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  1. #1
    Matricola
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    Siate affamati. Siate folli

    Ciao a tutti,

    volevo dare il mio contributo ai vari post sulla professione dello psicologo

    Prima però mi presento, mi chiamo Marco ho 34 anni, ho lavorato per tanti anni in una azienda di telecomunicazioni come sviluppatore software e ora ho una mia piccola attività imprenditoriale.

    Ho interrotto gli studi a 21 anni in quanto, in pieno boom della new economy sono stato assunto come sviluppatore (altra mia passione oltre alla psicologia).

    Il fatto di entrare nel mondo del lavoro a quella età mi ha permesso di “crescere” in modo sostanzialmente diverso rispetto ai miei coetanei.

    Ad esempio:

    - Sono sposato da 5 anni, con una casa e due bellissimi bambini. I miei coetanei, se va bene, stanno pianificando ora di comprarsi casa.

    - Ho alle spalle + di 10 anni di mondo del lavoro e vedo le cose in maniera molto più oggettiva e propositiva. Non penso ora e non ho mai pensato che il lavoro che ci piace e la casa siano un diritto, ma una conquista (il diritto semmai è accedere all’istruzione)

    - Ritengo che l’università italiana, a parte alcune eccellenze (tipo fare ingegneria al politecnico di Torino), sia l’ambiente più diseducativo che esista. Con modelli formativi tesi più a mantenere in piedi corsi inutili e docenti sulle poltrone, che a fornire al mercato le figure richieste. Su quest’ultimo punto mi ha sorpreso leggere il titolo di un post recente che diceva: “sono stata assunta e ora… cosa faccio?”. Come cosa faccio?? E per cosa hai studiato tutti questi anni?

    - Altra mia personale considerazione sull’università è che deve tornare ad essere selettiva. La laurea in psicologia, che tante altre, è sì impegnativa ma non difficile. La maggior parte delle persone mediamente scolarizzate se ci mette impegno si laurea senza problemi.



    Con queste mie considerazioni voglio lanciare una accusa al nostro modello formativo (dalla famiglia all’università) e non agli studenti che sono vittime di questo modello.

    I nostri genitori ci hanno insegnato “ingenuamente” e in buona fede insegnato che bisogna studiare per fare un mestiere bello e ben remunerato. Allora tutti a rinchiudersi 10 anni sui libri (se consideriamo un corso quinquennale, + magari 2 di fuori corso + master vari etc..) per poi affacciarsi al mondo del lavoro a 30 anni e sostenere: sono titolato, l’ordine (e quindi la CASTA) non fa nulla per difendermi e vedo il mio lavoro svolto da persone che non ne hanno le competenze. Chi vi dice che chi vi sottrae il lavoro non abbia le competenze? Come le misurate le competenze? In base ai voti agli esami o al numero di anni di studio? Potrebbe essere un punto di partenza ma alla fine non sei tu che devi imporre al mercato i tuoi studi ma al contrario: il mercato chiede e tu ti specializzi rispondendo alla richiesta.

    E sapete la cosa che mi fa più imbestialire? Il fatto che oggi più che mai, c’è una “fame” immensa di psicologi. Ha bisogno di sostegno psicologico l’adolescente che vive una crisi nello studio, il manager sotto pressione, la neomamma che non riesce a gestire il cambiamento perché lavora, l’impiegato sotto mobbing, il venditore che deve essere motivato e persuasivo. Ma uscendo dall’ambito clinico gli studi in psicologia servono per fare pagine web usabili, per fare landing page efficaci per insegnare come si parla in pubblico e si presenta un prodotto.

    Sapete chi ha dato risposta al mercato a gran parte di queste esigenze negli ultimi anni? Uno psicoterapeuta (ribadisco psicoterapeuta quindi non un infiltrato) e un linguista statunitensi: Bandler e Grinder.

    Molti di voi avranno già capito a cosa mi riferisco e cioè alla PNL. Io non do giudizi di valore sulla PNL perché mi sono posto come obiettivo quello di studiarla e poi eventualmente criticarla, so soltanto che le aziende cercano e mandano i propri dipendenti a fare corsi che si basano sulla PNL.

