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Visualizzazione risultati 1 fino 15 di 15
  1. #1

    Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Di certo so che sono un uomo stanco. Stanco di farmi domande e stanco di non aver risposte precise ed esaurienti. So anche che sono un marito, ma non so più se sono un buon marito, un marito attento, o un cornuto come tanti. E so purtroppo anche, che mia moglie mi ha tradito. Peccato che sia lei a non sapere di avermi tradito. O così dice. Lei ha nella sua testa le immagini di quella relazione, ma non sa spiegarle. Oggi è in cura da quasi un anno con uno psicologo ed uno psichiatra. Mi è stato detto che soffre di un disturbo di coscienza, che poi altro non sarebbe che un disturbo della personalità. Mi si è parlato di scissione, poi di dissociazione...tante, troppe cose che si scontrano con la realtà che ho visto io: bugie, negazioni, arrampicate sui vetri, pianti disperati, crisi di nervi, mille verità.
    Ecco chi sono: un marito che era certo di abitare in paradiso, ed una mattina, si è svegliato all'inferno.

    Grazie

    Curioso71

  2. #2
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Tenaciaa
    Data registrazione
    05-06-2011
    Messaggi
    1,309

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Benvenuto.
    Hai detto che tua moglie è in cura da uno psicologo e da uno psichiatra per un disturbo di personalità che non hai saputo spiegare bene o forse nemmeno tu sai di cosa si tratti.
    Quello che mi viene da chiederti è se avete mai provato con una terapia di coppia, insomma da come scrivi sembrerebbe che tu non capisca affatto la causa dei vostri problemi coniugali.
    Per provare a ragionare insieme a te dovresti dirci qualcosa in più, da quanto siete sposati..se avete figli...se avevate già avuti periodi di crisi...
    Intanto ti abbraccio virtualmente invitandoti ad avere coraggio e a cercare di capire se vuoi salvare o meno il vostro matrimonio e/o iniziare un lavoro su di te.

