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Visualizzazione risultati 1 fino 6 di 6
  1. #1
    Partecipante L'avatar di 0rion1979
    Data registrazione
    26-07-2011
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    Cagliari
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    39

    Limite normativo-operativo tra psicologia e psicoterapia?

    Ciao ragazzi!

    Come primo argomento oltre le presentazioni, vorrei chiedervi se vi risultano degli elementi che indicano il limite tra la consulenza psicologica e la psicoterapia. Parlo da un punto di vista normativo e operativo, non del contenuto.
    La mia perplessità sorge poiché diversi colleghi mi hanno fornito più volte informazioni contrastanti al riguardo: alcuni sostengono che non è possibile svolgere più di 5 sedute consecutive di consulenza con lo stesso utente, altri sostengono che non è vero e che tutto risiede nella serietà del professionista e nella trasparenza con l'utente, tramite un contratto scritto e un'adeguata informazione. Voi cosa ne pensate?
    Secondo me è un po' limitante ridurre la consulenza psicologica a N sedute, anche perché alcune circostanze potrebbero necessitare di strategie di problem solving o empowerment che, pur non essendo psicoterapia, brevi non sono. Però, senza limiti temporali, sarebbe molto facile compiere un abuso professionale!
    Un avvocato esperto ha ribadito che la psicoterapia è un trattamento, ma davvero basta l'assenza di una patologia come discriminante?
    Comunque, nel caso in cui ci fosse davvero il limite di N sedute, sapete con certezza quanto tempo deve passare tra un ciclo di consulenza e l'altro, affinché uno psicologo non psicoterapeuta possa ricevere nuovamente un precedente cliente?
    E sapete se esistono analoghi limiti anche per il coaching, il supporto psicologico e la consulenza personale in ambito lavorativo, sempre rispetto alla psicoterapia?

    Grazie, a presto!

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Limite normativo-operativo tra psicologia e psicoterapia?

    credo che la discriminante sia l'assenza di psicopatologie nel cliente e, nel caso in cui la psicopatologia ci fosse, il fatto che l'intervento non si focalizzi su di esse.
    Ad esempio se il cliente NON ha disturbi inquadrabili nei vari manuali diagnostici (e lo psicologo lo può capire perché è in grado di fare diagnosi), allora l'intervento non serve per "curare" ma per altri scopi, propri dello psicologo (promozione del benessere in vari contesti -tra cui quello aziendale-, e così via). Se il cliente ha una patologia ed è seguito da uno psicoterapeuta, invece, lo psicologo può lavora col cliente su altri versanti

    Non mi risulta esista il confine di N sedute

  3. #3
    Partecipante L'avatar di 0rion1979
    Data registrazione
    26-07-2011
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    Cagliari
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    39

    Riferimento: Limite normativo-operativo tra psicologia e psicoterapia?

    Sì, sul piano dei contenuti la questione è più nitida, però dopo certi consigli ricevuti da persone più esperte, mi sono effettivament posto il dubbio di come un ipotetico esaminatore esterno possa valutare l'eventuale illecito professionale. Da questo punto di vista, il limite di N sedute potrebbe essere una discriminante, però sono lieto di vedere che anche qui - almeno per ora - ne smentite l'esistenza.

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Limite normativo-operativo tra psicologia e psicoterapia?

    Citazione Originalmente inviato da 0rion1979 Visualizza messaggio
    Sì, sul piano dei contenuti la questione è più nitida, però dopo certi consigli ricevuti da persone più esperte, mi sono effettivament posto il dubbio di come un ipotetico esaminatore esterno possa valutare l'eventuale illecito professionale. Da questo punto di vista, il limite di N sedute potrebbe essere una discriminante, però sono lieto di vedere che anche qui - almeno per ora - ne smentite l'esistenza.
    è un argomento di cui si è discusso qualche volta in questo forum, il discorso delle N sedute l'ho sentito da qualche collega ma di fatto non credo che esista una regola in questo senso.
    Secondo me a volte noi psicologi ci facciamo troppe fisime mentali e abbiamo troppa paura di "invadere" il campo della psicoterapia.

