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  1. #1

    Riflessione sulle condizioni lavorative dello Psicologo in Italia

    Ciao, sono uno Psicologo trentenne con una già buona esperienza professionale alle spalle.

    Vorrei condividere con voi questo spazio di riflessione per mettere a fuoco un problema, direi molto rilevante, delle effettive possibilità lavorative dello Psicologo.
    Credo che ormai stia diventando uno scoglio insormontabile, nel senso che, sulla base della mia esperienza di vita, vedo in particolare colleghe e amiche (considerando la netta prevalenza femminile) divise in un paio di categorie: o deluse e quasi depresse, rimpiangendo la scelta fatta....considerando anni di studio, soldi spesi in tutta la formazione possibile e immaginabile ecc. oppure un'altra categoria di chi lavora si ma in tutti altri settori: commesse, segretarie ecc.

    Mi chiedo se questa mia constatazione, che poi deriva da eventi reali, corrisponda anche alla vostra.....al fine di analizzare con il confronto il problema e cercare di organizzarsi per diffonderlo a voce alta.....

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    04-08-2003
    Residenza
    Latina-Roma
    Messaggi
    3,140

    Riferimento: Riflessione sulle condizioni lavorative dello Psicologo i

    Grazie dello spunto psicodiagnostic. Io leggerei il dato in un'ottica costruttivista, cioè la situazione lavorativa in fondo è quella che ogni psicologo, nel proprio piccolo, si crea attraverso il suo approccio al lavoro. In fondo, le categorie che hai indicato non sono nate da sé, ma sono la conseguenza di una serie di fattori, alcuni sotto il proprio controllo, altri no. Ad esempio, spesso si cerca il lavoro da psicologo "dipendente", mandando il curriculum, cercando un'assunzione: è ovvio che poi non si trova, lo psicologo non è un lavoratore dipendente, è un'ovvietà in qualsiasi testo di economia, come non lo è il dentista o l'avvocato: quanti dentisti sono assunti a stipendio e quanti liberi professionisti? Un'altra cosa, mettiamo che ci si è convertiti alla libera professione e si cerca di avviarla: quali servizi si offrono? Spesso, solo psicoterapia, un servizio che il mercato non richiede, ma neanche un minimo. Non si offre quasi mai invece la crescita personale, un servizio che invece tira, e pure tanto, e dove c'è una domanda in notevole espansione, tanto che viene intercettata da altre figure, come counselor, coach, life planner e amenità varie. E' ovvio che se offri un servizio dove non c'è mercato, non puoi lavorare, neanche se sei straqualificato. Qualsiasi proposta senza una preliminare analisi di mercato (anche fatta all'aumma aumma su google adwords, mica bisogna affidarsi a costosi istituti di ricerca) è destinata a non avere riscontro. Altra cosa: lo psicolo medio, è strapreparato e straqualificato riguardo alla sua materia, ormai la percentuale pro-capite di corsi e master, sarà una cifra a 6 zeri. Ma la preparazione è altrettanta riguardo al marketing? Altrimenti ciccia... non si lavora, te lo puoi scordare . La collezione di master non porta lavoro, quanto lo porta avere un minimo di business plan e applicare un minimo sindacale di strategie di marketing. E per acquisire competenze di marketing (e oggi anche web marketing) ci vuole veramente "hustle", olio di gomito a non finire, sudore a non finire. Quanto tempo si dedica allo studio del marketing e quanto a frequentare l'ennesimo master dove il docente proietta slide? Secondo la mia esperienza diretta e indiretta, intervenendo su questi 3 fattori, si riescono a ottenere buoni riscontri, anche in tempi di crisi.