    Ho un pregiudizio: son convinto che all’80% la PNL sia marketing ed una macchina per far fare soldi a chi organizza i corsi, un po’ come i nostri master universitari. Con una differenza: la PNL è accettata e riconosciuta dal mercato (e puoi farne una professione), la psicologia così come è studiata e organizzata in Italia crea disoccupati.

    Concludo questo mio post, mi scuso per la lunghezza, invitandovi a guardare su youtube il discorso di Steve Jobs (CEO di Apple) agli studenti di Stanford nel 2005. In quel discorso è riassunto il concetto che ho provato ad esprimere in questo post e che spero di far comprendere ai miei figli.

    “Stay Hungry. Stay Foolish. (Siate affamati. Siate folli.)”

  2. #2
    Johnny
    Ospite non registrato

    Re: Siate affamati. Siate folli

    Con queste mie considerazioni voglio lanciare una accusa al nostro modello formativo (dalla famiglia all’università) e non agli studenti che sono vittime di questo modello.

    I nostri genitori ci hanno insegnato “ingenuamente” e in buona fede insegnato che bisogna studiare per fare un mestiere bello e ben remunerato. Allora tutti a rinchiudersi 10 anni sui libri (se consideriamo un corso quinquennale, + magari 2 di fuori corso + master vari etc..) per poi affacciarsi al mondo del lavoro a 30 anni e sostenere: sono titolato, l’ordine (e quindi la CASTA) non fa nulla per difendermi e vedo il mio lavoro svolto da persone che non ne hanno le competenze. Chi vi dice che chi vi sottrae il lavoro non abbia le competenze? Come le misurate le competenze? In base ai voti agli esami o al numero di anni di studio? Potrebbe essere un punto di partenza ma alla fine non sei tu che devi imporre al mercato i tuoi studi ma al contrario: il mercato chiede e tu ti specializzi rispondendo alla richiesta.

    E sapete la cosa che mi fa più imbestialire? Il fatto che oggi più che mai, c’è una “fame” immensa di psicologi. Ha bisogno di sostegno psicologico l’adolescente che vive una crisi nello studio, il manager sotto pressione, la neomamma che non riesce a gestire il cambiamento perché lavora, l’impiegato sotto mobbing, il venditore che deve essere motivato e persuasivo. Ma uscendo dall’ambito clinico gli studi in psicologia servono per fare pagine web usabili, per fare landing page efficaci per insegnare come si parla in pubblico e si presenta un prodotto.
    sono d'accordo con te, infatti la psicologia e la figura dello psicologo ptorebbe e dovrebbe essere utile in tutti questi contesti, e anche altri.
    Solo che la figura dello psicologo spesso non viene utilizzata, per vari motivi:

    - la gente confonde lo psicologo con altre figure (psicoterapeuta, psicoanalista, psichiatra...)

    -la gente non sa CHI è e COSA fa lo psicologo

    -Gli psicologi (intesi come Ordine, non i singoli psicologi) non fanno molto per promuovere la figura dello psicologo

    -I mass media, in primis la tv, quando propongono la figura dello psicologo lo fanno quasi sempre in modo negativo e stereotipato

    A questo aggiungi che in Italia ci sono 80.000 psicologi, una marea di studenti che devono fare tirocini e una marea di volontari. Perciò studenti e volontari fanno a gara a chi offre le proprie prestazioni gratis per "imapare" e fare pratica.


    A questo punto mi viene da pensare le figure sorte negli ultimi anni (counselor, coach, ecc...) siano la naturale evoluzione di questa situazione, perché richiedono un percorso snello (pochi anni di studio con molta pratica) e completamente SEPARATO dalla medicina e dalla sanità.

    Anche la Psicologia è ALTRA cosa rispetto alla Medicina, però la Medicina ha sempre voluto la Psicologia. Fin dall'istituzione dell'Ordine degli Psicologi, i Medici possono accedere alle scuole di psicoterapia (io mi sono sempre chiesto il perché), ma al tempo stesso per legge possono fare tutto quello che fa lo psicologo e lo psicoterapeuta (e questa è una contraddizione grossa come una casa).

    Quindi c'è un vizio di base.


