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  1. #1

    Psicoterapia Rogersiana

    Ciao a tutti, volevo chiedere se qualcuno di voi ha avuto esperienza con questo tipo di psicoterapia.
    E poi, per quali problematiche è maggiormente indicata? In rete non si trovano molte informazioni a riguardo, ma è un approccio al quale sarei interessata. So che fa parte della corrente umanistica e quindi è interessato alla persona nel suo complesso, con tutte le sue peculiarità, se così si può dire, e che va abbastanza in profondità ma non come una terapia dinamica/analitica.

  2. #2
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    14-03-2011
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    163

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Ciao, anch'io sono interessata a questa terapia, in passato ho letto qualcosa e mi è piaciuto molto questo metodo (avrei voluto fare esperienza), il fatto di dare importanza alla persona, alla relazione empatica favorendo la fiducia e la stima verso sè stessi e gli altri. Mi piace soprattutto l'accettazione che il terapeuta ha nei confronti del "cliente" e il mettersi in gioco, questo fa si che il terapeuta lavori molto su sè stesso e non dia per scontato certe teorie preconfezionate valorizzando l'esperienza e l'autenticità nel rapporto col "cliente". PS.....Domanda: I limiti di questo metodo...

  3. #3

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Citazione Originalmente inviato da ludovicamaria Visualizza messaggio
    Ciao, anch'io sono interessata a questa terapia, in passato ho letto qualcosa e mi è piaciuto molto questo metodo (avrei voluto fare esperienza), il fatto di dare importanza alla persona, alla relazione empatica favorendo la fiducia e la stima verso sè stessi e gli altri. Mi piace soprattutto l'accettazione che il terapeuta ha nei confronti del "cliente" e il mettersi in gioco, questo fa si che il terapeuta lavori molto su sè stesso e non dia per scontato certe teorie preconfezionate valorizzando l'esperienza e l'autenticità nel rapporto col "cliente". PS.....Domanda: I limiti di questo metodo...

    Ciao, in che senso di preciso il terapeuta si mette in gioco? Avevo letto anche io qualcosa del genere, ma non so poi nella pratica come questo si verifichi.

    Comunque, ho trovato questo link piuttosto interessante, devo ancora finire di leggere perché la pagina è piuttosto ricca:

    http://www.brunobonandi.it/index.php...id=9&Itemid=52


    Sostanzialmente, secondo il fondatore di questa corrente, l'uomo è visto come dotato già di per sé della capacità di (auto)realizzarsi, di far fronte ai propri bisogni, da quelli più più basilari/fisiologici a quelli più "alti" (cultura, ricchezza interiore...); con l'aiuto del terapeuta dovrebbe riuscire ad andare meglio incontro a questa tendenza "attualizzante" e quindi riuscire a crescere come persona, superando alcuni condizionamenti che si è autoimposto o che gli sono stati imposti da altri (genitori, società...)
    Tutto questo (a parer mio ma non solo) in un'ottica piuttosto ottimistica; la persona viene considerata come portatrice di alcune potenzialità e non di deficit...
    Sono alcuni di questi elementi (oltre al fatto di essere non direttiva) ad avvicinare la terapia rogersiana alla psiconalisi, pur, ripeto, senza andare toppo in profondità (purtroppo pare manchi l'analisi dei sogni e quindi una parte di inconscio rimane appunto... inconscia )

    Dopo tutto questo mi chiedo, quindi, se la terapia rogersiana vada bene proprio per "fortificare", in un certo senso, sé stessi, insomma in mancanza di un problema specifico... O meglio, quando il problema è per così dire esistenziale.

    Ah, a proposito di questo:

    il fatto di dare importanza alla persona, alla relazione empatica favorendo la fiducia e la stima verso sè stessi e gli altri.
    Spero tanto non consista nel solito discorso di sostituire i cosiddetti pensieri negativi con quelli positvi... Manco uno dovesse farsi un reset di tutto quello che c'era prima =__=
    Non ce l'ho con te ma con alcune corbellerie che mi è capitato di sentire (certo ognuno ha il suo metodo... ma questo mi pare proprio una stupidaggine).

