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  1. #1

    Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Il counseling apre ad una riflessione circa il nostro lavoro, a quanto ho capito il counsoler non ha un proprio albo, deve lavorare sotto la supervisione di uno psicologo o psicoterapeuta..non si sa bene facendo cosa...questa supervisione comporta inoltre una presa di responsabilità da parte di un professionista che deve rispondere deontologicamente al proprio ordine professionale..del suo operato ed in questo caso anche di quello del counselor..stanno proprio così le cose..o mi sfugge qualcosa...forse occorre un pò di chiarezza..

  2. #2
    Postatore Compulsivo L'avatar di ste203xx
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    purtroppo nessuno obbliga i sedicenti "counselor" a lavorare sotto supervisione di uno psicologo o psicoterapeuta...magari! Non è una professione regolamentata da una legge dello stato come quella di psico, tutti gli "albi di counselor" sono del tutto privati, così come i vari codici etici o deontologici, quindi nessuno è obbligato a niente, chiunque può farlo senza rendere conto a nessuno e neppure a un supervisore. Io e te domani mattina ci possiamo alzare e fondare una "scuola triennale di couseling", rilasciare un attestato di frequenza, uno pseudo supermegacertificato di "counselor" (se ne trovano già precotti su google image), fare un albo privato dove facciamo l'elenco delle persone che partecipano ai nostri corsi e accroccare un codice deontologico. E' perfettamente lecito! Poi se qualche psico-coso ci rompe le scatole, possiamo sempre dire che le tecniche da noi insegnate si concentrano sul "qui e ora", su problemi circoscritti e sull'esplorazione delle risorse...pensa com'è facile!

  3. #3

    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    grazie, ora ho le idee più chiare..cioè che qualcuno ci potrà rubare facilmente il mestiere senza poter fare nulla, dimostrare che un counselor vada oltre il suo lavoro è una operazione difficilisima; ho denunciato all'ordine un counselor che lavora in uno spazio privato dove all'ingresso c'è un bel cartello con scritto ...."Centro di psicologia.( segue nome del centro)......."....ma anche in questo caso probabilmente basterà un collega compiacente che collabori..ed il gioco è fatto....

  4. #4
    Johnny
    Ospite non registrato

    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    comunque, come diceva qualcuno in un altro thread, i counselor nei loro siti, bigliettini da visita, ecc....spesso scrivono che si occupano di disturbi di ansia, fobie, attacchi di panico....quindi non sono dei "piccoli psicologi", ma dei "piccoli psicoterpaeuti/psichiatri".

  5. #5
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Il problema è uno: che ai counsellor viene insegnata la discplina dagli Psicologi e, a volte, dai Medici-Psichiatri. Il nostro è un ordine fantoccio che tutela solo gli interessi dei sanitari e dei baroni della psicologia. Fosse per me lo abolirei domani l'ordine degli Psicologi...

  6. #6

    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    sai ..hai ragione sul fatto che non ci tuteli abbastanza..figurati..una consuelor mi ha scippato un progetto che stavamo portando avanti assieme..(mi aveva detto che era una collega, ma mica potevo chiedere il diploma di laurea)..ma vedi..l'ordine non lo abolirei affatto..anzi va rafforzato..certo mica è facile farlo....ma proviamoci..

  7. #7

    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    sai ..hai ragione sul fatto che non ci tuteli abbastanza..figurati..una consuelor mi ha scippato un progetto che stavamo portando avanti assieme..(mi aveva detto che era una collega, ma mica potevo chiedere il diploma di laurea)..ma vedi..l'ordine non lo abolirei affatto..anzi va rafforzato..certo mica è facile farlo....ma proviamoci..

  8. #8
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Io sono un pò stanco di sentire che l'ordine non fa niente...è un pò lavarsene le mani.....culturalmente, per esempio, dobbiamo far uscire meglio la nostra professione. Guardate i siti per esempio: quelli dei counsellor sono sempre più comprensibili e chiari dei nostri e riescono a dare una immagine di vera promozzione del benessere. in quella degli psicologi si parla sempre di depressione ansia ecc. Ma è solo un esempio. Alla collega derubata del progetto.....basta guardare sull'elenco dell'ordine e vedi chi è iscritto e chi non senza bisogno di chiedere curriculum in giro e comunque vale la legge di mercato che bisogna stare attenti a chiunque.

  9. #9
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Sulla comunicazione ti do ragione: gli Psicologi fanno molto spesso usano un linguaggio molto tecnico che è frutto, a mio avviso, del retaggio culturale nel quale se hai una laurea devi per forza dimostrarlo in qualche modo (un bisogno di identificazione), e dell'orgoglio di appartenere a una professione certificata dallo stato. Tutto questo svanirebbe se non esistesse l'ordine, che non garantisce alcunché, ma delle associazioni di professionisti in sana competizione tra loro, in cui per iscriverti si vede in primis cosa sai fare e cosa hai fatto. Detto questo io, personalmente, mi batterei per l'abolizione dell'ordine perché non credo nei cambiamenti di organismi nati solo per tutelare i più potenti. Per assurdo gli Psicologi sono i primi che vorrebbero un ordine ancora più coercitivo e determinante, quando non si rendono conto che l'era dei privilegi è finita per quest'ultimi costano troppo alla società e alle persone.