    Per quanto riguarda la PNL, sono d'accordo che può essere utile, ma non è la verità assoluta, ha la sua utilità e i suoi limiti.

    Quindi "siate affamati siate folli" potrei darlo cme consiglio anche ai vari counselor, coach, ecc...a volte capita che un counselor creda che la psicologia umanistica sia LA psicologia ignorando tutto il resto e snobbando chi magari quello che loro hanno appreso in 3 anni, uno studente di psicologia lo studia in un capitolo di un libro.


    Citazione Originalmente inviato da Hagakure Visualizza messaggio
    Altra mia personale considerazione sull’università è che deve tornare ad essere selettiva. La laurea in psicologia, che tante altre, è sì impegnativa ma non difficile. La maggior parte delle persone mediamente scolarizzate se ci mette impegno si laurea senza problemi.
    che dire, la difficoltà dello studio dipende dalle attitudini della persona.
    Io per entrare all'università ho fatto un test di ammissione, ho fatto molti esami (alcuni più facili altri più difficili), una tesi molto impegantiva, un anno di tirocinio, un esame di stato (che non è una passeggiata perché è composto da 4 prove, ci si deve imparare a memoria il DSM e studiare una caterba di libri).

    Alla fine, credo, ho avuto gli stessi "problemi" di tutti gli altri studenti di altri corsi di laurea.
    Ultima modifica di Johnny : 08-07-2011 alle ore 09.58.27

  3. #3
    Partecipante Figo L'avatar di marchitiello
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Francamente, non ho ben recepito il senso di questo post....
    Il discorso (ormai celeberrrimo) di Steve Jobs si inserisce nel quadro dell'uniersità inglese nota a livello internazionale, e per un tipo di percorso formativo nettamente diverso da quello psicologico (e molto più "utile" e spendibile sul mercato). Ergo, purtroppo per noi, non è esportabile al nostro contesto. Ciò non toglie che io condivida in pieno le sue parole!!!
    Poi, non ho ben chiare quali siano i tuoi interessi nei confronti della psicologia. Citandoti ("alla fine non sei tu che devi imporre al mercato i tuoi studi ma al contrario: il mercato chiede e tu ti specializzi rispondendo alla richiesta") è evidente un rifiuto di tutto quanto attiene a psicologia dell'orientamento e vocazionale. Non avrebbe senso la figura dello psicologo nell'aiutare i ragazzi nella scelta universitaria; basterebbe leggere un articolo di giornale sui tassi di occupazione nelle diverse professioni, no? Nonostante ciò, io vedo pochi annunci di lavoro per scrittore, attore o musicista. Ergo, Lucarelli, Zingaretti o Pausini (i primi nomi che mi sono venuti in mente) avrebbero potuto rendersi la vita molto più semplice... E, per tornare a noi, perché chi sviluppa software e oltretutto ha un'impresa individuale dovrebbe avere qualcosa a che spartire con la psicologia?
    Inoltre, la scelta di interrompere gli studi per lavorare è del tutto soggettiva, e la variabile interveniente è la portata dell'investimento individuale sulla formazione accademica. Personalmente, non ho la possibilità economica di aprire un'impresa e non saprei in quale settore che non sia il mio farlo. Poi, vengo da una famiglia di impiegati statali che al di là del sostentamento economico non possono fornirmi altro (ad esempio una rete di conoscenze giuste o un impresa di famiglia). Sono meridionale e da tanti anni sono andato via di casa perché le realtà lavorative dalle mie parti sono raccapriccianti. A 21, se mi fosse andata bene, avrei lavorato in nero, sottopagato e senza alcuna tutela in un bar. In ultimo... ("La laurea in psicologia, che tante altre, è sì impegnativa ma non difficile. La maggior parte delle persone mediamente scolarizzate se ci mette impegno si laurea senza problemi.") Ingegneria, Informatica, Corsi paramedici, Economia saranno sicuramente (?) più impegnative di Psicologia e sforneranno magari figure più spendibili sul mercato, ma puoi dirmi in tutta onestà di non aver mai conosciuto un ingegnere, un informatico o un medico incompetenti? Ergo, i cattivi professionisti si troveranno sempre in qualsiasi campo. E poi, come ribadito prima ("Chi vi dice che chi vi sottrae il lavoro non abbia le competenze? Come le misurate le competenze?") non è certo il titolo di studio che fa la professionalità, no?
    Tutto questo panegirico solo per ribadire di non fare mai di tutta l'erba un fascio. Non tutti gli psicologi sono incompetenti; non tutti gli psicologi si lamentano della mancanza di lavoro senza impegnarsi nel trovarlo; non tutti gli psicologi vogliono fare di questa disciplina marketing (leggi PNL) perché credono ancora nella serietà di una professione; non tutti gli psicologi desiderano fare il terapeuta e c'è la volontà costante di apportare il nostro contributo in svariati campi lavorativi (senza molta credibilità purtroppo)... Perdonami se ho usato toni aggressivi e ti ho offeso, ma da troppi anni e da troppa gente mi sento muovere le tue osservazioni, e mi sembra di essere Don Chisciotte alle prese coi mulini a vento...
    La psicologia è quella cosa con la quale o senza la quale si vive tale e quale!