  3. #3

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Ci definiamo marito e moglie, anche se non siamo sposati. Siamo una coppia fissa e regolare, da quasi 20 anni. Conviviamo da quasi 10 anni. Mai avuto alcun problema. Davvero. Felici, innamorati, tranquilli. Il tutto sino a 4 anni fà, con la morte improvvisa del padre. Da lì è iniziata a cambiare. Sempre triste, spenta. I mesi sono passati, ed a nulla sono valsi i miei tentativi di portarla da un medico. Diceva che non ne aveva bisogno. Sono apparse le prime liti. Tutte le sue attenzioni sono andate a concentrarsi sulla madre e sulla sorella, che a soli 3 giorni dal funerale del padre, disse di volersi sposare ( e lo fece 3 mesi dopo ). Non c'era giorno dove mi raccontasse di quanto sua madre soffrisse. E potevo anche capirlo. Sembrò buttarsi nel suo lavoro, supplendo anche la madre ( lavoravano insieme ), che di fatto, non faceva più nulla, se non la depressa. Le discussioni con la madre ormai erano all'ordine del giorno. Dopo circa un anno, la madre iniziò a vedersi con altri uomini. Lei non sembrava gradirlo. Cercai di spiegarle che era giusto, che la madre, non colpevole di essere diventata vedova da giovane, avesse ancora i suoi spazi da donna, e che ciò non avrebbe offuscato la memoria del padre. Non era convinta e non sbagliava. La madre non perse occasione, più e più volte, di raccontare lei le proprie avventure erotiche con altri uomini, incurante degli inviti a smetterla, sia da parte della figlia ( mia moglie ) che miei. Sino ad arrivare ad un giorno, maledetto, dove mia moglie, al telefono, ricorda di aver scaricato su sua madre, tutto l'odio che provava. Da quel giorno, oggi lei afferma, i suoi ricordi sono congelati. Ricorda solo che quel giorno, lei si sentì morire dentro. Da quel giorno, sono passati 3 anni. Tre anni che si sono ''conclusi'' qualche mese fà, quando svegliatasi da un sonno profondo, dopo una nostra lite, disse : ''adesso respiro, adesso sono io''.
    Oltre un anno fà, uscendo di casa al mattino, mi salutò amorevolmente come sempre, per poi chiamarmi al telefono mezzora dopo, ed insultarmi pesantemente, dicendomi che non aveva più intenzione di stare con me, ma che me ne avrebbe parlato la sera stessa. Io rimasi scioccato.
    Al suo rientro, c'era di nuovo la persona amorevole che mi aveva salutato al mattino. Al mio farle presente della telefonata, prima segui incredulità da parte sua, poi ira, dicendomi che volevo trovare il modo di sbarazzarmi di lei, inventandomi quelle cose. Non ci vuole un genio a capire che qualcosa non andava in lei. Le parlai come sempre facciamo, spiegandole l'accaduto, ed invitandola ad andare insieme da un medico. Non volle. Sosteneva di non averne bisogno. Chiesi aiuto anche alla madre. La volle incontrare. Suo responso: mia figlia non ha alcun problema, l'unico problema di mia figlia sei tu. Passammo un mese delirante ( e fu il mese della relazione extraconiugale ), e così come tutto iniziò di colpo, finì. Tornò nella ''norma'', la norma a cui ormai mi ero abituato ( assai differente dalla norma offertami dalla persona con cui stavo da anni ). E siamo a qualche mese fà. Ricominciò ad attribuirmi frasi o azioni che io mai ne avevo pronunciato, ne avevo mai fatto. Le monitorai il pc. Scoprii di quella relazione avvenuta un anno prima. Le chiesi spiegazioni. Diceva di non sapere di cosa stessi parlando, anche di fronte a scritti di suo pugno, negava di averli potuti scrivere lei. Arrivarono le prime ammissioni, ma durano poco. L'indomani era pronta a rimangiarsi quanto detto e dire dell'altro, completamente opposto. Ora ammetteva, ora negava ciò che aveva ammesso. Avevo l'impressione di parlare ora con una persona, ora con un'altra, e se non fosse che era la stessa persona davanti a me, avrei detto che erano due , tre, quattro persone diverse. Oggi diceva una cosa, domani diceva di non averla potuta dire perchè nemmeno la conosceva quella cosa. L'inferno per me. Credetti di impazzire. Una cosa era certa: il tradimento in sè, non mi parve tanto grave quanto lo stato di salute della mia compagna. Ed insistetti per poterla portare da un medico. Per la seconda volta la madre mi disse che stava benone e che non necessitava di alcun medico sua figlia. Fu proprio sua figlia, un giorno, dopo l'ennesima rissa tra di noi, a pregarmi di portarla da un medico, perhè a detta sua : c'è qualcosa che non va dentro di me, vedo immagini di azioni compiute con un altro uomo, che conosco, ma a cui non ho mai rivolto più che un ciao. Ho bisogno di aiuto. E qui ha inizio il suo percorso con lo psicologo e con lo psichiatra. Prima mi parlarono di ''crollo psicologico''...poi di ''disturbo di coscienza''....poi di ''dissociazione'', e poi di ''scissione''...la madre è stata considerata ''altamente distruttiva sulla sua psiche'', ed è stato espressamente chiesto di tenerla alla larga il più possibile. Malgrado tutto quello che mi è stato detto, oltre a non sapere più chi sono io, non so più con chi sto io. E non vivo bene.

  4. #4

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Aggiungo : ciò che noi chiamiamo ricordi, lei li definisce ''frammenti''. Come spezzoni di film che vede nella propria testa, ma di cui ignora il prima ed il dopo di quello spezzone di film. Quando si vede ( quando vede se stessa ), nella propria testa, nei suoi frammenti, si vede in una duplice prospettiva. Vede l'azione fatta da lei, ma vede anche lei stessa fare quella stessa azione, come se fosse una spettatrice, distante alcuni metri dalla scena.

  5. #5
    Matricola
    Data registrazione
    16-08-2011
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    16

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Accidenti...che dirti...entrare nella logica di una persona che si ama ma che è affetta da uno qualsiasi dei disturbi della personalità...porta letteralmente ad impazzire...purtroppo non cè nulla da capire secondo il mio modestissimo parere (parlo solo per una esperienza relazionale passata)..bisogna scavare e scavare molto dentro di lei fino a tirarle fuori almeno la scintilla da cui è scaturito il disturbo, poi si spera la terapia ed una grande forza di volontà personale di lei riescano a riportare il rapporto in una condizione perlomeno accettabile..uscirne da soli non è semplice anzi... il mio umile consiglio è di accettare tutti i tipi d'aiuto, professionale e non..la costante voglia di entrare nei meccanismi di una logica cambiata per avere il diritto di capire la persona che da sempre si è amata porta ad una marea di perchè e di contraddizioni viventi ma soprattutto può portare a perdere il significato di noi stessi...confida sempre in te stesso e non perderti mai per strada anche se davanti a te vedi solo mare, un grosso in bocca al lupo