    Fra l'altro secondo studiosi anche lo psicologo può fare "terapia", infatti nei compiti dello psicologo oltre alla "diagnosi, prevenzione e promozione del benessere" c'è anche la "terapia, abilitazione e riabilitazione". Infatti, sempre secondo questi autori, bisogna fare una differenza tra "psicoterapia" (che è propria dello psicoterapeuta) e "terapia psicologia", che può fare lo psicologo. Infatti in vari documenti si parla di "terapia psicologica" come compito dello psicologo.
    Ecco il video in cui viene parlato di questo concetto


    http://www.youtube.com/watch?feature...0CD7512E289846

    insomma, il discorso è complesso
    Ultima modifica di Johnny : 03-08-2011 alle ore 21.11.01

  5. #5
    Partecipante
    Data registrazione
    10-04-2011
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    35

    Riferimento: Limite normativo-operativo tra psicologia e psicoterapia?

    Mah Johnny, io direi che questi "studiosi" devono studiare meglio la questione e con maggiori competenze giuridiche.
    L'ho già scritto da altre parti e lo ripeto, poi che ciascuno faccia come meglio crede assumendosi la responsabilità di quello che fa.
    Prima cosa che emerge da quel video che hai postato: non è vero che il decreto ministeriale del ministero della salute del 2002 che cita è "sul riconoscimento delle prestazioni sanitarie" come dice, ma è una "Individuazione delle prestazioni sanitarie esenti dall'applicazione dell'imposta sul valore aggiunto" come riportato dal provvedimento.
    Quindi quel D.M. serve solo a dettagliare cosa si intende per prestazioni sanitarie ai fini fiscali, non per quanto riguarda l'esercizio professionale ma per applicare un'imposta, l'I.v.a. (l'art. 1 dice:
    Ai sensi dell'art. 10, n. 18, del decreto del Presidente della
    Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633
    , come modificato dall'art. 36,
    comma 9, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito nella
    legge 29 ottobre 1993, n. 427, sono esenti dall'imposta sul valore
    aggiunto (I.V.A.) le prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione
    rese alla persona, oltre che dagli esercenti una professione
    sanitaria o un'arte ausiliaria delle professioni sanitarie indicate
    all'art. 99 del testo unico delle leggi sanitarie, approvato con
    regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, e successive modificazioni,
    da:
    a) gli esercenti le professioni di biologo e psicologo;
    Il D.P.R. 633/72 disciplina una materia fiscale (I.V.A.), non l'esercizio dell'attività professionale.
    Nel video viene strumentalmente omesso questa inerenza, però la potete verificare nel testo integrale, se sapete un po' come si leggono i provvedimenti giuridici:
    http://gazzette.comune.jesi.an.it/2002/189/4.htm

    Sempre nel video, vengono citati fonti come "intese, accordi, libri", ma chiunque abbia un minimo di cognizione sul funzionamento del nostro ordinamento giuridico sa che non hanno forza di legge (chi non sa cosa vuol dire "aver forza di legge" legga qui http://it.wikipedia.org/wiki/Atto_avente_forza_di_legge )
    I decreti ministeriali sono atti amministrativi che non hanno forza di legge (e se non ci credete andate a guardare qui http://it.wikipedia.org/wiki/Decreto_ministeriale) tanto da andare in opposizione alla legge ordinaria (la L. 56/89)

    Poi, nel video l'attenzione si concentra sulla professione di "psicologo" (e qui il gioco di parole si fa sottile), ma la legge istitutiva dell'ordinamento della professione di psicologo, L. 56/89 legge ordinaria (e come si è detto prima non modificabile nè opponibile da D.M.) e riserva di legge (e chi non sa cosa voglia dire può dare un'occhiata qui http://it.wikipedia.org/wiki/Riserva_di_legge) disciplina i requisiti dell'attività psicoterapeutica nell'ambito della professione di psicologo. Questo vuol dire che quando la legge si riferisce ad attività psicoterapeutica prevede che la stessa sia svolta da psicologi (iscritti all'ordine o a medici iscritti al proprio ordine e specializzati ai sensi dell'art. 3), perchè chi esercita attività psicoterapeutica è uno psicologo (a parte il caso del medico specializzao). Ma ciò non vuol dire che uno psicologo non specializzato possa svolgere attività psicoterapeutica. Ma ciò non vuol dire che non debba avere i requisiti della specializzazione previsti dall'art.3.
    Tant'è vero che non esiste un albo separato per la professione di psicoterapeuta, ma gli specializzati sono iscritti in un elenco in seno all'albo degli psicologi e non è prevista neanche l'attribuzione di una matricola specifica, perchè l'inquadramento della professione (e non dell'attività) avviene mediante la matricola dell'albo degli psicologi.
    Quindi il fatto che si parli di attività terapeutica svolta da psicologi non significa che la psicoterapia possa esser fatta dagli psicologi non specializzati.
    Inoltre nel tariffario viene dettagliato cosa si intende per terapia: terapia ricreazionale, terapia del gioco e occupazionale. Non è prevista una "terapia psicologica", che sembra essere un'interpretazione molto estesa e fantasiosa dei cosidetti "studiosi" sopra citati.

