La nostra frenetica ed iperproduttiva Società non si accorge che con l'accelerazione dei bioritmi sta provocando nell'uomo una condizione psichica che con l'iperattività conduce alla depressione.
I farmacologi sono pronti ad accogliere qualsiasi scoperta , come quella del gene iperattivo resiliente, per fare affari, ma noi sappiamo che nessun uomo può resistere a lungo ad una costante condizione di stress.
E'il caso della newyorkese Aleta Stacey, erpetofila e terrarista, che per suicidarci ha scelto un suo “compagno di vita”, un mamba nero.
La depressione iperattiva, spesso confusa con l'efficienza produttiva, è spietata nei confonti di chi ne soffre, lo costringe a riempirsi di impegni pur di non affrontare quegli stati d'animo che lo farebbero soffrire. Così deve essere successo ad Aleta che aggiungendo impegni ad altri impegni è arrivata a dover badare a 75 terrari! Chi sceglie di “convivere” con i serpenti spesso lo fa per motivi emozionali, perchè chi detiene un serpente dimostra a se stesso in primis che è coraggioso, determinato, sicuro di se e provoca negli altri profonde emozioni che lo fanno sentire ragguardevole e straordinario.
Il pericolo nasce dal rinforzo che produce l'acquisto di un nuovo serpente. Il depresso non è in grado di darsi delle emozioni e le ricerca freneticamente nelle cose. I serpenti non bastano mai finchè si arriva a quelli che possono provocare la più forte delle emozioni, il rischio della vita. O prima o poi la frenesia porta all'esaurimento delle energie e non si riesce più ad evitare di provare gli stati d'animo negativi quali l'assenza di autostima, l' incapacità di avvertire sentimenti, e di subire i processi di revisione e autoaccusa e si decide di uscire dalla sofferenza con il suicidio (http://newyork.cbslocal.com/2011/06/...rom-pet-snake/). Perchè Aleta ha scelto una morte così atroce e lenta? Penso che la risposta consista nel fatto che la notizia della sua "originale" morte l'abbia portata fuori dall'oscurità della sua solitudine, all'attenzione del mondo intero.

Dante