  4. #4
    Partecipante L'avatar di Dadedidò
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Affamati in alcuni casi lo siamo già, dopo anni di servitù per la gleba delle coop sociali, quelle che una volta avrebbero dovuto rappresentare la nuova frontiera dei servizi e sono peggio delle peggiori istituzioni. Folli lo sono quelli - come il sottoscritto - che ancora insistono a ritagliarsi uno spazietto fra i mille psicoterapeuti iperspecializzati (che alcune volte non sanno compilare una fattura!) e i 10000 counselors diplomati in scuolette costosissime e pretenziose, spesso implicitamente approvate e incentivate. Dalle scuole ministeriali di psicoterapia. Che schifo. "Money makes the world go round" , per dirla da figo alla Pienneelle style. La verità è che quest'italietta è alla preistoria anche nel nostro settore (come in ogni campo!) saluti

  5. #5
    Matricola
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Nel risponderti faccio una priccola premessa. Non sei stato in alcun modo offensivo, anzi mi piace il confronto di idee senza mezzi termini

    Citazione Originalmente inviato da marchitiello Visualizza messaggio
    Francamente, non ho ben recepito il senso di questo post....
    Il discorso (ormai celeberrrimo) di Steve Jobs si inserisce nel quadro dell'uniersità inglese nota a livello internazionale, e per un tipo di percorso formativo nettamente diverso da quello psicologico (e molto più "utile" e spendibile sul mercato). Ergo, purtroppo per noi, non è esportabile al nostro contesto. Ciò non toglie che io condivida in pieno le sue parole!!!

    Non sono d'accordo, il discorso di Stanford va ben oltre il tipo di studi. Tanto che lo stesso Jobs lascia l'università e segue un corso di calligrafia! non di informatica.

    Citazione Originalmente inviato da marchitiello Visualizza messaggio
    Poi, non ho ben chiare quali siano i tuoi interessi nei confronti della psicologia. Citandoti ("alla fine non sei tu che devi imporre al mercato i tuoi studi ma al contrario: il mercato chiede e tu ti specializzi rispondendo alla richiesta") è evidente un rifiuto di tutto quanto attiene a psicologia dell'orientamento e vocazionale. Non avrebbe senso la figura dello psicologo nell'aiutare i ragazzi nella scelta universitaria; basterebbe leggere un articolo di giornale sui tassi di occupazione nelle diverse professioni, no? Nonostante ciò, io vedo pochi annunci di lavoro per scrittore, attore o musicista. Ergo, Lucarelli, Zingaretti o Pausini (i primi nomi che mi sono venuti in mente) avrebbero potuto rendersi la vita molto più semplice...
    Ok ma se è vocazionale non "pretendi" che ci sia lavoro per tutti. Se io decido di fare della mia vita il cantante o lo scrittore mi metto già nell'ottica che:
    - devo studiare, ma non saranno i buoni voti al conservatorio che mi garantiranno il successo che mi auguro
    - probabilmente dovrò imparare un mestiere "tradizionale" perchè cmq devo mangiare nel frattempo, poi se arriva il successo mollo tutto.

