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  1. #1

    in un'aula universitaria

    Questo è un mio sogno recente di cui vorrei capire qualcosa.

    Il luogo è un'aula universitaria onirica.



    Sta per arrivare un mio professore di fisica. Io vado sul fondo (1) dove incontro un ragazzo vestito prettamente di colori chiari (bianco su tutti) e vivaci, ricordo d'aver guardato il suo sorriso, anzi i suoi denti bianchi e opachi.
    Ci scambiamo delle parole, come se ci conoscessimo. C'è anche una sorta di principe medioevale in armatura (prima di passare a questa scena, stavo sognando di cavalieri tra le rovine di una rocca a base circolare: uno di quei cavalieri è saltato nel nuovo scenario*). Durante il nostro dialogo, il principe si avvicina alla ragazza seduta nel banco davanti al mio interlocutore, una ragazza bella, dai capelli mori e ondulati**. Il principe ha con sè un foulard variopinto (violaceo, blu, rosso) che porta in testa o che ha addosso, e cerca di conquistarla. Lei rifiuta. Percepisco che è vedova, anche se è molto giovane. Il principe sparisce, e il mio interlocutore si alza e va via. Mi appresto anch'io ad andarmene, ma arrivato al primo gradone (2) vedo la scena di un ragazzo che rivolge una domanda al professore, che intanto è arrivato. "Prof bla bla bla ?" "Chi sei? bla bla bla! T'ho forse interrogato?" Il professore mi nota, "E lei, esca in punta di piedi!".
    Mentre faccio del mio meglio per camminare sulle punte (sento come se lo stessi facendo sulla sabbia), mi accorgo di aver dimenticato le mie cose, e torno indietro (3). La ragazza è ancora lì e mi guarda sorridente. Ricambio lo sguardo e le dico, almeno due volte, "Perché non vieni con me? Mi fai impazzire". Desideroso, sorrido.
    Lei sorride lusingata, ma non risponde.
    Poi mi giro verso una sorta di banco laterale, posto sotto le finestre, oltre le quali tutto è buio, buio statico come se ci fosse un cartoncino nero fissato dall'altro lato, e inizio a mettere in una cartella le "mie cose": raccoglitori trasparenti di fogli, diapositive/negativi più grandi del normale, fogli di carta A4, forse oggetti per la goniometria/geometria come una squadra e una riga. Non ho ancora finito e mi volto verso di lei, che mi dice prontamente, "OK vengo con te", e fa per alzarsi. Una felicità mi pervade il petto, che fino ad allora era come oppresso.
    Poi tutto svanisce nel bianco, e mi sveglio.
    Nel dormiveglia lentamente m'abbandona la felicità dell'illusione, e come un fedele compagno, torna la strana forma d'oppressione.
    Il cellulare emette un doppio bip per segnalarmi "batteria critica". Lo guardo, sono le 3.33 di mattina. Lo spengo.


    *In realtà il cambio scena non è brusco: prima di questi avvenimenti, ho sognato il cavaliere al fianco della cattedra: cercava di impressionare gli studenti scoccando frecce verso bersagli che non centrava, e veniva deriso.

    **La ragazza non esiste nella realtà.
    Ultima modifica di Luke Bonham : 23-06-2011 alle ore 13.50.42

  2. #2

    Riferimento: in un'aula universitaria

    Citazione Originalmente inviato da Luke Bonham Visualizza messaggio
    Questo è un mio sogno recente di cui vorrei capire qualcosa.

    Il luogo è un'aula universitaria onirica.