    Gabriel

  6. #6

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Sì, porta ad impazzire. Ragion per cui, ho scelto di affidarmi ad uno psicologo, ma dopo oltre un'ora di colloquio, mi ha detto che non necessito di alcuna psicoterapia. Devo solo farmene una ragione a detta sua. La mia compagna è ( o sarebbe dico io ) malata di mente, ed io ancora non l'ho accettato. Il mio cercare di ''smontare'' la tesi della malattia, ne sarebbe la prova, ma starei semplicemente perdendo tempo, facendomi del male inutile. Che la mia compagna, abbia un problema, è chiarissimo. E' il non sapere quale sia questo problema ( o forse non accettarlo ), che non mi fa più vivere.

    ps. Grazie a Tenaciaa e Gabriel85

  7. #7

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Se la malattia fosse ''zoccolaggine'' o ''bugiardaggine'', andrebbe bene lo stesso. Ma almeno saprei cosa fare.

  8. #8
    Partecipante Veramente Figo L'avatar di Tenaciaa
    Data registrazione
    05-06-2011
    Messaggi
    1,309

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Bè da quello che hai detto è evidente che la tua compagna non ha superato la morte improvvisa del padre e che questo evento traumatico ha riportato alla coscienza tutta una serie di dinamiche problematiche con la sua famiglia d'origine e il tutto l'ha evidentemente destabilizzata non poco.
    In te avrebbe dovuto trovare la stampella alla quale aggrapparsi dato che state insieme da tantissimi anni e vi amate, questo non è accaduto e tu ti sei chiesto come mai?
    Sei stato capace di supportarla come avresti dovuto?
    Capiscimi, lungi da me il volerti colpevolizzare, sto solo cercando di ragionare con te.
    In una coppia i lutti possono o far consolidare ancora di più il legame o al contrario possono annientarlo, e ti parlo non solo da psicologa ma anche per esperienza personale.
    Io penso che arrivati a questo punto potreste tentare una terapia di coppia parallelamente ad una individuale in quanto penso che un legame ventennale meriti una seconda possibilità.
    Sul fatto della malattia mentale della tua compagna non posso sbilanciarmi ovviamente dato che non l'ho mai incontrata, da quanto leggo dubito che una persona possa impazzire così dall'oggi al domani, certo esistono le psicosi buffet deliranti che sono forme di psicosi temporanee conseguenti a forti traumi, ma non credo sia questo il caso.
    Quì parliamo di un tradimento e il nodo mi sa che sia la vostra coppia, più che chissà quale malattia mentale.

  9. #9
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Ciao curioso, benvenuto! La tua presentazione mi ha molto colpito, soprattutto nella parte in cui sostieni di non sapere più chi sei tu. A volte diamo per scontato di conoscerci e conoscere chi ci sta accanto, ma questa è una missione che non può mai dirsi del tutto conclusa anche dopo tanti anni, ci sono sempre delle parti più oscure e scomode che vorremmo cancellare e negare persino a noi stessi, figurarsi ad altri! La tua storia personale è difficile, piena di sofferenza e non posso immaginare lontanamente quanto ti senti smarrito, alienato e confuso, quando pensavi di vivere in serenità ed equilibrio un rapporto soddisfacente e stabile e poi all'improvviso veder vacillare anche le più elementari certezze.
    Spero con tutto il cuore che tua moglie possa gradualmente "ricompattare" la propria identità dopo lo scompenso che ha subito, facilitato da una serie di eventi obiettivamente duri per chiunque da affrontare, come la morte del padre e la vicinanza stretta ad una madre a sua volta molto sofferente.
    Anche se il problema non è prevalentemente tuo, forse potrebbe comunque esserti di conforto un sostegno psicologico. Non esitare a chiedere aiuto ad un bravo professionista se senti di non riuscire da solo.
    Saluti.

  10. #10

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Ce ne sarebbero di cose da scrivere, e nelle mie poche righe, ho cercato di riassumere al massimo. Anche a parer mio, il problema, come dici tu Tenaciaa, è all'interno della nostra coppia. Io i malesseri li ho visti, li ho avvertiti. E' vero, li ho visti ed avvertiti solo dopo la morte di suo padre, e mai prima. Quindi oggi mi si dice: per forza litigavate, lei non era già più in sè. E la prova è che prima non avete mai litigato. Il tradimento, è solo la punta dell'iceberg. E' ciò che più mi ha ferito. Posso parlarti di una ragazza dolcissima col prossimo, divenuta bastarda ed insensibile. Posso parlarti di una ragazza che ha sempre amato gli animali, divenirne incurante. Posso parlarti di una ragazza che adorava il bordo della pizza, affermare di ''non lo mangio, perchè non l'ho mai mangiato in vita mia''. Posso parlarti di una ragazza riservatissima, che si mette a raccontare alle colleghe di lavoro, le nostre performance sessuali. Posso parlarti di una ragazza che è sempre stata bene nelle sue forme rotonde, schifarsi davanti allo specchio....e ne potrei scrivere molte altre.
    Ti parlo di una ragazza ( che mi ostino a chiamarla ragazza, ma trattasi di donna trentenne ), che oggi non nega di avermi tradito, ma dice : ''non ero io, non era la mia persona...non sono io quella che vedo nei miei frammenti...io mai e poi mai avrei tradito il mio Francesco ( nome di fantasia )''....ed aggiunge : '' cosa mi costa dirti sì. Sì Francesco, ti ho tradito. Basta. Fatto. Te lo direi immediatamente. Io ho nella testa le immagini del tradimento, ma non so perchè le ho....''.