    Citazione Originalmente inviato da marchitiello Visualizza messaggio
    E, per tornare a noi, perché chi sviluppa software e oltretutto ha un'impresa individuale dovrebbe avere qualcosa a che spartire con la psicologia?
    Inoltre, la scelta di interrompere gli studi per lavorare è del tutto soggettiva, e la variabile interveniente è la portata dell'investimento individuale sulla formazione accademica.
    Aspe forse hai frainteso. Ho solo raccontato un po di fatti miei per contestualizzare non per fornire un modello da seguire. La cosa che facevo notare è che entrare nel mondo del lavoro presto mi ha "svegliato" prima dal mondo virtuale fornito dalla nostra università. Ma non consigliavo di interrompere gli studi.
    Citazione Originalmente inviato da marchitiello Visualizza messaggio
    Personalmente, non ho la possibilità economica di aprire un'impresa e non saprei in quale settore che non sia il mio farlo.
    Nemmeno io avevo la possibilità, infatti ho lavorato, risparmiato soldi e poi sono andato con le mie gambine da solo.

    Sull'ultima parte che hai scritto anche quì vorrei non essere frainteso.
    Non ho detto che gli studenti in psicologia sono incompetenti mentre un ingengnere è strafigo. Dico che se già il mercato del lavoro non assorbe tutti questi "potenziali" psicologi, la tua preparazione non è eccellente e non fai un ottimo lavoro di marketing parti con un handicap superiore all'ingegnere.
    Io non capisco perchè la parola marketing non piaccia, sembra essere offensiva in realtà è un grande strumento di comunicazione.
    Il senso del mio post è, il mondo ha bisogno del contributo della psicologia in antissimi campi, non strettamente psicologici.
    Poi se si spera di campare facendo test attitudinali, o con la classica seduta di psicoterapia... chiedete all'Ordine (cioè alla casta che non vi protegge) di farsi sentire. Ma secondo me è la strada sbagliata, sono convinto che se togliessero gli ordini di avvocati, notai, commercialisti ci sarebbero meno rendite di posizione e più vantaggi per tutti.

    E la qualità? direte voi. La qualità non la decide la pergamena appesa. La qualità la decido io che, pagando e ottenendo i risultati che speravo (esempio mi hai aiutato ad esempio ad eliminare le crisi di panico) parlerò bene di te ovunque, con amici, su facebook, nei forum. A quel punto altri clienti verranno da te e si creerà il circolo virtuoso del mercato. Hai troppi clienti? bene per te, potrai permetterti di alzare anche le tariffe

  6. #6
    Johnny
    Ospite non registrato

    Re: Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Citazione Originalmente inviato da Hagakure Visualizza messaggio
    E la qualità? direte voi. La qualità non la decide la pergamena appesa. La qualità la decido io che, pagando e ottenendo i risultati che speravo (esempio mi hai aiutato ad esempio ad eliminare le crisi di panico) parlerò bene di te ovunque, con amici, su facebook, nei forum. A quel punto altri clienti verranno da te e si creerà il circolo virtuoso del mercato. Hai troppi clienti? bene per te, potrai permetterti di alzare anche le tariffe
    la qualità la dà anche il fatto che il cliente si affida ad un professionista, che è iscritto a un Ordine, che quindi ha un percorso di studi certificato e ha sostenuto un Esame di Stato, che quindi deve sottostare a un Codice Deontologico...tutto ciò va a vantaggio del cliente.
    Il cliente sa con chi ha a che fare, e può eventualmente ricorrere a vie legali se c'è qualcosa che non va perché il professionista deve rispondere all'Ordine di appartenenza.

    Secondo me spesso gli Ordini sono criticati da chi vorrebbe svolgere quella professione senza aver svolto l'iter per arrivarci.



    UN ESEMPIO PRATICO:
    tempo fa mi è capitato di assistere allap resentazione di un corso per la memoria, di memotecniche, condotto da un signore in giacca e cravatta "esperto di memoria, pnl, ecc....".
    Bene, all'inizio ha fatto leggere una lista di parole e poi le ha fatte scrivere a memoria su un foglio.
    OVVIAMENTE tutti i presenti si ricordavano le prime e le ultime parole della lista, infatti questo fa parte del normale funzionamento della memoria, è un fenomeno noto fin dagli inizi degli studi sulla memoria nell'800 e si chiama effetto primacy e effetto recency.
    OVVIAMENTE i presenti ignari non lo sapevano, così hanno creduto di avere dei "difetti" nella memoria e poi si sono iscritti al corso.

