedere un altro essere umano cambiare, in meglio, grazie all'aiuto che sappiamo dargli (parlo da clinico). Nel mio piccolo sto iniziando a farlo...E sinceramente non c'è stipendio fisso che tenga...come dice la pubblicità...ci sono cose che non hanno prezzo...Poi, se ho bisogno di un piatto di minestra...vabbé, andiamo qualche ora a sto call center!
    Il viaggio è la meta.

  9. #9
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Vorrei specificare che non ho mai parlato di stipendio fisso. Il contratto di cui parlo è un requisito minimo che ogni professionista pretende in tutti gli altri paesi del mondo, un pezzo di carta che dice che sulle 10 ore che farai te ne verranno pagate 10. Ciò sempre per non alimentare una escalation di sfruttamento ed un crollo definitivo della rispettabilità della nostra categoria.
    E poi la storia della crisi è soprattutto una scusa. I soldi ci sono, ma se li mettono in tasca sempre i soliti. Gli altri non reagiscono e si lasciano sfruttare. Sono conniventi con chi li sfrutta e omertosi rispetto ai soprusi, e questo è il male maggiore del nostro paese. Sulla carta i furbi la fanno franca e chi ci rimette siamo noi e i nostri clienti, che ovviamente si vedono offrire un servizio scadente.

  10. #10
    Partecipante Affezionato
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Con tutti questi psicologi è normale che si possono permettere di farli lavorare gratis! Semplice legge di mercato! Io non credo che le matricole siano consapevoli di questi discorsi, a meno che non vi incappano casualmente, perchè dall'università non arrivano queste informazioni!

    A mia opinione, tanti ragazzi rimangono affascinati da qualche lettura specialistica tramite libri, internet, o contatti diretti con professionisti. La possibilità di un vantaggio in termini di felicità personale fa scattare un interesse sempre maggiore per la materia, che poi sfocia nell'iscrizione all'università. Se i posti fossero ridotti, rimarrebbero nella prima fase continuando a studiare per conto proprio, senza pregiudicarsi anni e anni di sforzi vani per sistemarsi economicamente.
    La faccenda è seria perchè gli anni non te li ridà nessuno e la vita è breve!

    Io ho interrotto il percorso dopo il primo anno, quando ho letto in questo forum della situazione. Direi che l'emozione appropriata è quella di quando ti passa un tir a 5 cm dalla faccia e fai un sospiro di sollievo per il pericolo scampato.

    Per chi è già avviato e non vuole tornare indietro propongo un intervento molto semplice: far desistere le matricole! E' molto più utile questo che continuare a cercare lavoro a denti stretti, perchè una volta che la calca si sarà sfoltita, si avrà spazio di movimento! Bisogna andare alla radice del problema, e la radice sono gli 80000 psicologi con un ritmo di immatricolazione spaventoso!

  11. #11
    ninfaverde
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    La questione che trovo interessante non è tanto esplorare le motivazioni alla base della scelta del corso di laurea in psicologia (si sa che ce ne sono tre di motivazioni principali), quanto perchè proprio qui in Italia sono tutti psicologi! E' un dato che potrebbe interessare anche dal punto di vista culturale-sociologico, siamo più sensibili e accattivati dalla psicologia rispetto ad altri popoli o c'è dell'altro che stiamo ignorando?

    P.S. Giulio, te la sei scampata per ciò che riguarda le difficoltà nella nostra professione, ma ne avrai senz'altro della altre, a meno che tu non abbia intenzione di studiare ingegneria aerospaziale
    Ultima modifica di ninfaverde : 05-10-2011 alle ore 16.57.50 Motivo: aggiunta

  12. #12
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    crazy ho letto il tuo mess e sono d'accordo, hai ragione anche sul volontariato, ti parlo da persona che non ha mai potuto permettersi il lusso del volontariato perché lo stomaco reclamava, mangio molto . Quindi mi trovi ok al 100% col tuo discorso. Però ecco torniamo alla vecchia forma mentis, cioè il contratto. L'avvocato ha un contratto? Il dentista? L'oculista? Magari hanno clienti, pazienti, ecc, fanno la loro prestazione e vengono retribuiti per quella prestazione. Cioè l'impiegato viene pagato "a ore", o a stipendio (la famosa "mesata") o lavorano a orario, tipo "attacco alle 9 e stacco alle 18", lo psicologo non è un impiegato, è appunto un professionista come tu dici e non va a ore. Riguardo a sopra quando mi chiedevi le nicchie scoperte, perdonami se non posso scriverle su un forum pubblico, perché dei clienti mi pagano per fare analisi di mercato, quindi non posso spiattellarle . Cmq, si lavora su nicchie molto piccole e segmenti molto piccoli con bisogni ultraspecifici, cioè sulle cosiddette "long tail": si costruisce un brand molto forte all'interno nella nicchia e talvolta si velocizzano le richieste di contatto con la lead generation. Questo è il filo conduttore molto semplificato dello start-up di giovani professionisti (bazzico il campo ed è la stessa procedura che seguo). Più o meno oggi l'Abc del marketing è questo...non c'è proprio spazio per i contratti, neanche a breve termine, il posizionamento come lavoratore va interamente ripensato. Poi certo se uno offre al mercato un prodotto generico, dove non c'è domanda, non interessa a nessuno, non serve a nessuno, non lo vuole comprare nessuno e neppure c'è un segmento disponibile a spendere, e certo che avrà lo studio vuoto! Se gli studi sanno offrire solo psicoterapia, prodotto che risponde ai requisiti di cui sopra (generico, privo di una domanda, privo di un segmento con capacità di spesa, basato sulla short tail come nel pleistocene), ci credo che sono vuoti!