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Citazione Originalmente inviato da Erin Green Visualizza messaggio
    Ciao a tutti, volevo chiedere se qualcuno di voi ha avuto esperienza con questo tipo di psicoterapia.
    E poi, per quali problematiche è maggiormente indicata? In rete non si trovano molte informazioni a riguardo, ma è un approccio al quale sarei interessata. So che fa parte della corrente umanistica e quindi è interessato alla persona nel suo complesso, con tutte le sue peculiarità, se così si può dire, e che va abbastanza in profondità ma non come una terapia dinamica/analitica.
    la risposta sarebbe vastissima, mi limito a pochi punti:
    -Rogers è il fondatore della psicologia umanistica.

    -La psicologia umanistica nasce come reazione alla psicoanalisi classica (che aveva il difetto di essere troppo deterministica e fondata sulla motivazione sessuale).

    -Psicoanalisi classica (Freud): focalizzata sul passato, metodo dello "svelamento dell'inconscio (andare a trovare il trauma originario che determina i sintomi attuali), importanza predominante delle pulsioni e in particolare di quella sessuale, visione deterministica dell'essere umano, analisita neutro (come uno specchio), controtransfert come ostacolo (macchia cieca), è molto efficace per le nevrosi (è nata come terapia per le isterie), non per le psicosi (il paziente psicotico non è in grado di reggere le itnerpretazioni), rapporto fortemente sbilanciato (il paziente ha un sintomo ma non sa perché, compito dell'analista è guidarlo alla scoperta di questa causa inconscia e scabrosa che generalmente è di tipo sessuale).

    -Psicologia umanistica (non direttiva): focalizzata sul presente e sul futuro, importanza predominante dell'esperienza dell'individuo, si parla di "cliente" e non di paziente perché c'è un rapporto "paritetico" tra analista e cliente nel senso che l'invidiuo ha piena responsabilità e consapevolezza delle proprie scelte (infatti Rogers ha fondato il "conuseling"), il motore fondamentale delle azioni umane è il bisogno di autorealizzazione ("tendenza attualizzante") e non le pulsioni sessuali, è importante che il terapeuta abbia 3 qualità (empatia, congruenza, accettazione incondizionata), importanza fondamentale della fiducia nel cliente e nelle sue capacità, il terapeuta deve aiutarlo a scoprire le proprie risorse e risolvere "da sè" i problemi e trovare soluzioni esistenziali, efficace per i disturbi narcisistici
    Ultima modifica di Johnny : 11-10-2011 alle ore 22.03.29

  5. #5
    Partecipante Assiduo L'avatar di ludovicamaria
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    163

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Ciao Erin Green, non intendevo assolutamente dire di "sostituire i cosidetti pensieri negativi in positivi" ma dicevo che la "vera" relazione empatica con il terapeuta accresce la sensazione di accettazione perchè è quando noi veniamo valorizzati e accettati (per quello che si è), abbiamo sensazioni di benessere interiore (diventando così più sicuri e fiduciosi ecc..).

  6. #6
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    1,546

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Secondo l'approccio Rogersiano l'individuo è una totalità tra mente e corpo che tende a sviluppare autonomamente le proprie potenzialità e ad auto determinarsi. Tutti gli stati d'animo e le emozioni che prova concorrono a determinare la sua esperienza che viene prima percepita, poi parte di essa diviene consapevole e da ciò ne deriva il concetto di sé che ha la persona, come cioè si auto-percepisce. Normalmente l'uomo, che tende ad essere coerente con l'immagine di sé, mantiene le proprie consapevolezze in modo da non turbare il proprio "equilibrio", equilibrio che si "spezza" nel momento in cui vi sono delle contraddizioni nelle nozioni che possiede e ciò crea tensione ed ansia.

    A questo punto delle due nozioni ne scarta una, quella che più si allontana dalle proprie consapevolezze a favore di quella che ne da invece conferma. Perché avvenga questa "congruenza" è necessario che non vi siano impedimenti tra l'esperienza vissuta ed il concetto di sé.

    Ma come si forma il concetto di sé?