    Ecco questo è un esempio banale: uno psicologo non avrebbe potuto comportarsi così perché va contro il codice deontologico approfittare dell'ignoranza della gente (ignoranza intesa come non consocenza) e frustrare le persone (credevano di avere problemi di memoria!!! e c'era anche una signora anziana), anzi lo psicologo al contrario ha il dovere deontologico di aumentare la conoscenza e promuovere il benessere. Il contrario di ciò che ha fatto quel signore in giacca e cravatta.

    Questo per dire che seguire le leggi del marcato non sempre va a vantaggio dell'utenza
    Ultima modifica di Johnny : 14-07-2011 alle ore 09.30.02

  7. #7
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Nella vita si fanno delle scelte: alcune ponderate, altre dettate dalle passioni e dalla voglia di vivere fino in fondo un sogno e veder realizzato un progetto importante. Hagakure ha interrotto gli studi per buttarsi nel mondo del lavoro, così ha potuto guadagnare dei soldi presto e costruirsi una famiglia. Altre persone, nonostante la crisi economica, le difficoltà lavorative e gli ostacoli del contesto in cui vivono, scelgono di studiare e di stare sulle spalle della famiglia per lunghi anni. Per alcuni è una scelta- non scelta, nel senso che fanno la considerazione che se il mercato è saturo di professionisti e gente pluri-qualificata non essere professionista oggi è oggettivamente un punto a sfavore nel mondo del lavoro, a meno che non si abbiano doti eccezionali o conoscenze; invece per altri è un percorso più ragionato, studiato e programmato. Mi sento di dire che essere psicologo oggi vuol dire essere uno dei tanti: è un titolo molto diffuso, comune e svalutato. La considerazione che personalmente mi sento di fare è che il mondo reale, non quello accademico, potrà rendere onore al merito a chi saprà lavorare concretamente al di là dei titoli e delle qualifiche appese miseramente nello studiolo, usare le conoscenze ma soprattutto le doti personali che nessuna università ti insegna, mettere a frutto le esperienze di vita e l'elaborazione consapevole che ne può derivare e che fa la grande differenza tra il tecnico o l'esecutore di conoscenze e chi padroneggia un'arte. L'ordine fa la sua parte per ciò che può, ma spesso ignoriamo che non sono solo le grandi istituzioni a fare la loro parte: ognuno di noi è chiamato quotidianamente con comportamenti sani ed opportuni, rispetto, dignità, serietà e umiltà a svolgere il proprio ruolo (prima ancora di lavorare nel mio caso) e tenere alto il valore della categoria professionale. Ognuno lo fa per sè, ma poi la qualità del lavoro personale giova a tutti: ai pazienti, agli altri professionisti e alla società in genere. Si comincia dalle piccole cose.