    Ciò che lei mi racconta non è sempre corretto. O almeno credo. Ho avuto modo di parlare con la persona con cui ha avuto la relazione. Ho cercato di spiegare lui il problema. Non è uno stupido. Mi ha descritto una persona ( lei ) che io non conosco affatto. Più volte mi son chiesto se parlavamo della stessa persona. Gusti diversi, modi di parlare differenti, calligrafie differenti....ma ha anche descritto, una persona consapevole di ciò che faceva, preoccupata solo che io non avessi mai da scoprirla.

    Cosa darei per capire !!!!!!

  11. #11

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Ninfaverde ....grazie

  12. #12
    L'avatar di claudia1976
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    23-01-2005
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    Lodi
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    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    E' emblematica questa tua precisazione (se fosse zoccolaggine o bugiardaggine saprei cosa fare).
    Il fatto che tua moglie sia affetta da un disturbo dissociativo, non ti permette di scegliere cosa fare.
    Probabilmente vorresti abbandonare la persona che ti ha maltrattato e tradito, ma la persona che ti tratta amorevolmente non la vuoi /puoi abbandonare.
    E' significativo il fatto che tua moglie si sia "spezzata" non tanto in seguito al lutto del padre, ma in seguito al crollo della madre...

    Leggo del "congelamento" di tua moglie, e la conseguente esplosione di "odio" nei confronti della madre che ha portato a un susseguirsi di eventi particolari e a alla dissociazione.

    Io non sono una psicoanalista ma, credo che un aiuto te lo potrebbe dare lo psichiatra che segue tua moglie, chiedigli un incontro per capire meglio il suo disturbo -non penso possa negartelo o rispiegarti meglio cos'ha-, in modo che tu sappia con cosa hai a che fare, chiedi se ci sono comportamenti che puoi adottare con lei, che siano migliori di altri (immagino che tu abbia provato a reagire con un ampio spettro differenziato di reazione alle sue provocazioni in questo tempo di "malattia"), se c'è una prognosi di "risoluzione"/riconciliazione delle sue personalità.

    Da quanto scrivi mi sembra che ti occorra capire meglio cosa stia accadendo a tua moglie, in modo da sapere cosa fare.
    E' tipico degli uomini avere i loro punti saldi nel momento in cui decidono "che strada seguire" è che ora come ora ti stai interrogando su che strada prendere, perchè non sei ancora certo di quanto stia succedendo realmente.

    Quindi non è tanto che tu non sappia chi sei (sei un uomo che ama la sua compagna e che si trova con lei in una situazione molto difficoltosa e altamente imprevista, perciò senza alcuna "modalità classica" di "soluzione") ma che attualmente non sai come gestire la situazione.

    E' difficile perchè lei non è che non sia più lei completamente perchè è semplicemtne cambiata, ma a volte è la stessa di prima che ti ama e volte no...

    come tenacia mi accodo e virtualmente ti abbraccio

    ciao
    "Nessuno teme l'Inquisizione spagnola" (tratto da "Sliding doors")

  13. #13

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Claudia1976: E' questo il punto. Se fosse zoccolaggine ( in senso garbato ), proprio perchè ho consapevolezza che le persone possono anche sbagliare, e nessuno è immune, le direi che è stata una sciocca ( come ho già fatto ) e tutto andrebbe avanti, cercando di capire cosa ci è successo e che l'ha portata in quella direzione. Lei stessa afferma: '' io te lo direi anche, cos'ho da perderci ??? Già so che mi perdoneresti...cosa mi costa dirtelo ??? Francesco...è andata così. Punto. Sono stata stupida, sciocca, o zoccola, quello che ti pare, ma è andata così. Fine.''
    Purtroppo - aggiunge - se ti dicessi questo, non sarebbe la verità, ed il mio problema non verrebbe curato.

