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  1. #1
    Partecipante Esperto L'avatar di alterpsico
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    21-09-2006
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    Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    Ciao a tutti,
    premesso che tra un po' andrò a chiedere consiglio ad un commercialista, volevo sapere se qualcuno di voi poteva aiutarmi e illuminarmi le idee...
    Vorrei aprire un centro didattico/doposcuola per ragazzi con DSA, organizzare corsi sul sostegno alla genitorialità/familiarità e molto altro.
    Quale potrebbe essere la formula fiscale e previdenziale più utile e "conveniente" per iniziare l'attività?
    Come sempre noi psicologi iscritti all'albo abbiamo la possibilità di aprire P.IVA, con iscrizione all'enpap dopo la prima fattura, etc. etc., ma ho sentito che si potrebbe anche aprire una ditta individuale. In quel caso, essendo io iscritta all'albo, dovrei versare i contributi all'enpap o all'inps? Qualcuno ha mai intrapreso qualcosa di similare?

    Inoltre: un laureato in Psicologia senza abilitazione ed iscrizione all'albo può aprire partita iva con codice affine alle materie psicologiche?
    Uno psicologo deve necessariamente aprire p.iva come psicologo pagando enpap e tutto il resto o esistono soluzioni alternative (non effettuando diagnosi, riabilitazione, abilitazione, formazione)?


    Grazie mille!
    Alter.
    psicologo.gorizia

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  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    nel momento in cui apri la p.iva, diventi una ditta individuale. Non c'è contrapposizione tra le due cose poiché la dicitura "ditta individuale" viene assegnata "d'ufficio" se vuoi aprire la p. iva da sola come libera professionista autonoma e non come associazione o altro, la mettono sotto la casella "Tipo soggetto". Non c'è bisogno di avere un indirizzo concreto di unostudio concreto, basta il tuo indirizzo di casa come si fa nel 99,99% dei casi. Riguardo alla casella "Tipo attività", l'agenzia delle entrate ha un elenco di codici che coprono tutte le attività possibili, se scegli in codice 869030, è quello abbinato ad "Attività svolte da psicologi", e quindi i contributi li versi all'enpap, se invece scegli un altro codice, li versi all'inps. Poi ci sono anche psicologi che prendono due codici abbinati alla stessa p.iva, quello da psi e un altro, o a volte prima prendono codice da psi e poi affiancano un altro e quindi fanno due numerazioni di fatture, una per le cose psi e una per le altre, e versano sia a enpap che a inps...ma su questo non so dirti altro perché non è il mio caso.

    Riguardo alla tua domanda, certo che uno psi può aprire p.iva anche sotto altre categorie, anzi misà che con questa crisi non sarebbe male aprirla come venditori di cocomeri . Puoi usare anche codici di attività affini a quelle psico, un po' come fanno, ahinoi, i counselor, coach, life designer, consulenti esistenziali, antroposofi (giuro che non li ho inventati! Esiste gente che si auto-affibbia questi titoli e lavora e fattura anche...mesà più di noi ). Sono codici attività generici o del tipo "altre attività per i servizi alla persona"...Ovviamente non puoi fatturare come psica né fare attività pische. Ma che senso ha?
    P: ovviamente l'apertura di p.iva è gratuita e si fa in 2 minuti all'agenzia delle entrate e non richiede dati particolari (dati anagrafici e poco altro)
    Ultima modifica di ste203xx : 21-07-2011 alle ore 12.29.15

  3. #3
    Partecipante Esperto L'avatar di alterpsico
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    Ti ringrazio per la risposta...
    Avrei un'altra domanda da porti (sono fresca di idee e non ho ben chiare le cose): uno psicologo che però non esercita propriamente l'attività (quindi non fa diagnosi, abilitazione, riabilitazione, formazione), ma svolge qualcosa più affine diciamo all'aspetto pedagogico-sociale (counseling, sostegno nei compiti, eventuale pet therapy, etc.) dici che potrebbe potenzialmente aprire partita iva con un "tipo di attività" non psicologica, ma affine e versare i contributi all'inps?