  8. #8
    Partecipante Figo L'avatar di marchitiello
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    A mio parere Ninfaverde ha perfettamente ragione. La nostra categoria professionale è fra quelle che più si aggiornano fra tutte. Noi siamo dispoosti a spendere migliaia di euro per scuole di psicoterapia o master al termine dei quali non è garantito alcun lavoro; abbiamo un percorso formativo lungo temporalmente come quello dei medici e degli avvocati ma, a differenza loro, non godiamo né della stessa tutela da parte degli ordini né della stessa credibilità. Spesso è proprio la "gente comune" ad associare la figura dello psicologo a quella del terapeuta alla Woody Allen'Style!!! Non è semplice emergere in altri campi. Io sono uno psicologo del lavoro, ho fatto molti colloqui, ma la nostra figura è ritenuta per lo più inutile. Non portiamo nuovi clienti per l'azienda (ossia più soldi), non abbiamo la stessa aggressività dei commerciali (per cui non possiamo procurarne di nuovi), non conosciamo contabilità e gestione amministrativa, non facciamo altro che metterci dietro una scrivania, parlare di cazzate e succhiare soldi nel bilancio annuale. Tutto sommato poi, 'ste benedette risorse umane sapranno anche gestirsi da sole, no? E male che vada, non si rinnova il contratto, che problema c'è?? Ecco quello che si pensa nella gran parte delle aziende. In quelle poche aziende virtuose che prendono lo psicologo, nella maggior parte dei casi si è sottopagatissimi ed assolutamente precari, e spesso si fa più da receptionist o data entry che da psicologi. Ah, dimenticavo la spietata concorrenza di laureati in giurisprudenza ed economia (che, rispettivamente, conoscono la contrattualistica e portano nuovi clienti) e dei "masterizzati HR" provenienti da altre facoltà umanistiche. Barcamenarsi in questo ambientino non è affatto semplice. Tuttavia io, come moltissime altre persone, non getto la spugna, e pur dovendomi accontentare da anni di lavori sottopagati e dequalificanti spero sempre, un domani, di poter costruire il mio lavoro ideale. Invece di falciarci la schiena col cilicio e piangerci addosso ripetendoci di aver sbagliato tutto, autocelebriamoci dato che siamo degli arieti che si ostinano a dare testate contro i portoni chiusi della mentalità comune con la convinzione che prima o poi cederanno!!! Facciamoci forza ragazzi!!!!
    La psicologia è quella cosa con la quale o senza la quale si vive tale e quale!

  9. #9
    Matricola
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Citazione Originalmente inviato da marchitiello Visualizza messaggio
    Tuttavia io, come moltissime altre persone, non getto la spugna, e pur dovendomi accontentare da anni di lavori sottopagati e dequalificanti spero sempre, un domani, di poter costruire il mio lavoro ideale. Invece di falciarci la schiena col cilicio e piangerci addosso ripetendoci di aver sbagliato tutto, autocelebriamoci dato che siamo degli arieti che si ostinano a dare testate contro i portoni chiusi della mentalità comune con la convinzione che prima o poi cederanno!!! Facciamoci forza ragazzi!!!!
    Il problema non è quanto uno si aggiorna ma su cosa si aggiorna. Tu hai detto che siete degli arieti ed è proprio questo il problema. Il mercato non lo affronti come ariete, a meno che tu non te lo possa permettere in quanto personaggio personaggio già affermato (un Paolo Crepet per intenderci), ma lo affronti con la capacità di adattarsi (occhio anon frantendere il concetto). Non so se avete mai letto "Chi ha spostato il mio formaggio?", se la risposta è si il concetto è proprio questo: "vi hanno spostato il formaggio" e voi pretendete, siccome per anni avete studiato che si cerca e si trova lì, di trovarlo di diritto (o che la casta... ops, l'Ordine, ve lo garantisca).

    So di apparire ( o essere) decisamente arrogante nei miei post ma io vorrei che la psicologia entrasse nelle case e nella vita di tutti noi e che si riprendesse il giusto onore che merita al fianco delle altre scienze

  10. #10
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    La psicologia entrerà nelle case quando finalmente potremo acquisire tutti fiducia nella categoria professionale, ciò a mio parere richiede: maggiore selezione rispetto alla vergognosa moltitudine di gente accademicamente preparata ma caratterialmente e mentalmente inadeguata a svolgere questa professione e minori conflitti di interesse tra le varie caste. Noi dobbiamo innanzitutto rispondere di come agiamo individualmente in modo da promuovere un cambiamento, poi ci sono dei problemi di carattere culturale, politico, economico che hanno bisogno di tempi che non si possono demolire con una cornata d'ariete.

  11. #11
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Citazione Originalmente inviato da Hagakure Visualizza messaggio
    Il problema non è quanto uno si aggiorna ma su cosa si aggiorna. Tu hai detto che siete degli arieti ed è proprio questo il problema. Il mercato non lo affronti come ariete, a meno che tu non te lo possa permettere in quanto personaggio personaggio già affermato (un Paolo Crepet per intenderci), ma lo affronti con la capacità di adattarsi (occhio anon frantendere il concetto). Non so se avete mai letto "Chi ha spostato il mio formaggio?", se la risposta è si il concetto è proprio questo: "vi hanno spostato il formaggio" e voi pretendete, siccome per anni avete studiato che si cerca e si trova lì, di trovarlo di diritto (o che la casta... ops, l'Ordine, ve lo garantisca).