    Sta per arrivare un mio professore di fisica. Io vado sul fondo (1) dove incontro un ragazzo vestito prettamente di colori chiari (bianco su tutti) e vivaci, ricordo d'aver guardato il suo sorriso, anzi i suoi denti bianchi e opachi.
    Ci scambiamo delle parole, come se ci conoscessimo. C'è anche una sorta di principe medioevale in armatura (prima di passare a questa scena, stavo sognando di cavalieri tra le rovine di una rocca a base circolare: uno di quei cavalieri è saltato nel nuovo scenario*). Durante il nostro dialogo, il principe si avvicina alla ragazza seduta nel banco davanti al mio interlocutore, una ragazza bella, dai capelli mori e ondulati**. Il principe ha con sè un foulard variopinto (violaceo, blu, rosso) che porta in testa o che ha addosso, e cerca di conquistarla. Lei rifiuta. Percepisco che è vedova, anche se è molto giovane. Il principe sparisce, e il mio interlocutore si alza e va via. Mi appresto anch'io ad andarmene, ma arrivato al primo gradone (2) vedo la scena di un ragazzo che rivolge una domanda al professore, che intanto è arrivato. "Prof bla bla bla ?" "Chi sei? bla bla bla! T'ho forse interrogato?" Il professore mi nota, "E lei, esca in punta di piedi!".
    Mentre faccio del mio meglio per camminare sulle punte (sento come se lo stessi facendo sulla sabbia), mi accorgo di aver dimenticato le mie cose, e torno indietro (3). La ragazza è ancora lì e mi guarda sorridente. Ricambio lo sguardo e le dico, almeno due volte, "Perché non vieni con me? Mi fai impazzire". Desideroso, sorrido.
    Lei sorride lusingata, ma non risponde.
    Poi mi giro verso una sorta di banco laterale, posto sotto le finestre, oltre le quali tutto è buio, buio statico come se ci fosse un cartoncino nero fissato dall'altro lato, e inizio a mettere in una cartella le "mie cose": raccoglitori trasparenti di fogli, diapositive/negativi più grandi del normale, fogli di carta A4, forse oggetti per la goniometria/geometria come una squadra e una riga. Non ho ancora finito e mi volto verso di lei, che mi dice prontamente, "OK vengo con te", e fa per alzarsi. Una felicità mi pervade il petto, che fino ad allora era come oppresso.
    Poi tutto svanisce nel bianco, e mi sveglio.
    Nel dormiveglia lentamente m'abbandona la felicità dell'illusione, e come un fedele compagno, torna la strana forma d'oppressione.
    Il cellulare emette un doppio bip per segnalarmi "batteria critica". Lo guardo, sono le 3.33 di mattina. Lo spengo.


    *In realtà il cambio scena non è brusco: prima di questi avvenimenti, ho sognato il cavaliere al fianco della cattedra: cercava di impressionare gli studenti scoccando frecce verso bersagli che non centrava, e veniva deriso.

    **La ragazza non esiste nella realtà.

    Ciao, "Luke Bonham" :-)

    Provo a darti qualche "dritta"; perdonami se forse sarò un po' vago... ma cerco di andare subito al nocciolo della questione. Poi sicuramente qualcun altro più bravo di me saprà dare delle informazioni più specifiche.

    Tutte le immagini raccontano di una ricerca interiore e del suo esito finora.

    I "diversi" sogni che hai citato fanno parte di un unico messaggio, per cui penso sia giusto leggerli in ordine.

    Ci sono dei cavalieri tra le rovine di una rocca a base circolare. I "cavalieri" possono essere letti sia come "persone a cavallo", sia come "ordine cavalleresco militare/monastico". Il cavallo rappresenta la forza, di stampo soprattutto femminile (I-Ching docet), e fino a due secoli fa circa, l'unico mezzo per affrontare dei viaggi, per raggiungere delle destinazioni. Da qui percepisco che si tratta di un "cammino" di crescita personale, che si riferisce al tuo passato e a qualcosa di "antico" (le rovine della rocca a base circolare).

    Il cerchio rappresenta la totalità, spesso di natura, anche qui, femminile; qualcosa di definito e di circoscritto (appunto), ma in questo caso è in rovina. Ciò significa che delle certezze precedenti (la rocca antica) sono venute meno, e quindi sono in rovina. Di conseguenza c'è bisogno di un ulteriore passo avanti per superare il vecchio e per aggiornarsi in questo "viaggio".

    Uno di questi cavalieri (personaggio del passato) "salta" quindi nel presente, e si ritrova in un'aula universitaria. Il contesto scolastico rende evidente la necessità di imparare, di fare altre esperienze dato che quelle passate non sono più utili né attuali. Il cavallo (forza femminile del passato) ovviamente, non c'è più, dato che siamo nell'aula scolastica. Il cavaliere quindi si pone al centro dell'attenzione come aricere, tentando di centrare dei bersagli (le frecce stavolta sono un simbolo, anche sessuale, di natura maschile). Ma anche qui non ci siamo: il bersaglio non viene centrato!

    Tutto ciò non significa che le "vecchie" conoscenze siano sbagliate, solo che devono essere integrate con nuove esperienze e nuove situazioni, altrimenti sarebbero limitanti e non più utili nel contesto attuale.

    Ed è per questo che ora ci si trova in una lezione di "fisica", nell'attesa che arrivi l'insegnante... che però al momento non è ancora arrivato. La "lezione di oggi" quindi inizia con tutte le altre immagini che il sogno ti propone.

    Il ragazzo vestito di bianco e di colori vivaci rappresenta il tuo lato maschile, e la tua forza soprattutto (i denti sono allegoria della forza di frantumare e rendere fruibili i "cibi", cioé le esperienze, in virtù della prossima digestione/assimilazione).