    Durante lo sviluppo della persona nella fase infantile, proprio perché essa è spinta in maniera naturale ad auto-realizzarsi ed a sviluppare le proprie potenzialità, sorge la necessità di sentirsi apprezzata, capita, protetta ed amata, soprattutto dalle persone cardine che la circondano (le persone criterio), come ad esempio genitori ed insegnanti. Se questo avviene senza condizioni, il bambino svilupperà un buon concetto si sé.

    Al contrario, se questo non avviene, ad esempio nel caso in cui siano frequenti atteggiamenti del tipo "sei bravo solo se..." o "sei cattivo se fai così", "se vuoi che ti voglia bene non devi essere così", il bambino non svilupperà un buon concetto di sé in quanto vivrà un'incongruenza tra la sua esperienza, il suo sentire ed il suo bisogno di considerazione positiva. Da adulto il suo concetto di sé andrà a sottostare in maniera rigida al bisogno di considerazione positiva e ciò gli creerà problemi nell'avere la giusta consapevolezza rispetto alla propria esperienza.

    In questo caso sorgeranno meccanismi di difesa per non creare disorganizzazione nel concetto che la persona ha di se stessa e verrà "corrotto" il processo "esperienza-consapevolezza" (o simbolizzazione).

    Ad esempio una persona molto triste non percepirà la sua tristezza oppure si "racconterà" che è leggermente giù di tono (distorsione della consapevolezza).

    Ciò creerà una disarmonia nel lato emotivo-cognitivo della persona che la può portare nel primo caso (in cui proprio non percepisce il suo vero stato d'animo) ad esempio a somatizzare il problema. In ogni caso, non essendo consapevole della propria esperienza gli è lesa la libertà di effettuare le proprie scelte e di crescere in maniera positiva.
    Per me si può essere consapevoli di tutto e lo stesso star male.

    è importante essere sé stessi e consentire agli altri di esserlo. Rogers chiama congruenza la condizione di chi riesce ad essere sé stesso con gli altri. Purtroppo, non sempre ci riusciamo. Spesso sperimentiamo invece situazioni di incongruenza. Accade tutte le volte che c’è un contrasto tra il nostro organismo e la nostra immagine di sé. Rogers fa l’esempio di una madre che si ammala quando il suo unico figlio lascia la casa. Il suo organismo vorrebbe tenere con sé il figlio, la cui presenza le dà benessere, ma è anche consapevole che questo egoismo è in contrasto con l’immagine di una buona madre, che è tale solo se consente al figlio di fare le proprie esperienze. Il contrasto tra la richiesta dell’organismo e l’immagine di sé sfocia nel malessere psichico.
    Una persona che è in stato di congruenza è anche in grado di accettare fino in fondo gli altri, come abbiamo visto.
    Mi chiedevo però come si dovrebbe risolvere questa incongruenza , che poi nel caso della madre magari il problema consiste nel fatto che se tiene con sé il figlio (ammesso che abbia poi un qualche potere di far questo), a cascata accadono una serie di altre cose spiacevoli che la madre vorrebbe evitare: liti, malumori del figlio ecc. ecc.
    L'immagine di "madre buona" ha a che fare con i rapporti sociali della madre e le risposte delle persone che ha intorno, comprese quelle del figlio (se si vuol essere davvero consapevoli bisogna raccontare tutta la dinamica). Io personalmente credo che questi siano conflitti veri e propri tra certe intenzioni di un organismo e l'ambiente stesso che non permette l'esistenza di certi tipi di strutture relazionali (ad esempio figlio felice e realizzato tenuto in casa vicino a sé) e non riesco a capire come li si può rendere congruenti genuinamente prendendo una parte delle intenzioni come se fossero esterne all'organismo per spostare un conflitto esterno tra due o più agenti sociali all'interno di una sola persona armando quest'ultima contro una parte di sé per ricostruire questa coerenza ambiente/ intenzioni dell'organismo, c'è un vero sé e un falso sé? Ma questa divisione è fittizia! Se c'è una sola sedia e su questa sedia mi ci voglio sedere io ed allo stesso tempo pure un altro e se io desiderassi anche di non entrare in conflitto con l'essere di quest'altro organismo... Come si fa?
    L'ambiente circostante che conosciamo ci costringe a certi aut-aut che si vorrebbero evitare (non fumare/grosso rischio di contrarre il cancro ecc. ecc.), per questo magari tanto bene non si sta qualsiasi cosa si faccia all'interno di queste strutture che escludono delle possibilità a vicenda nel contesto che si conosce, ma mica è detto che una delle due intenzioni era esterna alla persona! La consapevolezza come fa a curare 'ste cose qua? Questi malcontenti e queste forme di maladattamento? Più divieni consapevole di tutte le tue esigenze in gioco e di quanto tu sia realmente capace di modificare l'ambiente circostante più ti accorgi di quanto queste esigenze vadano in contrasto con quel che puoi realizzare effettivamente.
    L'essere di qualcosa o qualcuno lo si accetta al livello emotivo fin quando non diventa un ostacolo per la tua felicità e non impedisce la realizzazione di certi tuoi desideri. Cosa potrebbe importarmene di un meteorite che vaga per le galassie! E' ovvio che accetterei tranquillamente la sua rotta così com'è (che il meteorite faccia quel che gli pare ), ma come faccio a rispettare ed accettare un meteorite in rotta di collisione con la mia casa? Cioé dovrei essere congruente con l'essere di questo oggetto qua anche se a me alla fine non mi sta bene affatto il suo esser così?
    Quel che manca davvero in situazioni del genere per me non è l'accettazione, ma il potere di deviare la dierezione del meteorite così come ad esempio si devia la direzione di un'auto in moto semplicemente ruotando un volante. Questa è la mancanza ad essere che si vorrebbe colmare.
    Ultima modifica di Char_Lie : 14-10-2011 alle ore 11.35.17