    Io le credo. Posso affermalo con certezza. In alcuni momenti, ho talmente grossi dubbi, da rimettere tutto il mio pensiero in discussione. Perchè ??? Perchè non so cosa ha. Non mi viene detto chiaramente. Il suo psicologo dice che non può parlarmi per questioni di privacy. Lo psichiatra, afferma:...siamo propensi a pensare che si tratti di un disturbo della personalità, ma ci vorrà tanto, tanto tempo per capire con cosa abbiamo a che fare...è una situazione delicata.

    Non ultimo, mi è stato detto, che con buona probabilità, c'è un trauma infantile grave, che l'avrebbe fatta divenire ''predisposta'' alla dissociazione....ed in quella direzione stanno oggi scavando.

    Cosa fare ci è stato detto. Questa donna, si è scissa su piani di coscienza differenti. In qualche modo è ''tornata'' e si deve fare in modo che non si verifichino più determinate condizioni che per lei non vanno bene. Una sorta di dieta mentale. 1 - ridurre al minimo indispensabile i contatti con la madre. 2 - Evitare gli stati di irritabilità. 3 - Fare attenzioni alle pressioni sul posto di lavoro. 4- Non mettere figli in cantiere. Fine.

    A me è stato chiesto di non provare a farle ricordare eventi del passato, quando dimostra di non conoscerli. E di eventi degli ultimi 4 anni, che non conosce affatto ( o che dice di non conoscere ) ce ne sono un'infinità; da piccoli eventi accaduti a giganteschi, come il chiedermi 4 gg fà come stesse oggi la zia Pinuccia.... ( è morta nel 2009 ).
    Ultima modifica di curioso71 : 14-09-2011 alle ore 19.19.08

  14. #14

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Io so cosa ero prima di questa faccenda. Un uomo solare, che amava la sua donna, con pochi amici, ma sinceri. Un uomo che credeva in determinati valori, come la lealtà e la sincerità. Un uomo che aveva ben chiaro in testa il concetto di dignità. Un uomo che ha messo la propria vita nella mani di una persona, che un bel giorno, ha preso tutto e lo ha buttato nel cesso. Oggi mi si dice che non lo ha fatto apposta. Fatemi capire, perchè apposta o meno, nel cesso sono finito. E ciò che era per me certo, oggi non lo è per niente.

    non è umano svegliarsi al mattino con questa faccenda nella testa. Farsi domande su domande. Chiedersi perchè, per come, ma, qui, là su, giù...per 24 ore al giorno. Sempre. Sempre, sempre. Non pensare ad altro da quasi 1 anno. Ogni santo giorno. Ogni santo momento. Dormire poco e sognare ciò che ci è accaduto. Ogni giorno. Non è vita questa.
    Ultima modifica di curioso71 : 14-09-2011 alle ore 19.40.31

  15. #15

    Riferimento: Vi direi chi sono...se solo lo sapessi con certezza...

    Questa mattina, ho espresso tutto il mio disappunto sul non avermi mai detto con la giusta chiarezza, quale fosse il problema di mia moglie e quale fosse la gravità ( eventuale ). Ciò che era mesi fà una delle tante ipotesi fatte, oggi mi è stato confermato: Disturbo di coscienza con episodi di dissociazione mentale. Disturbo che si porterebbe da sempre, ma apparso sempre in maniera troppo lieve per poter aver destato preoccupazioni. Disturbo che, per una serie di circostanze, è esploso in tutta la sua gravità negli ultimi 3 anni. Tre anni di puro delirio in casa. Oggi non è certo guarita, e da quel che ho capito, non si guarisce da questo disturbo. Si può però tenerlo sotto controllo, ed è quello che stanno/stiamo facendo da circa 9 mesi. Le cause dell'acutizzarsi del disturbo di mia moglie vanno ricercate ( è stato fatto ed appurato ) al di fuori della nostra coppia, che come ho detto sopra, mai ha avuto problemi in 20 anni. Sapere che tua moglie è andata a letto con un altro, e sapere che neppure sa di averlo fatto, perchè è un'azione dettata da uno stato di coscienza alterato, vi posso garantire che non fa meno male. Fa stare di merda uguale. E non sai neppure con chi devi prendertela. Per questo motivo ero stato invitato a farmi seguire da uno psicologo, ma tale psicologo da cui son stato, mi ha detto che a parer suo, non necessitavo di alcun supporto. Dovevo solo farmene una ragione. Quella me la sono fatta anche senza il suo prezioso e costoso aiuto. Avevo iniziato questo topic, scrivendo che non sapevo più chi ero, ma forse lo so eccome: Sono quello che sono sempre stato, solo che ho un problema in più.

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