    Spero di essermi spiegata!
    Grazie!
    psicologo.gorizia

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  4. #4
    Partecipante Esperto L'avatar di alterpsico
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    Venditore di cocomeri? :-D non sarebbe male no!
    Il senso è che le attività che vorrei svolgere hanno una formazione prettamente psicologica e richiedono, ovviamente, la preparazione di un certo tipo, ma non lavorerei specificatamente come psicologa (ergo no enpap e cose varie). Nell'eventualità uno aprisse p.iva come la denominazione "altre attività per i servizi alla persona", in un secondo momento avrebbe la possibilità di inserire anche quella come psicologo se ne vedesse intravedere la necessità, è corretto?

    Grazie!!!
    Ultima modifica di alterpsico : 21-07-2011 alle ore 12.39.15
    psicologo.gorizia

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  5. #5
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    secondo me non conviene, melgio direttamente come psi, poiché queste attività che citi, possono benissimo rientrare in molte voci del tariffario psi (sostegno, consulenza, blablabla...ci sono più di 140 voci! Solo 3 sono di psicoterapia). Diventa un macello se ti iscrivi pure all'inps, e poi i marigni di guadagno sono davvero risicati, l'enpap è molto cara, considera su ogni fattura di togliere il 50% circa in tasse, spese e balzelli vari, se poi bisogna pagare non uno ma due enti previdenziali, per 2 ripetizioni che si fanno, arriviamo alle pezze... (non sto dicendo che ne farai 2, ma che proprio perché magari la tua attività si svilupperà, non vale la pena fare anche l'inps, quando già abbiamo un tariffario vasto che ci consente di coprire tante attività anche che non hanno a che fare con le malattie ). Ovviamente è solo una modesta opinione che non vale nulla!
    ps: quando ho detto "altre attività per i servizi alla persona", voleva essere solo un esempio, non ricordo esattamente l'esatta dicitura di tutte le categorie di attività, sono migliaia
    Ultima modifica di ste203xx : 21-07-2011 alle ore 12.46.51

  6. #6
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    No no a me fa piacere ricevere opinioni altrui... almeno mi chiarisco i pensieri e sento altre idee.
    Ma quindi: in qualsiasi caso, anche aprendo p.iva con codice "altre attività per i servizi alla persona", in virtù del fatto di essere iscritta all'ordine, devo versare i contributi all'enpap? Non si può "escluderla" e incanalarsi solo all'inps?

    Se così fosse.... capisci perchè, non svolgendo attività specificatamente da psicologa, uno cerca altre formule? :-)
    Magari non molto professional, ma si deve pur vivere...
    psicologo.gorizia

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  7. #7
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    se proprio ti devi incanalare in un ente previdenziale, tanto vale incanalarsi all'enpap, almeno è il tuo, appartiene alla tua categoria...

  8. #8
    Partecipante Esperto L'avatar di alterpsico
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    Citazione Originalmente inviato da ste203xx Visualizza messaggio
    se proprio ti devi incanalare in un ente previdenziale, tanto vale incanalarsi all'enpap, almeno è il tuo, appartiene alla tua categoria...
    Questo se lavori come psicologa...
    Ho avuto già un'esperienza lavorativa come dipendente non psicologa e i contributi sono stati versati all'inps... un incanalameno già ce l'avrei, in teoria.
    L'unica cosa che non so è se, uno psicologo iscritto all'albo, qualora scelga di non lavorare come psicologo, ma in situazioni affini, debba per forza avvicinarsi all'enpap e farsi spolpare... :-(
    psicologo.gorizia

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  9. #9
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    Riferimento: Ditta individuale VS p.iva in libera professione

    ognuno valuta liberamente, cmq parlando di cifre, il minimo empap, se fatturi meno di 1500 euro l'anno, è di 160 euro. Se fatturi di più, ma hai meno di 35 anni, per i primi 3 anni paghi 260. Oggettivamente, non lo chiamerei spolpamento . La cassa degli avvocati e dei commercialista ha delle soglie moooolto più alte. L'inps, in base alla categoria che scegli, può chiederti un minimo di 2000 euro (esempio di codice attività: commercio). L'enpap è la cenerentola delle casse previdenziale, dà poco, e rispetto alle altre categorie e attività, chiede cmq poco. Le spese per immettersi da professionisti nel magico mondo del lavoro, sono davvero irrisorie. Anch'io ho versato 5 anni come dipendente all'inps (20% del mio lordo), risultato: non valgono e non verranno calcolati ai fini della pensione, quindi, niente di fatto, sono persi. Il perché non lo so, questo mi hanno detto gli addetti ai lavori

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