  3. #3

    Riferimento: Riflessione sulle condizioni lavorative dello Psicologo i

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    Grazie dello spunto psicodiagnostic. Io leggerei il dato in un'ottica costruttivista, cioè la situazione lavorativa in fondo è quella che ogni psicologo, nel proprio piccolo, si crea attraverso il suo approccio al lavoro. In fondo, le categorie che hai indicato non sono nate da sé, ma sono la conseguenza di una serie di fattori, alcuni sotto il proprio controllo, altri no. Ad esempio, spesso si cerca il lavoro da psicologo "dipendente", mandando il curriculum, cercando un'assunzione: è ovvio che poi non si trova, lo psicologo non è un lavoratore dipendente, è un'ovvietà in qualsiasi testo di economia, come non lo è il dentista o l'avvocato: quanti dentisti sono assunti a stipendio e quanti liberi professionisti? Un'altra cosa, mettiamo che ci si è convertiti alla libera professione e si cerca di avviarla: quali servizi si offrono? Spesso, solo psicoterapia, un servizio che il mercato non richiede, ma neanche un minimo. Non si offre quasi mai invece la crescita personale, un servizio che invece tira, e pure tanto, e dove c'è una domanda in notevole espansione, tanto che viene intercettata da altre figure, come counselor, coach, life planner e amenità varie. E' ovvio che se offri un servizio dove non c'è mercato, non puoi lavorare, neanche se sei straqualificato. Qualsiasi proposta senza una preliminare analisi di mercato (anche fatta all'aumma aumma su google adwords, mica bisogna affidarsi a costosi istituti di ricerca) è destinata a non avere riscontro. Altra cosa: lo psicolo medio, è strapreparato e straqualificato riguardo alla sua materia, ormai la percentuale pro-capite di corsi e master, sarà una cifra a 6 zeri. Ma la preparazione è altrettanta riguardo al marketing? Altrimenti ciccia... non si lavora, te lo puoi scordare . La collezione di master non porta lavoro, quanto lo porta avere un minimo di business plan e applicare un minimo sindacale di strategie di marketing. E per acquisire competenze di marketing (e oggi anche web marketing) ci vuole veramente "hustle", olio di gomito a non finire, sudore a non finire. Quanto tempo si dedica allo studio del marketing e quanto a frequentare l'ennesimo master dove il docente proietta slide? Secondo la mia esperienza diretta e indiretta, intervenendo su questi 3 fattori, si riescono a ottenere buoni riscontri, anche in tempi di crisi.
    Sono assolutamente d'accordo con te...purtroppo siamo in pochi ad avere una visione così aperta e realistica. Purtroppo, come dici tu, si pensa ancora che fare l'ennesimo corso o master o altro ( ci metterei anche il business delle scuole di psicoterapia) possa darti qualche chance nel mercato.
    Effettivamente agli psicologi mancano quelle "marketing skills" che dovrebbero essere fondamentali...anche se, a mio avviso, manca anche una corretta attività di orientamento che le università dovrebbero fare. Se si chiede ai ragazzi dei primi anni anni ma anche laureati, le loro aspettative future, ci potremmo accorgere che manca un progetto lavorativo futuro realistico....e forse ci si vede in degli studi con pipa o sigaretta e lettino con la sala di attesa semmai piena.

    Per questo, a mio avviso, la maggior parte, dopo aver superato tutti gli scogli accademici e formativi, scontrandosi con la realtà, si accorge di essere intrappolato in una sorta di impasse...

  4. #4
    Partecipante
    Data registrazione
    29-06-2010
    Messaggi
    30

    Riferimento: Riflessione sulle condizioni lavorative dello Psicologo i

    Sono d'accordo con voi, laureata e a breve iscritta all'albo, mi è chiaro che, nonostante io desideri seguire una scuola di psicoterapia, non posso aspettare che sia questa o qualche master a portarmi lavoro. Sopratutto considerando che la mia scelta cadrà su una scuola psicodinamica e che attualmente risiedo in una cittadina piuttusto piccola e satura di anziani e conosciuti psicoterapeuti. Quindi vi chiedo per giungere a questo minimo di business plan e di strategie di marketing da dove posso iniziare? Avete testi o indicazioni utili? Grazie in anticipo!

  5. #5
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Re: Riferimento: Riflessione sulle condizioni lavorative dello Psicolo

    Citazione Originalmente inviato da fedegiov Visualizza messaggio
    Sono d'accordo con voi, laureata e a breve iscritta all'albo, mi è chiaro che, nonostante io desideri seguire una scuola di psicoterapia, non posso aspettare che sia questa o qualche master a portarmi lavoro. Sopratutto considerando che la mia scelta cadrà su una scuola psicodinamica e che attualmente risiedo in una cittadina piuttusto piccola e satura di anziani e conosciuti psicoterapeuti. Quindi vi chiedo per giungere a questo minimo di business plan e di strategie di marketing da dove posso iniziare? Avete testi o indicazioni utili? Grazie in anticipo!
    Io personalmente ho iniziato ieri a leggere l'e book di piccinini e mi sto trovando bene, offre un incoraggiamento a guardare alla realtà pratica del contesto in cui si vive, a fare un'analisi dei bisogni e della domanda e a muoversi in un'ottica imprenditoriale. Non avevo mai considerato questi aspetti e sicuramente sono di aiuto nell'autopromozione di un futuro libero professionista.

  6. #6
    Partecipante Assiduo
    Data registrazione
    30-09-2010
    Messaggi
    215

    Riferimento: Re: Riferimento: Riflessione sulle condizioni lavorative

    Citazione Originalmente inviato da ninfaverde Visualizza messaggio
    Io personalmente ho iniziato ieri a leggere l'e book di piccinini e mi sto trovando bene, offre un incoraggiamento a guardare alla realtà pratica del contesto in cui si vive, a fare un'analisi dei bisogni e della domanda e a muoversi in un'ottica imprenditoriale. Non avevo mai considerato questi aspetti e sicuramente sono di aiuto nell'autopromozione di un futuro libero professionista.
    Quoto!dobbiamo iniziare a vedere la nostra professione come imprenditoriale se vogliamo uscire almeno un pò dal baratro in cui stiamo cadendo..l'e-book di Nicola è ottimo!

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