    Ovviamente, vi conoscete: è parte di te, ma è parte di te anche il principe in armatura! L'armatura è una difesa, una corazza che ti "separa" dagli agenti esterni. Il tentativo di "far breccia" nella bella ragazza dai capelli mori ondulati è lodevole, ma destinato a fallire, finché si ha l'armatura.

    I tre colori del foulard dicono questo: il rosso = intensità, passionalità (e mettiamoci anche un pizzico di sessualità, su!); il blu = in generale sono i "talenti" acquisiti con le esperienze passate (soprattuto in termini di conoscenza derivata da "studi sui libri", non tanto da esperienze di vita), ma a volte anche la tristezza (il "blues" è una canzone triste); il viola rappresenta la spiritualità! Quindi l'approccio è infarcito di tutte le buone intenzioni possibili, ma...

    In soldoni: il tuo aspetto maschile vuole ricongiungersi con quello femminile per un nuovo equilibrio interiore, ma ha paura e lo fa con circospezione, pronto a "difendersi" (l'armatura) da quell'incontro. A queste condizioni l'aspetto femminile si ritrae (almeno per ora).

    La ragazza è giovane, ma è vedova! Rappresenta il tuo lato femminile, ma è stata "lasciata" dal suo uomo. Quindi è sempre un aspetto di te, qualcosa che in passato avevi deciso di lasciare in disparte, forse per condizionamenti, cultura, o perché pensavi che fosse sinonimo di "debolezza".

    Difatti finora hai dato molta rilevanza al tuo lato maschile (il cavaliere, il principe, il tuo interlocutore), ma in seguito a questa esperienza cominci a comprendere... e tutti questi maschietti "se ne vanno".

    Provi ad andartene anche tu, con uno stato d'animo quasi di "fallimento" (il prof che ti dice di andartene in punta di piedi, la sensazione di camminare sulla sabbia, cioé qualcosa di instabile su cui non si può costruire nulla di duraturo...), ma PER FORTUNA ti ricordi di aver lasciato in aula le "tue cose".

    La ragazza, in tutto il sogno, voleva entrare in contatto CON TE, mentre tu le paravi davanti tutti gli altri aspetti di te che ritenevi più opportuni. Stavolta non ci sono scuse: sei davvero TU, e lei ti sorride!

    Finalmente ti "scuoti" dal torpore e le chiedi, ripetutamente, di tornare con te! Ma ancora non sei davvero pronto, e lei non risponde.

    Solo ora vai a riprendere le "tue cose". Sono in un banco sotto le finestre, tramine le quali entra la luce dall'esterno. Tutto il resto è buio! Di nuovo la dicotomia "maschile" (luce) e "femminile" (buio), ma stavolta tu ci sei nel mezzo, pronto a collegarti con entrambi. Tutte le "tue cose" sono oggetti utili per la ricerca e lo studio, cioé la ricerca interiore e lo studio di te e di chi sei, e i "mezzi" ricordano molto le ricerche spirituali degli antichi CAVALIERI TEMPLARI (ovviamente), per valutare "peso e misura", e sicuramente tra gli oggetti che non hai citato c'é anche un compasso!

    In questo modo, prendendo tutti questi strumenti, dimostri a te stesso che sei intenzionato ad una ricerca sia "fisica" che "metafisica", cioé sia di stampo "maschile" che "femminile" ("razionale" e "magica", se preferisci), e quindi adesso sei veramente PRONTO!

    E' naturale, a questo punto, che la tua "lei" stavolta decida di "tornare da te"!

    Perdonami, ma ho buttato giù queste righe di fretta e ultimamente sono proprio stanco; spero di aver reso il senso di quanto ho percepito!

    In bocca al lupacchiotto! :-)

    Ciao ciao

  3. #3

    Riferimento: in un'aula universitaria

    Citazione Originalmente inviato da Giocherellone Visualizza messaggio

    Perdonami, ma ho buttato giù queste righe di fretta e ultimamente sono proprio stanco; spero di aver reso il senso di quanto ho percepito!
    Piuttosto, grazie mille per avermi letto e scritto così tanto!

    Mi è piaciuta l'idea dei denti, e delle frecce legate alla sessualità, che sono gli elementi più "azzeccati".

  4. #4
    L'avatar di claudia1976
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    Riferimento: in un'aula universitaria

    Che bello questo sogno e il suo significato!!!
    "Nessuno teme l'Inquisizione spagnola" (tratto da "Sliding doors")

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