    Insomma se volete credere a chi vi racconta le favole fate pure, però fossi in voi ci metterei un po' più del mio cervello per capire com'è la situazione invece di bere ad occhi chiusi.
    Ed ora basta che mi hanno scocciato questi argomenti e poi mi toccherebbe rimettervi parcella

    Salutammo.
    Ultima modifica di wxyzabcd : 04-08-2011 alle ore 02.21.17

  6. #6
    Partecipante L'avatar di 0rion1979
    Data registrazione
    26-07-2011
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    39

    Riferimento: Limite normativo-operativo tra psicologia e psicoterapia?

    Il filmato è sicuramente interessante, anche ennesima riprova del fatto che la nostra professione è ancora giovane, non sufficientemente definita e che, in generale, in Italia c'è un gran casino tra figure professionali e competenze esclusive.

    Resta il fatto che certe cose sono importanti da sapersi: ripeto, nel mio caso è puramente a livello precauzionale anche perché se davvero il limite delle N sedute fosse stato reale, allora avrei "rischiato" emettendo eventuali fatture dove sarebbe emerso che avrei sforato oltre il numero consentito.

    Comunque, secondo me il problema non è solo specifico di quanto ho proposto ma sta anche nel nostro contesto contemporaneo, in cui stiamo sgomitando con altre professioni e con noi stessi per trovare la giusta collocazione in un mercato del lavoro in cui le nostre competenze sono di fatto utilissime ma faticano ad essere riconosciute come tali, anche a causa della concorrenza (talvolta illecita, da parte di altre figure professionali). Un esempio nel mio settore è la concorrenza insensata con ingegneri e medici del lavoro nel valutare i rischi psico-sociali connessi al lavoro, come lo stress lavoro-correlato. Figure che giustamente sono chiamate a dare il loro contributo ma che non dovrebbero poter valutare da sole un fenomeno psicosociale...
    Resta comunque il fatto che, anche per ambiguità normativa, crisi economica, università non sempre all'altezza ecc, si stanno verificando singoli casi di abuso professionale che fanno male alla categoria: non vorrei che la guerra tra poveri che stiamo rischiando esasperasse i processi per la tutela della professione dagli abusi, diventando una caccia alle streghe per far furoi la concorrenza in un mercato saturo.

    Cito il N° 3 del periodico dell'Ordine Sardegna, "Commissione tutela della professione" a cura del Consigliere Gianni Oggianu:
    "negli ultimi anni abbiamo assistito alla prolierazione di svariate professioni quali coach, reflector, psico-esteta, pedagogista clinico, psico-filosofo, counselro, mediaztore relazionale, conslente familiare e altri ancora, dai contorni incerti e poco chiari. Tali figure porfessionali sconfinano spesso nell'esercizio di pratiche psicologiche che non competono loro e sopratutto senza possedere competenze necessarie, con gravi rischi per i cittadini che a loro si rivolgono". [...] nell'elenco degli psicologi di base possono fare parte anche medici chirurghi e odontoiatri. [...] si rende, quindi, necessario vigilare sugli abusi della professione."

    In questo senso, per me fanno più che bene e sono davvero stupito di quello che si vede in giro: la consulente psico-estata - se é chi penso io - l'ho conosciuta di persona e, se non erro, quando si è proposta come tale era appena laureata, senza l'iscrizione all'albo. Conosco "colleghi" che mischiano psicologia con PNL, in modo poco trasparente e chiaro per l'utente... non commento oltre, se non che siamo in una situazione molto confusa, dove prima di iniziare a lavorare è meglio chiedere, non fosse altro che per prudenza.
    Ultima modifica di 0rion1979 : 05-08-2011 alle ore 15.25.21

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