  7. #7

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Anche se in mega ritardo volevo dire ancora alcune cose


    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio
    la risposta sarebbe vastissima, mi limito a pochi punti:
    -Rogers è il fondatore della psicologia umanistica.

    -La psicologia umanistica nasce come reazione alla psicoanalisi classica (che aveva il difetto di essere troppo deterministica e fondata sulla motivazione sessuale).

    -Psicoanalisi classica (Freud): focalizzata sul passato, metodo dello "svelamento dell'inconscio (andare a trovare il trauma originario che determina i sintomi attuali), importanza predominante delle pulsioni e in particolare di quella sessuale, visione deterministica dell'essere umano, analisita neutro (come uno specchio), controtransfert come ostacolo (macchia cieca), è molto efficace per le nevrosi (è nata come terapia per le isterie), non per le psicosi (il paziente psicotico non è in grado di reggere le itnerpretazioni), rapporto fortemente sbilanciato (il paziente ha un sintomo ma non sa perché, compito dell'analista è guidarlo alla scoperta di questa causa inconscia e scabrosa che generalmente è di tipo sessuale).

    -Psicologia umanistica (non direttiva): focalizzata sul presente e sul futuro, importanza predominante dell'esperienza dell'individuo, si parla di "cliente" e non di paziente perché c'è un rapporto "paritetico" tra analista e cliente nel senso che l'invidiuo ha piena responsabilità e consapevolezza delle proprie scelte (infatti Rogers ha fondato il "conuseling"), il motore fondamentale delle azioni umane è il bisogno di autorealizzazione ("tendenza attualizzante") e non le pulsioni sessuali, è importante che il terapeuta abbia 3 qualità (empatia, congruenza, accettazione incondizionata), importanza fondamentale della fiducia nel cliente e nelle sue capacità, il terapeuta deve aiutarlo a scoprire le proprie risorse e risolvere "da sè" i problemi e trovare soluzioni esistenziali, efficace per i disturbi narcisistici

    Prima di tutto grazie mille per questo specchietto, conciso ed esaustivo! Anche se a leggere questo confronto tra i due tipi di terapia la mia idea di cui scrivevo sopra, che quella rogersiana somigli alla psicanalisi, diventa un qualcosa che non si può sentire
    In effetti da alcune parti ho letto che questa corrente (umanistica) viene definita una "terza forza" che si contrappone alle terapie psicanalitiche classiche e comportamentiste; in altri casi però viene annoverata tra le terapie psicodinamiche, ed è qui che comincio a fare un po' di confusione!
    A questo punto non ho ben chiaro cosa si intenda con psicodinamico... Terapia Junghiana? (quindi psicoterapia psicanalitica, diversa dalla psicoanalisi, come frequenza settimanale almeno, come "profondità" invece non lo so)