    So di apparire ( o essere) decisamente arrogante nei miei post ma io vorrei che la psicologia entrasse nelle case e nella vita di tutti noi e che si riprendesse il giusto onore che merita al fianco delle altre scienze
    da una parte sono d'accordo col discorso del formaggio: uno degli errori degli Ordini Professionali è stato quello di adagiarsi e puntare sopratutto sull'ambito clinico e la psicoterapia, trascurando gli altri ambiti di intervento della Psicologia. Questo non lo dico io ma lo dicono alcuni esperti che hanno dato un parere sulla situazione della Psicologia.

    Questa mancanza di attenzione verso ambiti altri rispetto alla psicoterapia ha creato dei "vuoti" che sono riempiti da queste altre figure sorte negli ultimi anni (counselor, coach, tate, e qualtaltro).

    D'altra parte affinché la Psicolgia "entri nelle case e nella vita di tutti noi" non è necessario che tutti facciano lo psicologo! Allora, perché l'ingegneria entri nelle vite di tutti, dovremmo poter progettare case? Perché la giurisprudenza entri nelle vite di tutti noi, tutti dovremmo poter fare l'avvocato in tribunale?
    Ultima modifica di Johnny : 27-07-2011 alle ore 09.43.57

  12. #12
    Matricola
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Citazione Originalmente inviato da Johnny Visualizza messaggio

    Questa mancanza di attenzione verso ambiti altri rispetto alla psicoterapia ha creato dei "vuoti" che sono riempiti da queste altre figure sorte negli ultimi anni (counselor, coach, tate, e qualtaltro).
    Hai interpretato, e probabilmente comunicato meglio di me, quello che intendevo dire

  13. #13
    Partecipante Super Figo L'avatar di **Ayax**
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    Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    La realtà è che questo settore - secondo me - non rende perchè troppo inflazionato.

    Di qui il ritardo nell'inserirsi nel mondo del lavoro ; l'inoccupazione, la disoccupazione, la sotto-occupazione, il precariato e lo stato di schiavitù che ne deriva.

    Il gioco sporco (se vogliamo) lo fanno proprio le Università che non dichiarano quali siano le reali (non immaginarie o supposte, REALI) prospettive di un corso di Laurea.
    In una società in cui la legge impone di indicare sulle etichette dei prodotti diciture tipo "nuoce alla salute", "non adatto ai bambini al di sotto dei tre anni", "non indicato per i cardiopatici"...dovrebbero indicare, per legge,sul modulo per iscriversi a psicologia, lettere, sociologia, scienze della comunicazione : "la probabilità di restare disoccupati alla fine del corso è dell'89%"...

    Così si eviterebbe di spendere il tempo e le energie migliori della propria vita (che è la risorsa principale di cui disponiamo) in uno studio inutile, faticoso e improduttivo.

    Il resto sono "film mentali" in perfetto stile PNL...

    p.s. non ho fatto psicologia, m'occupo d'altro.

  14. #14
    ninfaverde
    Ospite non registrato

    Re: Riferimento: Siate affamati. Siate folli

    Avrei preferito di gran lunga test di selezione più difficili che non questo tasso preoccupante di disoccupazione ed incertezza in un settore dove ad arricchirsi sono sempre i furbi di turno e si studia per far lavorare e guadagnare gli altri. Cosa è diventata la psicologia? Un cerchio chiuso che si autoalimenta: psicologi che devono fare analisi personale per dare lavoro agli psicoterapeuti, corsi di laurea in chiacchiere che necessitano di formazione post-universitaria dove i pescecane disoccupati si fiondano a spillare ciò che possono. Prospettive? L'incertezza è la parola d'ordine.
    Questa realtà non piace a nessuno, ma sapevo quello a cui sarei andata incontro e non sono stata tanto pazza da scegliere la facoltà che più mi appassionava, che rispetto a psicologia è ancor peggio. Che dire, combatterò per conquistarmi quello che merito, non voglio nulla di più e nulla di meno rispetto a ciò che le mie capacità mi consentiranno in base a questo contesto. Il resto sono film mentali.

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