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  1. #1

    le 5 fasi del dolore della K.Ross

    Salve a tutti sono un infermiere laureando, sto scrivendo una tesi sulla dialisi peritoneale, ed ho bisogno dell'aiuto di chi in psicologia se ne intende più di chiunque altro, ossia gli psicologi.

    In parole povere, vorrei che qualcuno mi spiegasse in quale modo un operatore sanitario non competente ma necessario dovrebbe interagire con un paziente che affronta la grave malattia della Insufficienza renale.

    Un modo pragmatico per assistere il paziente durante le 5 fasi del dolore teorizzate dalla Ross.

    Noi infermieri ci scontriamo quotidianamente con le reazioni dei pazienti alle loro malattie, ma non abbiamo competenze ed ovviamente non vorremmo mai fare il lavoro che non ci addice.

    Vorrei solo delle linee guida, consigli, procedure per assistere il pz in ogni fase, qualora e nel ordine in cui si presentano, per aiutare il pz dializzato a riprendersi in mano la sua vita ed aiutare gli infermieri ad assistere meglio e con più umanità e professionalità .

    Grazie..

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: le 5 fasi del dolore della K.Ross

    le fasi della Kubler Ross non sono stadi ma fasi, appunto, ciò significa che non si susseguono in fila uno dopo l'altro ma possono alternarsi, non comparire tutte..ad es. un paziente molto credente può passare subito alla fase dell'accettazione senza passare per la negazione e la depressione...

    Non c'è una prodecura "standard" per ogni fase. Il modo migliore è studiare le varie fasi e poi "scordarsele" quando sei con il paziente, altrimenti etichetti il paziente e lo vedi come un oggetto anziché come una persona, inoltre se pensi alle fasi non riesci a pensare alla persona che hai di fronte; il che corrisponde all'essere senza memoria e senza desiderio di Bion.
    Parlando in generale, la psicoanalisi ci insegna che quello che per noi sono dei sintomi, per il paziente sono delle difese, e qiundi vanno rispettate.
    La malattia porta il paziente a cambiare stile di vita, abitudini, identità...e qiundi lo porta ad avere delle reazioni emotive: a seconda del tipo di malattia(cronica, degenerativa, improvvisa o graduale)e a seconda di altri fattori (personalità, rete relazionale, esperienze...) il paziente ha reazioni diverse.

    Nelle malattie croniche (come l'insuff. renale) spesso l'infermiere deve gestire un controtransfert che deriva dal fatto che il paziente è rassegnato e può avere reazioni di rabbia o depressive (reazioni comprensibili se si pensa che il paziente non vede speranza nel futuro e e sa di non poter guarire ma eventualmente solo peggiorare), quindi può essere utile confrontarsi con i colleghi, discutere, condividere o eventualmente ricorrere a incontri di supporto con uno psicologo che lo aiuta a capire ed elaborare il controtransfert
    Ultima modifica di Johnny : 28-09-2011 alle ore 11.03.32

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