  10. #10
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Sinceramemente non capisco qual'è l'era dei privilegi e quali erano...il discorso è un pò generico e forse qualunquista....credo che sia più costruttivo fare esempi praticie proporre idee che possano essere realmente praticabili

  11. #11
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Ad esempio, l'ordine non prende mai posizione sul proliferasi delle scuole di formazione, sul numero chiuso (tutela dei baroni universitari), non ci sono politiche di rilancio professionale, nè tantomeno sul rilancio dei giovani psicologi. I fondi pensionistici dell'Enpap potrebbero essere investiti su progetti sanitari privati (RSA, comunità, o centri di medicina specializzata) affinché si possa premere per l'assunzione di psicologi. Due anni fa il mio presidente regionale disse a lezione: "probabilmente sarete un esercito di straccioni e casalinghe frustrate perchè ne siete tanti e poco preparati". In quell'occasione, con un ghigno presuntuoso e beffardo, il caro presidente, ci raccontò anche della sua tribolazione per la figlia maturanda che aveva intenzione di seguire le orme del Papà. Naturalmente riuscì a dissuaderla dalla scellerata decisione. Se questo ti sembra normale o qualunquistico, fai un pò te. Io ribadisco la mia posizione: abolire l'ordine!

  12. #12
    Partecipante Assiduo
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Citazione Originalmente inviato da Zakketto Visualizza messaggio
    Ad esempio, l'ordine non prende mai posizione sul proliferasi delle scuole di formazione, sul numero chiuso (tutela dei baroni universitari), non ci sono politiche di rilancio professionale, nè tantomeno sul rilancio dei giovani psicologi. I fondi pensionistici dell'Enpap potrebbero essere investiti su progetti sanitari privati (RSA, comunità, o centri di medicina specializzata) affinché si possa premere per l'assunzione di psicologi. Due anni fa il mio presidente regionale disse a lezione: "probabilmente sarete un esercito di straccioni e casalinghe frustrate perchè ne siete tanti e poco preparati". In quell'occasione, con un ghigno presuntuoso e beffardo, il caro presidente, ci raccontò anche della sua tribolazione per la figlia maturanda che aveva intenzione di seguire le orme del Papà. Naturalmente riuscì a dissuaderla dalla scellerata decisione. Se questo ti sembra normale o qualunquistico, fai un pò te. Io ribadisco la mia posizione: abolire l'ordine!
    premettendo che l'enpap è un'altra cosa, non c'entra niente con l'odine e sinceramente non so nenche come funzionano i regolamenti per gli investimenti....le tue idee sono buone, ma non hai detto come faresti.
    A quale legge ci si deve appellare per limitare le scuole ovvero la libera offerta di formazione?
    A quale legge ci si deve appellare per chiedere il numero chiuso?(tra l'altro per me il lavoro c'è ma bisgna cercare o inventarselo)
    Quali pilitiche di rilancio suggerisci?
    Io sono aperto ad ogni idea, ma ripeto idee non al "piove governo ladro" siamo tutti psicologi e dobbiamo fare la nostra parte portando idee concrete e fattibili...a dire che tutto va male lo può dire chiunque.Sembrano i discorsi da bar dove dopo che è stata asfaltata una strada, tutti che si lamentono perchè potevano asfaltare anche quei dieci metri in più senza pensare che magari 10 metri sono 10 mila euro e il comune non li ha nel budget.
    Servono idee concrete e fattibili.serve il come fare non il cosa fare, quello lo sanno tutti
    Ultima modifica di Peterpan1977 : 24-06-2011 alle ore 11.19.10

  13. #13
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Allora non mi spiego, o forse tu non capisci. Per me tutti i problemi che tu citi potrebbero essere superati con l'abolizione degli ordini professionali, la creazioni di federazioni private di professionisti in sana competizione. Il modello di riferimento è quello Inglese, in cui ogni associazione ha dei criteri e degli standard, secondo i quali viene regolato l'accesso. Massima libertà di scelta, è la concorrenza che selezione i migliori professionisti. Questa è la mia idea.

  14. #14
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    Riferimento: Il "counseling" , come rapportarsi e rischi deontologici

    Allora non mi spiego, o forse tu non capisci. Per me tutti i problemi che tu citi potrebbero essere superati con l'abolizione degli ordini professionali, la creazioni di federazioni private di professionisti in sana competizione. Il modello di riferimento è quello Inglese, in cui ogni associazione ha dei criteri e degli standard, secondo i quali viene regolato l'accesso. Massima libertà di scelta, è la concorrenza che selezione i migliori professionisti. Questa è la mia idea.

  15. #15
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    Citazione Originalmente inviato da Zakketto Visualizza messaggio
    Allora non mi spiego, o forse tu non capisci. Per me tutti i problemi che tu citi potrebbero essere superati con l'abolizione degli ordini professionali, la creazioni di federazioni private di professionisti in sana competizione. Il modello di riferimento è quello Inglese, in cui ogni associazione ha dei criteri e degli standard, secondo i quali viene regolato l'accesso. Massima libertà di scelta, è la concorrenza che selezione i migliori professionisti. Questa è la mia idea.
    Senza entrare nel discorso che la struttura inglese è completamente diversa ad ogni livello da quella italiana ed è come paragonare le mele con le noci (neanche le pere).....allora non mi sono spiegato io, quello che servono sono idee concrete non sparate tipo voglio la pace nel mondo.
    Mi ritiro da questo sterile dibattito, se qualcunaltro è più concreto con proposte attuabili sono apertissimo al dialogo.

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