  13. #13
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    Citazione Originalmente inviato da max.nettuno Visualizza messaggio
    Andrebbero avverttiti i nuovi studenti di psicologia, questo si, avvertiti che se non hai una passione, amore vero, per questo mestiere, allora è meglio che fai altro.
    Non capisco questa logica! Non è un problema di mancanza di interesse, amore o passione, è un problema di possibilità di lavoro! Se metti o levi la passione, il lavoro non c'è lo stesso, quindi è ininfluente!

    Citazione Originalmente inviato da crazy'njoy Visualizza messaggio
    E poi la storia della crisi è soprattutto una scusa. I soldi ci sono, ma se li mettono in tasca sempre i soliti. Gli altri non reagiscono e si lasciano sfruttare. Sono conniventi con chi li sfrutta e omertosi rispetto ai soprusi, e questo è il male maggiore del nostro paese. Sulla carta i furbi la fanno franca e chi ci rimette siamo noi e i nostri clienti, che ovviamente si vedono offrire un servizio scadente.
    Un governo eletto con voti di certe categorie sociali, farà gli interessi solo di quelle categorie sociali...

  14. #14
    Partecipante Assiduo L'avatar di crazy'njoy
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    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    crazy ho letto il tuo mess e sono d'accordo, hai ragione anche sul volontariato, ti parlo da persona che non ha mai potuto permettersi il lusso del volontariato perché lo stomaco reclamava, mangio molto . Quindi mi trovi ok al 100% col tuo discorso. Però ecco torniamo alla vecchia forma mentis, cioè il contratto. L'avvocato ha un contratto? Il dentista? L'oculista? Magari hanno clienti, pazienti, ecc, fanno la loro prestazione e vengono retribuiti per quella prestazione. Cioè l'impiegato viene pagato "a ore", o a stipendio (la famosa "mesata") o lavorano a orario, tipo "attacco alle 9 e stacco alle 18", lo psicologo non è un impiegato, è appunto un professionista come tu dici e non va a ore. Riguardo a sopra quando mi chiedevi le nicchie scoperte, perdonami se non posso scriverle su un forum pubblico, perché dei clienti mi pagano per fare analisi di mercato, quindi non posso spiattellarle . Cmq, si lavora su nicchie molto piccole e segmenti molto piccoli con bisogni ultraspecifici, cioè sulle cosiddette "long tail": si costruisce un brand molto forte all'interno nella nicchia e talvolta si velocizzano le richieste di contatto con la lead generation. Questo è il filo conduttore molto semplificato dello start-up di giovani professionisti (bazzico il campo ed è la stessa procedura che seguo). Più o meno oggi l'Abc del marketing è questo...non c'è proprio spazio per i contratti, neanche a breve termine, il posizionamento come lavoratore va interamente ripensato. Poi certo se uno offre al mercato un prodotto generico, dove non c'è domanda, non interessa a nessuno, non serve a nessuno, non lo vuole comprare nessuno e neppure c'è un segmento disponibile a spendere, e certo che avrà lo studio vuoto! Se gli studi sanno offrire solo psicoterapia, prodotto che risponde ai requisiti di cui sopra (generico, privo di una domanda, privo di un segmento con capacità di spesa, basato sulla short tail come nel pleistocene), ci credo che sono vuoti!