    Poi volevo rispondere ad un utente che mi ha scritto in privato, lo faccio qui perché per usare il servizio di messaggistica istantanea devo prima raggiungere una cifra di 15 post, che attualmente non ho! (spero non ci siano problemi; ma in fondo non è un argomento privato)
    Riguardo il discorso del "sostituire i pensieri negativi con quelli positivi", beh, diciamo che ne ho un'esperienza piuttosto diretta! Senza andare troppo nei dettagli, ma secondo me uno non risolve i propri problemi con uno stratagemma del genere, almeno non io, così come penso qualsiasi persona dotata di buon senso e che non faccia ragionamenti all'insegna dello pseudo ottimismo che, in questo caso, secondo me, somiglia più al volersi bendare gli occhi e non guardare in faccia la realtà.

  8. #8
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Citazione Originalmente inviato da Erin Green Visualizza messaggio
    Anche se in mega ritardo volevo dire ancora alcune cose





    Prima di tutto grazie mille per questo specchietto, conciso ed esaustivo! Anche se a leggere questo confronto tra i due tipi di terapia la mia idea di cui scrivevo sopra, che quella rogersiana somigli alla psicanalisi, diventa un qualcosa che non si può sentire
    In effetti da alcune parti ho letto che questa corrente (umanistica) viene definita una "terza forza" che si contrappone alle terapie psicanalitiche classiche e comportamentiste; in altri casi però viene annoverata tra le terapie psicodinamiche, ed è qui che comincio a fare un po' di confusione!
    A questo punto non ho ben chiaro cosa si intenda con psicodinamico... Terapia Junghiana? (quindi psicoterapia psicanalitica, diversa dalla psicoanalisi, come frequenza settimanale almeno, come "profondità" invece non lo so)

    .
    il confronto che ti ho scritto nel post era tra la psicoanalisi classica (quella originaria di Freud di fine '800 e inizio '900) e la psicologia umanistica.
    La psicoanalisi classica è stata via via modificata nel tempo e ha dato origina a varie teorie che si distanziano in modo più o meno radicale dalla teoria originaria di Freud (Jung e Ferenczi tanto per cominciare, poi teoria delle relazioni oggettuali, teorie intersoggettive, ermeneutiche, ecc...), semplificando al massimo possiamo dire che si è data via via sempre più importanza alla relazione.

    Ad oggi col termine "psicodinamiche" ci si riferisce a una serie di scuole di pensiero che considerano la psiche come un insieme di forze (dynamos, appunto) contrapposte tra loro. La psicologia umanistica fa parte della psicologia dinamica (in particolare la forza fondamentale che sta alla base dei comportamenti è la tendenza a realizzare sè stessi), ma evidentemente è molto lontana dalla psicoanalisi classica
    Ultima modifica di Johnny : 21-12-2011 alle ore 21.12.18

  9. #9
    Partecipante Affezionato L'avatar di france1986sca
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    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Johnny ti sei per caso formato alla IACP?? Se è così mi farebbe piacere farti alcune domande... anche in pvt volendo!! grazie
    Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.
    Albert Einstein

  10. #10
    L'avatar di crissangel
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    Riferimento: Psicoterapia Rogersiana

    Ciao Francesca,
    la discussione è piuttosto datata, meglio lasciarla riposare

    per questioni inerenti la formazione post laurea ti rimando alla stanza idonea, dove ho visto hai già postato i tuoi quesiti. In questa stanza si discute della disciplina in sè e non delle diverse scuole (se non come confronto tra diverse correnti di pensiero).

    Pertanto qui posso chiudere dato che comunque potete confrontarvi tramite PM (messaggi privati) o comunque nella stanza apposita. Buona continuazione e buone scelte

    per dubbi o chiarimenti mandatemi pure un messaggio

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