    Stasera prendo un dizionario di inglese e poi rispondo . Scherzi a parte a grandi linee sono d'accordo sul fatto che come dice Giulio sia una semplicissima regola di mercato, quella basata sulla domanda/offerta a rendere poco preziosa e vendibile la nostra laurea, però dico che se ponessimo delle regole, tipo che uno psicologo non prende meno di 40 euro l'ora nel casi di contratti a progetto, quei tanti che lavorano a titolo quasi gratuito avrebbero condizioni dignitose. Anche se non ho idea di cosa sia una" short tail" la risposta individuale al problema della domanda offerta potrebbe essere quella che ho intrapreso io, per ora senza grandi esiti e che credo sia quella che suggerisci tu: la strada di ultraspecializzarmi su nicchie in cui più che altro la domanda va creata. Il punto contratto non è da sottovalutare, perchè le leggi ci sono ma in Italia si fa tutto per amicizia, e solitamente chi ti propone un lavoro o l'ente/organizzazione/amministrazione/privato a cui proponi un lavoro "in amicizia" (vale a dire sulla fiducia, per conoscenza...) ti chiede massima professionalità fino al momento di pagarti. A quel punto arrotonda e si aggiusta il compenso a suo favore, e tu non puoi fare niente, perchè non hai un contratto. Di 10 ore lavorate te ne danno 2 se hai stabilito una tariffa oraria, se hai stabilito un compenso a prestazione di mille euro ad esempio ti rispondono che non te le danno, ad esempio ti dicono che "non hanno i soldi" (esperienza vissuta) e questo, credimi, non è professionale, anzi è molto squalificante e vi assicuro che a quel punto non basta fare un lavoro legato alla materia studiata negli anni per sentirsi gratificato.

    Le parole possono essere molto belle e sfruttamento può essere chiamato nuova forma di lavoro, ma se non mi permette di vivere un lavoro non può essere chiamato tale.
    Con il cliente privato è una storia diversa: inizialmente stabilisci una tariffa e poi sei sicuro che ti paga, ma si aspetta di pagare sempre meno della metà di quanto pagherebbe il dentista o l'avvocato. Perchè?
    Ultima modifica di crazy'njoy : 05-10-2011 alle ore 22.56.00

  15. #15
    fiona774
    Ospite non registrato

    Riferimento: Studenti di psicologia, questo è il mercato del lavoro

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    crazy ho letto il tuo mess e sono d'accordo, hai ragione anche sul volontariato, ti parlo da persona che non ha mai potuto permettersi il lusso del volontariato perché lo stomaco reclamava, mangio molto . Quindi mi trovi ok al 100% col tuo discorso. Però ecco torniamo alla vecchia forma mentis, cioè il contratto. L'avvocato ha un contratto? Il dentista? L'oculista? Magari hanno clienti, pazienti, ecc, fanno la loro prestazione e vengono retribuiti per quella prestazione. Cioè l'impiegato viene pagato "a ore", o a stipendio (la famosa "mesata") o lavorano a orario, tipo "attacco alle 9 e stacco alle 18", lo psicologo non è un impiegato, è appunto un professionista come tu dici e non va a ore. Riguardo a sopra quando mi chiedevi le nicchie scoperte, perdonami se non posso scriverle su un forum pubblico, perché dei clienti mi pagano per fare analisi di mercato, quindi non posso spiattellarle . Cmq, si lavora su nicchie molto piccole e segmenti molto piccoli con bisogni ultraspecifici, cioè sulle cosiddette "long tail": si costruisce un brand molto forte all'interno nella nicchia e talvolta si velocizzano le richieste di contatto con la lead generation. Questo è il filo conduttore molto semplificato dello start-up di giovani professionisti (bazzico il campo ed è la stessa procedura che seguo). Più o meno oggi l'Abc del marketing è questo...non c'è proprio spazio per i contratti, neanche a breve termine, il posizionamento come lavoratore va interamente ripensato. Poi certo se uno offre al mercato un prodotto generico, dove non c'è domanda, non interessa a nessuno, non serve a nessuno, non lo vuole comprare nessuno e neppure c'è un segmento disponibile a spendere, e certo che avrà lo studio vuoto! Se gli studi sanno offrire solo psicoterapia, prodotto che risponde ai requisiti di cui sopra (generico, privo di una domanda, privo di un segmento con capacità di spesa, basato sulla short tail come nel pleistocene), ci credo che sono vuoti!
    sono pienamente d'accordo.
    Più che far desistere le nuove leve dall'intraprendere questo meraviglioso mestiere, sarebbe opportuno che chi ha già un pò di esperienza suggerisca ai giovanissimi laureati di prendere un bel libro sul marketing per le piccole imprese.
    D'altronde i più vecchietti tra noi ricorderanno i post di HTSirri!!
    Va bene sfogarsi e sentirsi scoraggiati, ma ricordiamo che mai come in questo periodo il disagio della popolazione è alle stelle..quindi non ditemi che non c'è lavoro!
    Almeno nel privato, ovviamente!!
    Adesso però non sbranatemi se mi sono concessa di andare in controtendenza...

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